Altidona

comune italiano
Altidona
comune
Altidona – Stemma Altidona – Bandiera
Altidona – Veduta
Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
SindacoGiuliana Porrà (lista civica) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate43°06′24.62″N 13°47′38.4″E / 43.106839°N 13.794°E43.106839; 13.794 (Altidona)
Altitudine224 m s.l.m.
Superficie12,97 km²
Abitanti3 525[1] (31-8-2020)
Densità271,78 ab./km²
FrazioniMarina di Altidona
Comuni confinantiCampofilone, Fermo, Lapedona, Pedaso
Altre informazioni
Cod. postale63824
Prefisso0734
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT109001
Cod. catastaleA233
TargaFM
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 988 GG[3]
Nome abitantialtidonesi
Patronosan Ciriaco
Giorno festivo8 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Altidona
Altidona
Altidona – Mappa
Posizione del comune di Altidona nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Altidona (Ardidona in dialetto locale) è un comune italiano di 3 525 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

StoriaModifica

Ritrovamenti archeologici fanno risalire le origini di Altidona a 150.000 anni fa. Fu poi abitata dai Pelasgi, antico popolo greco, e poi dai Piceni. Nel 485 a.C. giunsero i Romani.

Altidona appartenne a Fermo, all’Abbazia di Farfa in Sabina, poi nuovamente di Fermo. Inizialmente fu edificato il castello di S. Biagio in Barbolano che sprofondò in mare nell'Alto Medioevo o forse fu abbattuto dagli altidonesi. Dopo il XII secolo, gli abitanti della città di Altidona hanno dato vita ad un nuovo castello intorno alla parrocchia di Santa Maria e San Ciriaco, che fu edificato sulla collina della città attuale. Nel 1507 è sotto l'influenza di Fermo come un castello di seconda classe.

Il toponimo discende con tutta probabilità da un personale femminile di epoca medievale, che a sua volta deriva dall’espressione latina ALTA DOMINA, ‘alta donna’; poco convincenti appaiono invece le altre etimologie proposte, che si rifanno alla locuzione latina AD TILIONEM, ‘al grosso tiglio’. Nell’abitato, percorso da antichi vicoli ben conservati, si erge la chiesa di Santa Maria, affiancata da un imponente campanile: nella settecentesca canonica è custodito un polittico del Cortese (1390), raffigurante la Madonna in trono circondata da Santi. Ben conservate sono le mura medievali del castello. Da vedere sono poi il Belvedere, una torre d'avvistamento medievale affacciata sulla Valle dell'Aso, e la tavola, attribuita a Vincenzo Pagani, raffigurante la Madonna col Bambino, due santi e donatore conservata presso la chiesa parrocchiale.

