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Andrea Ferrari (Napoli, 6 gennaio 1770Terracina, 8 gennaio 1849) è stato un generale italiano. È ricordato per essere stato il generale del corpo volontari romani nella Prima guerra d'indipendenza durante il Risorgimento e della Repubblica Romana.

Indice

EsordiModifica

Da giovane prestò servizio nell'esercito napoleonico prendendo parte alle campagne imperiali come ufficiale di cavalleria in Egitto, Spagna e nell'esercito napoletano di Gioacchino Murat. Nella battaglia di Montmirail dell'11 febbraio 1814 fu ferito gravemente da una palla al petto e in quella occasione fu decorato della Legion d'onore. In Italia partecipò ai moti rivoluzionari del 1820 in seguito ai quali fu costretto a rifugiarsi all'estero tra le file dei costituzionali francesi arruolandosi poi, nel 1831, nella neonata Legione straniera francese con il grado di tenente aiutante maggiore.

Combattente nella campagna d'Algeria, Andrea Ferrari percorse tutti i gradi, fino a quello di tenente colonnello comandante la Legione stessa, distinguendosi per singolare fermezza di carattere ed esemplare valore[1].

Passata la Legione al servizio della Spagna, comandò come colonnello nella guerra contro i Carlisti; ed il 26 aprile 1836 rimase ferito a Tirapegni, ove ebbe luogo uno dei combattimenti più gloriosi di quella campagna[2].

Sciolta la Legione nel 1838 a causa la decimazione della truppa, rientrò in Francia, ove rimase in servizio del Corpo col grado di tenente colonnello fino al 1844, quando chiese di essere messo a riposo.

La difesa del Veneto e di VeneziaModifica

Tornato a Roma, militò nell'esercito pontificio e nel 1848 ebbe l'incarico da parte del Governo Pontificio, regnante il Papa Pio IX, di formare una legione di volontari nella prima guerra d'indipendenza contro l'Austria. Il Papa inviava, infatti, alla guerra la non trascurabile forza di 7.500 uomini, organizzati in quattro reggimenti di fanteria italiana, reggimenti svizzeri, due reggimenti di cavalleria, tre batterie da campagna, due compagnie del Genio ed una di artificieri, al comando del piemontese Giovanni Durando. Mentre al Ferrari, in posizione subordinata, venne affidato il comando dei 3.000 volontari.

La piccola armata partì da Roma il 24 marzo 1848, seguita, il 26 dal Ferrari, con circa 2.300 volontari, cresciuti per via (specie a Bologna), sino a 12.000. Ad essi se ne aggiunsero altri 1.200 organizzati dallo Zambeccari.

Durante la campagna, Ferrari venne spesso in contrasto con il Durando. Si segnalò, comunque, per coraggio e tecnica militare nella difesa di Venezia dall'assedio.

La difesa di RomaModifica

Rientrato a Roma nel dicembre 1848, fu inviato come responsabile di un corpo militare d'osservazione della Repubblica Romana a Terracina, dove morì.

Comandante della legione dei volontari pontifici provenienti dal centro Italia per incoraggiare i propri soldati promosse l'uso di una canzoncina per infondere coraggio, che veniva ripetuta continuamente, anche durante i combattimenti, con le seguenti parole:

«Bianchi e rossi color di pomodoro
morte a Radesky, evviva Pio IX
zitti, silenzio, che passa la ronda
zitti, silenzio e chi va là
evviva Carlo Alberto la guardia nazional»

NoteModifica

  1. ^ Joseph Bernelle e Augusto de Colleville, Storia dell'antica legione straniera creata nel 1831, 1852.
  2. ^ Gazzettino del mezzodì: giornaletto italiano politico letterario: Edizioni 1-58, pagina 206, 1848.

BibliografiaModifica

  • Joseph Bernelle e Augusto de Colleville, Storia dell'antica legione straniera creata nel 1831, 1852.
  • Maurizio Marocco, Storia di papa Pio IX, 1859.
  • Enrico Spartaco, Livio Zambeccari per Enrico Spartaco, 1861.
  • Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX (1801-1900), 1907.
  • Ernesto Masi, Il Risorgimento Italiano, 2009.
  • Józef Sebastian Pelczar, Pio IX e il suo pontificato sullo sfondo delle vicende della Chiesa nel secolo XIX, 1909.
  • Gazzettino del mezzodì: giornaletto italiano politico letterario: Edizioni 1-58, pagina 206, 1848.
  • Gianni Rocca, Avanti, Savoia!: miti e disfatte che fecero l'Italia, 1848-1866, 1993.
Controllo di autoritàVIAF (EN90386747 · SBN IT\ICCU\UBOV\769974