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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il calciatore e allenatore di calcio svizzero (1961), vedi Martin Andermatt.
Andermatt
comune
Andermatt – Stemma
Andermatt – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneWappen Uri matt.svg Uri
DistrettoNon presente
Amministrazione
Lingue ufficialiTedesco
Data di istituzione1888
Territorio
Coordinate46°37′58″N 8°35′41″E / 46.632778°N 8.594722°E46.632778; 8.594722 (Andermatt)Coordinate: 46°37′58″N 8°35′41″E / 46.632778°N 8.594722°E46.632778; 8.594722 (Andermatt)
Altitudine1 447 e 1 753 m s.l.m.
Superficie62,15 km²
Abitanti1 355 (2016)
Densità21,8 ab./km²
Comuni confinantiAirolo (TI), Göschenen, Gurtnellen, Hospental, Tujetsch (GR)
Altre informazioni
Cod. postale6490
Prefisso041
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS1202
TargaUR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Andermatt
Andermatt
Andermatt – Mappa
Sito istituzionale

Andermatt (toponimo tedesco; in italiano Orsera, desueto, in romancio Ursera, desueto[1]) è un comune svizzero di 1 355 abitanti del Canton Uri.

Indice

Geografia fisicaModifica

Andermatt si trova nella valle di Orsera, punto di confluenza delle strade che conducono a tre importanti passi alpini: San Gottardo, verso il Canton Ticino; Furka, verso il Canton Vallese; Oberalp, verso il Canton Grigioni. Il passo più importante è quello del San Gottardo, tradizionale porta d'accesso all'Italia per i viaggiatori provenienti dal Nord Europa, in particolare tedeschi (il passaggio di Goethe per Andermatt è ricordato da una scritta sul muro di un albergo del paese[senza fonte]). L'importanza del passo è calata con l'apertura nel 1882 della galleria ferroviaria del San Gottardo e, nel 1980, di quella stradale[1].

StoriaModifica

Nel 1799 Andermatt fu teatro di uno scontro tra le truppe napoleoniche e quelle russe comandate da Aleksandr Vasil'evič Suvorov, in avanzata dall'Italia settentrionale[2].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo
  • Chiesa parrocchiale cattolica dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel 1601-1602[1];
  • Casa nel centro dove Suvorov dormì una notte, trasformata in museo cittadino[senza fonte];
  • Nella strategia militare svizzera il Massiccio del San Gottardo rappresenta l'ultimo baluardo dove il governo ed i vertici militari, in caso di attacco dall'estero, dovrebbero ritirarsi, abbandonando le pianure più vulnerabili. Sotto la montagna si trovano cunicoli e rifugi in grado di ospitare numerose persone per periodi lunghi[senza fonte]. Andermatt ospita ancora numerose caserme ed impianti militari[1] (tra cui l'ospedale, usato dall'intera popolazione) ma la presenza di soldati si è molto ridotta negli ultimi anni[senza fonte];
  • Monumento ad Aleksandr Suvorov, eretto nel 1995-1998, visibile dal Ponte del Diavolo[2].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

 

EconomiaModifica

 
Andermatt d'inverno

Andermatt è una stazione sciistica[1] frequentata in particolare da sciatori esperti amanti dello sci fuorispista e della neve fresca[senza fonte]. Le discese più interessanti e impegnative si trovano sul Gemsstock[1], montagna esposta a nord e quindi sempre bene innevata[senza fonte]. Una funivia[1] conduce a quasi 3.000 metri, garantendo quindi un dislivello di oltre 1.500 metri. Un'altra area sciistica è quella del Nätschen, soleggiato e con piste più facili. L'innevamento è minore e la stagione più breve[senza fonte].

Infrastrutture e trasportiModifica

Andermatt è servito dall'omonima stazione, lungo le ferrovie del Furka-Oberalp e della Schöllenen.

Il Ponte del Diavolo si trova all'uscita del Paese verso le gole dello Schöllenen, sulla ripida strada che scende verso Lucerna.

AmministrazioneModifica

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Hans Stadler, Andermatt, in Dizionario storico della Svizzera, 21 luglio 2009. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  2. ^ a b Hans Stadler, Andermatt, in Dizionario storico della Svizzera, 26 agosto 2013. URL consultato il 19 gennaio 2018.

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Collegamenti esterniModifica

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