Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva

Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva

Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva (San Pietroburgo, 17 maggio 1871San Pietroburgo, 5 maggio 1955) è stata una pittrice e incisore russa, di nazionalità sovietica dopo il 1922.

BiografiaModifica

Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva studiò dal 1885 al 1892 alla Scuola centrale di disegno tecnico del barone Alexander Stieglitz, poi all'Accademia russa di belle arti di San Pietroburgo (1892-1900), dove seguì le lezioni del pittore realista Itinerante Il'ja Efimovič Repin e quelle dell'incisore Vasilij Mate, frequentando le loro botteghe.[1][2][3]

Partecipò alla creazione, nel 1899, del gruppo Mir iskusstva ( "Il Mondo dell'Arte") e della rivista omonima,[4] fondata da Sergej Pavlovič Djagilev e Aleksandr Nikolaevič Benois, ed espose le sue opere in tutte le mostre collettive, tra il 1900 e il 1906.[1][2][5]

Nei primi anni del 1900, viaggiò in Italia, Spagna e Francia,[1] dove lavorò nello studio di James Abbott McNeill Whistler, assieme al pittore Konstantin Somov,[4]dopo di che rientrò in Russia e si impegnò per far rinascere la tradizione russa dell'incisione a colori sul legno.[3]

Djagilev incluse ventinove delle sue xilografie nella sua "mostra di arte russa" al Salon d'Automne del 1906. Lo stesso anno, espose al museo moscovita e alla prima Fiera internazionale a Odessa, e viaggiò in numerose città dell'Impero russo.[1]

Influenzata dall'esempio di Aleksandr Nikolaevič Benois, lavorò sui "paesaggi storici", ed è ricordata per la sua raffigurazione dell'architettura barocca e classica di San Pietroburgo e dei suoi dintorni, come nella serie di xilografie intitolata a San Pietroburgo (1908-1910).[4]

I suoi disegni e acquerelli evidenziarono la sua aderenza al movimento impressionistico,[2] illustrando paesaggi di Italia (1911), Paesi Bassi (1913), Belgio (1913) e Spagna (1914),[1] tra i quali Il Campo di Marte (1922).[3]

Le sue xilografie si caratterizzarono per la chiarezza e rigorosità compositiva, per le linee severe, per la sobrietà del colore, per le immagini altamente evocative, tra le quali Le Colonne della Borsa e la Fortezza (1908), Il Canale Krjukov (1910), Pavlovsk (1922), Lo Smolnyj (1924), Il Giardino d'Inverno nella brina (1929).[3]

Nel 1916 si tenne a San Pietroburgo la sua prima mostra personale.[5]

Dopo la rivoluzione d'ottobre del 1917, Ostroumova-Lebedeva divenne membro della Commissione di esperti del commissariato nazionale dell'educazione,[5] e proseguì il suo lavoro di incisore, disegnatore, acquerellista.[1]

Nel 1918-1922 insegnò presso l'Istituto Superiore di fotografia e tecnica fotografica, e dal 1934 all'Istituto di pittura, architettura e scultura di Leningrado,[5]dedicandosi contemporaneamente al ritratto.[3]

Nel 1946 ricevette il titolo di Artista popolare della Repubblica socialista federativa sovietica russa e nel 1949 diventò membro dell'Accademia delle arti dell'Unione Sovietica.[5]

Scrisse anche un apprezzato volume di memorie, intitolato Note autobiografiche (Avtobiograficeskje zapinski, 1951).[3]

Le sue opere furono acquistate, tra gli altri, dai musei di Roma, Parigi, Praga, Dresda e Berlino.[1]

OpereModifica

  • Ponte delle catene (1903);
  • Villa Borghese (1904);
  • Le Colonne della Borsa e la Fortezza (1908);
  • Il Canale Krjukov (1910);
  • Finlandia con un cielo azzurro (1910);
  • Laghi finlandesi (1910);
  • Pavlovsk (1922);
  • Il Campo di Marte (1922);
  • Lo Smolnyj (1924);
  • Il Giardino d'Inverno nella brina (1929).

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g (FR) Anna Ostroumova Lebedeva, su awarewomenartists.com. URL consultato il 2 maggio 2019.
  2. ^ a b c Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 2 maggio 2019.
  3. ^ a b c d e f Anna Petrovna Ostroumova-Lebedeva, in le muse, VIII, Novara, De Agostini, 1967, p. 435.
  4. ^ a b c (EN) Anna Ostroumova-Lebedeva, su all-art.org. URL consultato il 2 maggio 2019.
  5. ^ a b c d e (EN) Ostroumova-Lebedeva Anna Petrovna, su artinvestment.ru. URL consultato il 2 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • (RU) Aleksandr Nikolaevič Benois, Ostroumova-Lebedeva, Mosca, 1924.
  • (RU) A. Bogdanov, A. P. Ostroumova-Lebedeva, 1976.
  • (RU) Igor' Viktorovič Dolgopolov, I maestri e i capolavori, Mosca, 1987.
  • (RU) S. V. Ivanov, Sconosciuto Realismo socialista. Scuola di Leningrado, 2007.
  • (RU) P. Kornilov, Poeta della città sulla Neva, in Artista, nº 10, 1962, pp. 36-41.
  • (EN) John Milner, A dictionary of Russian and Soviet artists 1420-1970, Woodbridge, Antique Collectors' Club, 1993, SBN IT\ICCU\BVE\0043949.
  • Giuseppe Morello (a cura di), Il lavoro dell'uomo da Goya a Kandinskij, Milano, Fabbri Editori, 1991, copertina, p. 337, SBN IT\ICCU\RAV\0179129.
  • (RU) V. Suslov, A. P. Ostroumova-Lebedeva, 1967.

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