Apri il menu principale

Alternativa per la Germania

partito politico tedesco
Alternativa per la Germania
(DE) Alternative für Deutschland (AfD)
Alternative-fuer-Deutschland-Logo-2013.svg
LeaderJörg Meuthen, Alexander Gauland
StatoGermania Germania
SedeSchillstraße 9, 10785 Berlino
Fondazione6 febbraio 2013
IdeologiaNazionalismo tedesco,[1]
Populismo di destra,[2]
Euroscetticismo,[3]
Conservatorismo nazionale[3]
CollocazioneDestra/Estrema destra[4][5]
Partito europeonessuno
Gruppo parl. europeoIdentità e Democrazia
Seggi Bundestag
92 / 709
Seggi Bundesrat
0 / 69
Seggi Europarlamento
11 / 96
Seggi Parlamenti dei Länder
158 / 1821
Organizzazione giovanileJunge Alternative für Deutschland
Iscritti32 200[6] (2018)
Coloriblu
Sito web

Alternativa per la Germania (in tedesco Alternative für Deutschland, abbreviato AfD) è un partito politico tedesco euroscettico la cui collocazione politica è descritta come di destra[7] o di estrema destra[1]. Il partito è stato fondato nel febbraio del 2013 da Bernd Lucke, economista e professore di macroeconomia all'Università di Amburgo.

Indice

StoriaModifica

 
Bernd Lucke, fondatore del partito
 
Alice Weidel, candidata cancelliera dell'AfD alle elezioni tedesche del 2017

Alle elezioni federali del 2013 l'AfD ottiene 2 056 985 voti, pari al 4,70%, non riuscendo, quindi, per poco a superare la soglia di sbarramento del 5% al Bundestag[3]. Stessa sorte alle regionali in Assia, dove si ferma al 4%.

Alle successive elezioni europee del 2014 ottiene il 7,04%, conquistando sette eurodeputati su 96; a seguito del risultato, il partito ha scelto di affiliarsi al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei[8]. Sempre nel 2014 AfD ottiene il 9,7% alle regionali in Sassonia, il 10,6% in Turingia e il 12,2% nel Brandeburgo.

Il 4 luglio 2015 al congresso di Essen, Frauke Petry viene eletta a maggioranza assoluta leader del partito, ma l'8 luglio il fondatore Lucke lascia il partito dal momento che non condivide i toni populisti del nuovo segretario secondo lui troppo vicini al movimento anti islamico Pegida. Il 19 luglio Lucke fonderà il partito Alternativa per il Progresso e il Rinnovamento assieme a 5 europarlamentari dell'AfD. A seguito del cambio di rotta un deputato, Markus Pretzell, aderisce al nuovo gruppo europarlamentare Europa delle Nazioni e della Libertà, guidato dal Front National di Marine Le Pen, un altro deputato invece, Beatrix von Storch, aderisce al gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta.

Alle elezioni regionali del 2015 AfD ottiene il 6,1% ad Amburgo e il 5,5% a Brema.

Nelle elezioni regionali del 2016 AfD ottiene un ottimo risultato in termini elettorali: nel Baden-Württemberg AfD diventa il terzo partito ottenendo il 15,1% dei consensi, nella Renania-Palatinato ottiene il 12,6% mentre nella Sassonia-Anhalt si colloca al secondo posto ottenendo il 24,2% dei suffragi[9]. Ottimi risultati anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore con il 20,8%, dove è secondo dietro all'SPD, e nel Land di Berlino con il 14,1%. Nel 2017 ottiene il 6,2% alle regionali nel Saarland (3 seggi), il 5,9% nello Schleswig-Holstein (5 seggi), il 7,4% nel Nordreno-Vestfalia (16 seggi) e il 6% in Bassa Sassonia (9 seggi). Alla conferenza nazionale di aprile, l'assemblea boccia la svolta centrista proposta dalla leader Petry che, incinta del quinto figlio, annuncia quindi la sua indisponibilità a guidare il partito alle legislative di settembre[10]. Quindi il partito sceglie come candidato cancelliere Alice Weidel, eletta leader con il 67,7% dei voti, insieme al vicepresidente Alexander Gauland[11][12].

Alle legislative di settembre 2017 AfD si colloca al terzo posto con il 12,64% e ben 94 deputati, e per la prima volta il partito entra in parlamento. Per l'occasione la presidente del partito Frauke Petry ha annunciato che non sarebbe entrata nel gruppo parlamentare, ciò a causa dei contrasti con l'ala estremista formata da Alice Weidel e Alexander Gauland (i due capilista).[13][14] Pochi giorni dopo, il 29 settembre, Petry lascia il partito, per fondare il nuovo Die Blaue Partei.[15]

Nel 2018 AfD ottiene il 10,2% alle regionali in Baviera e il 13,1% in Assia.

Durante l'Assemblea di partito nel gennaio 2019, Afd sceglie una linea più moderata per le imminenti elezioni europee, abbandonando l'originale idea di lasciare l'Unione europea e aprendo invece al dialogo per "cambiarla". Avviene quindi una scissione da parte dell'ala più estrema del partito che avente come leader André Poggenburg confluisce in Aufbruch deutscher Patrioten[16]. Alle europee del 2019 il partito prende il 10.9%, ottenendo 11 seggi al Parlamento europeo.

IdeologiaModifica

 
Vari depliant informativi dell'AfD (agosto 2016)

Il movimento nazionalista, nettamente euroscettico, viene fondato con lo scopo di raccogliere il crescente sentimento euroscettico tra l'elettorato tedesco in vista delle elezioni federali del 2013: il partito propone l'indizione di referendum popolari per approvare il recupero di sovranità in favore degli stati membri dell'Unione Europea, l'uscita dall'Euro della Germania e la possibilità di creare unioni monetarie alternative e parallele[17][18][19].

