Andreas Brehme

allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco
Andreas Brehme
Andreas Brehme Inter 1989-90.jpg
Brehme all'Inter nella stagione 1989-1990.
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 176 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore, centrocampista)
Termine carriera 1998 - giocatore
Carriera
Giovanili
1965-1978Barmbek-Uhlenhorst
Squadre di club1
1978-1980Barmbek-Uhlenhorst66 (10)
1980-1981Saarbrücken36 (3)
1981-1986Kaiserslautern154 (34)
1986-1988Bayern Monaco63 (7)
1988-1992Inter116 (11)
1992-1993Real Saragozza24 (1)
1993-1998Kaiserslautern120 (9)
Nazionale
1980-1981Germania Ovest Germania Ovest U-213 (0)
1983-1984Germania Ovest Germania Ovest olimpica10 (2)
1984-1994Germania Germania86 (8)
Carriera da allenatore
2000-2002Kaiserslautern
2004-2005Unterhaching
2005-2006StoccardaVice
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Messico 1986
Oro Italia 1990
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Svezia 1992
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 maggio 2008

Andreas Brehme (Amburgo, 9 novembre 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo difensore o centrocampista. Con la nazionale tedesca è stato campione del mondo nel 1990, nonché vicecampione del mondo nel 1986 e vicecampione d'Europa nel 1992.

Ritenuto uno dei più forti terzini della sua generazione,[1][2][3] dopo gli esordi nel Barmbek-Uhlenhorst e nel Saarbrücken ha militato per cinque stagioni nel Kaiserslautern e per due nel Bayern Monaco, con cui ha conquistato un campionato tedesco (1986-1987) e una Supercoppa di Germania (1987); si è quindi trasferito all'Inter, vincendo uno scudetto (1988-1989), una Supercoppa italiana (1989) e una Coppa UEFA (1990-1991) nell'arco di un quadriennio. Tornato al Kaiserslautern dopo una parentesi al Real Saragozza, ha vestito per altre cinque stagioni la maglia del club tedesco, con cui vinse una Coppa di Germania (1995-1996), un campionato di seconda divisione (1996-1997) e, da comprimario, un'ulteriore edizione della Bundesliga (1997-1998).

Ha fatto parte della nazionale prima e dopo la riunificazione tedesca, totalizzando 86 presenze e 8 reti. Con la Mannschaft ha disputato tre campionati d'Europa (Francia 1984, Germania Ovest 1988 e Svezia 1992), venendo inserito nella formazione ideale delle edizioni 1984[4] e 1992,[5] e altrettanti campionati del mondo (Messico 1986, Italia 1990 e Stati Uniti 1994), entrando nell'All-Star Team della vittoriosa edizione 1990,[6] in cui ha realizzato, su calcio di rigore, il gol che ha deciso la finale; nello stesso anno si è classificato 3º nella corsa al Pallone d'oro.[7] Ha inoltre partecipato ai Giochi di Los Angeles 1984 con la nazionale olimpica.

Ritiratosi, ha intrapreso la carriera da allenatore, guidando il Kaiserslautern, l'Unterhaching e, come vice di Giovanni Trapattoni, lo Stoccarda.

Caratteristiche tecnicheModifica

«È stato il miglior calciatore con cui abbia mai giocato.»

(Lothar Matthäus[8])

Giocatore versatile, nelle file del Bayern Monaco agì prevalentemente da terzino destro, ricoprendo invece il ruolo di mediano nella Germania Ovest seconda classificata al campionato del mondo 1986;[2] tuttavia, le sue prestazioni raggiunsero l'apice quando Brehme fu spostato sulla fascia sinistra, grazie a un'intuizione di Giovanni Trapattoni: in veste di fluidificante mancino – un ruolo apprezzato in Italia ma che all'epoca non godeva di grande considerazione nel calcio tedesco[2] –, pur non essendo molto veloce,[8] si distinse per doti tecniche,[9] vocazione offensiva,[10] puntualità nell'andare al cross,[11] dinamismo[12] e intelligenza tattica,[2][8] rivelandosi un pilastro dell'Inter vincitrice della Serie A 1988-1989 e della nazionale tedesca campione del mondo nel 1990.[2]

