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Angeli (Neon Genesis Evangelion)

razza immaginaria di Neon Genesis Evangelion
L'Angelo Lilith con la lancia di Longinus conficcata nel petto

Gli Angeli (使徒 Shito?, lett. "Apostoli") sono delle entità immaginarie apparse nella serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e nell'omonimo manga di Yoshiyuki Sadamoto.

Nell'opera animata originale quasi tutti gli Angeli sono gli antagonisti del genere umano che a più riprese attaccano il quartier generale dell'agenzia speciale Nerv, situato nella città di Neo Tokyo-3[1]. Hanno origine da una misteriosa entità chiamata Adam, con l'eccezione degli uomini, diciottesimo e ultimo esemplare della specie, che discendono invece da un essere simile ad Adam di nome Lilith, secondo Angelo[2]. Per contrastare i loro attacchi la Nerv costruisce i mecha Evangelion, che dispongono come loro di un campo di forza chiamato AT Field.

Gli Angeli appaiono in numerose opere tratte dalla serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'original net anime Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. I loro nomi, rivelati solamente nel quattordicesimo e nel ventitreesimo episodio della serie[3], fanno riferimento agli omonimi angeli della tradizione giudaico-cristiana[4], con la sola eccezione di Adam[5]. Le caratteristiche e le funzioni specifiche di ogni Angelo ricalcano intenzionalmente quelle del proprio omonimo nelle antiche fonti sacre[6], formando così un complesso intreccio di simbolismi[7][8]. Il loro design varia considerevolmente da esemplare a esemplare ed è stato elogiato dalla critica e dagli appassionati di animazione, influendo su numerose serie robotiche successive.

Indice

Significato del nome e ideazioneModifica

 
Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Evangelion

Durante la realizzazione di Neon Genesis Evangelion si decise di impostare l'opera sul tema di «una battaglia fra divinità ed esseri umani», inserendovi numerosi riferimenti religiosi[9]. In una delle bozze preliminari, la Gainax inserì dei nemici chiamati Apostolo (アポストロ Aposutoro?), concepiti come «degli antichi reperti» sparsi per l'intero globo terrestre e lasciati in letargo da una misteriosa specie preistorica, la "prima razza ancestrale" (第1始祖民族 Dai'ichi shiso minzoku?). Per via della loro finalità bellica furono definiti semplici "armi", senza quasi nessuna componente distintamente biologica[10]. Nelle intenzioni iniziali sarebbero stati ventotto; il primo di loro, Adam, sarebbe stato ritrovato nella regione del Mar Morto, ma distrutto in una misteriosa esplosione verificatasi quindici anni prima degli eventi della serie[11]. Lo scenario iniziale prevedeva inoltre l'introduzione di due Apostoli chiamati Shateiel (シャテイエル Shateieru?), detto "Angelo del silenzio", e Turel (テゥレル Tureru?), "la Roccia di Dio". Il primo, descritto come «un'arma composta di luce condensata allo stato solido», avrebbe presentato un corpo poligonale perfettamente regolare, e sarebbe stato dotato di un organo a forma di cristallo rotante capace di catturare l'energia elettromagnetica dell'ambiente circostante e scagliarla contro i propri nemici. Il secondo invece, concepito per comparire nel dodicesimo episodio della serie, avrebbe eseguito un attacco esplosivo autodistruttivo usando il proprio stesso corpo. Durante la produzione il progetto fu accantonato, ma gran parte delle idee furono riciclate per gli Angeli Ramiel e Sahaquiel[12].

La prima puntata avrebbe presentato uno scontro fra l'Eva-01, pilotata da Rei, e un Apostolo di nome Raziel, in seguito sostituito dall'Angelo Sachiel[11]. Nel ventiquattresimo episodio, intitolato Ora, il tempo promesso (今、契約時間 Ima, keiyaku jikan?), ci sarebbe stata una grande battaglia lunare contro dodici Apostoli[13]; gli esseri umani avrebbero compreso la propria impotenza di fronte alla schiacciante superiorità dei nemici e si sarebbe avvicinato «il tempo promesso»[14][15]. Per il loro numero gli autori si ispirarono ai dodici apostoli dell'Agnello menzionati nel libro dell'Apocalisse, ma l'idea dello scontro multiplo sul suolo lunare fu abbandonata e riciclata per la battaglia contro i Mass Production Model[16]. In un altro scenario fu contemplata l'esistenza di due antiche civiltà preistoriche, apparse sul pianeta Terra molto tempo prima dell'effettiva comparsa dell'umanità e dotate di tecnologie estremamente avanzate. La prima delle due, nota come "prima razza ancestrale", avrebbe creato gli umanoidi artificiali Evangelion, che si sarebbero poi ribellati ai propri creatori, causandone l'estinzione. In seguito al tragico avvenimento, una "seconda razza ancestrale" avrebbe creato la lancia di Longinus nel tentativo di sconfiggerli, spargendo gli Angeli per il globo terrestre in stato quiescente come contromisura nel caso in cui qualcuno avesse tentato di riattivare le macchine da combattimento[17].

Nella versione finale degli eventi gli Angeli furono chiamati Shito (使徒? lett. "Apostoli"), adottando come traduzione inglese ufficiale il termine Angel, "angelo", scritto in caratteri latini[18]. Nella religione cristiana, il termine greco apostolos (απόστολος), "inviato", indica i dodici discepoli che Gesù Cristo, nel vangelo secondo Luca, sceglie fra i propri seguaci in onore delle dodici tribù di Israele. In senso più ampio, il termine può indicare una persona incaricata di svolgere una missione importante[19]. Riprendendo alcune dottrine della cabala ebraica, gli Angeli non furono concepiti come degli "invasori" esterni, ma come «esseri presenti a tutti gli effetti nella Creazione e da poco "risvegliati"»[20]. In una delle bozze preliminari della serie, il supercomputer della Nerv, il Magi System, avrebbe assegnato un nome a ciascuno di loro. Hideaki Anno diede direttive generali per la progettazione di ognuno di loro[6]. Per le loro caratteristiche variegate e le loro forme astratte e indefinite, cercò di riflettere i sentimenti della propria generazione e il clima che si respirava nel suo Paese negli anni novanta. Durante la messa in onda dell'opera, l'economia e la società nipponiche erano percepite come corrotte e decadenti, senza che nessuno potesse rintracciarne le cause, rendendo ambiguo lo stesso concetto di nemico. Secondo Anno, il nemico del Giappone del ventesimo secolo non era né di natura politica, né definito, come nel caso della setta religiosa Aum Shinrikyō, che nel marzo del 1995 attentò alla metropolitana di Tokyo con del gas sarin[21]. Il loro design fu affidato a diversi artisti, come Mahiro Maeda, che disegnò Gaghiel e Israfel[22], e Yoshito Asari, che ideò Sachiel, Shamshel e Zeruel[23].

CaratteristicheModifica

 
Quasi tutti gli Angeli posseggono una sfera rossa chiamata "nucleo"

Gli Angeli sono esseri organici la cui struttura microscopica è di natura sia particellare, sia ondulatoria, e pertanto caratterizzati dal dualismo onda-particella della luce. All'inizio della serie non se ne conoscono in alcun modo gli obbiettivi, né le cause che muovono il loro agire[24]. Altrettanto ignota è la ragione del loro appellativo, tradizionalmente associato al concetto di divinità[25]. Anche l'agenzia speciale Nerv, con le sue avanzate conoscenze scientifiche, non è in grado di analizzarne le modalità d'azione[26], ma tutti sembrano indiscriminatamente attratti da un Angelo rinchiuso nella sezione più profonda del quartier generale dell'organizzazione, il Terminal Dogma[27], Lilith. Il loro corredo genetico presenta un grado di affinità pari al 99,89% con quello dell'uomo.

Possono avere le forme più svariate, da quelle vagamente antropomorfe a quelle di un solido geometrico, e dimensioni ugualmente variabili. Quasi tutti sono dotati di una sfera di colore rosso conosciuta come "nucleo", o "sfera di luce", organo che sembra rappresentare la loro principale fonte energetica[28]. Universale è la loro capacità di generare un campo di forza chiamato AT Field analogo a quello degli Eva, ma di potenza molto superiore, e di rigenerare i propri tessuti[29]. Si ipotizza che il nucleo possa essere alla base della forza motrice nota come elemento S²[30]. I loro nomi e i loro attacchi sono stati profetizzati nei rotoli del mar Morto, antichi documenti in possesso di un'organizzazione segreta chiamata Seele, ma poche persone sembrano esserne consapevoli, anche all'interno della Nerv stessa[31].

