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Andrea Augello
Andrea Augello datisenato 2013.jpg

Sottosegretario di Stato del
Ministero della Pubblica Amministrazione
Durata mandato 4 marzo 2010 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XV:
- Alleanza Nazionale

XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII:
- Federazione della Libertà (Dal 25/05/2017 a fine legislatura)

In precedenza:

- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 14/11/2013)

- Area Popolare (Dal 15/11/2013 al 20/12/2015)

- Grandi Autonomie e Libertà (Dal 21/12/2015 al 24/05/2016)

- Conservatori e Riformisti (Dal 25/05/2016 al 1°/04/2017)

- GRUPPO MISTO (Dal 2/04/2017 all'11/04/2017)

- Grandi Autonomie e Libertà (Dal 12/04/2017 al 24/05/2017)

Circoscrizione Lazio
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico FdI (Dal 2018)
In precedenza:
MSI (Fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2015)
IDeA (2015-2018)
Professione Sindacalista

Andrea Augello (Novara, 24 febbraio 1961) è un politico e saggista italiano.

Indice

BiografiaModifica

Carriera di scrittoreModifica

Andrea Augello è anche autore di diversi saggi di argomento storico e letterario.

Il suo libro "Uccidi gli italiani, Gela, la battaglia dimenticata", contiene un'importante ricerca storica che ha consentito di individuare i nomi e di rintracciare le salme di 70 soldati italiani e quattro tedeschi, tutti vittime dei crimini di guerra perpetrati dall'esercito degli Stati Uniti il 14 luglio 1943, a margine della battaglia che si concluse con la caduta dell'aeroporto di Santo Pietro di Caltagirone, nei primi combattimenti successivi allo sbarco alleato in Sicilia.[1]

Carriera politicaModifica

Carriera giovanile missinaModifica

Giovanissimo entra nell'organizzazione giovanile del MSI-DN, il Fronte della Gioventù, di cui cura la riorganizzazione e il rilancio a Roma all'inizio degli anni ottanta. Con il fratello, Tony Augello, è uno dei componenti di spicco della componente rautiana del Msi.

Sindacalista della UGL, nel 1991 è tra i fondatori di Movimento Comunità, una Organizzazione non governativa di cooperazione internazionale, la cui meritoria attività verrà poi formalmente riconosciuta dalla Farnesina.

Per tre anni Augello la dirige, impegnandosi in Croazia e in Bosnia per portare aiuto e conforto alle popolazioni colpite dalla guerra nei Balcani.

In Alleanza NazionaleModifica

Nel gennaio 1995 è tra i componenti la Segreteria del Congresso di Fiuggi, che determina la nascita di Alleanza Nazionale. Sempre nel 1995 è eletto Consigliere regionale del Lazio con circa 7.000 voti.

Entrato nella Direzione nazionale di AN, nel 2000 viene rieletto con 15.000 voti alla Regione Lazio, e nominato Assessore regionale al Bilancio e alle risorse comunitarie nella Giunta di Francesco Storace. In questa veste consegue per la prima volta nella storia della Regione il risultato di impegnare e spendere tutte le risorse provenienti dai fondi strutturali europei, ottenendo il riconoscimento di una premialità di circa 40 milioni di euro per il Lazio.

Nel 2005 viene rieletto per la terza volta in consiglio regionale con 25.000 voti.

Elezione a senatoreModifica

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto al Senato della Repubblica per Alleanza Nazionale.

A Palazzo Madama è membro della Commissione Bilancio, della Giunta per le Autorizzazioni e le Elezioni, della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche" e del Comitato per i procedimenti d'accusa.[2]

Alle elezioni politiche del 2008 è rieletto al Senato della Repubblica nelle liste del Popolo della Libertà. Fa parte della Commissione provvisoria per la verifica dei poteri ad inizio legislatura prima dell'insediamento delle Commissioni. Membro della Commissione Bilancio del Senato, è vicepresidente della Giunta per le Immunità e le Elezioni del Senato e del Comitato parlamentare per i procedimenti d'accusa.

Nel 2009 è il responsabile della campagna elettorale che condurrà Gianni Alemanno alla elezione di Sindaco di Roma, sconfiggendo al ballottaggio Francesco Rutelli.

Nel 2010 è l'organizzatore della campagna elettorale che vedrà Renata Polverini vincitrice delle elezioni regionali nel Lazio.

