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Amedea Paleologa

nobile paleologa
Marchesato del Monferrato
Paleologi
Stemma del marchesato del Monferrato.svg

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Stemma della famiglia Lusignano sovrani di Cipro, a cui appartenne anche Amedea

Amedea Paleologa (3 agosto 1429Nicosia, 13 settembre 1440) fu una nobile paleologa e regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia.

BiografiaModifica

Era figlia di Giangiacomo Paleologo, marchese del Monferrato, e di Giovanna di Savoia, figlia di Amedeo VII di Savoia.

Sposò nel 1440[1] Giovanni II di Cipro, figlio di Giovanni I di Cipro e della seconda moglie Carlotta di Borbone. Il matrimonio era frutto degli interesse dei Paleologi nel Mediterraneo orientale[2].

Le nozze per procura si celebrarono nel 1437 e la sposa giunse a Cipro nel giugno del 1440[2]. Essendo Giovanni divenuto re di Cipro nel 1432, con la morte del padre, Amedea divenne col matrimonio regina consorte di Cipro, Gerusalemme e Armenia. L'incoronazione avvenne nella chiesa di Santa Sofia a Nicosia il 3 luglio del 1440[2].

Mantenne questo titolo però per poco tempo: Amedea morì improvvisamente infatti due mesi dopo il matrimonio[2]. La salma fu deposta accanto a quella della madre di Giovanni presso il convento di San Domenico.

In occasione della morte di Amedea, l'umanista Guiniforte Barzizza inviò una lettera in versi a Giangiacomo[3], lettera che oggi alcuni considerano prova della nascita a Casale di una scuola umanistica[3].

Il re, che necessitava di un erede al trono, si risposò meno di due anni dopo con Elena del ramo dei Paleologi di Bisanzio. L'erede al trono però arrivò grazie all'amante Marietta di Patrasso, madre di Giacomo II di Cipro, detto appunto il bastardo[4].

NoteModifica

Voci correlateModifica

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