Sconosciuta è la ragione dei loro attacchi o il motivo per il quale compaiano alla volta di Neo Tokyo-3 singolarmente. Nella sequenza iniziale della diciassettesima puntata, un membro di una misteriosa organizzazione nota come Commissione per il Perfezionamento dell'Uomo sostiene che: «Le loro azioni sono chiaramente indipendenti, almeno finora»[32]. Sciolta la riunione, il comandante supremo della Nerv, Gendō Ikari dichiara che essi «stanno iniziando ad acquisire la conoscenza»[33]. Per verificare l'eventuale natura di un Angelo la Nerv analizza il diagramma d'onda di oggetti non identificati, indicato con l'espressione inglese blood type: blue, traducibile come "gruppo sanguigno blu"[34]. Altra peculiarità degli Angeli è il "Frutto della Vita", un organo dalla natura ignota e che traccia una notevole somiglianza con la specie umana, che dispone invece del "Frutto della Conoscenza"[35].

Elenco degli AngeliModifica

AdamModifica

 
Rappresentazione grafica di Adam Qadmon e dell'Albero della Vita

Adam (アダム Adamu?) è il capostipite degli Angeli. Nella serie animata originale è rappresentato come un gigante di luce (ひかりの巨人 Hikari no kyojin?) con le fattezze di un Evangelion[36][37]. Viene rinvenuto in Antartide dal team di ricerca Katsuragi, che inizia a esaminare la sua misteriosa fonte energetica, un motore a energia perpetua, detto elemento S²[38][39]. Nel 2000 gli scienziati lo risvegliano grazie alla cosiddetta teoria del Super-Solenoide, ma, a causa di un esperimento occorso il 13 settembre, avviene una grande catastrofe planetaria ricordata come Second Impact, durante la quale viene ridotto in stato embrionale. Dietro l'avvenimento si cela la setta segreta Seele[40][41], improntata alla ricerca del "Sentiero per l'Adam Qadmon" (アダム・カダモンへの道 Adamu kadomono no michi?), «l'avvento di una divinità immortale e eterna»[42]. Dopo diversi anni Ryōji Kaji lo trasporta fino al quartier generale della Nerv, consegnandolo al comandante supremo dell'agenzia, Gendō Ikari[43], il quale lo definisce «la chiave del Progetto del Perfezionamento dell'Uomo» e «il primo essere umano»[44].

Secondo il libro della Genesi dell'Antico Testamento, Adamo è il primo essere umano mai esistito, creato da Dio a Sua immagine e somiglianza. Sull'origine etimologica del nome Adam (in ebraico: אָדָם?) sono state formulate varie teorie, per le quali significherebbe «terra», «rosso» e «creazione»[35]. Stando a quanto narrato nella sacra scrittura, da Adamo è stata creata la prima donna, Eva. Per analogia, nel ventunesimo episodio di Neon Genesis Evangelion viene rivelato che gli Evangelion sono stati creati a partire da materiale biologico proveniente da Adam[45][46]. Nella cabala ebraica egli viene descritto come una sorta di divinità, un essere capace di dare vita e, al tempo stesso, un'entità a cui tutte le cose sono destinate a tornare. Per tale ragione, Kaworu Nagisa, diciassettesimo e ultimo Angelo, afferma che «coloro che provengono da Adam devono ritornare ad Adam»[47]. Nella terminologia ermetica l'umanità «in stato di perfezione mentale e spirituale» viene indicata con il nome di Adam Qadmon[7]. Per la creazione dell'Angelo, gli autori dell'anime si sono ispirati ad alcuni testi cabalistici, in cui Adamo, privo del peccato originale, viene rappresentato sotto forma di un gigantesco essere luminescente[48]. In alcuni manoscritti religiosi viene avanzata l'idea che tutte le creature, senza alcuna eccezione, siano basate su Adam Qadmon, rimanendo però incomplete[49]. Nel diciassettesimo Angelo, Tabris, è racchiusa la sua anima, e il suo embrione viene impiantato nel corpo del comandante Ikari[50].

LilithModifica

 
Lilith sulla copertina del filmbook di Death

Lilith (リリス Ririsu?) è il secondo Angelo. È conservato nel Terminal Dogma, la sezione più sotterranea del quartier generale della Nerv[51]. Il suo volto è coperto da una maschera su cui sono disegnati i sette occhi di un misterioso simbolo, il blasone della Seele[52]. Ha le sembianze di un gigante antropomorfo di colore bianco, con le mani inchiodate a una croce rossa e privo degli arti inferiori, al posto dei quali presenta numerose gambe umanoidi. Nel suo petto è conficcata la lancia di Longinus, particolare questo che avvicina la sua figura a quella di Cristo. Quando viene estratta, la parte monca del corpo di Lilith si rigenera all'istante[53]. Sono pochi a conoscere la sua vera identità e anche a coloro cui è dato saperne l'esistenza viene fatto credere che si tratti del primo Angelo Adam[54]. Essa viene rivelata dall'Angelo Tabris nel ventiquattresimo episodio della serie e lui stesso non riesce a identificare Lilith come tale se non dopo averla vista con i propri occhi. L'anima dell'Angelo è custodita all'interno di Rei Ayanami; quando l'anima si unisce al corpo ha inizio il Third Impact, evento in cui le anime di tutti gli esseri umani si fondono in un unico essere in sé completo. Nel film The End of Evangelion, dopo l'unione con Rei, il corpo di Lilith assume le sembianze della ragazza e si ingrandisce fino a raggiungere le dimensioni della Terra, sviluppando così un gigantesco AT Field[55].

Nell'antica Mesopotamia il nome Lilith indicava uno spettro femminile notturno, nominato nel libro di Isaia dell'Antico Testamento[56]. Nelle scritture rabbiniche si dice che fosse la prima moglie di Adamo e che dall'unione di Adamo e Lilith nacquero demoni e spiriti[35]. Secondo Sadamoto, nel progetto originale non era prevista la presenza dell'Angelo, che fu introdotta solamente in seguito alla messa in onda della serie e ad alcune ricerche dello staff sulla religione cristiana[57]. Il suo design fu elaborato dal regista Mitsuo Iso[58]. Nella tetralogia Rebuild of Evangelion, Lilith viene definita «l'origine della vita» del pianeta Terra e «il fondamento della sua fine»[59]. In questa saga il suo aspetto ha subito alcune modifiche, apportate dal fumettista Okama: in Evangelion 1.0 presenta numerose cicatrici sul petto, risultato di alcuni esperimenti scientifici, e la sua maschera, priva dei sette occhi della Seele, è identica a quella dell'angelo Sachiel[60]. Pare che il vero scopo degli Angeli sia quello di raggiungerla, fondendosi con lei[61]. Secondo alcune informazioni contenute nel videogioco Shin seiki Evangelion 2: «Alcuni Angeli stavano tentando di raggiungere Lilith e annientare tutte le forme di vita, altri non agivano seguendo un piano, altri ancora stavano tentando di recuperare Adam, il loro progenitore»[42].

SachielModifica

 
Un cosplay di Sachiel all'Anime Expo del 2011

Sachiel (サキエル Sakieru?) è il terzo Angelo, il primo ad attaccare Neo Tokyo-3[62][7]. Si erge e cammina su due gambe, è dotato di due braccia perfettamente mobili, due mani prensili con tre dita ciascuna e, sulla parte alta del tronco, di una sorta di disco mobile di colore chiaro, simile a un volto, in cui sono presenti due fori che, in maniera del tutto analoga a degli occhi, si chiudono con ritmo irregolare per brevi istanti. Sui lati esterni delle gambe è possibile notare due organi simmetrici mobili simili a branchie, grazie ai quali riesce ad agire sia sulla terraferma, sia in mare[63]. Nel primo episodio della serie, la sua faccia viene gravemente danneggiata, ma, sfruttando le sue spiccate capacità rigenerative, riesce a crearne un'altra identica alla prima, che viene così rimpiazzata[64][65]. Nonostante venga attaccato dalle forze armate delle Nazioni Unite, riesce a sopravvivere a pesanti raffiche di fuoco di carri armati e lanciarazzi[66][67] e alla loro arma più potente, la mina N²[68]. Dopo lo scontro apprende il funzionamento degli aerei da battaglia umani, e, dopo poco, riesce a replicarne l'efficacia distruttiva, sviluppando l'abilità di lanciare potentissimi raggi esplosivi[69]. È capace di spiccare alcuni balzi a breve distanza, rimanendo sempre a bassa quota[70]. Dal punto di vista bellico, al di là delle sue elevate capacità di combattimento corpo a corpo, l'Angelo può utilizzare quelle che vengono chiamate «lance protrattili» o «lance di luce» (光の槍 hikari no yari?)[71], armi da punta incorporate negli avambracci[72][73]. Nel secondo episodio affronta in battaglia l'Eva-01, il quale, dopo aver neutralizzato il suo AT Field, gli spezza entrambe le braccia. In un disperato attacco suicida, l'Angelo, dopo essersi «fluidificato» e trasformato in un'unica grande sfera molle, si avvolge al corpo del robot, per poi esplodere[74][75].

