Alpine-Renault

casa automobilistica francese
ALPINE
Société des Automobiles Alpine
Logo
StatoFrancia Francia
Forma societariaSocietà controllata
Fondazione1955 a Dieppe
Fondata daJean Rédélé
Sede principaleDieppe
GruppoRenault
ControllateSignatech-Alpine (dal 2013)
Persone chiaveMichael van der Sande (DG)
SettoreAutomobilistico
Prodottiautomobili sportive
Sito webwww.alpine-cars.com/

La Société des Automobiles Alpine SASU o più semplicemente Alpine (o anche Alpine-Renault) è una casa automobilistica francese, specializzata nella costruzione di vetture sportive, fondata nel 1955 a Dieppe da Jean Rédélé e dal 1973 facente parte del gruppo Renault.

Vecchio logo della Alpine

La produzione automobilistica terminò nel 1995, ma 17 anni dopo la chiusura, Carlos Ghosn, PDG di Renault, annuncia il 5 novembre 2012 la rinascita del marchio Alpine[1].

StoriaModifica

Le elaborazioni Renault e la fondazioneModifica

La società venne fondata da Jean Rédélé nel 1955 a Dieppe, con la ragione sociale di Société Anonyme des Automobiles Alpine. Egli era il figlio del proprietario del concessionario Renault nella città di Dieppe. Nei primi anni cinquanta, riscosse numerosi successi in varie competizioni automobilistiche, entrando anche a far parte della squadra corse alla guida di una Renault 4CV. L'esperienza maturata con i motori Renault lo spinsero a creare configurazioni sempre più estreme e competitive, non solo per sé stesso, ma anche per vari clienti che di volta in volta gli commissionavano qualche vettura per le gare. Il successo ottenuto gli permise di aprire così la nuova società.

La produzione AlpineModifica

 
Fabbrica della Alpine a Dieppe

Nel 1954, al Salone di New York viene presentata la prima creazione Alpine: il prototipo "The Marquis", disegnato da Giovanni Michelotti che, dopo alcuni accordi per la produzione su licenza negli Stati Uniti, non avrà seguito commerciale.

Il primo modello prodotto, l'Alpine A106 spinto dal motore della 4CV apparve nel 1956. Realizzata con carrozzeria in vetroresina su telaio tubolare, la A106 raccolse numerose vittorie durante la seconda metà degli anni 50. Poco dopo, fu affiancata da una versione aperta, sempre su disegno di Michelotti, dalla quale sarebbe derivata la Alpine A108, che riscosse anch'essa un notevole successo, sia in campo agonistico, sia presso il pubblico, che cominciava a conoscere i prodotti sportivi di questa azienda, che da officina artigianale si trasformò alla fine degli anni 50 in un vero e proprio stabilimento diviso in due sezioni, quella dedicata alla produzione di serie e quella dedicata alle competizioni.

Le vittorie nelle competizioni e la A110Modifica

 
Logo di una Alpine Renault 1300

Negli anni sessanta, la Alpine cominciò a lavorare ad una nuova sportiva, molto bassa e profilata, sulla base della Renault 8. Il risultato fu la Alpine A110, che sarebbe divenuta una delle più famose Alpine di sempre. Questa vettura, che all'inizio fu equipaggiata con un motore da 1 litro di cubatura, subì numerose evoluzioni durante gli anni, fino a ricevere un 1.6 nel 1974. Le prime vittorie conquistate dalla A110 fecero in modo che la Renault investisse un vero capitale nella Alpine e la collaborazione tra la fabbrica di Dieppe ed il colosso di Parigi si fece stretta: la Alpine, praticamente poteva attingere dalla produzione Renault qualsiasi organo meccanico ed adattarlo alle sue vetture in maniera da farne delle vetture da competizione.

Ma l'attività della Alpine non si limitava a questo: sempre all'inizio degli anni 60 fu introdotta la M63, un veicolo da pista dalla carrozzeria molto profilata ed aerodinamica, che ottenne alcune importanti affermazioni, come la vittoria alla 1000 km del Nürburgring del 1963. Inoltre, la Alpine cominciò presto a dedicarsi anche alla Formula 3 e alla Formula 2, realizzando delle monoposto con motore da un litro sempre derivato da quello della R8, come nel caso della A110.