Dopo questa vittoria del centrodestra, Augello tenta inutilmente di trovare un punto di mediazione nella crisi di rapporti tra Fini e Berlusconi, diventando un esponente di spicco del cosiddetto gruppo dei "pontieri" finiani (Augello, Moffa, Viespoli), ma le divergenze tra i due politici di spicco del centro destra sono tali da dover decretare la separazione da cui scaturisce la formazione finiana di Futuro e Libertà. Augello nonostante la sua vicinanza a Fini decide di rimanere nel PdL di Berlusconi e non aderire nel luglio 2010 ai gruppi parlamentari autonomi dei finiani.

Sottosegretario nel Governo Berlusconi IVModifica

Nel marzo del 2010 viene nominato Sottosegretario di Stato del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione: in questo ruolo si occupa di aggiornare la legislazione anticorruzione italiana, riuscendo a far approvare al Senato il cosiddetto ddl anticorruzione. Il provvedimento arriva alla Camera nel gennaio 2011, ma quando sta per concludere l'esame delle commissioni competenti, il presidente Berlusconi rassegna le dimissioni e conclude l'esperienza del suo Governo nel novembre 2011. Insieme ad altri 35 parlamentari (Crosetto, Mantovano, Saltamartini, De Angelis, Cutrufo, Viespoli, Saia e altri) promuove un documento nel luglio del 2012 che chiede una svolta partecipativa nel partito, organizzando a Roma, in piazza San Giovanni, una manifestazione il 26 luglio a cui partecipano oltre 5000 cittadini.

Relatore sulla decadenza di BerlusconiModifica

Come componente della Giunta delle elezioni, Augello viene incaricato di svolgere il ruolo di relatore nel procedimento di decadenza di Silvio Berlusconi.

Il 1º agosto 2013, infatti, la Corte di Cassazione conferma la condanna del leader del Pdl per il processo Mediaset e la Procura di Milano, secondo le previsioni della legge Severino, trasmette tempestivamente le sentenze dei primi due gradi di giudizio alla Giunta per le elezioni del Senato, al fine di avviare le procedure che dovrebbero portare alla decadenza di Berlusconi dall'incarico di senatore.

Il Pdl è in minoranza nella Giunta, dove Pd e Movimento 5 stelle, prima ancora che inizi la discussione, si pronunciano in favore della decadenza. Augello per prima cosa ottiene che anche per la legge Severino siano garantiti al senatore di cui viene contestata l'elezione gli stessi termini di difesa previsti nei normali ricorsi per ineleggibilità. Augello solleva tre pregiudiziali sull'applicabilità della legge Severino ai parlamentari. Con la prima si intende riconoscere alla Giunta il ruolo di organo giurisdizionale - e quindi legittimato a ricorrere alla Consulta e alla Corte di Giustizia del Lussemburgo -, con la seconda si richiede di ricorrere alla Corte costituzionale per almeno dieci fondati dubbi di costituzionalità della legge e con la terza si propone un rinvio pregiudiziale, basato su dieci quesiti, alla Corte del Lussemburgo.

Augello ottiene dal Presidente della Giunta Stefano una procedura ad hoc per le sue pregiudiziali, che verranno riportate nell'art. 10 del regolamento della Giunta come "preliminari" alla proposta di convalida dell'elezione di Silvio Berlusconi e votate separatamente prima del voto finale, come richiesto dal relatore. La mediazione viene votata all'unanimità dalla Giunta.

Diversi costituzionalisti intervengono sulla stampa nazionale in favore e contro la relazione Augello, che il 18 settembre viene bocciata dalla maggioranza della Giunta: il voto finale conta 14 contrari contro 9 favorevoli su tutte e tre le pregiudiziali votate separatamente. A favore si esprimono tutti i membri del Pdl, Lega e Gal a cui si aggiunge il Psi del centrosinistra, mentre contro si esprimono tutti i membri del PD, M5S, Sc e SEL. A quel punto i rappresentanti del Pdl, del Gal e della Lega Nord abbandonano i lavori per protesta, rifiutandosi di prendere parte all'ultima votazione relativa alla proposta di convalida dell'elezione di Silvio Berlusconi, che viene così respinta con 15 voti contrari (Pd, M5S, Sc, Sel e Psi) ed uno solo a favore, quello del relatore Augello, con 7 assenti (Pdl, Lega e Gal).

Come prevede il regolamento, con la bocciatura della sua relazione, Augello decade automaticamente dall'incarico che verrà assunto direttamente dal Presidente della Giunta delle Elezioni, Autorizzazioni e Immunità Stefano (Sel).

XVII legislaturaModifica

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto per la terza volta al Senato della Repubblica con il Popolo della Libertà.

Nel 2013 coordina la campagna per la ricandidatura a Sindaco di Roma di Gianni Alemanno che si conclude con la vittoria dello sfidante, Ignazio Marino, al ballottaggio.

In Senato è membro della 10 Commissione Industria, del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[3], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[4][5].

