Antico Epiro

storia dell'antico Epiro
Mappa dell'antico Epiro di Heinrich Kiepert, 1902.

L'Epiro era la zona nord occidentale dell'antica Grecia tra la catena montuosa del Pindo e il Mar Ionio, estendendosi dalla baia di Valona ai monti Acrocerauni a nord fino al golfo di Arta e alle rovine della città romana di Nicopoli nel sud.[1][2]

Regione scoscesa e montagnosa, l'Epiro era abitato dalle tribù greche dei Caoni, Molossi e Tesprozi e sede del santuario di Dodona, l'antico oracolo greco e il secondo più prestigioso dopo Delfi. Unificato nel 370 a.C. dalla dinastia degli Eacidi, raggiunse il massimo del suo splendore durante il regno di Pirro, le cui campagne contro Roma sono state all'origine della frase "vittoria di Pirro", che sta ad indicare una vittoria non proprio soddisfacente. L'Epiro divenne poi parte dell'impero romano, assieme al resto della Grecia, nel 146 a.C., che nel 395 d. C. fece parte dell'Impero Romano d'Oriente.

Indice

Nome ed etimologiaModifica

 
Moneta della lega epirota, con l'immagine di Zeus (sinistra) e una luce con il motto "ΑΠΕΙΡΩΤΑΝ" - Epirotes (destra).

Il nome Epirus deriva dal in greco antico: Ἤπειρος, Ḗpeiros (dorico: in greco antico: Ἄπειρος, Ápeiros), che significa "terraferma" o terra firma.[3]Si dice provenga da una radice di lingua proto-indoeuropea *apero- 'costa',[4] e venne originariamente applicato da parte della dirimpettaia Corfù e delle isole ionie a questo territorio per indicare appunto il continente.[5] Il nome venne impresso sulle monete della lega epirota: ΑΠΕΙΡΩΤΑΝ (in greco antico: Ἀπειρωτᾶν Āpeirōtân, greco attico: in greco antico: Ἠπειρωτῶν Ēpeirōtôn, i.e. "degli Epiroti", vedi immagine a destra). Il nome albanese della regione è Epiri, derivato dal greco.

Storia anticaModifica

 
L'Epiro faceva parte delle terre in cui veniva usata la lingua proto-greca secondo il linguista V. I. Georgiev.
 
Siti di cultura micenea in Epiro.

L'Epiro è stato abitato almeno dal Neolitico, a volte da gente di mare lungo la costa e da cacciatori e pastori all'interno che portarono con sé la lingua greca.[1] Queste persone seppellivano i loro capi in grandi tumuli coperti da grandi pietre tombali, simili alle tombe del periodo miceneo, indicando un legame ancestrale tra l'Epiro e la civiltà micenea.[1] In Epiro sono stati trovati diversi esempi di resti di questa antica civiltà,[6] soprattutto nei più importanti antichi siti religiosi della regione, il Necromanteion (Oracolo dei morti) sul fiume Acheronte e l'Oracolo di Zeus a Dodona.[1]

Nella media età del bronzo, l'Epiro era abitato dalle stesse tribù elleniche nomadi che continuavano a stabilirsi nel resto della Grecia.[7] Aristotele considerava la regione intorno a Dodona come parte dell'antica Grecia e la regione in cui ebbero origine gli Elleni.[8][9] Secondo il linguista bulgaro Vladimir I. Georgiev, l'Epiro era parte dell'area linguistica protogreca durante il tardo Neolitico.[10] Dagli inizi del I millennio a.C., tutte le quattordici tribù Epirote comprendevano Caoni nel nord-ovest dell'Epiro, Molossi al centro e Tesproziani a sud, dove si parlava un forte dialetto greco occidentale.[1][2][11]

Epiro nel periodo classicoModifica

 
Il teatro di Dodona con il monte Tomaro sullo sfondo.
 
Tribù dell'Epiro nell'antichità.

A differenza di molti altri Greci di questo tempo, che vivevano all'interno o intorno alle città-stato, gli abitanti dell'Epiro vivevano in piccoli villaggi e il loro modo di vivere era estraneo a quello delle poleis del sud della Grecia.[1][12] La loro regione era alla periferia del mondo greco[1] ed era tutt'altro che pacifica; per molti secoli, rimase una frontiera, zona contesa con i popoli illirici a nord. Tuttavia, l'Epiro ebbe un di gran lunga maggior significato religioso di quanto ci si sarebbe potuti aspettare data la sua lontananza geografica, per la presenza del santuario e oracolo di Dodona - considerato secondo solo a quello più famoso di Delfi.