Nel 1968 Alpine tentò l'ingresso in Formula 1, quando l'azienda insieme alla Gordini realizzò la Alpine A350, una monoposto di Formula 1 sperimentale alimentata da un motore Gordini con architettura V8.[2] Tuttavia, dopo i primi test con il pilota collaudatore Mauro Bianchi sul circuito di Zandvoort, il progetto si concluse a causa della scarsa competitività della vettura perché il motore produceva circa 300 cavalli, meno rispetto ai quasi 400 dei motori Cosworth V8, nonostante il veicolo fosse già pronto per disputare il Gran Premio di Francia 1968; infatti a causa delle prestazioni insoddisfacenti la Renault, che collaborava allo sviluppo del veicolo, pose il veto sulla monoposto. Dopo il Gran Premio di Francia, la A350 fu distrutta.

Tornando alla A110, all'inizio degli anni settanta, quando le vittorie della A110 erano innumerevoli, la vettura continuò a seminare vittorie su vittorie e nel 1971 vinse al Rally di Montecarlo. Il 1973 fu l'anno dell'apice: l'Alpine divenne campione del mondo rally, battendo case ben più blasonate come la Porsche, la Lancia e la Ford.

Il declino, la fusione con Renault e la fine della produzioneModifica

 
Equipe della Alpine-Renault, con piloti e co-piloti nel 1973 (ultimo sulla destra Jean Todt)

Ma il 1973 fu anche l'anno in cui esplose la crisi petrolifera e pertanto, a causa della politica di austerità instaurata in tutto il mondo, le vendite della A110 calarono in maniera decisa.

Già all'inizio degli anni 70, comunque, il problema della Alpine stava nel dover trovare una sostituta alla A110, che oramai stava diventando piuttosto anziana e via via sempre meno competitiva: di lì a poco nel 1971 fu introdotta la Alpine A310. La fabbrica sportiva francese era però in fase calante: la meccanica dei nuovi modelli derivava dalla produzione di serie, come anche in passato, ma la concorrenza non stava certo a guardare. Per esempio poco dopo, la Lancia avrebbe introdotto la Stratos, con una motorizzazione di derivazione Ferrari e ciò tanto bastava a tagliare fuori vetture come la A310, impiegata comunque in alcune competizioni, ma con scarsi successi.

Nel 1975-76 l'Alpine tentò nuovamente la partecipazione alla Formula 1, costruendo Alpine A500 su progetto di André de Cortanze. La monoposto, dotata del nuovo motore turbo Renault EF realizzato dalla Gordini, fu la prima ad adottare un motore turbocompresso e gli pneumatici radiali. La vettura, però, a causa di svariati problemi tra cui l'affidabilità, non venne mai impiegata in corsa. In seguito il progetto venne ripreso e il motore debuttò al Gran Premio di Gran Bretagna del 1977 con Renault RS01.

Qualche barlume di gloria si ebbe nel campo delle gare su pista: l'Alpine-Renault A442 vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1978. Nello stesso anno, l'Alpine si fuse con la Renault, anche se per alcuni anni il nome venne mantenuto assieme a quello della casa madre su talune vetture sport.

Nel 1985, la A310 fu sostituita dalla GTA, che poi venne rimpiazzata nel 1991 dalla A610, la cui produzione venne a sua volta cessata nel 1995. La fabbrica di Dieppe ha continuato a produrre diversi modelli di auto sportive della Renault.

La rinascita del marchioModifica

Dopo 17 anni dalla sua scomparsa, Carlos Ghosn, PDG di Renault, annuncia il 5 novembre 2012 la rinascita della Alpine e la partnership del marchio con la inglese Caterham; la società di automobili "Alpine Renault" è rinominata « Société des automobiles Alpine Caterham »[1].