Ottimo esecutore di calci piazzati,[1][12] spiccava per carattere e freddezza: era infatti propenso a realizzare gol decisivi, e in più di un'occasione si incaricò di importanti rigori o punizioni nonostante la presenza di compagni di squadra più blasonati.[1][2][13] Era inoltre perfettamente ambidestro – «Lo conosco da vent'anni e non so ancora se sia destrorso o mancino», disse a tal proposito Franz Beckenbauer[13] –, un'abilità perfezionata fin da ragazzo allenandosi con il padre, anch'egli ex calciatore e poi allenatore:[14] a seconda delle situazioni di gioco, si avvaleva di diverse tecniche di tiro, usando il sinistro per imprimere potenza al pallone[15] e il destro per calciare con più precisione;[13] quest'ultima era la soluzione che prediligeva per calciare i rigori, sebbene si ricordi un suo rigore contro il Messico, nel 1986, realizzato inusualmente col piede mancino.[16]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Dopo aver militato nel Barmbek-Uhlenhorst, squadra allenata dal padre Bernd,[17] si trasferisce nel 1980 al Saarbrücken. Nel 1981 viene acquistato dal Kaiserslautern; poi, nel 1986, passa al Bayern Monaco: schierato come terzino destro, senza distinguersi particolarmente,[2] vince un campionato tedesco e una Supercoppa di Germania, e disputa una finale di Coppa dei Campioni, persa contro il Porto nel 1987.

 
Brehme (a destra) insieme ai connazionali Jürgen Klinsmann (al centro) e Lothar Matthäus (a sinistra) nel 1989.

Nel 1988, insieme all'altro tedesco Lothar Matthäus, Brehme è ceduto all'Inter. Per bilanciare l'oneroso acquisto del connazionale, il suo cartellino viene valutato 1,8 miliardi di lire,[18] una cifra relativamente bassa:[19] ciò, unitamente a un suo litigio con il tecnico dei bavaresi Jupp Heynckes,[17] alimenta qualche scetticismo nei suoi confronti,[2][12] determinato da una generalizzata ma erronea convinzione che il Bayern Monaco volesse liberarsi di lui.[19] Giovanni Trapattoni, allenatore del club milanese, crede però nella bontà dell'acquisto di Breheme, il cui dinamismo sarebbe servito a compensare la vocazione offensiva di Matthäus,[12] e intuisce che il giocatore possa offrire prestazioni convincenti se impiegato sulla fascia sinistra:[2] la sua ipotesi si rivela corretta, e Brehme risulta determinante per la vittoria dello scudetto del 1989[2][9] – anno in cui l'Inter ottiene 58 punti su 68, stabilendo un record[20] –, in particolar modo per il suo contributo alla costruzione della manovra.[10][11][19] La stagione seguente, mantenendo elevati standard di rendimento,[2] conquista la Supercoppa italiana contro la Sampdoria. Nel 1991 vince la Coppa UEFA battendo in finale la Roma.

Nel 1992 lascia l'Inter per trasferirsi, senza particolare entusiasmo, agli spagnoli del Real Saragozza, dove rimane per una sola stagione.[21] L'anno dopo torna al Kaiserslautern, dove conquista la Coppa di Germania 1995-1996, retrocedendo contestualmente nella serie cadetta; nella stagione successiva il Kaiserslautern vince il campionato di seconda divisione, tornando nella massima serie, e nell'annata 1997-1998 conquista la Bundesliga, risultando l'unico club nella storia del calcio tedesco a riuscire in tale impresa da neopromosso.[1] Al termine della stagione, in cui disputa solo 5 partite, Brehme si ritira dall'attività agonistica.

NazionaleModifica

Dopo aver militato nella selezione Under-21, esordisce nella nazionale A della Germania Ovest nel 1984, e nello stesso anno partecipa al campionato d'Europa, venendo inserito nella formazione ideale del torneo,[4] e ai Giochi olimpici.

 
Brehme (di spalle, col numero 3) supera su rigore il portiere argentino Goycochea, consentendo alla Germania Ovest di vincere il campionato del mondo 1990.

