Anthony Shirley

Anthony Shirley, conosciuto anche col cognome di Sherley (Wiston, 1565Madrid, 1635), è stato un nobile, avventuriero e diplomatico inglese. Capitano della prima ambasciata dell'Impero persiano in Europa, il suo imprigionamento nel 1603 per ordine di re Giacomo I d'Inghilterra portò la House of Commons ad utilizzare dopo diverso tempo il proprio privilegio di garantire la libertà ad un proprio membro con un documento noto come The Form of Apology and Satisfaction.

Shirley convinse lo scià di Persia ad inviare un'ambasceria in Europa nel 1599.

BiografiaModifica

Anthony Shirley era il figlio secondogenito di Sir Thomas Shirley di Wiston, nel Sussex, e di sua moglie Anne Kempe, figlia di sir Thomas Kempe (m. 7 marzo 1591) di Olantigh presso Wye, Kent. So fratello maggiore era Sir Thomas Shirley, mentre suo fratello minore sir Robert Shirley fu anch'egli coinvolto nella gestione delle ambasciate persiane; oltre a loro sei sorelle sopravvissero all'infanzia.[1][2][3][4]

Shirley studiò all'Università di Oxford e si formò militarmente a fianco delle truppe inglesi impegnate nei Paesi Bassi durante una spedizione in Normandia nel 1591 sotto il comando di Robert Devereux, II conte di Essex, imparentato con sua moglie, Frances Vernon; in questo frangente, Anthony ottenne il cavalierato da Enrico di Navarra (futuro Enrico IV di Francia), evento per il quale si fece malvolere alla corte inglese e venne brevemente imprigionato in patria.

Nel 1596, condusse una spedizione piratesca lungo la costa occidentale dell'Africa e poi in America centrale, razziando la Giamaica spagnola l'anno successivo.[5] Secondo Anthony Standen salpò da Plymouth il 21 maggio 1596 con cinque navi e col supporto finanziario del conte di Essex ma sperava in cuor suo di comandare una flotta ben più grande.[6] Minacciato da un ammutinamento, tornò a Londra con una sola nave nel 1597.

Nel 1598, guidò alcuni volontari inglesi in Italia per prendere parte alla disputa su Ferrara; questa disputa, ad ogni modo, era già stata accomodata quando egli si trovava ancora a Venezia e per questo decise autonomamente di portarsi in Persia con l'intento di inaugurarvi nuove tratte commerciali, sfruttando l'astio che i persiani avevano accumulato nei confronti dei turchi ottomani. Raggiunse quindi Costantinopoli e poi Aleppo, venendo ricevuto dallo scià Abbas I di Persia che gli concesse il titolo di mirza (principe) e grazie a lui garantì specifici diritti ai mercanti cristiani presenti in Persia.

Quindi, come inviato speciale dello scià, tornò in Europa e visitò Mosca, Praga, Roma e altre capitali del continente, ma il governo inglese non gli permise di tornare in patria. Due membri della sua spedizione fecero ritorno a Londra e diedero alle stampe un pamphlet anonimo dal titolo The True Report of Sir Anthony Shirley's Journey, che, oltre all'incontro di si Anthony a Rma con l'attore William Kempe, evocava chiari riferimenti al "Sophi - lo scià - nell'opera shakspeariana La dodicesima notte (1601-1602).[7]

Venne imprigionato per un breve periodo di tempo a Venezia e, nel 1605, si portò a Praga e venne inviato da Rodolfo II del Sacro Romano Impero per suo conto in missione in Marocco; successivamente si portò a Lisbona ed a Madrid, dove venne caldamente ricevuto. Il re di Spagna lo nominò ammiraglio della flotta incaricata di servire nel Levante, ma l'unico risultato che ottenne fu una spedizione inconcludente contro l'isola di Mitilene. Dopo di ciò venne privato del suo comando. Shirley, già conte del Sacro Romano Impero, morì a Madrid nel 1635.

Shirley scrisse un resoconto delle sue avventure dal titolo Sir Anthony Sherley: his Relation of his Travels into Persia (1613), il cui manoscritto originale è conservato oggi presso la Bodleian Library di Oxford.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dello Speron d'oro (Santa Sede)

NoteModifica

  1. ^ Pennington, 2004
  2. ^ Raiswell I, 2004
  3. ^ Raiswell II, 2004
  4. ^ Raiswell III, 2004
  5. ^ C.V. Black, A History of Jamaica (London: Collins, 1975), p. 43.
  6. ^ Thomas Birch, Memoirs of the Reign of Queen Elizabeth, vol. 2 (London, 1754), p. 10.
  7. ^ Molly Maureen Mahood, "Introduction" Twelfth Night (Penguin Classics), p. 21.

BibliografiaModifica

  • Pennington, Janet (2004). "Sherley, Sir Thomas (c.1542–1612)". Oxford Dictionary of National Biography

Voci correlateModifica

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