Il 23 dicembre del 2015 Augello, ritenendo la linea assunta dal Nuovo Centrodestra destinata ad una deriva filorenziana, abbandona il partito di Alfano e passa all'opposizione, fondando con Gaetano Quagliariello il movimento politico di centro-destra IDeA-Identità e Azione ed aderendo al gruppo parlamentare di centro-destra Grandi Autonomie e Libertà.

Sostiene Alfio Marchini alle Elezioni comunali a Roma del 2016 proponendo alcuni candidati per la sua lista civica.[6]

Pur continuando ad essere iscritto ad IDeA, il 25 maggio 2016 si iscrive al gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti, permettendo a tale gruppo di raggiungere la quota di 10 parlamentari e di continuare quindi ad esistere.

Il 2 aprile 2017, con lo scioglimento del gruppo Conservatori e Riformisti (di cui era membro), confluisce assieme agli altri senatori di CoR nel gruppo misto. Il 12 aprile 2017 ritorna nel gruppo Grandi Autonomie e Libertà.

Il 25 maggio 2017 abbandona il Grandi Autonomie e Libertà ed aderisce, assieme agli altri senatori di IDeA, al neonato gruppo parlamentare di centro-destra "Federazione della Libertà (IDeA-Popolo e Libertà, PLI)".[7]

Membro della Commissione d'inchiesta sulle bancheModifica

Nel 2017 diviene membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, voluta da Matteo Renzi nel tentativo di accertare eventuali illeciti e responsabilità politiche addebitati al vertice del Partito Democratico nella crisi delle banche (in particolare Banca Etruria). Da un'attenta lettura dei documenti relativi alle ispezioni di Bankitalia, Augello coglie ed evidenzia una serie di criticità che inducono la Banca centrale e Consob a contraddirsi e ad addossarsi reciprocamente le responsabilità della mancata comunicazione, sui prospetti destinati ai risparmiatori, di informazioni in possesso degli organi di vigilanza sul reale valore delle azioni della Banca Popolare di Vicenza (già nel 2009) e sulle risultanze negative delle ispezioni a Veneto Banca. Allo stesso modo vengono alla luce altri capitoli "scomodi", come il presunto caso di insider trading a carico di De Benedetti, oltre alla girandola di colloqui eccellenti sui destini di Banca Etruria avviati dall'allora Ministro Boschi non solo con l'A.D. di Unicredit Ghizzoni, come già riferito da Ferruccio De Bortoli, ma anche con i vertici di Consob e Bankitalia. Nel voto finale la relazione di maggioranza, firmata da Casini e dal vicepresidente Marino, viene approvata con 19 voti a favore e 15 contrari, registrando l'assenza di 4 parlamentari di Forza Italia. La stampa nazionale - anche quella avversa al centrodestra - riconosce il rilievo del lavoro svolto in commissione da Augello (vedi Repubblica del 23 Dicembre 2017, “Commissari promossi e bocciati” di Andrea Greco, e Il Fatto quotidiano dello stesso giorno, “L'uomo che mostra al M5S come si usa l'apriscatole”, di Marco Palombi).

Quando, due giorni prima della presentazione delle liste per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, giunge improvvisa la notizia dell'esclusione dalle candidature del centrodestra del Senatore Andrea Augello, sulla stampa nazionale sono in molti a ritenere che la decisione sia conseguenza proprio dell'attività da lui svolta in Commissione banche: in questo senso si esprimono Travaglio, Belpietro, Mentana, e commentatori politici di quasi tutti i quotidiani. Anche Massimo Giannini, sulla prima pagina di ’Affari e Finanza’ di Repubblica del 5 febbraio 2018, non ha dubbi nel riferire come l'esclusione di Augello dalle liste sia la conseguenza dell'imbarazzo provocato dal suo lavoro in commissione tra i vertici di Forza Italia, soprattutto in vista di un possibile governo di larghe intese nella nuova legislatura. Augello si è invece rifiutato di commentare l'accaduto.

L'adesione a Fratelli d'ItaliaModifica

Il 9 dicembre 2018 il movimento di Augello Cuori Italiani aderisce a Fratelli d'Italia in vista delle elezioni europee di maggio e con l'obiettivo di dare vita a un unico movimento conservatore e sovranista alternativo alla Lega.[8]

PubblicazioniModifica

  • "La compagnia del Graal: una rilettura del Parzival di Wolfram von Eschenbach", edizioni Aragno.
  • "Draghi d'Italia", Gaffi editore.
  • "Uccidi gli italiani, Gela, la battaglia dimenticata", Mursia editore.
  • "Arditi contro. 1919-1923 i primi anni di piombo a Roma", Mursia editore.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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