Nelle antiche fonti sacre, Sachiel è considerato l'angelo dell'acqua[76], in riferimento alla sua natura perfettamente anfibia[77]. Nella tradizione religiosa è annoverato nel coro dei cherubini, angeli che, secondo l'Antico Testamento, proteggono con delle «lance di fuoco» l'Albero della Vita[78], particolare che potrebbe essere ricondotto alle sue «lance protrattili»[79]. Negli intenti iniziali degli autori, Sachiel avrebbe dovuto combattere in mare contro l'Unità 02 nell'ottavo episodio, idea che però fu accantonata e riutilizzata per l'Angelo Gaghiel[80]. Nel film Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, Sachiel viene indicato come quarto Angelo invece che terzo[81].

ShamshelModifica

 
La doppia elica di un cromosoma. La disposizione e le coordinate dei segnali del quarto Angelo corrispondono al 99,89% a quelle del patrimonio genetico umano[82][83]

Shamshel (シャムシェル Shamusheru?) è il quarto Angelo. Nell'anime è il secondo nemico in ordine di comparsa[84][85] e si manifesta a sole tre settimane di distanza dall'attacco di Sachiel[86]. Ha un aspetto vagamente simile a quello di un insetto[7] e, benché dotato di zampe, si muove volando a bassissima quota, a poche decine di metri dal suolo e a una velocità estremamente ridotta, così da rendersi difficilmente individuabile dalle apparecchiature radar della Nerv. Sopra la testa presenta delle macchie circolari simili a occhi, la cui esatta funzione è sconosciuta. Quando attaccato riesce a colpire con estrema precisione l'Unità 01 anche quando quest'ultima è sotto di lui e fuori dal suo campo visivo, ragion per cui sembrerebbe da escludersi una loro funzione ottica. In combattimento usa due armi simili a fruste luminescenti dalle elevate capacità di perforazione e di taglio[87], che sul campo di battaglia si rivelano in grado di trapassare l'addome dell'Eva-01[70][88]. Shamshel ha un'intelligenza particolarmente sviluppata, che gli permette di essere molto preciso nei movimenti e di mutare disposizione in base alla situazione e al comportamento dell'obbiettivo[89][90]. Durante lo scontro riesce, consapevole delle conseguenze, a recidere l'Umbilical Cable dell'Eva-01[91]. Ciononostante viene abbattuto dall'Unità, che perfora il suo nucleo con il Progressive-Knife. Dopo la sconfitta, il corpo esanime dell'Angelo viene analizzato dagli scienziati della Nerv[70][90] e chiuso in un cantiere di ricerca[92]. Facendo una stima delle dimensioni del prefabbricato che lo contiene, Shamshel dovrebbe misurare fra i 150 e i 200 metri di lunghezza[93]. La materia di cui è costituito è caratterizzata da una struttura ondulatoria la cui lunghezza d'onda corrisponde a quella della luce blu. Secondo le parole di Ritsuko Akagi è dalla sua analisi che si scopre che la mappa del DNA degli Angeli corrisponde al 99,89% a quella del DNA umano[92].

Nelle fonti sacre, Shamshel è il nome dell'angelo del giorno, guardiano del giardino dell'Eden[94][95], allusione alla sua lotta con l'Unità 01, che si svolge in pieno giorno e termina poco prima del tramonto[84][96]. Il suo aspetto è ispirato a quello di una creatura aliena chiamata "l'extraterrestre di tre metri", il cui garage kit è stato realizzato dalla General Products, celebre azienda associata alla Gainax[97]. A differenza dell'anime, nel remake Rebuild of Evangelion è enumerato come quinto Angelo[98] e il suo interno contiene materia luminescente, mentre il corpo presenta sfumature semitrasparenti e dei tentacoli meccanici all'altezza del petto. Nel corso del processo di animazione di Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, le due fruste dell'essere sono state disegnate interamente a mano[99].

RamielModifica

 
Le sembianze di Ramiel riprendono la costruzione di un ottaedro regolare di colore blu

Ramiel (ラミエル Ramieru?) è il quinto Angelo[100]. Il suo corpo, simile a un ottaedro regolare di colore blu, presenta una superficie lucida e levigata[101]. Dalla parte inferiore fuoriesce un lungo shield dal diametro di 17,5 metri, che, perforando il terreno, arriva a sfiorare il quartier generale sotterraneo della Nerv[102]. È fornito di un cannone a particelle accelerate, che, sfruttando la collisione di particelle subatomiche, emette un potentissimo fascio luminoso di fotoni[103] attraverso una fessura presente tra le due piramidi dell'ottaedro[104], capace di fondere anche il più resistente dei materiali[105]. A differenza di quello dei precedenti Angeli, il nucleo di Ramiel si trova all'interno del corpo[101] e ciò potrebbe portare all'ipotesi di un mirato superamento del punto debole dei suoi predecessori e all'esistenza di loro capacità cognitive, mnemoniche ed evolutive collettive[100][106]. Nel quinto episodio della serie Ramiel colpisce l'Eva-01 con il suo raggio di luce[101] prima dell'uscita in superficie del mecha. L'avvenimento lascia supporre che l'Angelo fosse in grado di rilevare la sua presenza e posizione all'interno del suolo[107]. Per far fronte alla minaccia, Misato Katsuragi elabora una strategia bellica detta Operazione Yashima, diretta al suo annientamento. Durante l'operazione Ramiel riesce ad attaccare nuovamente l'Eva-01, benché questo si trovasse al di fuori della stimata area di fuoco. Non è chiaro se fossero errati i calcoli della Nerv a essere errati o se sia stato l'Angelo a essersi evoluto[108]. Al termine dello scontro il mecha colpisce il bersaglio con un cannone a positroni, annientandolo[109][110].

L'aspetto di Ramiel potrebbe essere stato influenzato da alcune forme astratte visibili nelle scene finali del film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio[111] e dal mostro Pris-Ma (プリズ魔 Purizu-Ma?, lett. "Demone Pris") introdotto in Kaettekita Ultraman, di cui furono usati gli effetti sonori[112]. Il nome Ramiel, scritto in ebraico, significa «tuono di Dio»[56][113], chiara allusione al suo cannone di particelle[100]. Negli intenti iniziali degli autori, la sua fisionomia era leggermente diversa: in corrispondenza di ogni sua faccia avrebbe avuto un solido fluttuante a forma triangolare e il suo fascio di luce sarebbe stato di positroni; il suo corpo sarebbe stato inoltre alto 300 metri e il suo cannone avrebbe avuto una gittata di venti chilometri[114]. Nel primo lungometraggio di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, è indicato come sesto Angelo[115] e può trasformare la sua forma di ottaedro regolare in una grande varietà di sembianze[116]. Per il suo nuovo design gli ideatori dell'opera si sono ispirati al microrganismo Andromeda dell'omonimo film di fantascienza [117] e a un'immagine disegnata venti anni prima da Taka Watanabe, raffigurante un corpo quadrimensionale in movimento in un mondo tridimensionale[99][118].

