Anne Hidalgo

politica francese
Anne Hidalgo
(Anne Hidalgo) 2020. Jacques Paquier. Pécresse - Ollier - Hidalgo (cropped).jpg

Sindaca di Parigi
In carica
Inizio mandato 5 aprile 2014
Predecessore Bertrand Delanoë

Vicesindaca di Parigi
Durata mandato 18 marzo 2001 –
5 aprile 2014
Vice di Bertrand Delanoë
Predecessore Jacques Dominati
Successore Bruno Julliard

Dati generali
Partito politico Partito Socialista
Università Università Lione 3 e Università di Parigi X Nanterre
Firma Firma di Anne Hidalgo

Ana María Hidalgo Aleu, coniugata de Germain e nota come Anne Hidalgo (San Fernando, 19 giugno 1959), è una politica francese di origine spagnola, membro del Partito Socialista e sindaco di Parigi dal 5 aprile 2014.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Anne Hidalgo è nata a San Fernando in Andalusia, con nome Ana. Quando aveva meno di tre anni, nel 1962, i suoi genitori, con lei e l'altra figlia Maria, emigrarono in Francia. A quattordici anni, assumendo la nazionalità francese, cambiò il suo nome all'anagrafe nell'equivalente francese "Anne"[1]. Dopo aver trascorso l'adolescenza a Lione, si trasferì a Parigi e si sposò con un compagno di università con il quale ebbe due figli, Mathieu ed Elsa. Una volta conseguita la laurea in scienze sociali del lavoro e una specializzazione in diritto sindacale[2], la Hidalgo intraprese la professione di ispettore del lavoro[3].

Inizi della carriera politicaModifica

Iscrittasi al Partito Socialista, negli anni novanta cominciò a collaborare con il Ministero del Lavoro. Fu impiegata in 3 diversi ruoli all'interno del governo Jospin: fra il 1997 e il 1998 fu consigliera del Ministro dell'Impiego e della Solidarietà Martine Aubry[2], poi per due anni fu assistente del Segretario di Stato ai Diritti delle Donne e alla Formazione professionale Nicole Péry e infine per altri due anni fu consigliere tecnico dell'allora Guardasigilli Marylise Lebranchu.

Candidature alle elezioniModifica

Nel 2001, in occasione delle elezioni municipali, la Hidalgo fu capolista del Partito Socialista per il quindicesimo arrondissement ed entrò nel Consiglio di Parigi. Nel giugno dell'anno seguente si candidò alle parlamentari per il dodicesimo arrondissement ma non riuscì ad essere eletta; stessa sorte ebbe nel 2007, quando si candidò per il tredicesimo arrondissement e venne sconfitta al secondo turno da Jean-François Lamour.

Vicesindaco di ParigiModifica

Quando venne eletto sindaco della capitale, Bertrand Delanoë volle la Hidalgo come sua vice, sebbene la donna fosse un volto poco noto all'interno della scena politica. Nell'ottobre del 2002 Delanoë venne accoltellato da un mitomane e fu costretto ad una lunga degenza; in questo periodo la Hidalgo prese il controllo dell'Hôtel de Ville e diresse l'amministrazione cittadina fino al ritorno del primo cittadino[1]. Fidata collaboratrice di Delanoë, venne riconfermata anche durante il secondo mandato del sindaco.

Subito dopo essere divenuta vicesindaco, la Hidalgo aveva ottenuto l'assessorato alla Parità e alla Banca del Tempo; successivamente le venne affidata la delega all'urbanistica[2]. In queste vesti si occupò, fra l'altro, della riqualificazione di Les Halles e dei quartieri popolari[1].

Eletta sindaco nel 2014Modifica

Nel 2014, in seguito al ritiro di Delanoë, la Hidalgo si candidò alla carica di sindaco. In questa circostanza si trovò ad affrontare l'avversaria Nathalie Kosciusko-Morizet, esponente dell'UMP e ministro durante i governi Fillon II e III[4][5]; dopo il primo turno le due donne si sono scontrate al ballottaggio, dove la Hidalgo è riuscita a prevalere con il 54,5% delle preferenze, divenendo così la prima donna sindaco della capitale francese[6], ed è entrata in carica il 5 aprile 2014.

Rieletta sindaco nel 2020Modifica

L'11 gennaio 2020 si è candidata per un secondo mandato con l'etichetta "Paris en commun".[7][8] È sostenuta dal Partito Socialista, dal Partito Comunista Francese,[9], Place publique[10] così come da esponenti eletti dell'EELV (tipo Christophe Najdovski[11] o Célia Blauel[12]). La sua candidatura è sostenuta dal medico ed ex collaboratore di Charlie Hebdo, Patrick Pelloux,[13] e dalla giornalista Audrey Pulvar.[14]

 
Logo di «Paris en commun», utilizzato da Anne Hidalgo alle elezioni municipali del 2020

Criticata per la sua politica urbanistica, in particolare per aver privilegiato le piste ciclabili a scapito dell'auto, si propone di fare di Parigi una città "100% ciclabile", con lo sviluppo di nuovi tracciati e la creazione di nuovi collegamenti tra la capitale e altre città della Grande Parigi.[15][16] Prevede anche la creazione di "foreste urbane", sul piazzale del municipio, alla gare de Lyon e dietro il teatro dell'opera Garnier e la creazione di due grandi parchi, nel quartiere di Bercy-Charenton e nel XV arrondissement. Vuole pedonalizzare il centro di Parigi limitando il traffico nei primi quattro quartieri. Promette inoltre di rendere le mense biologiche al 100%. Inoltre, il sindaco uscente vuole aumentare la quota di alloggi sociali e intermedi[non chiaro] al 25% (contro il 22,6% nel 2020) e mantenere il tetto imposto per legge ai canoni di affitto, misura introdotta durante il suo primo mandato. Auspica un controllo del numero di appartamenti disponibili per affitti a breve durata su piattaforme del tipo Airbnb, che accusa di privare i parigini di alloggi.

