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L'Anna Scher Theatre School è una scuola di teatro con sede a Islington, a nord di Londra. È stata fondata nel 1968.

StoriaModifica

Nel 1968 Anna Scher istituì un doposcuola nella scuola elementare di Islington; ai primi corsi parteciparono anche Pauline Quirke, Linda Robson e Ray Burdis[1]. Nel 1970 la Scher aveva circa cinquemila mila alunni in lista d'attesa[2], così, nel 1975, decise di spostare la sede a Barnsbury, in una charity.

Nel 1999 Scher ebbe problemi di depressione, perciò decise di ridurre il numero di corsi per riuscire a guarire[3]. Nel 2003 fu richiesto alla Scher di riprendere il lavoro; inizialmente lei accettò, ma poco dopo si ritirò nuovamente[4]. Alla Scher non fu più permesso di rivestire il ruolo di direttrice del teatro, nonostante la decisione di alcune attrici e di politici di condurre una campagna a suo favore. Tra il 2004 e il 2005 il resto dello staff della scuola ne istituì una nuova, ma la Scher continuò a lavorare nella sua.[1] Le lezioni sono attualmente tenute dalla Scher e da Bernie Burdis. La scuola si è fatta conoscere in quasi tutto il mondo: infatti Anna Scher andò in Sudafrica, Irlanda del Nord, Bosnia e Medio Oriente, spinta dalla sua passione nel dare aiuto ai bambini nelle zone di guerra.[5]

Alcune serie televisive e programmi, anche radiofonici, si sono ispirati al metodo della Scher, non solo in Regno Unito, ma anche in Danimarca, Germania e Finlandia. La Scher e la sua scuola hanno ricevuto il Premio Giappone.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b Simon Hattenstone, I just want to be back at my theatre, The Guardian, Regno Unito, 2004 (consultabile online)
  2. ^ Ros Wynne-Jones, School for working class heroes - and heroines, 25 maggio 1997, The Independent (consultabile anche online)
  3. ^ (EN) Bid to build Anna a new theatre, islingtongazette.co.uk (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2008).
  4. ^ (EN) School removes Scher name, The Stage.co.uk. URL consultato il 25 agosto 2012.
  5. ^ Nigel Reynolds, Angry actors back ousted drama teacher, 27 dicembre 2003, The Daily Telegraph (consultabile anche online)
  6. ^ Maggie Brown, CNN, Sky News and al-Jazeera correspondents share award, 2 dicembre 2011, The Guardian (consultabile anche online)

Collegamenti esterniModifica