Ann-Margret

attrice svedese
Ann-Margret
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Ann-Margret a Deauville nel 1988
NazionalitàSvezia Svezia
Periodo di attività musicale1961 – in attività
Sito ufficiale

Ann-Margret, nome d'arte di Ann-Margret Olsson (Valsjöbyn, 28 aprile 1941), è un'attrice e cantante svedese naturalizzata statunitense.

È stata candidata due volte al Premio Oscar: nel 1972 per Conoscenza carnale e nel 1976 per Tommy.

BiografiaModifica

Gli inizi e i primi successiModifica

Nata in un villaggio svedese da Anna Regina Aronsson e Carl Gustav Olsson, operaio di una compagnia elettrica, emigra all'età di cinque anni negli Stati Uniti, ove suo padre già lavorava da tempo. Cresce a Wilmette, in Illinois, e frequenta le scuole medie superiori a Winnetka. Ancora molto giovane, la Margret si fa conoscere a Las Vegas come cantante, al fianco di George Burns, che scrive le note di copertina del suo primo album, uscito per la RCA, che fa seguito al singolo I Just Don't Understand, impostosi nelle classifiche americane nel 1961.

In quello stesso anno debutta sul grande schermo con la regia di Frank Capra, interpretando la figlia di Bette Davis nel film Angeli con la pistola, remake di Signora per un giorno diretto dallo stesso Capra nel 1933. La pellicola, nella quale l'attrice ha anche l'occasione di cantare, ottiene un notevole successo, tanto che nel lustro successivo la Margret riesce brillantemente ad alternare l'attività di cantante e show girl a quella di attrice, comparendo in diverse commedie e film musicali di buon successo, ovvero Alla fiera per un marito (1962) di José Ferrer, Ciao, ciao Birdie (1963) di George Sidney, Mentre Adamo dorme (1964) di Jean Negulesco, Viva Las Vegas (1964) di George Sidney, al fianco di Elvis Presley, La ragazza yè yè (1966), ancora di George Sidney (ove curiosamente interpreta un personaggio con il suo stesso vero cognome Olsson) e La ragazza made in Paris (1966) di Boris Sagal.

In questo periodo la Margret è molto richiesta da produttori e registi per la sua freschezza e spumeggiante vitalità, apprezzata dal grande pubblico cinematografico e televisivo, e dalle platee che assistono ai numerosi spettacoli da lei registrati a Las Vegas. L'attrice inizia a mostrare anche una certa versatilità di interprete, come nei film La gatta con la frusta (1964) di Douglas Heyes, L'ultimo omicidio (1965) di Ralph Nelson, Cincinnati Kid (1965) di Norman Jewison, ove recita accanto a Steve McQueen, I 9 di Dryfork City (1966) di Gordon Douglas, e Matt Helm... non perdona! (1966) di Henry Levin, ove ha come partner Dean Martin. Nel 1962 la Margret viene proposta per il ruolo della giovane protagonista nel film La donna che inventò lo strip-tease (1962) di Mervyn LeRoy, ma vi rinuncia in favore di Natalie Wood; il suo nome viene fatto anche per le pellicole Cat Ballou (1965) di Elliot Silverstein e Gangster Story (1967) di Arthur Penn, ma i ruoli saranno poi affidati rispettivamente a Jane Fonda e Faye Dunaway.

