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Alvise IV Mocenigo

doge della Repubblica di Venezia
Alvise IV Mocenigo
Alvise IV Mocenigo.jpg
Doge della Serenissima Repubblica di Venezia
Coat of arms of the House of Mocenigo.svg
In carica 19 aprile 1763 –
31 dicembre 1778
Predecessore Marco Foscarini
Successore Paolo Renier
Nome completo Alvise Giovanni Mocenigo
Nascita Venezia, 21 novembre 1701
Morte Venezia, 31 dicembre 1778
Sepoltura Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, Venezia
Dinastia Mocenigo
Padre Alvise Mocenigo
Madre Paolina Badoer
Consorte Pisana Corner
Religione Cattolico

Alvise IV Giovanni Mocenigo (Venezia, 19 maggio 1701Venezia, 31 dicembre 1778) fu il 118º doge della Repubblica di Venezia dal 19 aprile 1763 alla morte. Fu il settimo doge della casata dei Mocenigo.

DogatoModifica

Giunse alla carica di Doge il 19 aprile 1763, unico concorrente, con 40 voti su 41. La Repubblica veneziana ormai era in totale decadenza, tagliata fuori dalla politica internazionale, chiusa in un'immobile neutralità, isolata dal progresso economico, in balia degli eventi. Per ricordare i festeggiamenti della sua elezione il mercante Lodovico Furlanetto ordinò al Canaletto dodici disegni - che vennero poi trasferiti su lastre di rame da Giambattista Brustolon - raffiguranti le solennità dogali, che Francesco Guardi e altri artisti riproporranno in dipinti.

Negli anni Settanta del secolo la crisi economica imperversò in tutta la Repubblica e le contromisure attuate servirono solo ad alleviarla in parte. Vennero promulgate leggi contro il lusso (che non furono rispettate), si applicò una riforma fiscale per ridistribuire la pressione delle tasse sui cittadini e vennero aboliti i dazi interni; caddero però tutte le leggi di liberalizzazione delle manifatture, condannando a morte l'economia nazionale. Il Mocenigo fu un buon governante, moderato, generoso, e cercò anche di riformare lo stato, ma non ci riuscì a causa della forte opposizione dei nobili conservatori e dei consiglieri di Palazzo.

Nonostante ciò scoppiarono numerosi scandali finanziari e sessuali, ed anche il doge stesso rimase coinvolto da una storia imbarazzante quando il suo anello dogale venne trovato in mano ad una "chiacchierata" nobildonna. Per aiutare l'economia, egli allacciò importanti relazioni commerciali con Tripoli, Tunisi, il Marocco, la Russia e le Americhe, attuando al tempo stesso alcune riforme dell'esercito per aumentarne l'efficienza. Morì il 31 dicembre 1778 e fu sepolto nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN89431668 · ISNI (EN0000 0001 1774 0441 · GND (DE139851720 · CERL cnp01203366 · WorldCat Identities (EN89431668