Annibale Frossi

allenatore di calcio, giornalista e calciatore italiano (1911-1999)

Annibale Frossi (Muzzana del Turgnano, 6 luglio 1911Milano, 26 febbraio 1999) è stato un allenatore di calcio, giornalista e calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Annibale Frossi
Annibale Frossi
NazionalitàBandiera dell'Italia Italia
Altezza170[1] cm
Peso68[1] kg
Calcio
RuoloAllenatore (ex attaccante)
Termine carriera1945 - giocatore
1966 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1929-1931Udinese63 (18)
1931-1933Padova47 (10)
1933-1934Bari30 (12)
1934-1935Padova26 (14)
1935-1936L'Aquila34 (9)
1936-1942Ambrosiana-Inter125 (40)
1942-1944Pro Patria26 (3)
1945Como5 (2)
Nazionale
1936-1937Bandiera dell'Italia Italia5 (8)
1937Bandiera dell'Italia Italia B1 (0)
1938Bandiera dell'Italia Italia universitaria
Carriera da allenatore
1946-1948Luino
1948-1949Mortara
1949-1953Monza
1954-1956Torino
1956-1957InterD.T.
1956-1957Inter
1958-1959Genoa
1959Napoli
1960-1961Genoa
1962-1964Modena
1964-1966Triestina[2]
Palmarès
 Olimpiadi
OroBerlino 1936
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Biografia

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Affetto da miopia sin da giovanissimo[3], corresse questo disturbo visivo utilizzando gli occhiali dai quali non si separava mai, neanche in campo: provvedeva, infatti, ad assicurarli con un elastico intorno alla nuca[3]. Era laureato in legge[4], grazie agli studi cui si dedicò durante l'attività agonistica; ciò, insieme alle sue teorie sul difensivismo, gli valse il soprannome di "dottor Sottile"[3].

Poco dopo aver cessato l'attività sportiva, divenne capufficio all'Alfa Romeo[5]; in seguito alla richiesta di un suo superiore[5] decise di intraprendere la carriera di allenatore. Negli anni settanta collaborò al Corriere della Sera, di cui fu apprezzato opinionista con articoli sulle partite più importanti della giornata sportiva[3], e con vari quotidiani (come La Stampa). Morì a Milano il 26 febbraio 1999 a causa di una polmonite[4]: a Udine, in sua memoria, gli è stata dedicata una via cittadina, vicino allo Stadio Friuli.

Caratteristiche tecniche

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Giocatore

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Esterno offensivo dotato di un'ottima velocità[6] (percorreva i 100 metri in 11 secondi e 4 decimi, palla al piede[4]), secondo le parole di Gianni Brera «possedeva grande scatto e ammirevole coordinazione: non aveva gran tocco di palla ed era scarso in acrobazia perché, miope, doveva giocare con gli occhiali»[1]. Vittorio Pozzo, per rimarcarne la prontezza in area di rigore, lo definì «un opportunista della più bell'acqua»[4]. Possedeva inoltre un eccellente tiro dalla media distanza e fu un ottimo esecutore degli schemi di gioco[4].

Carriera

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Giocatore

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Esordì nel calcio professionistico con l'Udinese nel 1930, giocando talvolta come attaccante centrale[7], emergendo in diverse sfide come uno dei migliori in campo sia nella stagione 1929-1930 che nella stagione 1930-1931[8][9][10][11]. Con i friulani conquistò la promozione in Serie B nel 1929-1930 e contribuì alla salvezza nella stagione successiva.

Nell'agosto 1931, considerato da critici e competenti come l'autentica rivelazione della stagione appena conclusa[12], cambiò società, lasciando l'Udinese dopo aver giocato 32 partite[1], e giunse al Padova[12]. La squadra arrivò seconda a fine campionato, ottenendo la promozione in Serie A, nella quale Frossi esordì il 9 ottobre 1932 nella vittoria per 3-0 contro il Genoa[1]; a fine campionato, i veneti giunsero quattordicesimi. Dopo due stagioni a Padova, nelle quali mise a segno dieci reti in 47 gare[13], passò (complice l'adempimento del servizio di leva[5]) al Bari, nuovamente nella serie cadetta: in Puglia siglò dodici reti in 30 presenze complessive[14]. Nel 1934-1935 tornò invece al Padova, appena retrocesso dalla massima serie: le 14 reti[13] siglate da Frossi non evitarono una nuova retrocessione in Serie C.