Nel 2014 tuttavia la partnership con Caterham è sciolta e la Renault continua da sola il rilancio della marca Alpine.[3]

Carlos Ghosn dà il via libera per il rilancio del marchio nel 2016. Il 16 febbraio dell'omonimo anno, Carlos Ghosn svela un nuovo prototipo della prossima Alpine, chiamata Alpine Vision, che prefigura la versione finale della futura nuova Alpine A110, che è stata svelata in anticipo il 28 febbraio 2017, per poi debuttare al Salone di Ginevra dello stesso anno.[4]

Nel 2013 e nel 2014 Alpine partecipa in collaborazione con la Signatech alla European Le Mans Series nella categoria LMP2, vincendo in entrambe le occasioni sia il titolo piloti che il titolo costruttori. Dal 2015 al 2020, inoltre, il team Signatech-Alpine partecipa al Campionato del mondo endurance nella categoria LMP2, vincendo il trofeo endurance costruttori LMP2 nel 2016 e nel 2018-2019.

Il 6 settembre 2020 il Groupe Renault annuncia il cambio di denominazione da Renault F1 Team a Alpine F1 Team, come parte della strategia per il rilancio del marchio.[5]. La stagione 2021 vede il ritorno in Formula 1 di Fernando Alonso[6], che verrà affiancato da Esteban Ocon.

Il 14 Settembre 2020 viene annunciata la nascita dell'Alpine Endurance Team, che parteciperà al Campionato del mondo endurance a partire dall'edizione 2021 nella categoria LMP1.[7][8][9] La Alpine LMP1 è realizzata in collaborazione con la Signatech su telaio Oreca e motore Gibson.

Cronologia essenzialeModifica

AutomobiliModifica

Modelli stradaliModifica

Prototipi e concept carModifica

Modelli Renault SportModifica

Alpine come parte di Renault Sport Technologies di Dieppe.

Galleria d'immaginiModifica

Albo d'oro competizioniModifica

Albo d'oro nelle competizioni della Alpine, tra parentesi il pilota (o i piloti) e la vettura utilizzata.

Sport PrototipoModifica

MonopostoModifica

RallycrossModifica

RallyModifica

  • 1967: CAMPIONE DI SPAGNA (B. TRAMONT / A110)
  • 1968: CAMPIONE DI FRANCIA (J.C. ANDRUET / A110)
  • 1968: CAMPIONE DI SPAGNA (B. TRAMONT / A110)
  • 1969: CAMPIONE DI FRANCIA (J. VINATIER / A110)
  • 1970: CAMPIONE D'EUROPA (J.C. ANDRUET / A110)
  • 1970: CAMPIONE DI FRANCIA (J.C. ANDRUET / A110)
  • 1970: CAMPIONE DI BULGARIA (I. TCHUBRIKOV / A110)
  • 1970: CAMPIONE DI ROMANIA (G. PUIU / A110)
  • 1971: CAMPIONE INTERNAZIONALE RALLY (TEAM ALPINE / A110)
  • 1971: CAMPIONE DI FRANCIA (J.P. NICOLAS / A110)
  • 1971: CAMPIONE DI BULGARIA (I. TCHUBRIKOV / A110)
  • 1972: CAMPIONE DI FRANCIA (B. DARNICHE / A110)
  • 1972: CAMPIONE DI CECOSLOVACCHIA (V. HUBACEK / A110)
  • 1973: CAMPIONE DEL MONDO (TEAM ALPINE / A110)
  • 1973: CAMPIONE DI FRANCIA (J.L. THÉRIER / A110)
  • 1973: CAMPIONE DI CECOSLOVACCHIA (V. HUBACEK / A110)
  • 1974: CAMPIONE DI FRANCIA (J. HENRY / A110)
  • 1974: CAMPIONE DI CECOSLOVACCHIA (V. HUBACEK / A110)
  • 1974: CAMPIONE DI POLONIA (B. KRUPA)
  • 1975: CAMPIONE DI FRANCIA (J. HENRY / A110)
  • 1975: CAMPIONE DI CECOSLOVACCHIA (V. HUBACEK / A110)
  • 1975: CAMPIONE DI UNGHERIA (A. FERJANCZ)
  • 1976: CAMPIONE DI CECOSLOVACCHIA (V. HUBACEK / A110)
  • 1977: CAMPIONE DI FRANCIA (G. FREQUELIN / A310)
  • 1980: CAMPIONE DI FRANCIA (J. RAGNOTTI / R5 ALPINE)
  • 1995: CAMPIONE DI FRANCIA VHC (J.C. RÉDÉLÉ / A110)

