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Immagine di Amedeo Chiantoni risalente ai primi del novecento

Amedeo Chiantoni (Chieti, 24 giugno 1871Roma, 15 settembre 1965) è stato un attore teatrale italiano.

BiografiaModifica

Nasce in una famiglia di attori ed esordisice con il padre Gaetano Chiantoni, capocomico di una piccola compagnia che rappresentava commedie e drammi popolari. Nel 1897, dopo essere stato secondo attore brillante, Alfredo De Sanctis lo scrittura come amoroso. Si afferma poi con la compagnia di Irma Gramatica e Enrico Reinach (Spiritismo di Victorien Sardou).

Fra il 1909 e il 1912 è primattore della Stabile romana del Teatro Argentina di Roma, diretta da Ettore Paladini, avendo Luigi Cimara con sé e successivamente è capocomico in società con Pagliara.

Nel suo repertorio spazia continuamente dal genere storico-romantico al leggero. Si ricorda in particolare la sua interpretazione ne La cena delle beffe di Sem Benelli - autore particolarmente caro a Chiantoni - nel ruolo di Neri Chiaramantesi alla prima del Teatro Argentina di Roma nel 1909.

Fra le interpretazioni di genere storico si ricordano la tragicommedia Orione di Ercole Luigi Morselli, Andrea Del Sarto di Valentino Soldani e La giovane Italia di Domenico Tumiati, mentre, per il genere più popolare, Pietra fra pietre di Hermann Sudermann, La morte in vacanza di Alberto Casella e Vertigine di Gherardo Gherardi.

Fu anche protagonista di una memorabile edizione dell'Amleto di William Shakespeare che il famoso critico Eligio Possenti definì "pittoresco e tormentato! rispetto a quello !angosciato" di Ruggero Ruggeri e a quello "martoriato" di Alessandro Moissi.

Frequenti le sue partecipazioni alla prosa radiofonica dall'EIAR e della Rai, all'interno della Compagnia di Roma della Radio Italiana.

È stato marito dell'attrice drammatica Alfonsina Pieri, padre dell'attore Renato Chiantoni e fratello dell'attrice Giannina Chiantoni.

Prosa radiofonica RAIModifica

BibliografiaModifica

  • Radiocorriere, nº 48, 1951.
  • Dante Lazzaro (a cura di), Cineguida 1954: Annuario, Roma, Tipografia Ars-nova, 1954.

Collegamenti esterniModifica