Il 12 settembre 1935, in quanto caporale maggiore della fanteria della "Gran Sasso", era a bordo della nave Saturnia a Napoli, impegnata a portare le truppe per la guerra d'Etiopia; per ordine del gerarca aquilano Adelchi Serena venne fatto sbarcare e passò a L'Aquila, di cui Serena era stato presidente, con l'intento di far ottenere la promozione in massima serie agli abruzzesi. Frossi siglò nove reti in 34 gare[1]. Dopo aver sostenuto un provino con la Lucchese, venne in seguito acquistato per 50.000 lire dall'Associazione Sportiva Ambrosiana-Inter, squadra nella quale giocò dal 1936 al 1942 vincendo due scudetti (nel 1937-1938 e nel 1939-1940) ed una Coppa Italia nel 1938-1939[15]. In tutto, con la maglia dell'Inter, Frossi segnò 49 gol in 147 partite, di cui 40 in campionato in 125 gare[15]. Dopo una stagione alla Pro Patria (1942-1943) durante la seconda guerra mondiale, chiuse la sua carriera di calciatore nel 1945 all'età di 34 anni, vincendo il Torneo Lombardo con il Como, nel quale disputò 5 gare mettendo a segno due reti[16]

Nazionale

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Frossi con la maglia della Nazionale durante le Olimpiadi del 1936
 
Frossi accosciato secondo da sinistra, nell'Italia universitaria nel 1938

Frossi venne scoperto dall'allenatore della Nazionale italiana Vittorio Pozzo mentre militava in Serie B: il commissario tecnico lo convocò quindi per i Giochi olimpici del 1936, poco dopo il suo passaggio all'Ambrosiana, in una rosa che vedeva tutti giocatori esordienti[17]. Nei giochi olimpici l'ala friulana vinse la medaglia d'oro e divenne capocannoniere del torneo con 7 reti, segnando in tutte e quattro le gare disputate[18]. Siglò infatti il gol decisivo nella prima gara contro gli Stati Uniti, mise a segno una tripletta contro il Giappone, marcò la rete del 2-1 ai supplementari della semifinale contro la Norvegia e segnò la doppietta che diede la vittoria agli azzurri contro l'Austria in finale[18].

Dopo le quattro partite delle Olimpiadi, fu convocato in Nazionale B per un incontro contro l'Austria vinto per 3-2 il 21 marzo 1937[1] e per un ultimo incontro con la Nazionale maggiore, contro l'Ungheria il 25 aprile 1937, nel quale segnò ancora una rete[19], diventando uno dei giocatori italiani con la migliore media-gol in Nazionale: otto le sue reti in cinque partite[1]. In seguito, Pozzo preferì Piero Pasinati e non convocò più Frossi in nazionale.

Allenatore

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Intraprese la carriera di allenatore, guidando dapprima il Luino dal 1946 al 1948[5], passando poi al Mortara per una stagione[3]. Nel 1949 passò invece alla guida del Monza, dove rimase per quattro campionati conquistando la promozione in Serie B nel 1950-1951. Diede le sue dimissioni nel novembre 1953 (gli subentrò Fioravante Baldi) per accettare la panchina nel Torino sostituendo Jesse Carver[20]: dopo diverse complicazioni dovute al termine del contratto con il Monza, esordì con i granata in Serie A, guidando la formazione piemontese fino al 1956 conquistando due agevoli salvezze[21]. In questi anni fu anche osservatore tecnico della Nazionale[20] e in seguito anche selezionatore della Nazionale della Serie B[22].

 
Frossi allenatore del Modena (1963)

Nel 1956 arrivò la chiamata dell'Inter di Angelo Moratti: Frossi affiancò, in qualità di direttore tecnico, l'allenatore Luigi Ferrero, fautore (contrariamente al friulano) di un gioco votato all'attacco[23]. Dopo una sconfitta al debutto, la squadra inanellò dodici risultati utili consecutivi ma una serie di passaggi a vuoto nel girone di ritorno (tra cui numerosi pareggi) portò all'esonero di Ferrero[23]. Frossi rimpiazzò quest'ultimo per 6 giornate, prima di essere sostituito da Giuseppe Meazza e di assumere il ruolo di osservatore per la società nerazzurra. Il 17 febbraio 1958 venne chiamato ad allenare il Genoa subentrando a Renzo Magli: esordì sulla panchina ligure con la vittoria per 4 a 2 contro la Roma del 23 febbraio[24]. Al termine della stagione ottenne la salvezza, così come nella stagione seguente.