GaghielModifica

Gaghiel (ガギエル Gagieru?) è il sesto Angelo[119]. Compare nell'Oceano Pacifico e si dirige all'attacco della flotta delle Nazioni Unite, impegnata nel trasporto marittimo dell'Eva-02. Nel suo aspetto esteriore, Gaghiel ricorda una creatura acquatica: il suo corpo dispone di numerose appendici simili a delle pinne e presenta una forma idrodinamica, che gli consente di spostarsi in acqua a grande velocità. Sulla zona superiore del corpo ha una piccola faccia a disco, collocata praticamente sopra la bocca e identica alle due facce a disco di Sachiel[120]. Pur non attuando nessuna strategia bellica, l'Angelo conduce un attacco a strapiombo sulla flotta navale usando l'imponente mole del proprio corpo[121]. In prossimità dei propri obbiettivi spalanca la bocca, stringendo i nemici fra le sue fauci. Il suo nucleo, a differenza di tutti gli Angeli precedenti, è situato all'interno della cavità orale[122][123]. Durante il combattimento si getta sulla portaerei Over the Rainbow e si dirige all'attacco dell'Eva-02, precipitata in mare nella zona di Itō[124][125].

Il suo corpo, che raggiunge i 600 metri di lunghezza, lo rende di gran lunga il più grande e più imponente di tutti gli Angeli visti prima di lui[126]. Per il suo annientamento si rende necessaria un'operazione condotta dall'Unità 02 in collaborazione con la flotta delle Nazioni Unite: il mecha, rimasto momentaneamente imprigionato tra le fauci dell'essere, neutralizza l'AT Field di quest'ultimo e riesce a spalancarne la bocca, così da permettere a due navi da guerra corazzate, opportunamente evacuate e inabissate, di penetrare all'interno e di fare fuoco sul nucleo[127][128]. Il comportamento dell'Angelo, apparso in mare e non alla volta di Neo Tokyo-3, è imputabile alla presenza dello stesso Eva-02, o, più probabilmente, del primo Angelo Adam, ambedue presenti sulla flotta[122][129]. Nella tradizione giudaico-cristiana, Gaghiel è l'angelo dei pesci[130][131]. Il suo nome ebraico è traducibile come «ruggente bestia di Dio», una possibile allusione al suo aspetto, simile a quello di un'enorme bestia acquatica, e alla sua peculiare tecnica di attacco[132].

IsrafelModifica

 
Il volto di Israfel ricorda lo taijitu, rappresentazione simbolica dei concetti taoisti di yin e yang

Israfel (イスラフェル Isuraferu?) è il settimo Angelo[133]. Come i precedenti, si avvicina a Neo Tokyo-3 via mare[134], venendo così intercettato dalle Unità 01 e 02 nel tratto di costa corrispondente all'attuale golfo di Suruga[135]. Asuka Sōryū Langley, a bordo del suo Eva-02, lo colpisce con il suo Sonic Glaive[136] dividendolo a metà, ma l'Angelo si rigenera in due parti, ambedue in grado di battersi individualmente[137]. Sotto i loro attacchi, i mecha vengono sconfitti e rientrano alla base, in attesa di un secondo confronto con il nemico. La principale caratteristica di Israfel risiede in tale capacità di scissione[122][138] e nella sua effettiva reversibilità: i due individui-figli infatti possono riunirsi e tornare a formare l'individuo-padre[138]. Oltre al corpo, l'Angelo divide anche il proprio nucleo, che, prima della divisione, è posizionato al centro del tronco[139]. Tali peculiarità, assieme alla lucentezza de corpo, rendono l'essere accostabile all'elemento chimico del mercurio[140]. In seguito alla sconfitta degli Eva 01 e 02, viene attaccato dalle forze armate delle Nazioni Unite, che soprannominano i due individui-figli Kō e Otsu[141]. Grazie al provvidenziale intervento dell'ONU si riesce ad arrestare temporaneamente la sua avanzata[142]. Dopo un provvidenziale processo di rigenerazione, l'Angelo si fonde di nuovo, così da riacquistare il suo aspetto originario e ricominciare la sua avanzata[122]. Secondo una spiegazione data dal maggiore Katsuragi, l'unico modo per sconfiggere Israfel è «un doppio attacco coordinato sul suo nucleo»: si suppone che fra i due individui permanga una sorta di legame che ne accomuna i comportamenti e allo stesso modo la vulnerabilità[143]. In campo offensivo, l'essere apprende nuove capacità e nel secondo scontro lancia contro gli Eva potenti raggi dall'alto potenziale distruttivo e utilizza i propri arti superiori come lame[144]. Durante il combattimento i due robot, muovendosi perfettamente sincronizzati a tempo di musica[137][145], in soli 62 secondi attaccano l'Angelo, che si divide come nello scontro precedente[146], e spiccano un salto nel cielo, sferrandogli un calcio che ne fa esplodere il nucleo[147][148].

Il settimo Angelo prende il nome dal messaggero della Musica e della Risurrezione, Israfil[149]. Nella cabala ebraica e nella cultura islamica è l'angelo incaricato di soffiare la tromba del giorno del Giudizio[150], dettaglio collegato all'attacco dell'Eva-01 e 02, armonizzato su una melodia di 62 secondi[140]. La sua funzione di angelo della resurrezione è una probabile allusione alla sua capacità di scissione, grazie alla quale riesce a "rigenerarsi" dopo un'apparente sconfitta[132]. I nomi con cui la Nerv chiama i due individui generati dalla scissione di Israfel, Kō e Otsu, equivalgono agli occidentali A e B, le tipiche nomenclature schematiche attribuite ai primi due elementi di una serie. I termini Kō e Otsu provengono dalla serie dei cosiddetti "tronchi celesti", dieci kanji corrispondenti ai giorni delle decadi in cui si usava dividere in Giappone i mesi dell'anno[141].

SandalphonModifica

 
Le tre sezioni principali del corpo di un trilobite. Per il design di Sandalphon, gli autori di Neon Genesis Evangelion si sono ispirati a tali caratteristiche creature preistoriche

Sandalphon (サンダルフォン Sandarufon?) è l'ottavo Angelo[151]. Viene rilevato all'interno del cratere vulcanico del Monte Asama in uno stato simile a quello di un embrione umano racchiuso in una crisalide, in cui sono visibili un paio di gambe, due braccia dotate di cinque dita per ciascuna mano, un corpo provvisto di una piccola coda e una testa completa di occhi. In conseguenza di ciò, la Nerv decide di avviare un tentativo diretto di cattura[152]. Tuttavia, l'essere si risveglia durante la fase di prelievo e muta il suo corpo in un breve lasso di tempo[122]: a seguito della metamorfosi, dà luogo a una schiusa, emergendone radicalmente cambiato. Nella sua forma finale il suo corpo ricorda il pesce Limanda, sia nella forma, sia nella disposizione delle pinne e degli occhi, posizionati in coppia sul lato sinistro della parte frontale del dorso[153]. Si scontra con l'Eva-02, dando prova di straordinarie capacità di resistenza fisica[154]. Il suo nucleo è, con ogni probabilità, celato all'interno del corpo, ragion per cui non risulta visibile in nessun momento dell'osservazione[153][155]. Durante il combattimento, Asuka e altri membri della Nerv, ricorrendo al concetto di dilatazione termica, elaborano un piano per sconfiggerlo definitivamente[156][157]. L'Eva-02, sfruttando il liquido di raffreddamento del suo equipaggiamento, fa subire a Sandalphon una termo-costrizione risultante nel danneggiamento della sua stessa struttura corporea[158][159].

Il suo nome allude a Sandalphon, che nel misticismo giudaico-cristiano viene indicato come l'angelo degli embrioni[122][160] e dei bambini non ancora nati. Secondo la tradizione ebraica è incaricato di differenziare il sesso dei futuri nascituri, un chiaro riferimento alla sua fase di crisalide[152]. Durante la sua metamorfosi gli autori della serie decisero di inserire una voce lamentosa, per la quale fu usato il pianto modificato di un bambino[161]. Il suo design è ispirato alle sembianze di alcuni esseri viventi preistorici, come il Trilobite e l'Anomalocaris, un grande predatore estinto vissuto nel periodo del Cambriano e che era al centro di numerosi dibattiti scientifici negli anni della prima messa in onda della serie[162][163].

