Aloe vera

specie di pianta della famiglia Aloeaceae

L'Aloe vera (sin. Aloe barbadensis Miller; pronuncia: àloe o aloè) è una pianta succulenta della famiglia delle Aloeaceae[1] (Xanthorrhoeaceae secondo la APG III[2]), che predilige i climi caldi e secchi.

Indice

TassonomiaModifica

Il nome Aloe vera è stato usato per la prima volta da Linneo, come Aloe perfoliata var. vera (1753), tuttavia la descrizione di Linneo dell'Aloe vera come specie a se stante è successiva alla descrizione di Miller dell' Aloe barbadensis (1768), pur trattandosi sicuramente di esemplari della stessa specie. Inoltre il nome "barbadensis" venne attribuito da Miller a esemplari raccolti sull'isola di Barbados (nelle Piccole Antille), sicuramente discendenti da qualche pianta di Aloe lasciata sull'isola dai navigatori portoghesi o spagnoli oltre due secoli prima. Per questo motivo, in base alle regole sull'attribuzione dei nomi, deve essere usato il nome Aloe vera Miller, (non: Linneo) . Precedentemente alla classificazione binomia introdotta da Linneo la specie era chiamata Aloe vera vulgo o Aloe vera Vulgaris sive sempervivum marinum, e successivamente Aloe foliis spinosis confertis dentatis, vaginantibus planis maculatis . Questo indica che il nome "vera" stia a spiegare che la pianta è stata considerata dal "volgo" la vera Aloe.

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Aloe vera
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Aloeaceae
Genere Aloe
Specie A. vera
Classificazione APG
Ordine Asparagales
Famiglia Xanthorrhoeaceae
Sottofamiglia Asphodeloideae
Nomenclatura binomiale
Aloe vera
L.
Sinonimi
 
Illustrazione relativa a studio sull'aloe pubblicato sugli Acta Eruditorum del 1688

MorfologiaModifica

È una pianta carnosa perenne a portamento arbustivo, alta sino a un metro.

FoglieModifica

Sono disposte a ciuffo, semplici, lunghe 40–60 cm, lungamente lanceolate, con apice acuto, presentano cuticola molto spessa e sono carnose a causa degli abbondanti parenchimi acquiferi presenti al loro interno. Presentano spine solo lungo i lati.

FioriModifica

Scapo fiorifero che si innalza dal centro delle foglie, costituito da un'infiorescenza a racemo con asse ingrossato. Sono di colore dal giallo al rosso.

È una pianta autosterile, si riproduce perciò solo con l'impollinazione incrociata, in quanto i fiori maschili e quelli femminili della stessa pianta non si incrociano tra loro.I fiori di aloe aperti sono sempre rivolti al basso, e le gemme si aprono man mano che i fiori cadono. La fioritura è a febbraio-marzo nei tropici.

FruttiModifica

Sono costituiti da una capsula loculicida.

ColtivazioneModifica

Nel mondo, l'aloe è coltivata principalmente in Africa, Australia, America settentrionale, America centrale, America meridionale, Russia, Giappone. In Sud America vi è una grande produzione in Repubblica Dominicana e Messico. In Europa e medio oriente l'aloe vera è coltivata in Grecia, Israele, Italia e Spagna.

MoltiplicazioneModifica

La moltiplicazione dell'aloe avviene per seme o per divisione dei polloni che si formano alla base della pianta.

UsoModifica

L'uso dell'aloe è molto antico, come testimoniato dal testo cuneiforme di alcune tavolette d'argilla ritrovate sul finire dell'Ottocento da un gruppo di archeologi nella città mesopotamica di Nippur, nei pressi di Bagdad, Iraq, e databili attorno al 2000 a.C. Nel testo si legge "... le foglie assomigliavano a foderi di coltelli". L'aloe era nota e utilizzata anche presso gli egizi (es. citata nel "papiro Ebers" del 1550 a.C.) per i preparati per l'imbalsamazione (da qui "pianta dell'immortalità") o per la cura e l'igiene del corpo o come cicatrizzante[3], nonché citata svariate volte nella Bibbia (es. Giovanni 19, 39: "...e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre" ) quale pianta aromatica o per la preparazione degli unguenti prima della sepoltura[4].

Lo studio sistematico di questa pianta ebbe inizio solo nel 1959 grazie a Bill Coats, un farmacista texano, che mise a punto un processo per stabilizzare la polpa aprendo la strada alla commercializzazione dell'aloe senza più problemi di ossidazione e fermentazione. Parallelamente il governo americano dichiarò ufficialmente le proprietà curative di questa pianta per il trattamento delle ustioni. Da allora gli studi sull'aloe sono molto attivi in tutto il mondo.