Durante il campionato del mondo 1986, concluso al secondo posto, è impiegato prevalentemente come centrocampista,[2] essendo chiuso nel ruolo di terzino da Thomas Berthold e Hans-Peter Briegel.[22] Nel quarto di finale contro i padroni di casa del Messico, è uno dei quattro tedeschi a presentarsi sul dischetto nell'epilogo ai tiri di rigore:[23] in controtendenza rispetto alle sue abitudini dagli undici metri, decide di calciare con il sinistro, realizzando il proprio tiro.[16] Nella semifinale contro la Francia, segna su calcio di punizione il gol che apre le marcature, contribuendo alla vittoria per 2-0. In finale, la Germania Ovest verrà sconfitta per 3-2 dall'Argentina.

Dopo il campionato d'Europa 1988, in cui segna un gol contro l'Italia,[12] il rendimento di Brehme in nazionale ha una svolta: le prestazioni offerte dal giocatore con la maglia dell'Inter convincono infatti il commissario tecnico Franz Beckenbauer ad impiegarlo da titolare sulla corsia mancina.[2] Nel 1990 disputa il suo secondo Mondiale e si distingue come il miglior terzino sinistro della manifestazione,[2] realizzando tre gol decisivi[17] e mettendo in mostra la consueta abilità con entrambi i piedi: agli ottavi di finale segna ai Paesi Bassi con un destro a giro, mentre dal suo sinistro parte la punizione che, grazie alla deviazione di un avversario, sblocca il risultato nella semifinale contro l'Inghilterra;[24] sempre contro gli inglesi mette a segno il proprio tiro dal dischetto dopo che i tempi supplementari si erano chiusi in parità.[25] Infine, nella finale contro l'Argentina si incarica di un rigore a cinque minuti dal termine dell'incontro, superando con un destro a fil di palo l'estremo difensore avversario Sergio Goycochea – decisivo per la propria squadra nelle precedenti vittorie ai rigori contro Jugoslavia e Italia[26] – e consentendo alla Germania di laurearsi campione del mondo per la terza volta. Inserito nell'All-Star Team del Mondiale,[6] a fine anno si classifica al terzo posto nella classifica del Pallone d'oro.[7]

Tra il 1991 e il 1994 veste la maglia della riunificata Germania. Disputa il campionato d'Europa 1992, venendo nuovamente incluso nella squadra ideale della competizione,[5] e il campionato del mondo 1994: l'eliminazione della Germania dal torneo iridato pone fine alla militanza di Brehme nella selezione tedesca, con cui ha disputato 86 partite (60 delle quali prima della riunificazione) realizzando 8 reti.

AllenatoreModifica

Dopo il ritiro ha allenato in patria il Kaiserslautern dal 6 ottobre 2000 al 26 agosto 2002. Dal 1º luglio 2004 all'11 aprile 2005 ha allenato lo Unterhaching. Dal 1º luglio 2005 al 9 febbraio 2006 ha affiancato come vice il suo ex allenatore Giovanni Trapattoni sulla panchina dello Stoccarda.