MataraelModifica

 
Sul corpo di Matarael sono presenti numerosi "occhi" inscritti in un triangolo equilatero, simili all'occhio della Provvidenza

Matarael (マトリエル Matorieru?), conosciuto anche con il nome di Matriel, è il nono Angelo[164]. Viene rilevato nel mare di Sagami dalla sorveglianza radar del quartier generale di Fuchū delle forze armate delle Nazioni Unite, che lo identificano però come ottavo Angelo, non essendo a conoscenza dell'esistenza del secondo, Lilith[165][166]. Le sue sembianze ricordano un aracnide artropode chelicerato[167][168]. Tuttavia, a differenza degli artropodi, presenta un unico corpo centrale, dalla cui parte superiore si protendono quattro lunghi ed esili arti assai sovradimensionati rispetto al resto della struttura, che la rendono particolarmente affine alla sottoclasse degli opilionidi[169]. Su di essa, simile a un solido geometrico ottenuto dalla sezione di ellissoide[169], sono evidenti nove disegni praticamente identici fra loro e riconducibili alla stilizzazione dell'occhio umano. I primi otto appaiono inscritti in un triangolo equilatero, tranne l'ultimo, disposto al centro della sezione inferiore del corpo e per questo definito «occhio centrale», dal quale riversa, come lacrime, un liquido di colore ocra dall'elevato potere corrosivo sui suoi obbiettivi[170]. È probabile che sia prodotto da una ghiandola esocrina disposta all'interno dell'Angelo, tracciando così un'ulteriore analogia con gli aracnidi[170]. Una volta sbarcato a terra, Matarael invade Neo Tokyo-3[171] e decide di penetrare all'interno della Nerv corrodendo una saracinesca corazzata che porta al quartier generale dell'organizzazione[172]. L'Angelo versa il proprio solvente nel pozzo scavato nel sesto episodio della serie dall'Angelo Ramiel[173]. La sua strategia lascia avanzare l'ipotesi che l'Angelo sia in qualche modo memore delle azioni del suo predecessore[170]. Si scontra con gli Eva 00, 01 e 02, che lo sconfiggono grazie a una serie di colpi da arma da fuoco[174]. Come fonte d'ispirazione, gli autori hanno voluto creare qualcosa che richiamasse «una tartaruga capovolta da cui spuntassero quattro zampe da insetto»[175]. Il nome Matarael, come molti altri Angeli della serie, trova riscontro in un testo religioso chiamato libro di Enoch, ove viene descritto come l'angelo della pioggia[176]. La citazione del Matarael di Evangelion si collega alla sua singolare strategia offensiva[167] e al suo potente acido corrosivo, che egli fa «piovere» sui nemici[132].

SahaquielModifica

Sahaquiel (サハクィエル Sahakwieru?) è il decimo Angelo[177]. Fa la sua comparsa, contro ogni aspettativa della Nerv, nell'orbita asteroidale, sopra l'Oceano Indiano. Il suo corpo, dalla forma perfettamente simmetrica[178][179], è simile a quello di alcuni organismi monocellulari, come le amebe[174]. La sua figura risulta incredibilmente estesa, superando di decine di volte le dimensioni di un Eva, dettaglio che lo rende l'Angelo più grande di Neon Genesis Evangelion[174][180]. Da un punto di vista cromatico, la sua pelle è di colore arancione[181], con piccoli inserti azzurri, e vi sono visibili tre figure geometriche di colore giallo e verde riconducibili alla stilizzazione di un occhio, delle quali la centrale ospita il nucleo, che risulta quindi esposto[182]. Prima di mettere in atto il suo attacco al quartier generale della Nerv, ovvero lasciarsi cadere sfruttando il suo stesso corpo come bomba, l'essere stacca alcune piccole porzioni della propria massa principale, dotate di un AT Field e di un elevato potere distruttivo, e le fa precipitare a terra come missili per correggere la propria traiettoria[174][181]. La sua particolare capacità di scissione, simile a quella di Israfel, sembra vicina alla gemmazione dei protozoi e dei mesozoi[182]. Ha la facoltà di interferire materialmente con le apparecchiature militari della Nerv, distruggendo un satellite di ricerca e bloccando le comunicazioni terrestri nemiche con un potente jamming[182]. Una volta arrivato su Neo Tokyo-3, viene bloccato dall'Unità 01, mentre il suo AT Field viene violato dall'Unità 00. L'Eva-02 ne distrugge il nucleo, sconfiggendolo definitivamente[183].

Per la sua ideazione gli autori si sono ispirati all'omonimo angelo menzionato nel terzo libro di Enoch[184], indicato come «l'angelo dei cieli»[76][174] e guardiano del quarto cielo del Paradiso[149], un riferimento alla sua caratteristica strategia d'attacco aereo. Il nesso con la sua funzione di guardiano si concretizza nella sua forma allungata, che ricorda quella di un occhio deforme[181]. Il nome Sahaquiel (in ebraico: סהקיאל?) è traducibile inoltre come «ingegnosità di Dio», probabile allusione ai suoi intelligenti e inediti utilizzi dell'AT Field[132]. Il design è ispirato invece all'arte surrealista[178]. Nel progetto iniziale era completamente diverso, con un corpo tagliente a forma di stringa, simile a quello di Armisael[185]. Nel Rebuild viene presentato come ottavo Angelo[186]. Il suo design, curato da Mahiro Maeda, presenta diverse modifiche: nel film Evangelion 2.0 il suo AT Field è così potente da distorcere la luce e il suo corpo, inizialmente sferico, si dipana e cambia forma, rivelando numerose silhouette umane lungo la superficie[61]. Nella parte inferiore del corpo sviluppa un'entità antropomorfa che trafigge le mani dell'Unità 01 con delle armi simili a lance, ideata dal regista Takeshi Honda[187].

IruelModifica

 
In risposta alla rapida evoluzione di Iruel, dopo aver riconosciuto che «il punto terminale dell'evoluzione è l'auto-estinzione, la morte stessa», all'Angelo viene proposto un programma volto a promuoverne l'auto-estinzione, e Iruel, in conseguenza della sua evoluzione forzatamente stimolata, subisce apoptosi[188]

Iruel (イロウル Irouru?), noto anche con i nomi di Yroul o Ireul, è l'undicesimo Angelo[189]. Può essere considerato un computer dalle dimensioni microscopiche, paragonabili a quelle di un batterio[190]. In un primo momento si manifesta attraverso una serie di macchie corrosive su una parete del quartier generale della Nerv[191]. A differenza di tutti i suoi predecessori, non è un Angelo singolo, ma bensì una colonia di Angeli dello stesso tipo che agisce come un'unica entità[174]. In una prima fase, sembra comportarsi come un batterio anaerobico obbligato, forma di vita, cioè, che tende a non sopravvivere in presenza di alte concentrazioni di ossigeno. La Nerv tenta di debellarlo aumentando la presenza di ozono nell'aria, fallendo[192]. Iruel è infatti capace di mutare continuamente, superando le proprie debolezze ed evolvendosi in tempi estremamente ridotti[174]. Dopo aver acquisito le caratteristiche tipiche di un organismo vivente e di un circuito elettronico, cerca il codice d'accesso ai tre supercomputer Magi, cuore pulsante della struttura, per attivare un programma di autodistruzione del quartier generale[193]. La dottoressa Ritsuko Akagi fa fronte alla minaccia elaborando un piano strategico, credendo che sia meglio incrementare l'evoluzione del nemico e inserire un programma tale da farlo optare per la coesistenza con il Magi System[194]: definita «hacking inverso», l'idea consiste nel favorire la penetrazione dell'Angelo nell'ultimo dei Magi non ancora contaminato, Caspar, inducendolo ad auto-estinguersi[192]. Grazie al programma, viene sconfitto e il computer centrale torna alla modalità ordinaria[195].

Nell libro di Enoch del Vecchio Testamento Iruel viene indicato come l'Angelo della paura[196][197]. Il nome potrebbe far riferimento al costante senso di terrore che si avverte fra i membri della Nerv durante la sua violazione[132]. In termini strettamente biologici, il programma di auto-estinzione è accostabile a un processo di apoptosi cellulare[188]. L'idea di una battaglia contro un nemico «invisibile» è stata suggerita infine dall'animatore Mitsuo Iso, sceneggiatore del tredicesimo episodio della serie[8][198].

