Annie Leibovitz

fotografa statunitense

Anna-Lou (Annie) Leibovitz (Waterbury, 2 ottobre 1949) è una fotografa statunitense.

Anna-Lou (Annie) Leibovitz

Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.

BiografiaModifica

Annie Leibovitz nasce a Waterbury, nel Connecticut, è la terza di sei figli. Suo padre era un ufficiale dell'Aeronautica USA, e molto spesso doveva spostarsi per seguire diversi incarichi, questo portò Anne a numerosi trasferimenti e ad un'infanzia molto movimentata tra una base militare e l'altra. Durante uno di questi viaggi, la Leibovitz scopre la fotografia e si appassiona fin da subito. [1] La madre di Annie, invece, è un'istruttrice di danza classica, ed è proprio l'influenza di questa figura che trasmetterà alla fotografa l'amore per l'arte in generale e per il bello.[2] La madre di Annie era solita documentare la vita della famiglia, producendo filmati ricordo e scattando diverse fotografie. Le prime foto scattate da Annie sono state scattate nella base militare delle Filippine, dove il padre era impegnato nella guerra del Vietnam. Questa esperienza e il contatto con la guerra nei primi anni di vita segneranno non solo la personalità della Leibovitz ma anche il suo lavoro e le sue convinzioni future. Crescendo e rientrando negli Stati Uniti la ragazza rifiuterà il mondo in cui è cresciuta per dedicarsi al suo opposto: l'arte, al punto da intraprendere un corso di pittura, per poi proseguire gli studi universitari presso l’Istituto d’Arte di San Francisco. La fotografia continua ad essere una passione, portata avanti in parallelo a tutte le altre questioni della sua vita. Grazie ai suoi studi conosce i celebri fotografi Robert Frank ed Henri Cartier Bresson, si appassiona sempre di più all'arte della fotografia e ne apprende le varie tecniche ed i segreti del mestiere, decidendo di farla diventare la sua strada e abbandonando il corso di pittura.

Carriera fotograficaModifica

Nei primi anni dopo gli studi, Annie Leibovitz inizia diverse collaborazioni saltuarie con riviste minori, venendo però sempre più apprezzata per il suo approccio alla fotografia e per la qualità degli scatti. Fin da subito si specializza nei soggetti umani, ritratti per lo più, e inizia a ritagliarsi una buona fetta di popolarità. Nel 1969 si reca nel kibbutz israeliano Amir, per documentare la vita dei volontari, creando così il portfolio che le permetterà di fare il salto e approdare alla rivista Rolling Stone. Terrà questo impiego per 13 anni, dal 1970 al 1983, in cui affinerà la sua tecnica e produrrà scatti sempre più ricercati e riconoscibili, accrescendo la sua fama e popolarità. Celebre la copertina con Meryl Streep che sembra staccarsi un viso particolarmente plastico. Nel 1975, occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones, voluta e assoldata dalla band stessa.[3] Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express. Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair. Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography. Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie, Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music. Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999. Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009. Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vede ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith.

Vita privataModifica

La sua compagna di vita è stata Susan Sontag, fino alla morte di quest'ultima, avvenuta nel 2004.[4] Ha ascendenze ebraiche.

Foto celebri di Annie LeibovitzModifica

BibliografiaModifica

Libri (monografie)Modifica

Anno Titolo Editore Note
1984 Photographs Thames & Hudson (Gran Bretagna) Monografia
1991 Photographs 1970 - 1990 Harper Collins Publishers (U.S.A.) Monografia
1996 Olympic Portraits U.S.A. Bulfinch Press (U.S.A.) Monografia sugli Atleti Olimpici U.S.A.
1999 Women Random House (U.S.A.) Monografia con Susan Sontag
Annie Leibovitz/1968-1997 TeNeues Publishing, Stern Portfolio (Germany) Monografia Nr. 9 della serie "Stern Portfolio"
1998 Calendario Pirelli Pirelli (Italia) Calendario 2000
2003 American Music Jonathan Cape (U.S.A.) Monografia
2008 Annie Leibovitz At Work Random House (U.S.A.) Monografia
Calendario Lavazza Lavazza (Italia) Calendario 2009
2009 Fotografie Di Una Vita 1990-2005 De Agostini (Italia) Monografia
2011 Pilgrimage De Agostini (Italia) Monografia

Libri (collettivi)Modifica

  • Rolling Stone: The Photographs, Simon & Schuster Editions; (1989), pp. ??-??
  • Pictures Of Peace, Alfred A. Knopf; (1991), pp. ??-??
  • Rolling Stone: Images Of Rock & Roll, Little Brown And Company; (1995), pp. ??-??
  • Calendario Pirelli 1964-2004, Rizzoli; (2004), pp. ??-??
  • Individuals: Portraits From The Gap Collection, Melcher Media; (2006), pp. ??-??
  • Kate Moss, Rizzoli; (2012), pp. ??-??

Libri (narrativa)Modifica

  • Annie Leibovitz, C'eravamo tanto amate.[5]

CinemaModifica

Nel 2006 Barbara Leibovitz ha realizzato un documentario sulla sorella dal titolo Annie Leibovitz: Life Through a Lens, portato in Italia da Feltrinelli Real Cinema e Lucky Red il 19 settembre 2012.[6] In Obiettivo Annie Leibovitz lo spettatore prende confidenza con l'artista e con la sua quotidianità, partecipando alla sua vita privata e professionale.[7]

OnorificenzeModifica

  Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna)
— Oviedo, 23 maggio 2013[8]

NoteModifica

  1. ^ Marianna Milione, #bewomanbecreative Annie Leibovitz, fotografa, in today.com, 06 marzo. URL consultato il 31 agosto 2021.
  2. ^ Luca Cazzaniga, Annie Leibovitz, in lucacazzaniga.it, 27 giugno 2020. URL consultato il 31 agosto 2021.
  3. ^ Redazione, Biografia di Annie Leibovitz, fotografa americana, in Greelane, 16 aprile 2020. URL consultato il 31 agosto 2021.
  4. ^ (EN) Author, activist Susan Sontag dies at 71, su today.com. URL consultato il 22 agosto 2015.
  5. ^ Sorgi Marcello, C'eravamo tanto amate. Annie Leibovitz racconta per immagini la sua storia con Susan Sontag = La Stampa, 12 ottobre 2006, p. 27. URL consultato il 27 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2012).
  6. ^ (IT) Obiettivo Annie Leibovitz - Recensione DVD Archiviato il 1º ottobre 2012 in Internet Archive.
  7. ^ (IT) Obiettivo Annie Leibovitz - Recensione Film Archiviato il 2 maggio 2014 in Internet Archive.
  8. ^ Acta Específica, su fpa.es. URL consultato il 4 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN85042346 · ISNI (EN0000 0001 1030 3417 · Europeana agent/base/109674 · LCCN (ENn83025141 · GND (DE118816713 · BNF (FRcb119122619 (data) · ULAN (EN500092264 · NDL (ENJA00447282 · WorldCat Identities (ENlccn-n83025141