NoteModifica

  1. ^ a b c (FR) Sylvain Reisser, Renault s'associe à Caterham pour relancer Alpine, in Le Figaro, 6 novembre 2012. URL consultato l'8 novembre 2012.
  2. ^ Roy Smith, Alpine & Renault: The Development of the Revolutionary Turbo F1 Car 1968-1979, su Google Libri.
  3. ^ (FR) Sylvain Reisser, Alpine et Caterham, la fin de la vie à deux ?, in Le Figaro, 24 marzo 2014. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  4. ^ L'Alpine A110 è pronta per Ginevra. URL consultato il 1º marzo 2017.
  5. ^ Ufficiale: Alpine prende il posto di Renault, su FormulaPassion.it, 6 settembre 2020. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  6. ^ Sky Sport, L'annuncio ufficiale del ritorno di Alonso, su sport.sky.it. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  7. ^ (FR) ALPINE ENDURANCE TEAM S’ENGAGE EN LMP1 EN 2021, su alpinecars.com, 13 Settembre 2020. URL consultato il 29 Dicembre 2020.
  8. ^ (EN) Alpine Endurance Team confirms LMP1 entry for 2021 FIA WEC season, su fia.com, 14 Settembre 2020. URL consultato il 29 Dicembre 2020.
  9. ^ Alpine Endurance Team: presentata la squadra per il WEC 2021, su motori.it, 14 Settembre 2020. URL consultato il 29 Dicembre 2020.
  10. ^ a b (FR) Vidéo Renault Alpine A110-50 : désir d'avenir !, su largus.fr. URL consultato il 20 febbraio 2026.
  11. ^ (FR) Mondial auto 2014 : la RS 01 assure le spectacle chez Renault, su largus.fr. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  12. ^ a b (FR) Vision Gran Turismo : la vraie-fausse Alpine, su largus.fr. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  13. ^ a b (FR) Alpine Celebration : un concept proche de la future Alpine de série présenté aux 24 Heures du Mans 2015, su largus.fr. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  14. ^ a b (FR) En direct. Le concept Alpine Vision 2016 signe le retour d'Alpine, su largus.fr. URL consultato il 16 febbraio 2016.
  15. ^ (FR) Alpine A500, su statsf1.com. URL consultato il 12 marzo 2016.
  16. ^ (FR) Renault Concept - A710 « Berlinette 2 » : l'Alpine sacrifiée…, su renaultconcepts.online.fr. URL consultato il 20 febbraio 2016.

BibliografiaModifica

  • Jean-Jacques Mancel, Alpine : des hommes, des Voitures tome 1, Édition diffusion 30, 2001, 143 pages
  • Jean-Jacques Mancel, Alpine : des hommes, des voitures tome 2, Édition diffusion 30, 2003, 144 pages
  • (FR) Jean-Luc Fournier, Alpine les monoplace (Tome 1 et Tome 2), Bordeaux, Association Les Bielles Doo-Wap, 2008.
  • (FR) Jean-Luc Fournier, Jean Rédélé, Monsieur Alpine, Bordeaux, Association Les Bielles Doo-Wap, 2009, ISBN 978-2-9531374-2-2.
  • (EN) Roy P. Smith, Alpine & Renault: The Sports Prototypes (Volume 1 and Volume 2), Cardiff, Veloce Publishing Ltd, 2010.
  • Francesco Panarotto, Alpine Renault A110 Les Bleues Italiennes, Verona, UNIT Editrice, 2012.
  • (FR) Denis Bernard, Christian Papazoglakis e Robert Paquet, Alpine - Le sang bleu, Glénat, 2014, p. 48, ISBN 978-2-7234-9900-2.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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