Nel 1959 Frossi fu ingaggiato da Lauro (proprietario del club a tutti gli effetti, sebbene ne delegasse la gestione ad un dirigente) per guidare il Napoli che nella stagione precedente era incappato in pesantissime sconfitte in trasferta contro il Milan (6-1, l'8 febbraio 1959) e Roma (8-0, il 29 marzo 1959)[25]. Dopo una campagna acquisti che portò in Campania Schiavone, Cuman e Rambone[26], i partenopei si trovarono alla quarta giornata senza aver guadagnato un punto, con un bilancio di due reti segnate e dieci subite[27]; Frossi fu quindi sostituito l'11 ottobre 1959 da Amadei[26] che alla prima partita, il 18 ottobre 1959, diede i primi punti alla squadra, frutto di una vittoria casalinga contro l'Atalanta per 1-0[27]. Retrocesso al ruolo osservatore del club, carica occupata proprio da Amadei poco prima, suggerì invano a Lauro l'acquisto di Picchi e Rivera[26].

Il 18 aprile del 1960 tornò al Genoa, in sostituzione ancora una volta di Jesse Carver, ottenendo all'esordio un pareggio contro il Padova[28]. In quella stagione, il Genoa retrocesse all'ultimo posto a zero punti a causa di un illecito sportivo. Rimasto sulla panchina rossoblù anche in serie cadetta, Frossi venne esonerato il 13 marzo 1961 dopo la sconfitta casalinga per 2 a 1 contro l'Alessandria[29]. Nel dicembre 1962 fu ingaggiato dal Modena, che disputava la Serie A 1962-1963, al posto di Vittorio Malagoli[30] e ottenne la permanenza in massima serie. La stagione seguente è ancora alla guida del club emiliano in coppia con Mario Genta, che lo sostituì quando Frossi venne licenziato il 18 febbraio 1964[31]. Chiuse la carriera di allenatore alla Triestina nel 1964-1965[32], nella serie cadetta: a fine stagione la squadra retrocesse in Serie C. Fece parte dello staff come direttore tecnico anche nella prima parte del 1965-1966[33], prima di essere sostituito da Bruno Arcari dopo undici giornate[34].

Statistiche

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Presenze e reti nei club

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Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1929-1930   Udinese PD 1 0 - - - - - - - - - 1 0
1930-1931 B 31 0 - - - - - - - - - 31 0
Totale Udinese 32 0 - - - - - - 32 0
1931-1932   Padova B 30 9 - - - - - - - - - 30 9
1932-1933 A 17 1 - - - - - - - - - 17 1
1933-1934   Bari B 30 12 - - - - - - - - - 30 12
1934-1935   Padova B 26 14 - - - - - - - - - 26 14
Totale Padova 73 24 - - - - - - 73 24
1935-1936   L'Aquila B 34 9 CI 3[35] 0 - - - - - - 37 9
1936-1937   Ambrosiana-Inter A 27 11 CI 4 1 CEC 6 3 - - - 37 15
1937-1938 A 22 4 CI 3 1 CEC - - - - - 25 5
1938-1939 A 22 10 CI 5 3 CEC 1 1 - - - 28 14
1939-1940 A 26 7 CI 1 - CEC 2 - - - - 29 7
1940-1941 A 16 7 CI - - - - - - - - 16 7
1941-1942 A 12 1 CI - - - - - - - - 12 1
Totale Ambrosiana-Inter 125 40 13 5 9 4 - - 147 49
1942-1943   Pro Patria B 24 3 CI - - - - - - - - 24 3
1944-1945   Como TBL 5 2 - - - - - - - - - 5 2
Totale carriera 312 90 16 5 9 4 - - 337 99

Cronologia presenze e reti in nazionale[19]

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Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
3-8-1936 Berlino Stati Uniti   0 – 1   Italia Olimpiadi 1936 - 1º turno 1
7-8-1936 Berlino Giappone   0 – 8   Italia Olimpiadi 1936 - Quarti di finale 3
10-8-1936 Berlino Norvegia   1 – 2 dts   Italia Olimpiadi 1936 - Semifinale 1
15-8-1936 Berlino Austria   1 – 2 dts   Italia Olimpiadi 1936 - Finale 2 1º titolo olimpico
25-4-1937 Torino Italia   2 – 0   Ungheria Coppa Internazionale 1
Totale Presenze 5 Reti (39º posto) 8

Palmarès

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Giocatore

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Ambrosiana-Inter: 1937-1938, 1939-1940
Ambrosiana-Inter: 1938-1939
Como: 1944-1945

Nazionale

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Berlino 1936

Individuale

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Berlino 1936 (7 gol)

