Alture del Golan

altopiano montuoso tra Siria e Israele
Alture del Golan
Alture del Golan - Localizzazione
Territorio a status conteso
Motivo del contenzioso Territorio siriano occupato da Israele
Situazione de facto Occupato parzialmente ed amministrato da Israele; rivendicato dalla Siria
Posizione dell'ONU Presenza sul territorio della missione UNDOF
Posizione di Israele
Sintesi della posizione Annessione del territorio occupato nel 1980
Nome ufficiale רמת הגולן (Ramat HaGolan)
Suddivisione amministrativa Distretto Settentrionale
Posizione della Siria
Sintesi della posizione Rivendicazione di tutto il territorio
Nome ufficiale هضبة الجولان (Haḍbatu 'l-Jawlān)
مرتفعات الجولان (Murtafaʕātu 'l-Jawlān)
Suddivisione amministrativa Governatorato di Quneitra
Informazioni generali
Area 1.800[1] km²
Popolazione 38.900 ab. (2005)
Continente Asia
Fuso orario UTC+2

Le alture del Golan (in ebraico: רמת הגולן?; in arabo: الجولان‎, al-Jawlān) sono un altopiano montuoso, dell'estensione di circa 1.800 km², con un'altitudine massima di 2.814 metri (Monte Hermon), all'interno, o sui confini, di Israele, Siria, Libano e Giordania, conosciute anche come Gaulantide.

Dal 1967 il termine è utilizzato generalmente per riferirsi a quella porzione di territorio occupato da Israele ai danni della Siria durante la guerra dei sei giorni, dell'estensione di circa 1.200 km² dalle pendici meridionali del Monte Hermon alla riva meridionale del lago di Tiberiade fino al confine con la Giordania.

Il territorio è de iure appartenente alla Siria, mentre de facto è occupato militarmente e amministrato da Israele che ha proceduto alla sua annessione unilaterale e non riconosciuta dalle Nazioni Unite. Siria e Israele non vi hanno scontri militari dal 1974. Nel 2008 sono stati avviati dei contatti tra le amministrazioni siriana ed israeliana per portare a termine il contenzioso i quali tuttavia sono stati interrotti anche a causa della guerra civile siriana scoppiata nel 2011.

GeografiaModifica

Le Alture del Golan sono una zona situata nell'angolo sud-occidentale della Siria e nord-orientale di Israele. Esse hanno una lunghezza da nord a sud di circa 65 chilometri e una larghezza da est a ovest che varia da 12 a 25 chilometri, per circa 1800 chilometri quadrati di superficie. Topograficamente, l'altitudine varia dai 2.814 metri del monte Hermon ai 400 metri in prossimità del fiume Yarmuk.

L'altopiano è parte di un'area molto ampia formata da campi di basalto vulcanico che si estendono da nord a est e che sono nati in seguito a eruzioni vulcaniche iniziate di recente, in termini geologici, quasi 4 milioni di anni fa, e che continuano ancora oggi. Le alture del Golan hanno confini geografici ben distinti. A nord, la valle di Sa'ar divide generalmente il colore più chiaro della roccia calcarea delle montagne dal colore più scuro delle rocce vulcaniche dell'altopiano del Golan.

La zona confina con Israele, è collinare e permette l'osservazione del Mar di Galilea (anche conosciuto come Lago Tiberiade o Lago Kinneret) posto 200 metri sotto il livello del mare[2], il fiume Giordano e il Monte Hermon. Il confine occidentale della pianura è diviso strutturalmente dalla Valle del Giordano, che cade a strapiombo nel mar di Galilea. La zona a sud del fiume Yarmuk appartiene alla Giordania mentre la zona all'estremità orientale del fiume Raqqad è controllata dalla Siria.[3]. Il resto è sotto il controllo di Israele.

StoriaModifica

Le fonti antiche non rivelano molto sulla storia e sulla gente della regione. Le prime testimonianze di insediamenti umani risalgono al Paleolitico superiore. Nella Bibbia viene considerato parte del Bašan.

Vari imperi hanno controllato la zona nel corso della storia e nel corso del XVI secolo il Golan fu conquistato dai turchi ottomani. Fu nel tardo XIX secolo, verso il 1878 circa, che le autorità ottomane iniziarono a costruire aree per l'insediamento. La regione fece parte del Governatorato di Damasco dell'impero turco ottomano fino al 1918 quando passò alla Francia con il Mandato francese della Siria al termine della prima guerra mondiale. Quando il mandato terminò nel 1944, le alture del Golan divennero parte della Repubblica Araba di Siria.

Due terzi della regione vennero occupate da Israele nel corso della Guerra dei Sei Giorni nel 1967. In seguito alla guerra dello Yom Kippur del 1973 Israele ha accettato di restituire circa il 5% del territorio alla Siria per il controllo internazionale e da allora il 95 % del territorio è conteso tra Israele e Siria. Questo 5% del territorio è stato incorporato in una striscia demilitarizzata di terra che corre lungo la linea di cessate il fuoco nota come zona UNDOF. L'UNDOF è stato istituito nel 1974, per supervisionare l'attuazione dell'accordo di disimpegno e mantenere il cessate il fuoco. Attualmente ci sono oltre 1.000 membri delle forze di pace delle Nazioni Unite.

Israele procedette, come avvenuto nel resto dei Territori Occupati, ad espellere la quasi totalità della popolazione locale ed iniziò la costruzione di insediamenti nella regione. L'area fu sotto amministrazione militare israeliana fino al 1981 quando Israele approvò la Legge delle Alture del Golan, ponendo la regione sotto il diritto civile, l'amministrazione e la giurisdizione israeliana.[4] Questa scelta è stata condannata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la Risoluzione 497, che ha definito la decisione israeliana di imporre le sue leggi, la sua amministrazione e la sua giurisdizione sulle alture del Golan "nulla e priva di ogni rilevanza giuridica internazionale".[5] Israele sostiene di essere in diritto di trattenere la zona, interpretando in tal senso un passo della Risoluzione 242, adottata dopo la Guerra dei Sei Giorni, che stabilisce il rispetto del diritto di ciascuno Stato «alla propria integrità territoriale, a confini sicuri e riconosciuti, liberi dalla minaccia o dall'uso della forza». Attualmente circa mezzo milione di profughi siriani attendono che venga rispettato il diritto internazionale al ritorno alle alture del Golan, dalle quali furono espulsi nel 1967.(In realtà, secondo fonti Enciclopedia Treccani, i rifugiati che abbandonarono i territori durante la guerra del 1967 sono stimati in 130.000 persone)

La linea che separa la Siria dalle alture del Golan occupate ha separato le poche comunità druse rimaste in quel territorio dagli attuali profughi siriani che vivevano nello stesso territorio. Famiglie siriane separate che non possono riunirsi né tantomeno incontrarsi.

Nel 2005 le alture del Golan avevano una popolazione di circa 38.900 persone, delle quali circa 19.300 drusi, 16.500 coloni ebrei israeliani e 2.100 musulmani.

Le fattorie di Sheb'aModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Fattorie di Sheb'a.

Le cosiddette "fattorie di Shebʿā" sono un'area agricola di quattordici fattorie che si trovano a sud di Shebʿā, un'area contesa tra Libano e Israele. Il motivo del contenzioso nasce tra quello precedente tra la Siria e il Libano. La stessa Siria ha riconosciuto le fattorie di Sheb'a come un territorio appartenente al Libano. La zona è sotto controllo israeliano che, anche a causa dell'ottima fertilità del territorio, non intende abbandonare la zona.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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