StatisticheModifica

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Germania Ovest
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
15-2-1984 Varna Bulgaria   2 – 3   Germania Ovest Amichevole -
29-2-1984 Bruxelles Belgio   0 – 1   Germania Ovest Amichevole -   46’
28-3-1984 Hannover Germania Ovest   2 – 1   Unione Sovietica Amichevole 1   76’
18-4-1984 Strasburgo Francia   1 – 0   Germania Ovest Amichevole -
22-5-1984 Zurigo Germania Ovest   1 – 0   Italia Amichevole -
14-6-1984 Strasburgo Germania Ovest   0 – 0   Portogallo Euro 1984 - 1º turno -
17-6-1984 Lens Germania Ovest   2 – 1   Romania Euro 1984 - 1º turno -
20-6-1984 Parigi Germania Ovest   0 – 1   Spagna Euro 1984 - 1º turno -   74’
12-8-1984 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 3   Argentina Amichevole -
17-10-1984 Colonia Germania Ovest   2 – 0   Svezia Qual. Mondiali 1986 -
16-12-1984 Ta' Qali Malta   2 – 3   Germania Ovest Qual. Mondiali 1986 -
27-3-1985 Saarbrücken Germania Ovest   6 – 0   Malta Qual. Mondiali 1986 -   76’
17-4-1985 Augusta Germania Ovest   4 – 1   Bulgaria Amichevole -   76’
30-4-1985 Praga Cecoslovacchia   1 – 5   Germania Ovest Qual. Mondiali 1986 -
12-6-1985 Città del Messico Germania Ovest   0 – 3   Inghilterra Amichevole -
15-6-1985 Città del Messico Messico   2 – 0   Germania Ovest Amichevole -
28-8-1985 Mosca Unione Sovietica   1 – 0   Germania Ovest Amichevole -
25-9-1985 Stoccolma Svezia   2 – 2   Germania Ovest Qual. Mondiali 1986 -
16-10-1985 Stoccarda Germania Ovest   0 – 1   Portogallo Qual. Mondiali 1986 -
17-11-1985 Monaco di Baviera Germania Ovest   2 – 2   Cecoslovacchia Qual. Mondiali 1986 1
12-3-1986 Francoforte sul Meno Germania Ovest   2 – 0   Brasile Amichevole -
9-4-1986 Basilea Svizzera   0 – 1   Germania Ovest Amichevole -   61’
14-5-1986 Dortmund Germania Ovest   3 – 1   Paesi Bassi Amichevole -
4-6-1986 Santiago de Querétaro Uruguay   1 – 1   Germania Ovest Mondiali 1986 - 1º turno -   46’
13-6-1986 Santiago de Querétaro Danimarca   2 – 0   Germania Ovest Mondiali 1986 - 1º turno -
21-6-1986 Monterrey Messico   0 – 0 dts
(1 - 4 dcr)
  Germania Ovest Mondiali 1986 - Quarti di finale -
25-6-1986 Guadalajara Germania Ovest   2 – 0   Francia Mondiali 1986 - Semifinale 1
29-6-1986 Città del Messico Argentina   3 – 2   Germania Ovest Mondiali 1986 - Finale -
25-3-1987 Tel Aviv Israele   0 – 2   Germania Ovest Amichevole -
12-8-1987 Berlino Germania Ovest   2 – 1   Francia Amichevole -   67’
9-9-1987 Düsseldorf Germania Ovest   3 – 1   Inghilterra Amichevole -   61’
14-10-1987 Gelsenkirchen Germania Ovest   1 – 1   Svezia Amichevole -   46’
12-12-1987 Brasilia Brasile   1 – 1   Germania Ovest Amichevole -   46’
2-4-1988 Berlino Germania Ovest   1 – 0   Argentina Amichevole -   46’
27-4-1988 Kaiserslautern Germania Ovest   1 – 0   Svizzera Amichevole -
4-6-1988 Brema Germania Ovest   1 – 1   Jugoslavia Amichevole -
10-6-1988 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 1   Italia Euro 1988 - 1º turno 1   76’
14-6-1988 Gelsenkirchen Germania Ovest   2 – 0   Danimarca Euro 1988 - 1º turno -
17-6-1988 Monaco di Baviera Germania Ovest   2 – 0   Spagna Euro 1988 - 1º turno -
21-6-1988 Amburgo Germania Ovest   1 – 2   Paesi Bassi Euro 1988 - Semifinale -
31-8-1988 Helsinki Finlandia   0 – 4   Germania Ovest Qual. Mondiali 1990 -
19-10-1988 Monaco di Baviera Germania Ovest   0 – 0   Paesi Bassi Qual. Mondiali 1990 -
