Angelica e Medoro (Boucher)

pittura di François Boucher

Angelica e Medoro (Angélique et Médor) è un dipinto del pittore francese François Boucher, realizzato nel 1763 e oggi conservato nel museo di Arte Metropolitana di New York.[1]

Angelica e Medoro
Angelica and Medoro MET DP339914.jpg
AutoreFrançois Boucher
Data1763
Tecnicaolio su tela
Dimensioni56,2×66,7 cm
UbicazioneMuseo di Arte Metropolitana, New York

StoriaModifica

L'opera, assieme a Giove e Callisto, che si può considerare il suo pendant, venne esposta al Salone di Parigi nel 1765.[2][3] Quando nel 1789 i due dipinti vennero venduti, l'opera venne citata come Bacco e Arianna, mentre quando il dipinto ovale venne venduto nel 1851 venne citato come Venere e Adone.[4] Dopo vari passaggi di proprietà, l'opera entrò nelle collezioni del museo nuovaiorchese nel 1982.[3]

DescrizioneModifica

Il soggetto di quest'opera è tratto da un celebre episodio dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. I protagonisti sono Angelica, la figlia del sovrano del Catai (ovvero la Cina) e Medoro, un soldato moro: nel poema ariostesco Angelica fugge costantemente da vari cavalieri innamorati di lei, incluso il paladino Orlando, e a un certo punto si imbatte in Medoro, un giovane fante dell'esercito moro che è stato ferito mentre cercava di recuperare il cadavere del suo re Dardinello. La principessa del Catai si innamora di lui, venendone ricambiata, e prima di partire i due incideranno sugli alberi i propri nomi per sugellare il loro amore.

I due amanti sono immersi in un paesaggio naturale e sono circondati da dei puttini. Medoro, tuttavia, è non raffigurato nell'atto di incidere i nomi sulla corteccia dell'albero (come avviene in altri dipinti sullo stesso tema artistico, come quello di Toussaint Dubreuil), ma mentre sta cogliendo una ghirlanda di rose: si tratta di un gesto che all'epoca alludeva alla deflorazione, in questo caso quella di Angelica.[5][6]

Probabilmente Boucher dipinse questo dipinto ispirandosi a un'opera lirica basata sul poema cavalleresco: il Rolando, su libretto di Philippe Quinault e musiche di Jean-Baptiste Lully.[4] Il critico d'arte francese Denis Diderot espresse un giudizio feroce contro questo dipinto, accusando l'artista di aver scelto questo tema solo per avere il pretesto per raffigurare un nudo femminile (seppur di schiena).[4][5]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Angelica and Medoro - François Boucher, su Google Arts & Culture. URL consultato il 7 maggio 2022.
  2. ^ (EN) Alastair Laing, François Boucher e Metropolitan Museum of Art (New York N.Y.), François Boucher, 1703-1770: The Metropolitan Museum of Art, New York, February 17, 1986-May 4, 1986, the Detroit Institute of Arts, May 27-August 17, 1986, Reunion Des Musées Nationaux, Grand Palais, Paris, September 19, 1986-January 5, 1987, Metropolitan Museum of Art, 1986, ISBN 978-0-8109-0743-0. URL consultato il 7 maggio 2022.
  3. ^ a b (EN) Angelica and Medoro, su metmuseum.org. URL consultato il 7 maggio 2022.
  4. ^ a b c (EN) Katharine Baetjer, French Paintings in The Metropolitan Museum of Art from the Early Eighteenth Century through the Revolution, Metropolitan Museum of Art, 15 aprile 2019, ISBN 978-1-58839-661-7. URL consultato il 7 maggio 2022.
  5. ^ a b (FR) Angélique et Médor - Boucher, su utpictura18.univ-amu.fr. URL consultato il 7 maggio 2022.
  6. ^ (FR) François Blondel, Le Nu féminin dans la peinture européenne. Tome 3, VisiMuZ Editions, 1º settembre 2021, ISBN 979-10-90996-63-2. URL consultato il 7 maggio 2022.

BibliografiaModifica

  • Paul Mantz, François Boucher, Lemoyne et Natoire, Parigi, 1880, pp. 151–53.
  • André Michel, F. Boucher, Parigi, 1886, p. 122.
  • Pierre de Nolhac, François Boucher, premier peintre du roi, 1703–1770, Parigi, 1907, p. 93.
  • Haldane Macfall, Boucher: The Man, His Times, His Art, and His Significance, 1703–1770, Londra, 1908, p. 71.
  • Alexandre Ananoff, Daniel Wildenstein. L'opera completa di Boucher, Milano, 1980, p. 134.
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