Amalia d'Assia-Darmstadt

aristocratica tedesca
Amalia d'Assia-Darmstadt
Amalie von Hessen-Darmstadt.png
Amalia d'Assia-Darmstadt, olio di G. H. Schröder, 1811, Castello di Bruchsal
Principessa Ereditaria di Baden
Wappen-HD (1642-1659-1736).svg Coat of arms of Charles II de Bade.svg
In carica 15 luglio 1775 –
16 dicembre 1801
Predecessore Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt
Successore Stefania di Beauharnais
Nome completo Amalia Federica di Assia-Darmstadt
Altri titoli Principessa d'Assia-Darmstadt
Nascita Prenzlau, Prussia (oggi Germania), 20 giugno 1754
Morte Bruchsal, Granducato di Baden (oggi Germania), 21 giugno 1832
Luogo di sepoltura Schlosskirche St. Michael, Pforzheim
Dinastia Assia-Darmstadt per nascita
Zähringen per matrimonio
Padre Luigi IX, Langravio d'Assia-Darmstadt
Madre Carolina del Palatinato-Zweibrücken
Consorte di Carlo Luigi, principe ereditario di Baden
Figli Amalia
Carolina
Luisa
Federica
Maria
Carlo Federico
Carlo
Guglielmina
Religione Protestantesimo

Amalia Federica di Assia-Darmstadt (Prenzlau, 20 giugno 1754Bruchsal, 21 giugno 1832) fu una principessa del langraviato d'Assia-Darmstadt e principessa ereditaria di Baden per matrimonio.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

 
Amalia in giovane età

La principessa nacque a Prenzlau, dove il padre era di stanza a servizio del regno di Prussia, e venne allevata dalla madre, soprannominata "la Grande Langravia", nella città di Bouxwiller. Nel 1772 fece un viaggio a San Pietroburgo con la madre e le sorelle Guglielmina e Luisa. Lo scopo era quello di consentire allo zarevic Paolo di poter scegliere la sua futura sposa tra le principesse d'Assia-Darmstadt. La scelta cadde infine su Guglielmina che, ribattezzata Natalia dopo la sua conversione alla fede ortodossa, divenne la prima moglie di Paolo.

MatrimonioModifica

 
Carlo Luigi di Baden in un ritratto del 1782

Sposò il suo cugino di primo grado Carlo Luigi di Baden il 15 luglio 1775. Questi era il figlio del margravio Carlo Federico di Baden (che nel 1803, dopo la sua morte, divenne Elettore e nel 1806 primo granduca di Baden) e di Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt, figlia di Luigi VIII d'Assia-Darmstadt. In un primo momento Amalia si trovò a disagio nella sua nuova patria. I rapporti con sua suocera, che era nel contempo sua zia, non erano molto buoni. Inoltre Amalia si lamentava della freddezza del margravio Carlo Federico e del comportamento infantile del marito. Inoltre nella corte di Karlsruhe ella non trovava quella brillantezza e quel decoro che aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare nelle corti di Prussia e di Russia.

Vita a corteModifica

 
Amalia, prima Dama del Baden

Dopo la morte della suocera, avvenuta nel 1783, Amalia divenne la prima Dama della corte del Baden. Dopo la morte del marito, nel 1801, conservò tale rango sino al 1806, allorché Stefania di Beauharnais sposò suo figlio Carlo. Nel 1801 la margravia ed il marito visitarono in Russia la figlia Luisa e in Svezia, nel settembre dello stesso anno, l'altra figlia Federica. Durante la visita alla corte svedese Amalia venne descritta come una donna spiritosa, intelligente, corretta e totalmente dominante il marito. La coppia visitò il castello di Drottningholm e Gripsholm. Durante questo periodo Amalia divenne grande amica della duchessa Carlotta di Holstein-Oldenburg, che era disprezzata dal re, suo genero, e rimproverò la figlia per le maniere rigide e poco amichevoli dimostrate in pubblico.

Il marito morì in Svezia a causa di un incidente e questo indusse la vedova a rimanere con la sua famiglia in Svezia sino al maggio 1802. Poco prima della sua partenza, Amelia venne introdotta nella società segreta guidata da Adolf Boheman, che affermava di averla costituita come un ramo della Massoneria. Durante la sua visita in Russia ed in Svezia Amalia si sforzò inoltre di far riconciliare i suoi due generi, Gustavo ed Alessandro. Nel 1803 ella ricevetta Federica e Gustavo in Baden e durante tale visita si disse che ebbe la possibilità di influenzare il genero, mostrandosi al riguardo amabile e divertente, dimostrando un grande interesse per la politica e concordando con le opinioni di Gustavo. Di lei si disse: "la margravia di Baden potrebbe avere un desiderio di potere ed un'abilità superiori a quella di Caterina II.

