Antichità classica

epoca storica

L'antichità classica, anche chiamata epoca classica, periodo classico, età classica o era classica, è un termine ampio che indica un lungo periodo di storia culturale incentrata sul mar Mediterraneo e comprendente soprattutto le civiltà dell'antica Grecia e dell'antica Roma, globalmente definite come civiltà greco-romana. In questo periodo storico sia la società greca che quella romana conobbero una forte crescita culturale ed esercitarono una grande influenza in tutta Europa, nel Nord Africa e nel Medio Oriente.

Il Foro romano, tra le vestigia più rilevanti dell'antichità classica.

Convenzionalmente, si indica la nascita dell'antichità classica in coincidenza con la scrittura della prima poesia di Omero (ottavo-settimo secolo a.C.) e prosegue attraverso le origini del Cristianesimo e la caduta dell'Impero romano d'Occidente (V secolo d.C.). Il lungo periodo si chiude convenzionalmente con la tarda antichità (235 o 248-565 d.C. secondo la periodizzazione più diffusa), che confluì poi nell'alto Medioevo (476-1000 d.C.).

Tale vasta campionatura di storia comprende naturalmente un'altrettanto ampia successione di culture che invadono i campi della filosofia, della società, degli ideali educativi, dell'arte, della politica, della scienza, dell'architettura, della lingua, dei sistemi di istruzione e non solo.

CronologiaModifica

Sacco di Roma (455)Teodosio IGuerra gotica (376-382)Concilio di Nicea IGuerre marcomannicheImperatori adottiviGuerra civile romana (68-69)AugustoGuerra civile romana (49-45 a.C.)Primo triumviratoSeconda guerra punicaPrima guerra punicaGuerre dei diadochiBattaglia del fiume AlliaGuerra del PeloponnesoGuerre persianeGiochi piticiOlimpiadeSeverino BoezioAgostino d'IpponaCostantino IOrigenePlinioVirgilioIpparco di NiceaEratosteneAlessandro MagnoPericlePitagoraLicurgoTeodorico il GrandeSan GirolamoPlotinoClaudio TolomeoPaolo di TarsoGaio Giulio CesarePublio Terenzio AfroArchimedeAristoteleSocrateErodotoSoloneImpero romano d'OccidenteImpero romanoRepubblica romanaEtà regia di RomaImpero bizantinoGrecia romanaEllenismoGrecia classicaGrecia  arcaicaSasanidiAsia (provincia romana)Dinastia seleucideImpero achemenideAssiria

Ambiti culturaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura greca e Cultura romana.

Mitologia classicaModifica

 
Il ratto d'Europa, di Jean-Baptiste Marie Pierre (1750)
 Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia greca e Mitologia latina.

La mitologia classica comprende sia il complesso dei miti e delle leggende sorte in epoca greco-romana, sia lo studio ad essi attinente così come è stato inteso dalla ricezione culturale successiva. Insieme alla filosofia, la letteratura e il pensiero politico, la mitologia rappresenta una delle maggiori sopravvivenze dell'antichità classica che costituiscono i pilastri della cultura occidentale.[1] Il vocabolo greco mythos si riferisce propriamente alla parola parlata o al discorso, ma denota anche un racconto, una storia o una narrazione.[2]

Durante il Medioevo e il Rinascimento, quando il latino rimase la lingua dominante in Europa in ambito culturale internazionale, i nomi mitologici apparivano quasi sempre in forma latinizzata. Con la rinascita greca del XIX secolo, tuttavia, i nomi greci cominciariono ad essere utilizzati più spesso, ad esempio Zeus, corrispondente di Giove, quale nome del dio supremo del pantheon classico.[3]

Letteratura classicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura greca e Letteratura latina.