LelielModifica

Leliel (レリエル Rerieru?) è il dodicesimo Angelo. Il suo corpo è diviso in due parti, dotate ognuna di precise caratteristiche fisiche: la prima è una sfera fluttuante striata di bianco e nero, mentre la seconda si presenta simile a un'ombra nera. In realtà il corpo sferico è la sua vera ombra, mentre quest'ultima è il corpo principale[199][200]. Il suo diametro è pari a 680 metri, con uno spessore di tre nanometri. Egli estende il proprio AT Field solo in vicinanza del nemico, un processo che coincide con la manifestazione dell'ombra, capace di inghiottire la materia che incontra[201]. Tale fisicità è mantenuta tramite un AT Field invertito, al cui interno si estende uno spazio numeroimmaginario chiamato mare di Dirac, cioè una dimensione parallela[202]. Durante un combattimento, l'ombra scura si estende ai piedi dell'Eva-01 e inizia a fagocitarlo[203], intrappolandolo all'interno del suo spazio, ma non viene chiarito se il suo vero obiettivo fosse l'assorbimento del robot o un contatto diretto con il suo pilota[202]. Facendo fronte a queste difficoltà, la dottoressa Ritsuko Akagi elabora una complessa strategia per distruggerlo e recuperare l'Unità 01. Il piano prevede che tutte le bombe N² esistenti vengano scaricate nell'ombra dell'Angelo, intervenendo con gli AT Field dei due Eva rimasti per un millesimo di secondo nello spazio dei numeri immaginari del nemico[204]. Durante il conto alla rovescia per lo sganciamento degli ordigni il corpo sferico galleggiante si spezza e ne fuoriesce l'Unità 01, che causa un'anomalia nel circuito di numeri immaginari, abbattendo così il nemico[205][206].

L'immagine di un'ombra scura che si aggira in un'ambientazione estiva e il motivo geometrico del corpo sferico dell'Angelo sono ispirati al surrealismo[207] e all'optical art[208][209]. Nella tradizione giudaico-cristiana, Leliel è l'angelo della notte[210] e in alcuni testi religiosi viene chiamato «principe del concepimento»[211]. La nomenclatura allude sia alla sua ombra, nera come la notte, sia alla fuoriuscita dell'Unità 01, che richiama l'immagine di un parto, particolare che conferisce all'Angelo di Evangelion le caratteristiche di un grembo materno[208][212]. Il nome Leliel (in ebraico: ליליאל?) significa «mascella di Dio», probabile riferimento alla sua abilità di consumare e fagocitare ogni oggetto con cui entra in contatto[132]. Per spiegare la natura dell'Angelo e del mare di Dirac, la dottoressa Ritsuko avanza l'ipotesi che il suo corpo sia formato da stringhe[213]. Una volta intrappolato al suo interno, Shinji incontra e dialoga con un altro se stesso, che si presume essere Leliel stesso[213]. Secondo l'assistente alla regia della serie, Kazuya Tsurumaki, nel progetto originale il sedicesimo episodio avrebbe dovuto contenere un semplice scontro bellico, seguendo la pista stabilita dalle puntate precedenti. Nelle intenzioni della Gainax in realtà la battaglia avrebbe occupato tre puntate centrali della serie[214], ma lo staff, per non svelare subito gli enigmi sulla vera natura dei nemici, decise di inserire invece un episodio con un Angelo chiaramente interessato più agli esseri umani che al loro annientamento[215].

BardielModifica

Bardiel (バルディエル Barudieru?) è il tredicesimo Angelo. La sua natura, simile a quella di un fungo o di un batterio viscoso di tipo parassitario[216], gli permette di infiltrarsi nel corpo dell'Eva-03, trasportato per via aerea dalla divisione statunitense al quartier generale giapponese della Nerv[217]. Il suo periodo di incubazione risulta essere piuttosto lungo, siccome i sintomi ne rivelano la presenza solamente durante il test di attivazione del mecha, e non prima che il suo pilota, Tōji Suzuhara, sia esposto al contagio. Sul dorso dell'Unità si apre uno spiraglio, al cui interno sono visibili dei filamenti fusi simili a ifa[218]. Non necessitando di una fonte energetica esterna, Bardiel non ricorre alla batteria interna dell'Eva[219]. Come Leliel, il suo diagramma d'onda è arancione, fattore che non ne permette l'immediata identificazione[220][221]. Durante la sua avanzata verso Neo Tokyo-3 combatte contro lo 00, facendo colare all'interno del corpo dell'Unità una sostanza liquida di colore bianco, episodio da cui si intuisce come le sue modalità di attacco non appartengano a un essere singolo che agisce mediante una volontà propria, ma a un aggregato di Angeli dalle dimensioni microscopiche pari a quelle di un batterio che cooperano e lavorano in comunità. A differenza di tutti gli altri Evangelion, l'Eva-03[222] e a subire rapidissime mutazioni morfologiche, come l'allungamento delle braccia, che nel corso del combattimento diventano tre volte più lunghe rispetto alle loro normali dimensioni[216]. L'Angelo viene sconfitto dall'Eva-01 di Shinji Ikari, attivato tramite un nuovo sistema di pilotaggio chiamato Dummy System, che distrugge l'Unità infetta[223][224].

Nella tradizione mistica ebraica, e in particolare negli scritti di Enoch, Bardiel è il nome dell'Angelo che governa la grandine. Nell'angelologia occidentale è considerato l'Angelo dei fulmini[225]. Il nome potrebbe alludere alla sua contaminazione, avvenuta durante il passaggio dell'Unità 03 in una coltre di nubi temporalesche[226]. Gran parte delle scene su Bardiel sono state prodotte dalla Production I.G., che aveva già contribuito alla realizzazione delle animazioni per il combattimento contro l'Angelo Iruel[227][228]. Nel Rebuild of Evangelion viene presentato nel ruolo di nono Angelo[229].

ZeruelModifica

Zeruel (ゼルエル Zerueru?) è il quattordicesimo Angelo[230]. Irrompe nella città di Neo Tokyo-3 nel diciannovesimo episodio della serie, immediatamente dopo la sconfitta di Bardiel. Al contrario delle fattezze dei suoi predecessori è pressoché totalmente antropomorfo e ha un aspetto simile a quello di un uomo mutilato. È dotato di arti superiori e inferiori, entrambi privi di estremità, di un tronco lungo e squadrato e di un'apertura superiore all'altezza del collo simile a un cranio. Nella parte posteriore presenta i segni di un paio di ali, che, nell'iconografia classica e popolare, sono il simbolo universale delle creature angeliche[231]. Eccelle sia nelle tecniche offensive che in quelle difensive, tanto da riuscire, primo fra tutto gli Angeli della serie, a invadere il Central Dogma[7]. È in grado di mimetizzarsi alle apparecchiature radar, facoltà che gli permette di penetrare nel quartier generale dell'organizzazione senza incontrare ostacoli[219]. Dispone di due modalità di attacco principali: la prima consiste in fasci di luce esplosivi che emette dagli occhi e dall'elevata potenza di fuoco[219], mentre la seconda arma è rappresentata dai suoi arti superiori, che si muovono mediante un meccanismo a soffietto, come fossero lame piatte e affilate, distendendosi dalle spalle e riavvolgendosi dopo aver colpito l'avversario, come una fisarmonica[219][231]. Benché il nucleo dell'Angelo sia esposto al centro del petto come in molti suoi simili, a differenza di questi possiede una sorta di corazza protettiva atta a nasconderlo in caso di pericolo. Usando tale sistema di sicurezza, si difende da un'incursione suicida che l'Unità 00 conduce nei suoi confronti a mezzo di una bomba N²[219]. Tale capacità lascia presumere che Zeruel fosse effettivamente cosciente dell'ordigno N² e che esista un qualche sistema di comunicazione tra gli esemplari d'Angelo[232]. Viene sconfitto dall'Eva-01, che, andata fuori controllo, lo divora[7], introiettando il suo elemento S²[231][233].

