Altercatio

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Altercatio è un termine latino che significa "dibattito", "discussione", ma anche "litigio", "rissa". Da esso deriva l'italiano "alterco".

Per altercatio si intende soprattutto un componimento diffusosi nel tardo periodo latino e nel Medioevo, sotto forma di dialogo, nel quale i protagonisti appoggiano opposte tesi riguardanti, in un primo tempo, tematiche religiose, e in seguito anche profane e spiritose.

StrutturaModifica

L'altercatio, data la sua struttura a forma di dialogo, in qualche modo richiama ai modi teatrali, e comunque le sue origini si possono far risalire nella sofistica e nell'agone della commedia attica.[1]

L'altercatio, per la sua originalità e autenticità, è generalmente uno strumento di indagine utile per comprendere usi e costumi di una epoca.

In senso lato viene usato per indicare qualsiasi tipo di discussione in cui si confrontano almeno due punti di vista diversi.

CasisticaModifica

Celebre, nell'antichità latina, l'altercatio fra Nevio e i Metelli.

Rientrano nel periodo tardo-latino l'Altercatio de anima, attribuito a sant'Ambrogio, scritto per polemizzare con il traducianesimo; l'Altercatio Heracliani, ispirata dalla diatriba fra il vescovo ariano Germinio di Sirmio e il cattolico Eracliano; l'Altercatio de utroque Johanne Baptista et Evangelista, che indaga quale dei due è più alto dal punto di vista spirituale.

Di spirito goliardico, sono stati invece l'Altercatio inter virum et mulierem, che vorrebbe stabilire chi, fra l'uomo e la donna, possegga una maggiore disposizione al peccato, e l'Altercatio Phyllidis et Florae, che vorrebbe stabilire chi sia il miglior amante tra il cavaliere e il chierico.

NoteModifica

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. I, pag.162

Voci correlateModifica

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