Amelia, essendo avversa a Napoleone, aveva tentato dapprima d'impedire il matrimonio di suo figlio con una nipote di Bonaparte, e più tardi quello con Stefania, che era sua figlia adottiva. Ella non fu in buoni rapporti né con la sua nuova nuora e neanche con la seconda moglie del suocero, Luisa Carolina di Hochberg, cosa che l'indusse a spostarsi nel castello di Bruchsal, che dal 1803 era divenuto proprietà degli Zähringen.

 
Alessandro I di Russia in un dipinto del 1825

Napoleone le concesse l'ex residenza del Principe-Vescovo di Spira, situata a Bruchsal - attribuita al Baden nel 1803 - quale sua sede vedovile. Inoltre Amalia ottenne un appannaggio annuale di 120.000 fiorini. Ella fissò la propria sede estiva nel castello di Rohrbach, ad Heidelberg, che le era stato donato da suo genero Massimiliano I Giuseppe di Baviera. Qui ricevette le visite dello zar Alessandro I, che era un altro suo gènero, dell'imperatore Francesco I e di Goethe.

 
Amalia in un ritratto a pastello di Johann Christian August Schwartz

Nel 1807 Amalia mandò a sua figlia Federica una lettera, inviatale dalla figlia Elisabetta, nel tentativo, risultato peraltro fallimentare, d'indurla ad untilizzare la sua influenza sul marito per indurlo a concludere una pace con la Francia. Nel 1809, la margravia accolse Federica e la sua famiglia dopo che il genero era stato deposto dal trono svedese. Nel 1811 tentò di persuadere Gustavo Adolfo a non divorziare da Federica, ma quando divenne evidente che questa era la sola possibilità, Amelia si attivò per ottenere l'indipendenza economica della figlia e la custodia dei nipoti. Nel 1815 suo nipote Gustavo di Svezia venne dichiarato "Principe di Svezia", con un annuncio effettuato dalla corte di Baden, il che causò proteste da parte di Jean Baptiste Bernadotte, che credeva che Gustavo fosse stato ispirato in tale suo gesto da Amalia, nota per la sua reputazione d'intrigante, in un tentativo d'assicurare un trono al nipote.

Ultimi anni e morteModifica

 
Amalia ritratta in tarda età

Amalia contribuì inoltre, durante il Congresso di Vienna, con la sua forte influenza sul genero Alessandro I, a garantire che il Granducato di Baden creato da Napoleone rimanesse in piedi senza subire perdite territoriali, mantenendo anzi le acquisizioni conseguite durante l'era napoleonica.

Morì a Bruchsal a 78 anni, dopo essere sopravvissuta a suo marito ed a sei dei loro otto figli.

DiscendenzaModifica

Amalia Federica è passata alla storia come "la Suocera d'Europa", perché esercitò intelligentemente, grazie alle sue figlie, un autorevole influsso sulle corti principesche presso cui esse erano state sposate. Ella diede al marito i seguenti figli:

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ernesto Luigi d'Assia-Darmstadt Luigi VI d'Assia-Darmstadt  
 
Elisabetta Dorotea di Sassonia-Gotha-Altenburg  
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt  
Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach Alberto II di Brandeburgo-Ansbach  
 
Sofia Margherita di Öttingen-Öttingen  
Luigi IX d'Assia-Darmstadt  
Giovanni Reinardo III di Hanau-Lichtenberg Giovanni Reinardo II di Hanau-Lichtenberg  
 
Anna Maddalena di Birkenfeld-Bischweiler  
Carlotta di Hanau-Lichtenberg  
Dorotea Federica di Brandeburgo-Ansbach Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach  
 
Giovanna Elisabetta di Baden-Durlach  
Amalia d'Assia-Darmstadt  
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld Cristiano I del Palatinato-Birkenfeld-Bischweiler  
 
Maddalena Caterina del Palatinato-Zweibrücken  
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken  
Caterina Agata di Rappoltstein Giovanni Giacobbe di Rappoltstein  
 
Anna Claudia di Salm  
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Luigi Crato di Nassau-Saarbrücken Gustavo Adolfo di Nassau-Saarbrücken  
 
Eleonora Clara di Hohenlohe-Neuenstein  
Carolina di Nassau-Saarbrücken  
Filippina Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg Enrico Federico di Hohenlohe-Langenburg  
 
Giuliana Dorotea di Castell-Remlingen  
 

OnorificenzeModifica

  Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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