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Anna Maria Bernini
Anna Maria Bernini datisenato 2018.jpg

Ministro per le politiche europee
Durata mandato 27 luglio 2011 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Andrea Ronchi
Successore Enzo Moavero Milanesi

Senatrice della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVII:
- Forza Italia - Il Popolo della Libertà XVII Legislatura

XVIII:
- Forza Italia Berlusconi Presidente

Circoscrizione Emilia-Romagna
Incarichi parlamentari
Capogruppo di Forza Italia al Senato della Repubblica dal 27/03/2018
Sito istituzionale

Deputata della Repubblica Italiana
Durata mandato 29 aprile 2008 –
14 marzo 2013
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Popolo della Libertà
Circoscrizione Emilia-Romagna
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
Precedenti:
AN (2008-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Bologna
Professione avvocato, docente universitario

Anna Maria Bernini (Bologna, 17 agosto 1965) è una politica italiana, dal 27 marzo 2018 capogruppo di Forza Italia al Senato della Repubblica. Esponente di Alleanza Nazionale, Il Popolo della Libertà e Forza Italia, da luglio a novembre 2011 è stata Ministro per le Politiche Europee del Governo Berlusconi IV.

Indice

Attività professionale

Figlia del giurista e politico italiano Giorgio Bernini, nel 1991 si è laureata con lode in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bologna. In seguito ha proseguito la carriera accademica presso la stessa università, diventando professore associato di Diritto pubblico comparato e specializzandosi, come già suo padre, in arbitrato interno e arbitrato internazionale. Presso l'Università di Bologna ha tenuto gli insegnamenti di Istituzioni di Diritto Pubblico, e di Diritto dell’Arbitrato Interno e Internazionale e delle procedure alternative, entrambi presso la facoltà di economia dell'ateneo bolognese e quella della sede decentrata di Forlì.

Dal 1995 è iscritta all'ordine degli avvocati di Bologna e lavora presso lo studio legale di famiglia Bernini e associati, del quale è partner dal 2008. Esercita la professione forense nel ramo civilistico e in quello del diritto amministrativo. Nel 2003 ha sposato il ginecologo Luciano Bovicelli, morto nel 2011[1].

Attività politica

 
Il giuramento da ministro davanti al capo dello Stato Giorgio Napolitano

Anna Maria Bernini è stata nel 2007 tra i soci promotori della Fondazione Farefuturo, fondata da Gianfranco Fini e Adolfo Urso. È stata in seguito membro del "Comitato dei Trenta", espressione della Fondazione Farefuturo, della Fondazione Liberal e della Fondazione Craxi.

Nel 2008 è stata eletta per il PdL alla Camera dei deputati in Emilia-Romagna. Nella XVI legislatura è stata iscritta al gruppo parlamentare Popolo della libertà e ha partecipato come componente alla I Commissione Permanente Affari Costituzionali, e inoltre alla Giunta per le Autorizzazioni, alla Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione, al Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, alla Commissione giurisdizionale per il personale, al Comitato per la legislazione e alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2010 viene candidata alla presidenza dalla coalizione di centro-destra, costituita da PdL, Lega Nord e La Destra, ma ottiene il 36,7% dei voti e risulta così sconfitta dal presidente uscente Vasco Errani.

A luglio 2011, in previsione di un rimpasto del governo Berlusconi IV, è data dalla stampa fra i favoriti per succedere ad Angelino Alfano come ministro della Giustizia.[2] Il 28 luglio le viene preferito Francesco Nitto Palma, ma è comunque nominata ministro senza portafoglio per le Politiche dell'Unione Europea. Bernini resta ministro pochi mesi, fino alle dimissioni di Berlusconi del 16 novembre 2011.

 
La Bernini, a destra, con Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto al Senato della Repubblica, come capolista del Popolo della Libertà nella circoscrizione Emilia-Romagna.

Con lo scioglimento del PdL ha aderito a Forza Italia. Durante la XVII legislatura è stata vicepresidente vicario del gruppo parlamentare di Forza Italia, e componente della I Commissione Permanente Affari Costituzionali, della Giunta per il regolamento e della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Alle elezioni politiche del 2018 è stata candidata per Forza Italia al Senato come capolista nei collegi Lazio 1 ed Emilia-Romagna 1 e in seconda posizione nella lista presentata al collegio Emilia-Romagna 2. È stata quindi eletta senatrice nel collegio Emilia Romagna 1, che comprende la città di Bologna[3].

