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Amici, complici, amanti

film del 1988 diretto da Paul Bogart
Amici, complici, amanti
Amici, complici, amanti.png
Il protagonista.
Titolo originaleTorch Song Trilogy
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1988
Durata115 min
Generedrammatico
RegiaPaul Bogart
SoggettoHarvey Fierstein
SceneggiaturaHarvey Fierstein
ProduttoreHoward Gottfried
FotografiaMikael Salomon
MontaggioNicholas C. Smith
MusicheCharlie Haden
ScenografiaRichard Hoover
CostumiColleen Atwood
TruccoChrista Reusch
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Amici, complici, amanti (Torch Song Trilogy) è un film del 1988 diretto da Paul Bogart. Il film, dedicato a "tutta la gente impegnata nella lotta contro l'AIDS", è la trasposizione cinematografica di uno spettacolo teatrale di Broadway, scritto ed interpretato da Harvey Fierstein, che è anche protagonista della pellicola.

TramaModifica

Il film racconta la storia di Arnold (Harvey Fierstein), cantante di origini ebraiche che si esibisce travestito da donna in un locale gay. Arnold è solo e cerca un rapporto sentimentale solido. Una sera in un locale incontra Ed (Brian Kerwin), ma la storia non ha fortuna perché l'uomo decide di sposarsi con una donna.

Dopo questa delusione, Arnold conosce Alan (Matthew Broderick) che ha lasciato la provincia ed è venuto a contatto con il mondo gay cittadino. Nonostante la differenza d'età, fra i due nasce l'amore, soprattutto per volontà di Alan, e così decidono di vivere insieme e anche di adottare un figlio, finché un grave gesto d'intolleranza pone fine tragicamente alla storia proprio il giorno in cui prendono casa insieme.

Rimasto solo, il protagonista si riavvicina al suo vecchio amico Ed, che impara ad accettare la propria omosessualità (dopo un divorzio e un tentato suicidio) e a costruire con lui una famiglia adottando un adolescente inquieto (anch'egli gay) come Arnold aveva progettato con il suo Alan.

CriticaModifica

Il titolo originale, che letteralmente significa "trilogia delle torch song" (le canzoni cantante da Arnold nei suoi spettacoli), richiama tre momenti della vita di Arnold: il rapporto con Ed; la tragica storia con Alan e la convivenza con Ed e con David; lo scontro con la madre (Anne Bancroft).

La parte più dura del film è proprio qui, nella madre legata alle tradizioni ebraiche e incapace di accettare la "diversità" del figlio. Nonostante l'amore materno, ella non vuole una possibilità di riconciliazione.

Con l'eccezione di qualche gesto allusivo, il film non riprende alcun rapporto carnale omosessuale. Non manca, però, di coraggio nei testi:

«Questa è la mia vita, lo capisci, mamma? Questo sono io, e voglio rispetto»

dice Arnold alla madre.

RiconoscimentiModifica

  • Tony Awards (al soggetto): Best play (1983)

Voci correlateModifica

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