CuriositàModifica

Altidona è il paese dei fornaciai. Alcuni ritrovamenti storici hanno rilevato la presenza di fornaci di epoca romana, riconducibili ai tempi di Cesare e Augusto. Tuttavia, per capire in modo più approfondito l'abilità fornacesca degli abitanti di Altidona, si deve arrivare al XIX secolo quando in zona Marina, Raffaele Bagalini iniziò la sua attività imprenditoriale. Il Bagalini aveva un grande sogno, un progetto ambizioso, che avrebbe portato ad Altidona lavoro, sviluppo e gettato le basi per quella che poi sarebbe diventata la grande abilità degli Altidonesi nella produzione di laterizi. Nel 1880 aveva già in attività due impianti produttivi. Le due fornaci diedero i loro frutti, tanto che dieci anni più tardi 1890, Raffaele Bagalini costruì lungo la strada Aprutina una fornace di tipo Hoffmann, un sistema innovativo, di livello industriale (una delle prime in Italia) che permetteva una produzione a ciclo continuo e non più ad intermittenza. Raffaele Bagalini morì a soli 56 anni, il 23 dicembre 1898, travolto da un carrello trasportatore all'interno di una delle sue fornaci. Tuttavia, lasciò una grande eredità ai suoi operai che tramandarono la meravigliosa arte del fornaciaio ai propri figli, creando con il trascorrere del tempo una generazione che nella prima metà 900, contava più di 100 fornaciai all'interno del centro storico di Altidona. La maggior parte di essi erano stimati fuochisti, ovvero coloro che dovevano controllare e regolare la temperatura del fuoco, elemento fondamentale per la buona riuscita dei laterizi, in un'epoca dove solo la conoscenza e la preparazione di ogni singolo uomo regalava il prodotto perfetto. Fino agli anni 60 dello scorso secolo i fornaciai Altidonesi erano molto richiesti e molti di loro hanno lavorato in diverse regioni d'Italia arrivando fino in Germania e in altre parti del mondo; dirigendo produzioni, costruendo fornaci e tramandando abilità e capacità nel loro settore. Alcuni di loro hanno portato innovazione e miglioramenti, come Antonio Nepi nato e cresciuto in Altidona che nel 1931 brevettò un metodo di perfezionamento dell'infornatura dei mattoni che garantiva una maggiore economia del combustibile. In onore di questi grandi uomini e lavoratori tutt'oggi si festeggia la "Festa dei Fornaciai" nel mese di luglio. Perché con il sudore della loro fronte non hanno solo creato e modellato mattoni, ma hanno anche forgiato il carattere forte, allegro e socievole degli Altidonesi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Piazza con fontana
  • La cinta muraria ristrutturata.
  • Il Belvedere, torre d'avvistamento medievale affacciata sulla Valle dell'Aso.
  • Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco, situata nella cinta.
  • Villa Montana e Cisterna romana, situate nell'antica contrada di Barbolano, luogo del castello sprofondato in mare nell'Alto Medioevo.
  • Nella chiesa parrocchiale è conservata una tavola, attribuita a Vincenzo Pagani, raffigurante la Madonna col Bambino, due santi e donatore.

Attrazioni turisticheModifica

  • Il territorio di Altidona ad est del centro storico si estende fino al mare dove si trova una spiaggia naturale lunga circa 3 km. Dal 2021, la spiaggia di Altidona si fregia del vessillo della Bandiera Blu, indice della salubrità delle acque di balneazione così come dell’attenzione posta al servizio offerto, tenendo in considerazione la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.
  • Il Parco dei Ponti è un'ampia area verde attorniata da alberi secolari al cui interno è possibile incontrare la nutria, un roditore degli ambienti acquitrinosi.

SocietàModifica

 
Lottizzazione Bagalini (Marina di Altidona)

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

CulturaModifica

Nel centro storico di Altidona è attivo il Teatro Comunale crogiuolo delle attività espressivo-recitative del cerchio artistico locale.

Eventi e manifestazioniModifica

Nel fine settimana limitrofo all'8 di agosto si svolge la sagra della Polenta con le lumache[5] organizzata dalla Proloco che ha luogo nel piazza e nelle vie del centro storico del paese, inoltre ci sono anche molti raduni motociclistici.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 aprile 2008 26 maggio 2013 Graziano Pagliarini lista civica - Altidona per il futuro Sindaco
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Enrico Lanciotti lista civica - Leali per Altidona Sindaco
11 giugno 2018 in carica Giuliana Porrà lista civica - AltidonAttiva Sindaco

Altre informazioniModifica

Forma parte dell'Unione dei Comuni della Valdaso. Fa parte dell'Area Vasta n. 4 di Fermo, dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche (A.S.U.R. Marche).

SportModifica

Calcio a 11Modifica

Attualmente Altidona ha una squadra, la Polisportiva Altidona, militante in Terza Categoria.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Sagra della Polenta con le Lumache - ALTIDONA, su lemarche.it. URL consultato il 16 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2012).

BibliografiaModifica

  • L. Rossi. Altidona. Fermo, 1999.

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Collegamenti esterniModifica

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