Angeli Custodi

Angeli Custodi
Ancili Custoddi
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
ProvinciaCatania Catania
CittàCatania
CircoscrizioneI Circoscrizione
Altri quartieriAntico Corso, Civita, Fortino, Giudecca, San Berillo e San Cristoforo
Codice postale95128
PatronoSantissimi Angeli Custodi
Giorno festivo2 ottobre

Coordinate: 37°29′48.83″N 15°05′07.04″E / 37.496897°N 15.085288°E37.496897; 15.085288

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Catania
Circoscrizioni

Angeli Custodi (Ancili Custoddi o a Sciara in dialetto catanese) è un quartiere della zona sudorientale della città di Catania, facente parte della I Circoscrizione (già I Municipalità, quella del Centro Storico), comprendente anche i quartieri Antico Corso, Civita, Fortino, Giudecca, San Berillo e San Cristoforo.

Origine del nomeModifica

Il toponimo Angeli Custodi trae origine dalla presenza nel quartiere di una chiesa intitolata al culto dei Santissimi Angeli Custodi.

GeografiaModifica

Il quartiere Angeli Custodi sorge nella parte sudorientale dell'abitato di Catania. Esso confina a nord-ovest con i quartieri Murorotto - Terme dell'indirizzo e Castello Ursino, ad ovest con il quartiere Santa Maria de La Salette, a sud con il quartiere Tondicello della Plaia - Faro Biscari e ad est e nord-est trova sbocco nel porto.

Nel quartiere Angeli Custodi inizia il percorso della Via Plebiscito, antica circonvallazione che percorre tutti i quartieri del centro storico del capoluogo etneo. Tra le strade più importanti vi sono la via Angelo Custode, via Cristoforo Colombo, via Grimaldi, via Plaia, via Stella Polare e via Zurrìa.

StoriaModifica

Lo sviluppo dell'area coincide con la ricostruzione di Catania dopo il Terremoto del Val di Noto del 1693, che aveva distrutto la città, come parte della sua espansione della verso Sud, e la sua storia coincide per buona parte con quello del vicino quartiere di San Cristoforo, con il quale viene spesso scambiato, confuso o più che altro considerato come un tutt'uno. Infatti è stata la precedente colata lavica del 1669 a creare una sciara che, oltre a sguarnire i bastioni delle Mura di Carlo V della parte meridionale della città, allontanò dal mare per molti metri lo stesso Castello Ursino e creò il terreno per i suddetti quartieri e per quelli limitrofi.

Il popolamento dell'area avvenne con l'afflusso di numerose famiglie di origine proletaria provenienti dalle aree rurali, e ciò si verificò in modo più consistente nella seconda metà del XIX secolo.[1] Il quartiere degli Angeli Custodi venne popolato in prevalenza da manovali, barrocciai (carrettieri), muratori, capimastri, carpentieri e maestri d'ascia[2], attivi nell'edilizia, nonché da operai attratti dall'insediamento di attività industriali nella zona, spesso collegate al porto e alla ferrovia.[1] Si verificò un processo di urbanizzazione molto rapido, tanto che nel decennio compreso tra il 1871 e il 1881, la popolazione degli Angeli Custodi crebbe del 56%, registrando un livello di incremento più elevato rispetto alla media cittadina del 19%.[1]

La conseguenza fu lo sviluppo di un abitato disordinato, che fu oggetto del piano di risanamento e ampliamento per la città di Catania redatto nel 1879 dall'architetto Bernardo Gentile Cusa, il quale nella sua relazione fece la seguente descrizione del quartiere:

«porzione a sud di via Plebiscito e dell'ultimo tratto di via Garibaldi, per la maggior parte di recentissima costruzione. Le sue vie in generale sono dritte e lunghe, ma non strettissime e, meno rare eccezioni, senza coperture stradali [...] più di due terzi delle case sono ad un solo piano, non si può dire che la popolazione vi stia molto ristretta. Eppure è il quartiere che ha mortalità annua quasi doppia della media [...] non esiste una sola piazza.»[3]

La forte densità abitativa e le scarse condizioni igienico-sanitarie del quartiere, causarono le epidemie di colera scoppiate nel 1867, 1884 e 1887, che colpirono la città di Catania. L'epidemia del 1887, colpì particolarmente la zona degli Angeli Custodi, che con una popolazione di 11.000 abitanti, registrò un tasso di mortalità del 36 per mille.[4] Per fronteggiare la situazione e dare maggiore decoro, l'amministrazione comunale provvide alla sistemazione delle strade del quartiere, come via Zurrìa.[1]