22-3-1989 Sofia Bulgaria   1 – 2   Germania Ovest Amichevole -
26-4-1989 Rotterdam Paesi Bassi   1 – 1   Germania Ovest Qual. Mondiali 1990 -
31-5-1989 Cardiff Galles   0 – 0   Germania Ovest Qual. Mondiali 1990 -
4-10-1989 Dortmund Germania Ovest   6 – 1   Finlandia Qual. Mondiali 1990 -
15-11-1989 Colonia Germania Ovest   2 – 1   Galles Qual. Mondiali 1990 -
28-2-1990 Montpellier Francia   2 – 1   Germania Ovest Amichevole -
25-4-1990 Stoccarda Germania Ovest   3 – 3   Uruguay Amichevole -
26-5-1990 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 0   Cecoslovacchia Amichevole -
30-5-1990 Gelsenkirchen Germania Ovest   1 – 0   Danimarca Amichevole -   46’
10-6-1990 Milano Germania Ovest   4 – 1   Jugoslavia Mondiali 1990 - 1º turno -
15-6-1990 Milano Germania Ovest   5 – 1   Emirati Arabi Uniti Mondiali 1990 - 1º turno -
24-6-1990 Milano Germania Ovest   2 – 1   Paesi Bassi Mondiali 1990 - Ottavi di finale 1
1-7-1990 Milano Germania Ovest   1 – 0   Cecoslovacchia Mondiali 1990 - Quarti di finale -
4-7-1990 Torino Germania Ovest   1 – 1 dts
(4 - 3 dcr)
  Inghilterra Mondiali 1990 - Semifinale 1
8-7-1990 Roma Germania Ovest   1 – 0   Argentina Mondiali 1990 - Finale 1 3º titolo
29-8-1990 Lisbona Portogallo   1 – 1   Germania Ovest Amichevole -
Totale Presenze 58 Reti 7
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Germania
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
10-10-1990 Stoccolma Svezia   1 – 3   Germania Amichevole 1   60’
31-10-1990 Lussemburgo Lussemburgo   2 – 3   Germania Qual. Euro 1992 -
1-5-1991 Hannover Germania   1 – 0   Belgio Qual. Euro 1992 -
5-6-1991 Cardiff Galles   1 – 0   Germania Qual. Euro 1992 -
11-9-1991 Londra Inghilterra   0 – 1   Germania Amichevole -
16-10-1991 Norimberga Germania   4 – 1   Galles Qual. Euro 1992 -
20-11-1991 Bruxelles Belgio   0 – 1   Germania Qual. Euro 1992 -
18-12-1991 Leverkusen Germania   4 – 0   Lussemburgo Qual. Euro 1992 -
25-3-1992 Torino Italia   1 – 0   Germania Amichevole -   46’
30-5-1992 Gelsenkirchen Germania   1 – 0   Turchia Amichevole -
2-6-1992 Brema Germania   1 – 1   Irlanda del Nord Amichevole -
12-6-1992 Norrköping Comunità degli Stati Indipendenti   1 – 1   Germania Euro 1992 - 1º turno -
15-6-1992 Norrköping Scozia   0 – 2   Germania Euro 1992 - 1º turno - cap.
18-6-1992 Göteborg Paesi Bassi   3 – 1   Germania Euro 1992 - 1º turno - cap.
21-6-1992 Stoccolma Svezia   2 – 3   Germania Euro 1992 - Semifinale - cap.
26-6-1992 Göteborg Danimarca   2 – 0   Germania Euro 1992 - Finale - cap.
17-11-1993 Colonia Germania   2 – 1   Brasile Amichevole -
15-12-1993 Miami Germania   1 – 2   Argentina Amichevole -
18-12-1993 San Francisco Stati Uniti   0 – 3   Germania Amichevole -   46’
23-3-1994 Stoccarda Germania   2 – 1   Italia Amichevole -
27-4-1994 Abu Dhabi Emirati Arabi Uniti   0 – 2   Germania Amichevole -   46’
2-6-1994 Vienna Austria   1 – 5   Germania Amichevole -
8-6-1994 Toronto Canada   0 – 2   Germania Amichevole -
17-6-1994 Chicago Germania   1 – 0   Bolivia Mondiali 1994 - 1º turno -
21-6-1994 Chicago Germania   1 – 1   Spagna Mondiali 1994 - 1º turno -
27-6-1994 Dallas Germania   3 – 2   Corea del Sud Mondiali 1994 - 1º turno -
2-7-1994 Chicago Germania   3 – 2   Belgio Mondiali 1994 - Ottavi di finale -   46’
10-7-1994 New York Bulgaria   2 – 1   Germania Mondiali 1994 - Quarti di finale -   83’
Totale Presenze 28 Reti 1