Il 23 marzo viene proposta dalla Lega come Presidente del Senato, con il sostegno del Movimento 5 Stelle;[4] tuttavia, in seguito al parere contrario del suo partito, la Bernini declina la candidatura.[5] Il 27 marzo viene eletta all'unanimità capogruppo di Forza Italia in Senato[6].

Posizioni politiche

Diritti civili

Nel 2016, nel corso dell'iter parlamentare sul cosiddetto "ddl Cirinnà" sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze, si dichiara favorevole alla proposta di legge completa di stepchild adoption votando a favore del testo (in dissenso dal proprio gruppo parlamentare).[7] Alla seduta del 9 febbraio definisce il disegno di legge soltanto come «un primo abbozzo di risposta [...] per contenere un gap europeo ed un vuoto normativo», anzi afferma che avrebbe voluto vedere aggiornato l'articolo 29 della Costituzione, regolante l'istituto del matrimonio, in quanto «avrebbe fatto fare anche un vero, e non solo promesso, balzo in avanti all'intera società italiana, modernizzando un Paese che troppo spesso si specchia nel passato».[8]

Tuttavia, quando il governo pone il voto di fiducia sul ddl il 25 febbraio, durante la seduta in aula del medesimo giorno la senatrice si dichiara contraria all'imposizione della fiducia «su una norma come questa, che tocca in profondità diritti sensibilissimi», esprimendo inoltre il proprio dissenso per l'omissione dell'obbligo di fedeltà e per lo stralcio dell'articolo sulla stepchild adoption.[9] Vota dunque contro la questione di fiducia.[10]

Tassazione e fisco

Il 19 aprile 2016, in materia fiscale, propone un disegno di legge sulla rottamazione dei ruoli esattoriali per le persone e aziende in difficoltà economica.[11]

Caccia

Il 14 novembre 2017, partecipando all'incontro La gestione del patrimonio vivi-faunistico in Italia: tra piccoli e grandi passi, dove siamo e dove arriveremo della Fondazione UNA Onlus, si dichiara favorevole alla pratica della caccia.[12]

Note

  1. ^ Antonella Beccaria, È morto il dottor Bovicelli, marito dell’ex ministro Bernini, in Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2011. URL consultato il 23 marzo 2018.
  2. ^ Emiliano Liuzzi, La carriera fulminea di lady Bernini: è favorita per il ministero della Giustizia, in Il Fatto Quotidiano, 1º luglio 2011. URL consultato il 22 marzo 2018.
  3. ^ Antonella Beccaria, Bernini eletta: 'Il modello emiliano-romagnolo deve fare i conti con i suoi errori', in Bologna Today, 9 marzo 2018. URL consultato il 26 marzo 2018.
  4. ^ Silvio Buzzanca, Presidente Senato, centrodestra spaccato. Lega: "Votiamo Bernini". Di Maio: "Noi disponibili". Lei frena. Berlusconi: "Rotta la coalizione", su la Repubblica, 23 marzo 2018. URL consultato il 27 marzo 2018.
  5. ^ Camere, rottura Berlusconi-Salvini: la Lega vota Bernini, ok di Di Maio. Ma lei rinuncia, su Il Gazzettino, 24 marzo 2018. URL consultato il 27 marzo 2018.
  6. ^ Camera e Senato: capigruppo Forza Italia Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini - Tgcom24, in Tgcom24, 27 marzo 2018. URL consultato il 27 marzo 2018.
  7. ^ Unioni civili, superata la prima votazione con 195 voti contro 101. Si riprende martedì prossimo, in rainews. URL consultato il 23 marzo 2018.
  8. ^ senato.it - Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 574 del 09/02/2016, su www.senato.it. URL consultato il 23 marzo 2018.
  9. ^ senato.it - Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 582 del 25/02/2016 (PDF), su senato.it.
  10. ^ Votazione Senato [Ddl Unioni Civili - Fiducia] Fiducia Cirinnà - OpenParlamento, su parlamento17.openpolis.it. URL consultato il 23 marzo 2018.
  11. ^ https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/61913
  12. ^ http://www.armietiro.it/tutti-uniti-per-davvero-9148

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