Da un punto di vista chimico si possono distinguere tre grandi classi di componenti nell'aloe: gli zuccheri complessi, in particolare glucomannani tra cui spicca l'acemannano, nel gel trasparente interno con proprietà immuno-stimolanti; gli antrachinoni nella parte verde coriacea della foglia ad azione fortemente lassativa e poi svariate altre sostanze come sali minerali, vitamine, aminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, lignine e saponine.

Presunte proprietà medicinaliModifica

 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Estratti e preparati a base di aloe vera sono stati finora proposti per le supposte proprietà:

  • Rigeneranti: stimola la crescita dell'epitelio sulle ferite;
  • Proteolitiche e cicatrizzanti: dissolve e assorbe enzimaticamente le cellule morte o danneggiate;
  • Antinfiammatorie: accompagna e aiuta a superare il processo infiammatorio;
  • Umettanti: è idratante e favorisce l'idratazione dei tessuti della pelle;
  • Analgesiche: dà sollievo al dolore;
  • Fungicide: ostacola la crescita dei funghi;
  • Virostatiche: ostacola la crescita dei virus;
  • Antibiotiche: ostacola la crescita dei batteri;
  • Emostatica: riduce la fuoriuscita di sangue nelle lesioni;
  • Lenitive: dà sollievo nel prurito;
  • Disintossicanti: aiuta la disintossicazione del corpo dalle tossine.

Tuttavia gli studi scientifici finora effettuati per confermare tali proprietà sono stati su piccola scala, incompleti e alcuni contraddittori.[5][6][7][8][9]

ControindicazioniModifica

La parte periferica della foglia contiene l'aloina, una droga antrachinonica con effetto lassativo[10] e irritativo del colon e, si ritiene, abortivo in gravidanza. Per questo motivo è sconsigliato assumere per bocca preparati a base di aloe vera che contengano la parte esterna verde della foglia.

Distribuzione e habitatModifica

NoteModifica

  1. ^ 'Mosquito larvicidal activity of Aloe vera (Family: Aloeaceae), Micropropagação de babosa (Aloe vera - Liliaceae) Archiviato il 24 aprile 2014 in Internet Archive., The Complete Story of Aloe Vera Archiviato il 12 aprile 2014 in Internet Archive.
  2. ^ Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III, in Botanical Journal of the Linnean Society 2009; 161(2): 105–121.
  3. ^ Una storia millenaria, Elisa Frisaldi, Valentina Murelli, Donato Ramani, Naturale è bello? La scienza dei rimedi naturali di bellezza. Milano, Sironi Editore, 2003. ISBN 978-88-518-0104-5.
  4. ^ Citazioni della parola "aloe" nella Bibbia, la sacra Bibbia, versione riveduta
  5. ^ Beth Lulinski e Cathy Kapica, Some Notes on Aloe Vera, su quackwatch.org, 23giugno 1998.
  6. ^ Boudreau MD, Beland FA, An Evaluation of the Biological and Toxicological Properties of Aloe Barbadensis (Miller), Aloe Vera, in J Environ Sci Health C Environ Carcinog Ecotoxicol Rev, vol. 24, nº 1, 2006, pp. 103–54, DOI:10.1080/10590500600614303, PMID 16690538.
    «extract in various solvents has variable but significant antibacterial activity against the five clinical isolates used in this study.».
  7. ^ Ernst E, Adverse effects of herbal drugs in dermatology, in Br. J. Dermatol., vol. 143, nº 5, 2000, pp. 923–9, DOI:10.1046/j.1365-2133.2000.03822.x, PMID 11069498.
    «Oral and topical aloe vera is promoted for a variety of conditions but the evidence to support its use is not compelling.».
  8. ^ Marshall JM, Aloe vera gel: what is the evidence?, in Pharm J, vol. 244, 1990, pp. 360–362.
  9. ^ Vogler BK, Ernst E, Aloe vera: a systematic review of its clinical effectiveness (PDF), in Br J Gen Pract, vol. 49, nº 447, 1999, pp. 823–8, PMC 1313538, PMID 10885091.
  10. ^ Aloina, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

BibliografiaModifica

  • Alessandro Bassetti e Stefano Sala. Il grande libro dell'aloe. Trento, Zuccari, 2003. ISBN 88-900309-8-4.
  • Gilbedrt Westacot Reynolds. The Aloes of Tropical Africa and Madagascar. Mbabane Swaziland,1966.The Trustees The Aloes Book Fund
  • Gilbedrt Westacot Reynolds. The Aloes of South Africa.Mbabane Swaziland,1930.The Trustees The Aloes Book Fund
  • Luciano Zambianchi. Le mie prime venti Aloe. Roma, 2013. ISBN 978-88-91058-31-7.

Voci correlateModifica

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