Allenatore

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Monza: 1950-1951 (girone A)
  1. ^ a b c d e f g h Sappino.
  2. ^ Carcano, p. 196.
  3. ^ a b c d e Mario Gherarducci, È morto Frossi, l'ala con gli occhiali che trascinò l'Italia all'oro di Berlino, in Corriere della Sera, 28 febbraio 1999, p. 42. URL consultato il 7 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2013).
  4. ^ a b c d e Angelo Rovelli, Ci ha lasciati Frossi, ala col turbo - Fece volare Ambrosiana e nazionale, in La Gazzetta dello Sport, 28 febbraio 1999. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  5. ^ a b c d Annibale Frossi segna l'ottantesimo gol, in La Stampa, 5 agosto 1991, p. 27. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  6. ^ Panini, Il personaggio: Annibale Frossi (Ambrosiana-Inter), p. 456.
  7. ^ Udinese-Cremonese: 1 a 1, in Il Littoriale, 15 dicembre 1930. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  8. ^ Il Bari costretto al pareggio sul campo di Udine, in Il Littoriale, 8 dicembre 1930. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  9. ^ Spezia b. Udinese 2-0, in Il Littoriale, 4 maggio 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  10. ^ Udinese b. Lecce, 3-1, in Il Littoriale, 11 maggio 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  11. ^ Udinese-Liguria: 1-1, in Il Littoriale, 8 giugno 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  12. ^ a b Rossi, Frossi e Zanotto al Padova, in Il Littoriale, 4 agosto 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2011).
  13. ^ a b Frossi A., su 100anni.padovacalcio.it. URL consultato il 5 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  14. ^ Annibale Frossi, su solobari.it. URL consultato il 9 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  15. ^ a b Annibale Frossi, su archivio.inter.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  16. ^ Usuelli.
  17. ^ Il regolamento prevedeva che venissero convocati solo giocatori dilettanti o universitari: l'Italia, come altre nazioni, convocò sì iscritti regolarmente a scuole o università ma, come lo stesso Frossi, già calciatori professionisti.
  18. ^ a b (EN) XI. Olympiad Berlin 1936 Football Tournament, su rsssf.com. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  19. ^ a b Italy - International Matches 1930-1939, su rsssf.com. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  20. ^ a b Frossi lascia il Monza per allenare i granata, in La Stampa, 26 novembre 1953. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  21. ^ Frossi Annibale, su archiviotoro.it. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2010).
  22. ^ Frossi sta preparando una Nazionale a sorpresa, in La Stampa, 28 novembre 1962. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  23. ^ a b Allenatori - Annibale Frossi, su archivio.inter.it. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2011).
  24. ^ Tabellini 1957-58.htm, su akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  25. ^ (EN) Italy 1958/59, su rsssf.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  26. ^ a b c La Storia, su napolissimo.net. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  27. ^ a b (EN) Italy 1959/60, su rsssf.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  28. ^ Tabellini 1959-60.htm, su akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  29. ^ Tabellini 1960-61.htm, su akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  30. ^ L'allenatore Frossi assunto dal Modena, in La Stampa, 22 dicembre 1962. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  31. ^ Frossi licenziato, in La Stampa, 18 febbraio 1964. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  32. ^ Ancora una prova negativa dell'Alessandria costretta al pareggio dalla Triestina: 0 a 0, in La Stampa, 25-26 gennaio 1965. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  33. ^ La Biellese a Rapallo, in La Stampa, 16 ottobre 1965. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  34. ^ Triestina - Stagione 1965/1966 Serie C, su unionetriestina.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  35. ^ D'Avanzo, Schmid, p.123.

Bibliografia

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  • Almanacco illustrato del calcio, Carcano edizioni, 1967.
  • Gianfranco Usuelli - Giancarlo Menotti (a cura di), 80º Calcio Como. 1907-1987, Milano, Edistudio, 1987.
  • Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, vol. 2, Milano, Baldini&Castoldi, 2000, ISBN 88-8089-862-0 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2013).
  • Luigi “Cina” Bonizzoni, Annibale Frossi: l'allenatore che stimolò i colleghi a studiare (PDF), in Notiziario del settore tecnico F.I.G.C., n. 3, Federazione Italiana Giuoco Calcio, maggio/giugno 2001, pp. 37-38. URL consultato il 28 maggio 2020 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2018).
  • Almanacco illustrato del calcio 2005, Modena, Panini, 2004.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.
  • Marco D'Avanzo, Fabrizio Schmid, Storia della Coppa Italia 1935/36, Soccerdata, 2015.

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Collegamenti esterni

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