La letteratura greca, usualmente datata tra il IX-VIII secolo a.C. ed il 529,[4][5] è tra gli elementi fondanti dell'idea moderna di Occidente e di gran parte della cultura occidentale. Ebbe inizio con l'epica, fondata sull'oralità e sulle leggende tradizionali legate al primo grande evento che gli Elleni sentivano propriamente storico: la guerra di Troia. Omero e i poemi a lui attribuiti, Iliade e Odissea[6], sono il culmine di un processo religioso e artistico sicuramente precedente e di non breve durata.[7]

In età classica, il fenomeno poetico più importante è rappresentato dal teatro, tipicamente ateniese, e in particolare dalla tragedia,[8] legata alle locali feste dionisiache. L'oratoria è, altresì, prodotto della grande stagione politica ateniese, un mezzo per la trasmissione del pensiero politico di chi recita, oltre ad essere un potente strumento di persuasione.[9]

La letteratura successiva in lingua greca fu quella bizantina, ma ebbe un profondo influsso anche in ambito romano, dove in diversi casi gli scrittori della Repubblica e dell'Impero evitarono perlopiù l'innovazione a favore dell'imitazione dei grandi autori greci. L'Eneide di Virgilio, in molti aspetti, emulava i poemi di Omero; Plauto, drammaturgo comico, seguì le orme di Aristofane; gli Annali e la Germania di Tacito seguono essenzialmente gli approcci storici ideati da Tucidide; Ovidio e le sue Metamorfosi esplorano gli stessi miti greci in forme nuove.

È stato tuttavia sostenuto che gli autori romani, lungi dall'essere imitatori pedissequi, perfezionarono i generi già stabiliti dai loro predecessori greci.[10] La satira fu una delle poche novità latine apportate alla letteratura:[11] Orazio fu il primo a usarla ampiamente come strumento di discussione, mentre Giovenale ne fece un'arma di protesta sociale.[12]

Filosofia classicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Filosofia classica.

NoteModifica

  1. ^ Aa.Vv., The Classical Tradition, a cura di Anthony Grafton, Glenn W. Most, e Salvatore Settis, alla voce «Mythology», Harvard University Press, 2010, pag. 614 e segg.
  2. ^ (EN) Basic Aspects of the Greek Myths, su maicar.com.
  3. ^ Francis Haskell e Nicholas Penny, Taste and the Antique: the Lure of Classical Sculpture 1500-1900, Yale University Press, 1981-1998, p. xv.
  4. ^ L. Canfora, p. 784: «Con la letteratura di Christ si afferma la periodizzazione che stabilisce la 'fine' della letteratura greca con Giustiniano»..
  5. ^ Aristide Colonna, La letteratura greca, 6ª ed., Torino, Lattes, 1969, p. 4, ISBN non esistente.
    «L'ultima zona della letteratura [greca], si fa terminare con l'anno 529 d. Cr., quando l'imperatore Giustiniano fece chiudere la scuola platonica di Atene, ultimo debole baluardo del pensiero ellenico»
  6. ^ La bibliografia su Omero è vastissima: se ne veda un breve saggio a cura di A. Porro, in Letteratura greca della Cambridge University, 1. Da Omero alla commedia, Milano, Mondadori, 1987, pp. 797-802.
  7. ^ G.L. Huxley, Greek Epic Poetry. From Eumelos to Panyassis, Londra 1969.
  8. ^ Cfr. G. Mastromarco-P. Totaro, Storia del teatro greco, Firenze, le Monnier Università, 2008, passim.
  9. ^ Cfr. la panoramica di G. Funaioli-C. Giarratano, Oratoria, in "Enciclopedia Italiana", vol. XXIX (1935).
  10. ^ Milliot, Corso di storia generale antica e moderna, vol. VI, pag. 233, Milano, N. Bettoni, 1824.
  11. ^ Ferdinando de Paola, Le origini della satira romana, pp. 10-29, S. Lapi, 1909.
  12. ^ Franco Bellandi, Etica diatribica e protesta sociale nelle Satire di Giovenale, Pàtron, 1980.

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