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Alvaro Pompili (Filettino, 6 giugno 1938) è un criminale italiano, e fiancheggiatore dell'organizzazione malavitosa romana banda della Magliana.

Indice

BiografiaModifica

Titolare di un'impresa societaria di carpenterie e ferro per l'edilizia, in via della Magliana, nonché di un'area attrezzata per il ricovero e l'allenamento dei cavalli da corsa, nella zona di Fiano Romano,[1]

Pompili venne introdotto nella banda da Marcello Colafigli vista l'esigenza dell'organizzazione di avvalersi di personaggi "puliti", in grado di far riciclare i loro capitali provenienti dalle attività illecite dell'organizzazione. Con quei guadagni Pompili si trasformò poi in costruttore e con la sua azienda Siderurgica Magliana costruì diverse ville al quartiere Axa, alla periferia sud di Roma.[2]

Impiegato come guardia giurata presso il Ministero della Sanità, fece poi da tramite con Biagio Alesse, custode e centralinista presso il Ministero stesso, convincendolo a custodire un deposito di armi all'interno dello stabile con un compenso fisso di circa un milione al mese e con la tacita garanzia che, per ogni necessità economica, la banda avrebbe fatto fronte ai suoi impegni. L'arsenale venne poi scoperto dalla polizia nel corso di una perquisizione, il 25 novembre del 1981.[3]

Venne poi arrestato il 21 marzo del 1994, dopo anni di latitanza, nella sua villa di Poggio Val Canneta, dalle parti di Cerveteri.[4]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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