Antica religione celtica

Ricostruzione del pilastro dei nauti, presso il Musée de Cluny, circa 14 d.C.

L'antica religione celtica, comunemente nota come paganesimo celtico,[1][2][3] comprende le credenze e le pratiche religiose del popolo dei Celti, vissuto in Europa occidentale tra il 500 a.C. e il 500 d.C. Faceva parte di un gruppo più ampio di religioni politeiste dell'età del ferro della famiglia indoeuropea e ed era caratterizzata da una vasta gamma di differenze geografiche e cronologiche. Nonostante questa varietà, si rilevano molte somiglianze strutturali,[4] permettendo una «omogeneità religiosa di base» dei popoli celtici.[5]

FontiModifica

Si conosce poco per poter poter effettuare una comparazione, poiché le testimonianze su questa religione sono frammentarie e ciò è dovuto al fatto che i Celti che la praticavano non scrissero nulla.[6][7] Pertanto, ciò che resta per studiare questa antica religione sono la letteratura del primo periodo cristiano, i commenti degli studiosi classici greci e romani e i reperti archeologici.[7]

L'archeologo Barry Cunliffe ha sintetizzato le fonti sulla religione celtica come un «fertile caos», prendendo in prestito il termine dallo studioso irlandese Proinsias MacCana. Secondo Cunliffe, «ci sono più prove, diverse e variegate, per la religione celtica che per qualsiasi altro esempio di vita celtica. Il problema è metterle insieme in un modo sistematico che non semplifichi eccessivamente l'intricata trama dei suoi dettagli».[8]

Fonti archeologicheModifica

 
Il carro del culto di Strettweg, circa 600 a.C.

Varie scoperte hanno aiutato a comprendere la religione celtica. Le fonti archeologiche non contengono i pregiudizi propri delle fonti letterarie, tuttavia, la loro interpretazione influenzata dalla mentalità del XXI secolo.[6]

CalendarioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calendario celtico.

Il più antico calendario celtico attestato è il calendario di Coligny, datato al II secolo, durante il periodo gallo-romano. Si ipotizza che alcuni giorni festivi del calendario irlandese medievale, in particolare Beltane, abbiano origini preistoriche. Le festività di Sahmain e Imbolc, invece, non sono associate al paganesimo o al druidismo, ma vi sono comunque degli indizi di una formazione preistorica fin dal XIX secolo. Nel caso di Sahmain, John Rhys e James Frazer hanno supposto che questa festività fosse il «capodanno celtico».

Sopravvivenza nel folcloreModifica

Secondo Joseph Falaky Nagy, professore di studi irlandesi presso l'Università di Harvard, la tradizione orale gaelica è stata notevolmente conservatrice. Le storie narrate al giorno d'oggi venivano raccontate ancora nel XIX secolo in forme quasi uguali a quelle trovate negli antichi manoscritti, segno che gran parte di ciò che i monaci trascrissero fosse considerevolmente più antico.[9] Alcune di queste storie presentano delle interpolazioni cristiane, generalmente in forma di ripensamenti e note a piè di pagina.

La mitologia basata sulle tradizioni pre-cristiane, sebbene non identica a queste ultime, faceva ancora parte del sapere comune nelle culture di lingua celtica durante il XIX secolo. Durante il Celtic Revival, tali sopravvissuti furono raccolti e curati, divenendo così una tradizione letteraria, che a sua volta influenzò il moderno Celticity.

In Twilight of the Celtic Gods del 1996, David Clarke e Andy Roberts descrivono una serie di tradizioni folcloristiche particolarmente conservatrici nelle remote aree rurali della Gran Bretagna, tra cui il Peak District e le Yorkshire Dales, che hanno la pretesa di essere tradizioni celtiche pre-cristiane sopravvissute e di venerare pietre, alberi e corsi d'acqua.[10]

NeopaganesimoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Celtismo.

Diversi gruppi neopagani rivendicano un'associazione con il paganesimo celtico e vanno dai ricostruzionisti, che cercano di praticare l'antica religione celtica con la massima accuratezza possibile, ai new age, gruppi eclettici che traggono parte della loro ispirazione dalla mitografia e dall'iconografia celtiche, il più rilevante dei quali è il druidismo.

NoteModifica

  1. ^ Ross 1974.
  2. ^ Hutton 1991.
  3. ^ Jones e Pennick 1995.
  4. ^ Cunliffe 1997, p. 184.
  5. ^ Ross 1986, p. 103.
  6. ^ a b Green 2005, p. 24.
  7. ^ a b Evans 1992, pp. 170-171.
  8. ^ Cunliffe 1997, p. 183.
  9. ^ Nagy 1985, p. 2.
  10. ^ Clarke e Roberts 1996.

BibliografiaModifica

  • (EN) Anne Ross, Pagan Celtic Britain: Studies in Iconography and Tradition, Sphere Books, 1974.
  • (EN) Joseph Falaky Nagy, The wisdom of the outlaw: the boyhood deeds of Finn in Gaelic narrative tradition, Berkeley, University of California Press, 1985, ISBN 0520052846.
  • (EN) Anne Ross, The Pagan Celts, Batsford, 1986.
  • (EN) Ronald Hutton, The Pagan Religions of the Ancient British Isles: Their Nature and Legacy, Blackwell, 1991.
  • (EN) Emrys Evans, Mythology, Little Brown & Company, 1992, ISBN 0316847631.
  • (EN) Prudence Jones e Nigel Pennick, A History of Pagan Europe, Routledge, 1995.
  • (EN) David Clarke e Andy Roberts, Twilight of the Celtic Gods: An Exploration of Britain's Hidden Pagan Traditions, 1996, ISBN 9780713725223.
  • (EN) Barry Cunliffe, The Ancient Celts, Oxford University Press, 1997.
  • (EN) Miranda J. Green, Exploring the world of the druids, Thames & Hudson, 2005, ISBN 0500285713.
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