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Angiopatia amiloide

forma di angiopatia nella quale si formano depositi di materiale amiloide sulle pareti dei vasi sanguigni del sistema nervoso centrale
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Angiopatia amiloide cerebrale
Cerebral amyloid angiopathy - very high mag.jpg
Angiopatia amiloide cerebrale al microscopio ottico.
Specialitàneurologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD028243
MedlinePlus000719
eMedicine1162720

L'Angiopatia Amiloide Cerebrale (detta anche Angiopatia Congofila), è una forma di angiopatia nella quale si formano depositi di materiale amiloide sulle pareti dei vasi sanguigni del sistema nervoso centrale.

Il termine "congofila" è utilizzato in quanto la presenza di aggregazioni anomale di amiloide possono essere evidenziate, nell'esame microscopico dei tessuti encefalici, tramite l'uso del colorante Rosso Congo.

In questa forma patologica, l'amiloide (solitamente nella forma della Beta-amiloide) viene rinvenuta solo nel cervello, e come tale l'angiopatia amiloide non è correlata ad altre forme di amiloidosi.

I depositi amiloidi predispongono a lesioni i vasi sanguigni coinvolti, aumentando il rischio di emorragie cerebrali; queste emorragie sono solitamente localizzate in un unico lobo cerebrale, a differenza delle emorragie legate all'ipertensione.

L'angiopatia amiloide, essendo causata da accumuli della stessa Beta-amiloide che è riscontrabile nella malattia di Alzheimer, è spesso correlata con tale patologia.

Nel 2015 è venuto alla luce che la terapia a base di ormoni della crescita ricavati da cadaveri, che in seguito si è scoperto affetti da Creutzfeldt-Jakob (CJD), ha provocato casi di angiopatia amiloide cerebrale (CAA). In seguito a questa scoperta sono stati fatti esperimenti sui topi e nel dicembre 2018 è stato pubblicato che questi ultimi se trattati con i campioni, risalenti ad oltre 30 anni, di ormoni ricavati da cadaveri umani contaminati hanno sviluppato anch'essi l'angiopatia amiloide cerebrale. Dal 1985 la terapia a base di ormoni della crescita non prevede più l'uso di ormoni da cadaveri ma di ormoni sintetici. Ad oggi non sono conosciuti indizi che la malattia di Alzheimer possa essere contagiosa o trasmissibile [1].

NoteModifica

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