La sua prima tecnica d'attacco è ispirata a quella del Jet Beetle di Ultraman[234]. Nella tradizione mistica giudaico-cristiana Zeruel è l'Angelo della forza, riferimento alla sua elevata potenza distruttiva[211][235]. Conosciuto anche con il nome di Cerviel, è indicato come l'angelo incaricato di aiutare Davide a sconfiggere il gigante filisteo Golia[236]. Il suo nome è traducibile in «braccio di Dio», dettaglio al quale allude la sua seconda tecnica offensiva. I suoi arti infatti, sottili come un foglio di carta, fanno pensare a un gioco di parole fra le parole 紙 ( kami?, lett. "carta") e 神 ( kami?, lett. "Dio", "divinità")[132]. All'ideazione della sua struttura di base ha collaborato il mangaka Yoshito Asari: «Quando mi venne chiesto di collaborare, mi dissero che il corpo dell'Angelo doveva apparire lento e impacciato, ma che in realtà era così forte da potersi prendere gioco [dell'Evangelion]»[237]. Nel Rebuild of Evangelion viene presentato come decimo Angelo[238]. Il suo design, nuovamente affidato ad Asari, ha subito numerose modifiche, eccezion fatta per il teschio: nel remake dispone di numerosi tentacoli simili a fogli di carta, che avvolge attorno al proprio corpo come le fasce di una mummia. Durante il combattimento divora l'Unità 00 con Rei Ayanami, trasformandosi in una figura femminile, ma viene sconfitto dall'Eva-01. Per le sembianze di Zeruel, gli autori si ispirarono al mostro King Joe di Ultraseven[239] e a un Angelo presente nel progetto originario della serie, un "Apostolo-origami" a forma di cubo ispirato al nastro di Möbius[240]. La sua forma antropomorfa femminile invece è ispirata a Riderman di Kamen Rider[187].

AraelModifica

Arael (アラエル Araeru?) è il quindicesimo Angelo[241]. A differenza dei suoi predecessori, appare e rimane in orbita satellitare geostazionaria per tutta la durata della sua osservazione. Il suo corpo è completamente luminescente, ragion per cui non vengono mai mostrate le sue effettive sembianze[242]. In un primo momento si limita a mantenersi immobile a distanza costante dalla Terra, dispiegando delle gigantesche ali luminescenti[243][244]. Asuka Sōryū Langley con il suo Eva-02 si posiziona al centro di Neo Tokyo-3 per intercettarlo, ma l'essere, attaccando per primo, incomincia a erodere la sua mente mediante un'onda che i radar non riescono a rilevare per la mancanza di una concomitante reazione interna di energia termica. Un simile stratagemma, privo di forza bruta ma egualmente capace di scuotere psicogicamente i piloti dei mecha, è rintracciabile nei successivi Armisael e Tabris[245]. Secondo la dottoressa Ritsuko Akagi, questo singolare metodo di attacco è un tentativo di «indagare l'animo umano» e di contattare il pilota dell'Unità[246]. L'emissione energetica del fascio di luce ha una lunghezza d'onda nello spettro del visibile, un fenomeno ascrivibile alla presenza di un AT Field dalle caratteristiche sconosciute[7]. Per mezzo della sua innovativa strategia d'attacco, l'Angelo fa rivivere ad Asuka i suoi traumi infantili, facendola inabissare nel proprio inconscio, nel probabile tentativo di indagare la lunghezza d'onda mentale di un uomo apprendendone i meccanismi e rendere inoffensivo il bersaglio a bordo dell'Evangelion[244]. Benché l'Unità 02 e lo 00 provino a sferrare alcuni colpi con le proprie armi da fuoco, l'AT Field dell'Angelo vanifica tutti i loro tentativi[247]. Se Arael fosse apparso in orbita satellitare cosciente della gittata di fuoco dei nemici, risulterebbe essere strategicamente superiore alla Nerv[242]. Viene sconfitto dall'Eva-00, che scaglia in orbita la misteriosa arma detta lancia di Longinus, capace di raggiungere l'orbita in pochi istanti e riuscire a distruggere senza difficoltà l'AT Field dell'essere celeste[244][248].

Nella tradizione mistica giudaico-cristiana, Arael viene considerato l'angelo degli uccelli[211], interpretazione che sembra coincidere con le sembianze dell'Angelo di Neon Genesis Evangelion, simili a quelle di un rapace[242][244]. Il nome Arael (in ebraico: אראל?) può essere tradotto come «luce» o «vista di Dio», un probabile riferimento al fascio di luce tramite il quale attacca la psiche di Asuka[132]. Nel libro di Enoch viene presentato come l'angelo della visione[249]. Durante la produzione della serie, il suo ruolo ha subito numerose modifiche: nelle intenzioni iniziali, Arael, pensato per apparire nel diciannovesimo episodio, avrebbe usato le sue dodici ali semitrasparenti come arma da taglio ad alta frequenza e sarebbe apparso all'interno dell'atmosfera terrestre. Per far fronte alla difficoltà gli Eva avrebbero dovuto affrontarlo in un feroce scontro aereo, in cui Shinji avrebbe tentato di salvare Asuka[12]. Per realizzare le sequenze della battaglia psicologica fra l'Angelo e Asuka gli autori si sono probabilmente ispirati alla psicologia della Gestalt e in particolare alla teoria del campo dello psicologo tedesco Kurt Lewin, secondo la quale ogni individuo è parte di un contesto in cui ciascuno crea la propria realtà[250].

ArmisaelModifica

 
La forma iniziale di Armisael ricorda la doppia elica del DNA umano

Armisael (アルミサエル Arumisaeru?) è il sedicesimo Angelo, il penultimo ad apparire nella serie originale[251]. Inizialmente dotato di un corpo luminescente e una forma circolare non ben definita, si stabilizza in aria al di sopra della valle di Ōwaku limitandosi a ruotare intorno al proprio asse. La sua forma, simile a un anello a doppia elica, ricorda la struttura genetica degli esseri umani o una superficie matematica non orientabile, come il nastro di Möbius o la bottiglia di Klein, in cui non è possibile stabilire un interno o un esterno perché esiste un solo lato e un solo bordo[252]. Una volta arrestata la propria rotazione, l'Angelo realizza di getto una metamorfosi in string (cavo), sembianze in cui è capace di allungare il proprio corpo e di compiere movimenti estremamente veloci[253], che gli permettono di sferrare un attacco diretto contro l'Unità 00, perforandone il corpo all'altezza del grembo[252][254]. Come il suo predecessore, ricerca un contatto fisico e mentale con l'obbiettivo, violando così le componenti dell'Unità, guidata dal pilota Rei Ayanami. Si ipotizza che Armisael prosegui l'incursione psichica di Arael, volta a consumare la mente del pilota dell'Unità 02, lanciandosi in un attacco comunicativo con Rei, mirato a condividerne i sentimenti e l'anima[242][242].

Durante la battaglia sulla schiena dello 00 si sviluppa un organismo eteromorfo con contorni che richiamano le forme degli Angeli precedenti. Se ne deduce, dunque, che Armisael racchiuda in sé le informazioni genetiche degli altri[252]. Rei, penetrata dal nemico, perde i sensi e nel livello più profondo della sua coscienza incontra un'altra se stessa, cioè Armisael stesso, che le parla con dolcezza usando le parole provenienti dal suo stesso inconscio. L'Angelo chiede alla ragazza di unirsi con lui, così da alleviare il dolore causato dalla contaminazione[255]. Ayanami, dopo essersi risvegliata, attiva un processo di autodistruzione della propria Unità, portando fuori controllo il nucleo dello 00 e causando un'inversione dell'AT Field[256][257]. Il robot provoca un'esplosione così violenta da inglobare e annientare l'essere angelico e distruggere gran parte di Neo Tokyo-3[258]. Poco prima dell'esplosione, l'Eva-00 assume la sagoma di Rei Ayanami, mentre Armisael si dispone sul suo capo come un'aureola di luce, attributo iconografico cristiano degli angeli o dei santi[252]. Non viene chiarito se tale forma costituisca o meno la vera fisionomia dell'Unità 00, o se sia invece il frutto del controllo di Armisael o una delle sue possibili evoluzioni[242]. Confermando l'ipotesi di una comunicazione fra i vari esemplari d'Angelo, Armisael, memore delle esperienze dei suoi predecessori Leliel e Arael, dimostra di avere una profonda conoscenza della psiche umana. Durante lo scontro viene scalfito dal Prog-Knife dello 01, emettendo un verso simile a un grido umano[259]. Nella tradizione ebraica, Armisael è l'angelo del grembo. Secondo il Talmud, una donna potrebbe alleviare il dolore del parto invocandone il nome[252].

TabrisModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Kaworu Nagisa.