La parentesi in Italia (1966-1969)Modifica

Intorno alla metà degli anni sessanta il filone dei film musicali a Hollywood tende rapidamente ad esaurirsi e rischia di compromettere anche la carriera della Margret che, sia pure con alcune varianti, si è andata sempre più identificando con questo tipo di produzione commerciale. Come accadde in quel periodo anche ad altre attrici americane della sua generazione, attratte dal cinema europeo, nell'autunno del 1966 l'attrice accetta una proposta del regista italiano Dino Risi, che la vuole accanto a Vittorio Gassman ed Eleanor Parker nel film Il tigre (1967). Ann-Margret si trasferisce a Roma, ove vivrà pressoché stabilmente nei successivi tre anni e dove gira subito dopo altri film di minore valore artistico e commerciale, che però contribuiscono alla sua maturazione professionale. Sempre con Risi e Gassman appare in Il profeta (1968), quindi in Sette uomini e un cervello (1968), diretto e interpretato da Rossano Brazzi, e in Rebus (1969) di Nino Zanchin, quest'ultimo girato a Beirut oltreché a Roma, accanto a Laurence Harvey. Nell'autunno del 1969 l'attrice farà definitivo rientro negli Stati Uniti per interpretare, insieme ad Anthony Quinn, R.P.M. (1970) di Stanley Kramer, film che ottiene un modesto successo di pubblico e di critica, ma che contribuisce a rilanciare l'attrice nel mercato cinematografico americano dopo la parentesi europea.

La maturità artisticaModifica

Dopo Quattro sporchi bastardi (1970) di Seymour Robbie, nel 1971 Ann-Margret ha la grande occasione quando interpreta al fianco di Jack Nicholson e di Art Garfunkel il film Conoscenza carnale, diretto da Mike Nichols, che viene accolto trionfalmente dalla critica. L'interpretazione del personaggio di Bobbie le consente di vincere il suo primo Golden Globe e di ottenere la prima delle sue due candidature al Premio Oscar. Come all'inizio della sua carriera, produttori e registi si contendono ancora l'attrice, che girerà negli anni successivi molti lungometraggi, pur di diseguale valore, come Funerale a Los Angeles (1972) di Jacques Deray e il western Quel maledetto colpo al Rio Grande Express (1973) di Burt Kennedy, ove ha come partner John Wayne. Ma è il musical Tommy (1975), di produzione britannica, a consegnare Ann-Margret alla storia del cinema.

Il trionfo internazionaleModifica

Diretto dal regista inglese Ken Russell, Tommy è la trasposizione cinematografica dell'omonima rock opera della band The Who. Nel lungometraggio viene narrato il tormentato percorso umano di Tommy Walker, un giovane menomato, e il suo passaggio attraverso una serie di esperienze particolarmente traumatiche, fra cui quella della droga e della violenza sessuale, prima di trovare la sua realizzazione come sacerdote di una nuova religione. Ann-Margret, in un ruolo di grande rilievo, quello della madre del giovane, ed affiancata da un cast prestigioso (gli attori Oliver Reed e Jack Nicholson e gli artisti rock Tina Turner, Elton John, Roger Daltrey, Eric Clapton e la partecipazione degli altri tre membri degli Who, Pete Townshend, John Entwistle e Keith Moon) offre forse la sua più efficace interpretazione sia nelle vesti di attrice che di cantante, vincendo un altro Golden Globe, il secondo della sua carriera, e ottenendo la seconda candidatura all'Oscar. Il film ottiene un'eccezionale accoglienza da parte del pubblico a livello internazionale, trasformandosi, in pochi anni, in un vero e proprio cult movie. In quel momento la notorietà dell'attrice raggiunge probabilmente il suo zenit: per unanime riconoscimento del pubblico e della critica, si deve a lei gran parte del successo del film.

Il grande cinemaModifica

La seconda metà degli anni settanta e la prima metà degli ottanta sono forse il periodo artistico più felice e intenso per l'attrice. Ricercata dai registi europei, oltreché americani, Ann-Margret inizia a scegliere accuratamente i film in cui lavorare. Nel 1976 Claude Chabrol la vuole come protagonista, al fianco di Bruce Dern, nel suo film Pazzi borghesi. L'anno successivo appare in Joseph Andrews di Tony Richardson, con Peter Firth, e nel 1978 in Magic - Magia di Richard Attenborough, accanto ad Anthony Hopkins. Torna al genere brillante/parodistico con Io, Beau Geste e la legione straniera (1977) di Marty Feldman, A proposito di omicidi... (1978) di Robert Moore e Jack del Cactus (1979) di Hal Needham, accanto a Kirk Douglas e Arnold Schwarzenegger. Seguiranno, agli inizi degli anni ottanta, alcuni lungometraggi particolarmente significativi e in ruoli anche inusuali che sorprendono ancora la critica, quali Quel giardino di aranci fatti in casa (1982) di Herbert Ross, accanto a Walter Matthau, e soprattutto Prigioniero del passato (1982) di Alan Bridges, film interpretato anche da Julie Christie, Alan Bates e Glenda Jackson, e presentato in concorso al Festival di Cannes. In questo periodo l'attrice è nuovamente riscoperta da registi e produttori per la sua versatilità sia in ruoli drammatici che in interpretazioni brillanti. Di questi anni sono anche Cercando di uscire (1982) di Hal Ashby, Due volte nella vita (1985) di Bud Yorkin e 52 gioca o muori (1986) di John Frankenheimer, ove il suo personaggio venne appositamente modificato e ampliato rispetto alla sceneggiatura originale.

