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Androgeo

personaggio della mitologia greca, figlio di Minosse e di Pasifae
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Androgeo
Nome orig.Ἀνδρόγεως
SessoMaschio
Luogo di nascitaCreta

Androgeo (in greco antico: Ἀνδρόγεως) è un personaggio della mitologia greca, figlio di Minosse re di Creta e di Pasifae[1].
Fu padre di Alceo e Stenelo che divennero compagni di Eracle[2].

Due versioni del mitoModifica

Sul personaggio Androgeo e sulla sua morte prematura si hanno due versioni. In una si racconta delle sue doti atletiche e in virtù delle quali prese parte ai giochi atletici promossi da Egeo, padre di Teseo e dove, avendo dato prova di notevoli capacità vincendo ogni gara, Egeo, geloso e timoroso per la vicinanza di Androgeo con i figli di Pallante (fratello di Egeo stesso), che cercava di detronizzarlo lo fece uccidere sulla via di Tebe[3].

In un'altra versione Androgeo venne ucciso da giovani Ateniesi durante i giochi ginnici per la sua evidente supremazia atletica. Minosse, tuttavia, poco dopo vendicherà l'uccisione del figlio, sconfiggendo gli Ateniesi e obbligandoli ad un tributo annuo di sette giovani e sette giovanette da sacrificare dandoli in pasto al Minotauro.

Ne parla Virgilio nel VI libro dell'Eneide (v.20); Enea osserva le incisioni di Dedalo sul portone del tempio dedicato ad Apollo, presso i segreti recessi della Sibilla cumana (v.10) e vede sui battenti la morte di Androgeo (in foribus letum Androgeo).

NoteModifica

Voci correlateModifica

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