Sui temi etici l'AfD è nettamente conservatore, disapprovando il matrimonio omosessuale così come le adozioni per coppie dello stesso sesso, si oppone all'aborto, è contro le politiche di "gender mainstreaming" come ad esempio l'incentivazione delle quote rosa, l'equiparazione tra i sessi e le cattedre universitarie sugli studi di genere.

Dal maggio del 2015, a seguito dell'aggravamento della crisi europea dei migranti, l'AfD si è diviso in due fazioni: la prima, guidata dal leader Frauke Petry, più favorevole alla revisione, in senso restrittivo, della legislazione in materia di diritto di asilo; la seconda, invece, guidata da Bernd Lucke, incentrata sulle tematiche economiche, è fuoriuscita dal partito ed ha fondato il nuovo movimento "Allianz für Fortschritt und Aufbruch" (Alleanza per il Progresso ed il Rinnovamento)[20].

Il partito è stato accusato di antisemitismo, di razzismo e di ridurre le responsabilità della Germania nazista negando l'olocausto.[21][22][23][24][25]

Risultati elettoraliModifica

Voti % Seggi
Federali 2013 2 056 985 4,70 0
Europee 2014 2 065 162 7,04 7
Federali 2017 5 877 094 12,64 94

NoteModifica

  1. ^ a b Germania dopo il voto: i partiti e l'ascesa dell'estrema destra | IqSPI, su www.ispionline.it. URL consultato il 23 settembre 2017.
  2. ^ Germany's populist AfD: from anti-euro to anti-migrant, su france24.com, France 24. URL consultato il 13 marzo 2016.
  3. ^ a b c (EN) Wolfram Nordsieck, Germany, su Parties and Elections in Europe, 2013. URL consultato il 28 maggio 2014.
  4. ^ Gabriele D'Ottavio e Thomas Saalfeld, Germany After the 2013 Elections: Breaking the Mould of Post-Unification Politics?, Ashgate Publishing, Ltd., 2015, p. 3, ISBN 978-1-4724-4439-4.
  5. ^ Matthias Dilling, The emergence of Germany’s new right wing, su Politics in Spires. URL consultato il 2 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2014).
  6. ^ Alternative für Deutschland hat mehr als 30.000 Mitglieder, su www.afd1.de, 30 maggio 2018.
  7. ^ (DE) Daniel Dackers, Rechts? Rechtspopulistisch? Rechtsradikal? Rechtsextrem?, in Frankfurter Allgemeine Zeitung, 15 settembre 2017. URL consultato il 30 settembre 2017.
  8. ^ Anna Nicolaou e Luke Barker, Anti-euro German AfD joins Cameron's EU parliament group, Reuters, 12 giugno 2014. URL consultato il 12 giugno 2014.
  9. ^ Danilo Taino, Un terremoto politico in Germania Crolla Merkel, gli xenofobi sfondano, 14 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  10. ^ Germania, l'AfD va sempre più a destra da RaiNews Archiviato il 27 aprile 2017 in Internet Archive.
  11. ^ Germania, l’ascesa della candidata gay al congresso dell’ultradestra omofoba, in La Stampa.
  12. ^ (DE) Frankfurter Allgemeine Zeitung GmbH, Weidel und Gauland: Ungleiches Spitzenduo führt AfD in den Bundestagswahlkampf, su FAZ.NET, 23 aprile 2017. URL consultato il 30 settembre 2017.
  13. ^ Germania, l'estrema destra dell'AfD entra al Bundestag ma perde un pezzo - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 25 settembre 2017.
  14. ^ Germania: l'AfD vince ma si spacca subito, la Petry lascia il partito, in rainews. URL consultato il 25 settembre 2017.
  15. ^ (DE) Frauke Petry vollzieht Austritt aus der AfD., in Die Welt, 29 settembre 2017.
  16. ^ https://www.globalist.it/world/2019/01/11/scissione-dell-ultradestra-tedesca-nasce-un-partito-con-il-simbolo-nazista-2035982.html
  17. ^ Wayne C. Thompson, Nordic, Central, and Southeastern Europe 2014, Rowman & Littlefield Publishers, 2014, p. 283, ISBN 978-1-4758-1224-4.
  18. ^ Lee McGowan e David Phinnemore, A Dictionary of the European Union, Taylor & Francis, 2015, pp. 23–24, ISBN 978-1-317-44515-9.
  19. ^ Wayne C. Thompson (a cura di), Nordic, Central, and Southeastern Europe 2015-2016, Rowman & Littlefield Publishers, 2015, p. 246, ISBN 978-1-4758-1883-3.
  20. ^ AfD chief Lucke denies plans to split the party, Deutsche Welle, 19 maggio 2015. URL consultato il 27 maggio 2015.
  21. ^ Una legione di xenofobi e negazionisti, così l’AfD sconvolge il Bundestag, in LaStampa.it. URL consultato il 26 settembre 2017.
  22. ^ L'Afd terzo partito in Germania: tra nostalgici e xenofobi, ecco chi sono i suoi membri, in Repubblica.it, 24 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.
  23. ^ Germania, Afd prende il 20% nell'ex Ddr: tra i dimenticati d'oltre Cortina risorge la cupa identità dei "tedeschi più tedeschi" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 26 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.
  24. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Negazionisti, razzisti e hooligan. Chi sono gli impresentabili del nuovo Bundestag, su Agi. URL consultato il 26 settembre 2017.
  25. ^ Alternative für Deutschland, il volto negazionista dell’estrema destra tedesca, in LineaPress.it, 25 settembre 2017. URL consultato il 26 settembre 2017.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN305931736 · LCCN (ENno2015002095 · GND (DE1046235370