Dopo la crisi dello zolfo del 1895, l'economia di Catania ebbe una significativa ripresa, e nel quartiere degli Angeli Custodi sorsero altre industrie, tra questi la Centrale del Gas e quella Elettrica.[1] Per la sua caratteristica di quartiere industriale della città etnea, a inizio XX secolo, nel periodo denominato Biennio Rosso, nel 1920-21, si verificarono numerosi scontri tra i manifestanti - perlopiù zolfatai ed edili disoccupati dopo la guerra - e la polizia.[1] Tra i quartieri maggiormente colpiti dai bombardamenti su Catania del 1943 operati dall'aviazione anglo-americana nella seconda guerra mondiale, nel dopoguerra venne ricostruito ma perse la sua caratteristica di quartiere industriale in favore della nascente area di Pantano d'Arci, zona agricola e per gran parte paludosa a sud della città, sottoposta a opere di bonifica, nella quale a partire dagli anni Cinquanta sorse l'odierna Zona industriale di Catania. Rimasero comunque attive le attività artigianali, fiorenti fino ai giorni nostri.

Nel corso della seconda metà del Novecento, il quartiere Angeli Custodi, assieme ad altri quartieri limitrofi, fu interessato dal declino socio-economico che lo ha reso uno dei quartieri più degradati del capoluogo etneo, nonché tra quelli con i più alti tassi di criminalità, soprattutto quella organizzata e minorile.[1][5]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Il processo di urbanizzazione dell'area avvenuta dopo il XVIII secolo portò alla costruzione di edifici dalle caratteristiche architettoniche di tipo rurale, in particolare nelle vie e viuzze secondarie. Edifici in stile architettonico borghese sono perlopiù presenti in Via Plebiscito e Via Cristoforo Colombo, e pertanto non sono presenti beni monumentali di particolare interesse.

In Via Angelo Custode sorge l'unico luogo di culto del quartiere, la Chiesa dei Santissimi Angeli Custodi, la cui costruzione risale al 1730, ed è la chiesa più antica di tutta l'area sudorientale catanese.[1]

Nel quartiere vi era pure presente alla fine di via Zurria il Mattatoio Comunale, dall'inizio del nuovo secolo trasformato nella Piscina Comunale "Vincenzo Scuderi". Inoltre vi era nell'omonima via il Mulino Santa Lucia, poi dismesso e trasformato in hotel, che però non ha ancora aperto.

EconomiaModifica

Area industriale fino alla prima metà del XX secolo, oggi vi sono concentrate perlopiù attività artigianali e commerciali.

IstruzioneModifica

Nel quartiere è presente una scuola di istruzione primaria, ed una biblioteca comunale, quest'ultima ubicata in Via Stella Polare, sorta nel 2008 all'interno dei locali di un ex cinema.[6]

Quello degli Angeli Custodi è uno dei quartieri catanesi con il più alto indice di dispersione scolastica.[7]

Infrastrutture e TrasportiModifica

La zona è regolarmente servita dai mezzi pubblici dell'AMT, e vi transitano gli autobus delle linee D, L-EX, 431N, 431R, 503.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h F. Mannino - GENESI DI PERIFERIE STORICHE TRA RETAGGI E PAESAGGI NELLA CATANIA DEL XIX-XX SECOLO (PDF), su archivia.unict.it. URL consultato il 16-09-2018 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2018).
  2. ^ R. Bruno, Identità urbana e lotta politica nella Sicilia di fine Ottocento: il caso Catania, in Con l'Europa accanto: Per un nuovo capitolo della storia dell'identità siciliana, Franco Angeli, 2017, p. 102.
  3. ^ C. Timpanaro, Luoghi pubblici e pianificazione democratica. Proposte per un'area delle esclusioni. Il quartiere San Cristoforo di Catania, ED.IT, 2007, p. 130.
  4. ^ G. Barone, Banchieri e politici a Catania. Uno scandalo di fine Ottocento, in Meridiana. Riviste di scienze sociali. Vol. 14, Donzelli, 1992, pp. 37-38.
  5. ^ G. Campione, E. Sgroi, Sicilia: i luoghi e gli uomini, Gangemi, 1994, p. 412.
  6. ^ Nasce a Catania una nuova biblioteca nei locali dell'ex Cinema Concordia, in Guidasicilia.it, 23 maggio 2008. URL consultato il 20-09-2018.
  7. ^ B. Corbellini, Alta dispersione scolastica a Catania, quartieri popolari a rischio, in Sudpress.it, 11 marzo 2017. URL consultato il 20-09-2018.

BibliografiaModifica

  • R. D'Amico, Catania: i quartieri nella metropoli, Catania, Le Nove Muse, 2001, pp. 136-139, ISBN 8887820139.

Collegamenti esterniModifica

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