Al primo turno, che si svolge durante la pandemia del COVID-19 e che è segnato da un'astensione record, le liste che lei guida risultano in testa con il 29,3%, davanti a quelle di Rachida Dati (Les Républicains, destra) e quelle di Agnès Buzyn (La République en Marche, partito del presidente Macron). Nel secondo round, slittato al 28 giugno a causa della pandemia, le sue liste hanno vinto con il 48,5% dei voti, davanti a quelle di Rachida Dati (34,3%) e Agnès Buzyn (13%).[15] Massiccia, però, l'astensione (63,3% contro il 58% del resto del Paese).[17]

Il 3 luglio 2020 è stata rieletta sindaco dal Consiglio di Parigi con 96 voti su 163. Decide quindi di circondarsi di 37 assistenti - contro 21 all'inizio del precedente mandato e 27 al termine - e tre vice delegati. Pur affermando che il budget dedicato rimarrà costante, la stampa osserva che il libro paga della sua nuova squadra nell'ambito di questo mandato sarà di 4,2 milioni di euro superiore a quello del suo primo mandato.

Hidalgo è inclusa in Time magazine 100 tra le persone più influenti del 2020.[18] Nel dicembre 2020 è multata dal Governo nazionale per avere nominato nella sua direzione 11 donne su 16 in violazione di una regola del ministero della Funzione pubblica francese che consente un massimo del 60% di un genere nelle posizioni di leadership.[19]

Vita privataModifica

Dopo la fine del primo matrimonio, la Hidalgo intraprese una relazione con l'economista e politico socialista Jean-Marc Germain, con il quale si sposò ed ebbe un figlio di nome Arthur[1]. Nel 2012 alcuni utenti di Twitter diffusero una voce secondo la quale la figlia della Hidalgo sarebbe nata da una relazione clandestina della donna con François Hollande; destò molto clamore la reazione della Hidalgo che decise di citare in tribunale il social network[2].

Si dichiara atea e dal 2003 ha preso anche la cittadinanza spagnola, oltre a quella francese[1].

OpereModifica

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
  Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
  Commendatore dell'Ordine della Stella Polare (Svezia)
  Dama gran croce dell'Ordine al merito civile (Spagna)

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Parigi sono io, su d.repubblica.it, la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  2. ^ a b c d La socialista che ha denunciato Twitter si candida a sindaco di Parigi, su linkiesta.it, Linkiesta. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2014).
  3. ^ Parigi al voto, il prossimo sindaco sarà una donna, su reportage.corriere.it, Corriere della Sera. URL consultato il 23 marzo 2014.
  4. ^ La Francia al voto, Parigi è già donna: nella capitale si sfidano Hidalgo e Kosciusko-Morizet, su ilmessaggero.it, Il Messaggero. URL consultato il 23 marzo 2014.
  5. ^ Per la prima volta Parigi sarà guidata da una donna, su affaritaliani.it. URL consultato il 23 marzo 2014.
  6. ^ Parigi, la socialista Hidalgo è il nuovo sindaco. La prima donna all'Hotel de Ville, su ilmessaggero.it, Il Messaggero. URL consultato il 30 marzo 2014.
  7. ^ (FR) Nicolas Maviel, Jannick Alimi, Christine Henry e Frédéric Michel, Anne Hidalgo: «Je suis candidate à un nouveau mandat de maire de Paris», in Le Parisien, 12 gennaio 2020. URL consultato il 12 gennaio 2020.
  8. ^ (FR) Anne Hidalgo annonce sa candidature et lance la bataille des municipales à Paris, in Le Monde, 11 gennaio 2020. URL consultato il 27 gennaio 2020.
  9. ^ (FR) Municipales à Paris: le PCF en passe de signer de nouveau avec Anne Hidalgo, in Le Monde, 12 dicembre 2019.
  10. ^ (FR) Municipales: Place Publique choisit de s'allier à Paris en commun, en soutien à Hidalgo, su BFMTV. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  11. ^ (FR) Sophie de Ravinel, Christophe Najdovski: «Je m’engage auprès d’Anne Hidalgo», su Le Figaro.fr, 20 novembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  12. ^ (FR) Célia Blauel: «Le futur maire écolo de Paris c’est Anne Hidalgo», in Le Parisien, 15 settembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  13. ^ (FR) Municipales à Paris: l'urgentiste Pelloux soutient Anne Hidalgo, in La Croix, 20 gennaio 2020. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  14. ^ (FR) Audrey Pulvar sera bien candidate sur une liste d'Anne Hidalgo à Paris, in Le Huffington Post, 17 dicembre 2019. URL consultato il 28 gennaio 2020.
  15. ^ a b (EN) Carlton Reid, Anne Hidalgo Reelected As Mayor Of Paris Vowing To Remove Cars And Boost Bicycling And Walking, in Forbes. URL consultato il 10 gennaio 2021.
  16. ^ (EN) Kim Willsher, Paris mayor unveils '15-minute city' plan in re-election campaign, in The Guardian, 7 febbraio 2020. URL consultato il 10 gennaio 2021.
  17. ^ (EN) Sylvie Corbet, Paris mayor reelected, green wave in France local elections, in ABC News, 29 giugno 2020. URL consultato l'11 settembre 2020.
  18. ^ (EN) Anne Hidalgo: The 100 Most Influential People of 2020, su Time. URL consultato il 23 settembre 2020.
  19. ^ (EN) Darren Rosenblum, When The State Levies Fines On Feminism, in Forbes.

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Collegamenti esterniModifica

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