PalmarèsModifica

Brehme all'Inter mentre mostra, con Lothar Matthäus, la Coppa UEFA vinta nel 1991 (in alto) e, con la maglia della Germania Ovest, mentre festeggia con Thomas Berthold il successo al campionato del mondo 1990 (in basso).

GiocatoreModifica

ClubModifica

Competizioni nazionaliModifica
Bayern Monaco: 1986-1987
Kaiserslautern: 1997-1998
Kaiserslautern: 1996-1997
Bayern Monaco: 1987
Kaiserslautern: 1995-1996
Inter: 1988-1989
Inter: 1989
Competizioni internazionaliModifica
Inter: 1990-1991

NazionaleModifica

Italia 1990

IndividualeModifica

  • Squadra del torneo del campionato d'Europa: 2
Francia 1984[4]
Svezia 1992[5]
  • All-Star Team del campionato del mondo: 1
Italia 1990[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Brehme, the big-game performer, su fifa.com, 18 settembre 2008.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Gianni Piva, Biondo Brehme, che capolavoro, in la Repubblica, 1º luglio 1990.
  3. ^ Squadra del torneo - Andreas Brehme, su it.uefa.com. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  4. ^ a b c EURO 1984: la Squadra del Torneo, su it.uefa.com.
  5. ^ a b c La Squadra del Torneo di EURO 1992, su it.uefa.com.
  6. ^ a b c (EN) All-Star Team, su football.sporting99.com. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  7. ^ a b (EN) José Luis Pierrend, European Footballer of the Year ("Ballon d'Or") 1990, su rsssf.com, 26 marzo 2005.
  8. ^ a b c (EN) James Dampney, Lothar Matthäus: Maradona, Beckenbauer and the Premier League, su fourfourtwo.com, 17 agosto 2015.
  9. ^ a b Gianni Mura, 7,5 a Berti (escluso il look), in la Repubblica, 30 maggio 1989.
  10. ^ a b Luigi Pastore, L'orgoglio di Ferri: "È un'Inter solida", in la Repubblica, 7 ottobre 2001.
  11. ^ a b Maffei, p. 634.
  12. ^ a b c d e Gianni Mura, "Noi tedeschi uomini duri", in la Repubblica, 3 dicembre 1988.
  13. ^ a b c (EN) Adam Hurrey, Double trouble: why aren't there more two-footed footballers?, su telegraph.co.uk, 20 giugno 2015.
  14. ^ Simpson, Hesse.
  15. ^ Pezzotti, Vietti, p. 44.
  16. ^ a b   Inter, Intervista esclusiva ad Andreas Brehme, su YouTube, 24 febbraio 2014, a 6 min 15 s.
  17. ^ a b c Galasso, p. 55.
  18. ^ Panini, p.10.
  19. ^ a b c Trapattoni.
  20. ^ 58 punti in 34 partite, su inter.it (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2016).
  21. ^ (ES) Pablo Díaz, La pasión maña de Andreas Brehme, su marca.com, 11 aprile 2013.
  22. ^ Gianni Mura, Ma basterà ancora mezzo Rummenigge?, in la Repubblica, 8 giugno 1986.
  23. ^ (EN) Germany FR - Mexico, su fifa.com.
  24. ^ (EN) Ranked! The 10 best players of Italia 90, su fourfourtwo.com, 25 maggio 2010.
  25. ^ (EN) Italia 90: When England were out of this world, su independent.co.uk, 30 maggio 2010.
  26. ^ (EN) Behind the World Cup record: Sergio Goycochea, su fifa.com, 16 gennaio 2017.

BibliografiaModifica

  • Fabrizio Maffei, BREHME, Andreas, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  • Gianluigi Pezzotti e Rita Vietti, Dizionario della grande Inter, Roma, Newton Compton Editori, 2002, ISBN 978-88-8289-496-2.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 5 (1988-1989), ed. speciale per La Gazzetta dello Sport, Modena, Panini, 4 giugno 2012.
  • (EN) Paul Simpson e Uli Hesse, Who Invented the Stepover? And Other Crucial Football Conundrums, Profile Books, 2013, ISBN 978-1781250068.
  • Giovanni Trapattoni, Bruno Longhi, Non dire gatto. La mia vita sempre in campo, tra calci e fischi, in Best BUR, Milano, Rizzoli, 2016, ISBN 9788817091015.
  • Vito Galasso, L'Inter dalla A alla Z, Roma, Newton Compton Editori, 2015, ISBN 978-88-541-8224-0.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN45136848 · ISNI (EN0000 0000 1654 621X · GND (DE120621061 · WorldCat Identities (ENviaf-45136848