Tabris (タブリス Taburisu?) è il diciassettesimo Angelo, l'ultimo ad apparire in Neon Genesis Evangelion. Nella serie animata è noto con il nome di Kaworu Nagisa, Fifth Children e pilota dell'Eva-02[260]. Dopo essere giunto a Neo Tokyo-3 si impossessa dell'Unità nel tentativo di introdursi nella zona più profonda del quartier generale della Nerv[261], ove crede sia custodito Adam. Alla scoperta della vera identità del gigante bianco custodito nella Nerv, Lilith, egli decide di interrompere il proprio attacco e affida il suo destino all'Unità 01 di Shinji, diretta al suo inseguimento, lasciandosi uccidere. Secondo il Nuctemeron di Apollonio di Tiana Tabris è un demone, uno dei geni della sesta ora e angelo del libero arbitrio[262]. Riprendendo la funzione delle antiche fonti sacre, il Tabris dell'anime sceglie di morire per mano di Ikari, lasciando sopravvivere l'umanità[132].

Rebuild of EvangelionModifica

Nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, remake della serie animata, vengono introdotti numerosi Angeli e gran parte di quelli apparsi nell'anime originale ha una numerazione differente[263]. Nei film sono stati rimpiazzati con modelli tridimensionali e in computer grafica[264], con l'eccezione del nono e del decimo Angelo, Bardiel e Zeruel[240]. I nuovi esseri che compaiono nei lungometraggi sono:

  • Il Terzo Angelo (第3の使徒 Dai-3 Shito?). Il suo corpo si presenta simile a uno scheletro animale ed è pertanto costituito di sole ossa. È dotato di alcuni piccoli arti per la deambulazione, un Entry Plug[265], una coda e un lungo collo che usa come ali[266]. Viene dissotterrato dal permafrost, tra i ghiacci perenni del Paleartico, e viene sigillato dalla filiale europea della Nerv per essere sottoposto a numerose ricerche ed essere dissezionato[61]. Per abbattere i propri nemici si serve di alcuni raggi luminosi, che usa principalmente poi per combattere contro l'Eva-05. Lo scontro, avvenuto nella Base di Betania, segna tuttavia la sua sconfitta. Il suo design di base è stato ideato da Hideaki Anno stesso. Durante la produzione egli pensò di conferirgli la capacità di spruzzare acido organico dalla bocca, prendendo ispirazione dal mostro Stegon (ステゴン?) di Ultraman. Egli chiese a Mohiro Kitō di ridefinirne l'aspetto, riprendendo alcune idee di Narutaru[240].
  • Il Settimo Angelo (第7の使徒 Dai-7 Shito?). Ha una forma simile a quella di un orologio a pendolo, con una testa identica alla maschera di Sachiel e capace di ruotare meccanicamente proprio come le lancette di un orologio. Dispone di un finto nucleo oscillante, che usa come esca, e di uno autentico, nascosto all'interno del corpo[267]. Si muove congelando la superficie marina, utilizzando l'acqua per abbattere i nemici, e viene sconfitto dall'Eva-02. Riprende il ruolo di Gaghiel, e il suo design, ideato dal regista della seconda unità Daizen Komatsuda[268], riprende quello di un drinking bird[61]. Il volto della creatura è opera dell'animatore Shigeto Koyama, mentre il corpo, ideato da Anno, è ispirato al palazzo della Toshiba IHI dell'Expo 1970 di Osaka[269].
  • Il Dodicesimo Angelo (第12の使徒 Dai-12 Shito?), introdotto nel film Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo[270]. Presenta la forma di un insieme di filamenti neri che fuoriescono dal Mark.06 e viene divorato dall'Evangelion 13.

Altri mediaModifica

 
Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie

Gli Angeli appaiono in numerose opere tratte da Neon Genesis Evangelion, con sembianze e ruoli talvolta considerevolmente diversi. Ad esempio, nella trasposizione a fumetti della serie, disegnata dal character designer Yoshiyuki Sadamoto, Sandalphon, Matarael[271], Iruel e Leliel non compaiono e il numero degli esseri è ridotto a soli dodici esemplari. Ulteriori differenze vengono introdotte nel manga Evangelion: Cronache degli angeli caduti, in cui sono raffigurati come delle creature che prendono possesso dei corpi di persone decedute per cercare di ottenere delle gemme chiamate "nuclei"[272][273].

Nel gioco di ruolo Neon Genesis Evangelion RPG (新世紀エヴァンゲリオンRPG Shinseiki Evangerion RPG?), pubblicato dalla Kadokawa Shoten, oltre a Sachiel, Shamshel, Ramiel, Gaghiel, Israfel, Materael e Sahaquiel compaiono due Angeli mai apparsi nella serie animata originale[274]. Il primo, Iblis (イブリース Iburīsu?), ha le sembianze di un mollusco di colore viola. Sulla parte superiore del guscio presenta un motivo grafico riconducibile alla stilizzazione di un occhio[275]. Il secondo, chiamato Barakijal (バラキエル Barakieru?), ha una forma simile a quella di una sfera arancione[276]. Oltre che nei vari videogiochi tratti dall'opera televisiva, gli Angeli sono stati usati in alcuni giochi distaccati dal franchise di Evangelion, come in MapleStory[277], Kaku-San-Sei Million Arthur (拡散性ミリオンアーサー Kakusan-sei Mirion'āsā?), pubblicato dall'azienda Square Enix[278], Monster Hunter Explore della Capcom[279] e nei due prodotti videoludici Princess Punt Sweets (ケリ姫スイーツ Keri hime suītsu?) e Summons Board della GunHo Online Entertainment[280][281]. Nel videogame Divine Gate della stessa casa di produzione gli Angeli della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion vengono raffigurati in vesti antropomorfe e con nomi differenti[282].

AccoglienzaModifica

 
La fisionomia di Sachiel ha ispirato il regista Jordan Vogt-Roberts (in foto) per l'ideazione del mostro Strisciateschi di Kong: Skull Island[283]

Il design e i combattimenti degli Angeli hanno ricevuto numerosi giudizi positivi da parte della critica e del pubblico. La rivista statunitense Anime Invasion ha inserito la battaglia di Zeruel all'ottavo posto fra i combattimenti più belli della storia dell'animazione giapponese[284]. Stuart Nilson, recensore del sito web Hoopla.nu, ha elogiato le modifiche introdotte nel film Evangelion 2.0 e la «grande varietà» di sembianze degli Angeli[285]. Anche Martin Theron di Anime News Network e Nicoletta Browne di T.H.E.M. Anime Reviews hanno espresso alcuni commenti positivi in proposito al loro «stupefacente» design[286][287]. Justin Sevakis di Anime News Network ha apprezzato l'omissione dei loro nomi nei film del Rebuild of Evangelion, «eliminando così i confusionari riferimenti giudaico-cristiani» della serie originale[288]. Nel gennaio 2017 la testata giornalistica Livedoor News ha chiesto ai propri lettori quale fosse il migliore Angelo di Neon Genesis Evangelion, sondaggio in cui Adam e Ramiel si sono posizionati rispettivamente al primo e al secondo posto[289]. Fra le possibili ragioni della popolarità di Ramiel, il periodico ha citato la «sorprendente e inaspettata bellezza» delle sue sembianze, dispiacendosi però per la bassa posizione conquistata da Arael, apparso all'undicesima posizione[290]. Secondo lo studioso Guido Tavassi, il «rivoluzionario» aspetto degli Angeli può essere annoverato fra le numerose innovazioni stilistiche introdotte dall'anime, «[che] propone una completa astrazione delle forme dei nemici, [...] con una scelta che avrà un impatto enorme sul design delle serie del genere [mecha] successive»[291].

L'immagine degli Angeli è stata sfruttata per produrre numerosi articoli di merchandising, come action figure[292], magliette[293], fermacarte, borse[294], abbigliamento intimo[295], vari modellini collezionabili[296] e finanche alcuni prodotti alimentari[297][298]. Nel 2005, per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda della serie, il mangaka Mine Yoshizaki l'ha omaggiata progettando diverse nuove action figure degli Angeli in sembianze antropomorfe per una linea intitolata Angel XX[299][300]; fra i vari modelli ha ideato dei pupazzetti di Lilith e Sachiel ispirati al character design di Rei Ayanami[301][302]. Il sito web Evastore, distributore ufficiale di articoli e beni di consumo ispirati a Neon Genesis Evangelion, ha adottato come propria mascotte un Angelo chiamato Yuru-Shito[303], usato per diversi prodotti e per un gioco di ruolo ufficiale sulla serie[304][305].

NoteModifica

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