Gli ultimi anniModifica

Intorno alla metà degli anni ottanta Ann-Margret si avvicina in maniera più continuativa alla televisione, ove era apparsa già dal 1970. In questo periodo interpreta una serie di film per il piccolo schermo, come Chi amerà i miei bambini? (1983) di John Erman, A Streetcar Named Desire (1984), dall'omonima opera teatrale di Tennessee Williams) e la miniserie televisiva Le due signore Grenville (1987), che vengono tutti accolti favorevolmente dalla critica. Nel decennio successivo appare in numerose altre produzioni televisive, fra cui Queen (1993), Rossella (1994), Four Corners (1998) e Il tocco di un angelo (2000).

Negli anni novanta torna al cinema e alla popolarità per alcune interpretazioni in film brillanti, come Due irresistibili brontoloni (1993) di Donald Petrie, al fianco di Walter Matthau e Jack Lemmon, e nel sequel That's Amore - Due improbabili seduttori (1995) di Howard Deutch, con gli stessi attori e con la partecipazione di Sophia Loren; citando in qualche modo se stessa, in entrambi i film Ann-Margret interpreta il personaggio di Ariel Gustafson, artista di mezza età di origine svedese naturalizzata americana. Di rilievo, negli anni seguenti, anche le sue apparizioni in Ogni maledetta domenica (1999) di Oliver Stone e The Last Producer (2000) di Burt Reynolds.

Sposata dal 1967 con l'attore Roger Smith, negli ultimi anni Ann-Margret ha notevolmente ridotto i suoi ritmi di lavoro a causa dei problemi di salute del marito, affetto da una grave forma di miastenia. Smith è poi deceduto il 4 giugno 2017 a Sherman Oaks. Anche per tali motivi l'attrice ha dovuto rinunciare a ruoli eccessivamente impegnativi, ma viene spesso invitata come special guest star in molti film destinati ai circuiti sia cinematografici ma soprattutto televisivi. Tra le sue ultime apparizioni sul grande schermo si segnalano L'amore impossibile di Fisher Willow (2008) di Jodie Markell, Lucky (2011) di Gil Cates Jr. e Insospettabili sospetti (2017) di Zach Braff, quest'ultimo accanto a Morgan Freeman, Michael Caine ed Alan Arkin.

Citazioni e omaggiModifica

  • In alcuni episodi del 1963 della celebre serie televisiva a cartoni animati The Flintstones (noto in Italia anche come Gli antenati) prodotta da Hanna-Barbera compare il personaggio di Ann-Margrock, dichiaratamente ispirato alla figura dell'attrice nel periodo di uscita del suo film di successo Ciao, ciao Birdie, e peraltro doppiato dalla stessa Margret nella versione originale.
  • Nel film Full Metal Jacket (1987) di Stanley Kubrick è attesa la presenza di Ann-Margret per un recital sul fronte vietnamita verso la fine del 1967. In realtà, a causa dell'offensiva del Têt (gennaio 1968) e del precipitare della situazione militare americana nella zona, la visita viene apparentemente annullata.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Ann-Margret è stata doppiata da:

BibliografiaModifica

  • Ann-Margret, My Story, New York, G. P. Putnam's Sons, 1994 ISBN 0399138919 (autobiografia)

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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