Anemone

genere di pianta della famiglia Ranunculaceae
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Anemone
Ranuncolaceae - Anemone hortensis-1.JPG
Anemone hortensis
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni basali
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Anemoneae
Genere Anemone
L., 1753
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Sottofamiglia Ranunculoideae
Tribù Anemoneae
Genere Anemone
Sinonimi

Abelemis
Raf. ex Britton
Anemanthus
Fourr.
Flammara
Hill
Hartiana
Raf.
Pulsatilloides
(DC.) Starod.

Specie

Anemone (L., 1753), o Euanemona, è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, comprendente una settantina di specie di cui alcune spontanee dell'Europa mentre altre provenienti dal Sudafrica o dal Sud America[1].

EtimologiaModifica

Il nome del genere, attribuito da Teofrasto, significa fiore del vento per le fragili corolle variamente colorate.

DescrizioneModifica

Sono piante erbacee, perenni, alte dai 15 cm ad oltre 1 m. Portano foglie sparse e talvolta (come in Anemone nemorosa) brattee molto divise al di sotto dei fiori. I fiori sono costituiti da un perigonio formato da numerosi tepali colorati (bianco, roseo, giallo, azzurro, rosso). L'ovario è formato da molti carpelli con disposizione a spirale; hanno un elevato numero di stami e il frutto è un achenio. Portano radici più o meno ingrossate e in alcune specie rizomatose, come nell'Anemone coronaria.

TassonomiaModifica

SpecieModifica

All'interno del genere Anemone sono attualmente incluse 64 specie[1]. La maggior parte delle specie proviene dall'Eurasia, mentre altre provengono dal Africa o dalle Americhe.

 
Esemplari di A. coronaria in fiore.

Elenco delle specie di AnemoneModifica

Specie in ItaliaModifica

 
Fiori di A. palmata.

Nel territorio italiano sono presenti tre specie di Anemone:

RelazioniModifica

Nel genere Anemone fino a pochi anni[quando?] fa si distinguevano tre sezioni (o sottogeneri) oggi[quando?] considerate generi a sé stanti:

  • Euanemona (anemoni in senso stretto, il genere della presente voce);
  • Pulsatilla;
  • Hepatica;

la partizione essendo effettuata in base ai caratteri degli stami e degli acheni.

ColtivazioneModifica

Richiedono esposizione ombreggiata, suolo leggero, acido o neutro, fresco.

Si moltiplica facilmente in primavera per divisione dei cespi, o per talea di radici, per le specie rizomatose si utilizzano i piccoli rizomi tolti dal terreno durante il periodo di riposo estivo, e che dopo un periodo di riposo vengono piantati in autunno, eventualmente ricoprendo il terreno d'inverno con una pacciamatura di foglie, per fioriture all'aperto dalla fine dell'inverno (febbraio nelle regioni più calde) fino a maggio, o preferibilmente con la semina con fioriture dopo 1-2 anni, per ottenere piante più robuste e fiorifere, o per ricercare nuove varietà.

UsiModifica

  • Gli anemoni sono debolmente velenosi, anche per il bestiame, a causa della presenza di protoanemonina, sostanza irritante per le mucose e per la pelle. La protoanemonina si trasforma in anemonina, innocua, con l'essiccamento.
  • Come pianta ornamentale a fioritura precoce per decorare i giardini con bordi fioriti.
  • Le specie rizomatose vengono coltivate industrialmente anche per la produzione del fiore reciso.

Tra le specie rizomatose coltivate anche per la produzione del fiore reciso, citiamo le numerose varietà dell'Anemone coronaria, pianta molto rustica, resiste bene al freddo, con abbondante produzione di fiori semplici o doppi, di colore bianco, rosso, blu e violaceo, con foglie elegantemente frastagliate; e l'Anemone fulgens dai fiori colorati di rosso-vivo.

Inoltre alcune specie di anemoni sono usate in erboristeria e in omeopatia. Nella medicina omeopatica gli anemoni vengono indicati nel caso di depressione, nella cistite, nei disturbi gastrici, nell'otite e nei disturbi del sonno.[2]

MitologiaModifica

Narra una leggenda che Anemone fosse una ninfa della corte di Flora. Un giorno Zeffiro e Borea s'innamorarono di lei, ma Flora indispettita decise di punirla tramutandola in fiore. La condanna peggiore fu che era destinato a schiudersi precocemente e subire i venti di tramontana Borea ancora freddi, che spargono nell'aria i suoi petali, così che all'arrivo del venticello primaverile Zeffiro il fiore fosse già avvizzito.
Un'altra leggenda narrata da Ovidio, dice che Adone ucciso da un cinghiale, veniva pianto da Venere che l'amava. Venere versò una sostanza magica sul sangue dell'amato da cui nacque un fiore, l'anemone.
Il suo legame coi venti è testimoniato anche dall'origine del nome ànemos, dal greco vento.

Gli egizi ponevano ciotole fiorite all'interno delle piramidi mentre gli etruschi lo coltivavano intorno alle tombe. Per Plinio il Vecchio il fiore aveva virtù magiche, e raccomandava di cogliere il primo fiorito nell'anno, chiuderlo in un sacchetto rosso di tela e di portarlo vicino al cuore per scongiurare malocchio e febbre.

Nella Iconologia, il Ripa cita l'anemone alla voce "Infermità", poiché secondo gli antichi significava infermità. Il fiore è purpureo e bello, ma poco dura perché il vento se lo porta via.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Anemone L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 febbraio 2021.
  2. ^ Cassandra Narks, "Omeopatia", Milano, Armenia, 1997, p. 46.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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