Gli Epiroti, che parlavano un dialetto greco del nord-ovest, diverso da quello dei Dori delle colonie sulle isole Ionie e portatori di nomi per lo più greci, come testimonia l'epigrafia, sembra siano stati considerati con un certo disprezzo da alcuni scrittori classici. Lo storico ateniese del V secolo a.C., Tucidide, li descrive come "barbari" nel suo Storia della guerra del Peloponneso[13] così come Strabone nella sua Geografia.[14] Altri scrittori, come Erodoto,[15] Dionigi di Alicarnasso,[16] Pausania,[17] e Eutropio,[18] li descrivono come greci. Allo stesso modo, le tribù/stati epiroti erano inclusi tra gli Argivi e Epidauriani nelle liste del Thearodokoi greci (schiere di inviati sacri).[19] Plutarco cita un elemento interessante del folklore Epirota per quanto riguarda Achille: nella sua biografia di re Pirro, sostiene che Achille "ha avuto una condizione divina in Epiro e nel dialetto locale era chiamato Aspetos" (che significa indicibile, indicibilmente grande, in greco omerico).[20][21]

Agli inizi del 370 a.C., la dinastia molossiana degli Eacidi costituì uno stato centralizzato in Epiro e cominciò ad espanderlo a scapito della tribù rivali.[1] Gli Eacidi si allearono con il sempre più potente regno di Macedonia, in parte contro la minaccia comune delle incursioni degli Illiri,[22] e nel 359 a.C. la principessa molossa Olimpiade d'Epiro, nipote di Aribba, sposò re Filippo II di Macedonia.[1] Ella sarebbe diventata la madre di Alessandro Magno.

Alla morte di Aribba, Alessandro I d'Epiro gli succedette sul trono con il titolo di re dell'Epiro nel 334 a.C. Egli invase il sud dell'Italia, ma venne ucciso in battaglia dai Romani nel 331 a.C.[1] Eacide, che succedette ad Alessandro, sposò la causa di Olimpiade contro Cassandro I, ma venne detronizzato nel 313 a.C. Suo figlio Pirro salì al trono nel 295 a.C., e per sei anni combatté contro Romani e Cartaginesi nel sud dell'Italia e in Sicilia. Il costo elevato delle sue vittorie contro i Romani diede all'Epiro una nuova, ma breve, importanza, così come un contributo duraturo alla lingua greca con il concetto di "vittoria di Pirro". Pirro comunque portò grande prosperità in Epiro, fece costruire il grande teatro di Dodona e un nuovo quartiere ad Ambracia (ora moderna Arta), che rese sua capitale.[1]

La dinastia degli Eacidi ebbe termine nel 232 a.C., ma l'Epiro rimase una potenza sostanziale, unificato sotto gli auspici della Lega epirota come uno stato federale con un proprio parlamento, o sinedrio.[1] Tuttavia, fu affrontato dalla crescente minaccia dell'espansionista Repubblica romana, che combatté una serie di guerre contro il regno di Macedonia. La Lega mantenne una posizione neutrale nelle prime due guerre macedoni ma si scisse nella terza guerra macedone ref (171 a.C.-168 a.C.), con i Molossi schierati con i Macedoni e i Caoni e Tesproti schierati con Roma.[1] Il risultato fu disastroso per l'Epiro; la Molossia venne sconfitta nel 167 a.C. e 150 000 dei suoi abitanti furono ridotti in schiavitù.[1]

Romani e BizantiniModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Repubblica romana e Impero bizantino.
 
Le province romane dell'Epirus vetus e Epirus nova in relazione ai moderni confini.

La conquista romana segnò la fine dell'indipendenza politica dell'Epiro. Nel 146 a.C., l'Epiro entrò a far parte della provincia romana di Macedonia, ricevendo il nome di Epirus vetus ("vecchio Epiro"), per distinguerlo dall'Epirus nova ("nuovo Epiro") a nord. Le regioni costiere si arricchirono a seguito delle rotte commerciali costiere dei Romani e la costruzione della Via Egnatia fornì un ulteriore stimolo alla prosperità.[1]

Quando l'impero romano fu diviso in due nel 395, l'Epiro entrò a far parte dell'impero romano d'Oriente (in seguito Impero bizantino), governato da Costantinopoli. La città di Ioannina fu probabilmente fondata nel VI secolo.[23] Nell'alto Medioevo, si ritiene che tribù slave si siano stabilite nella regione, anche se la portata di tale evento non è chiara.[24] Queste tribù si ritiene siano state completamente ellenizzate alla vigilia del XIII secolo, se non prima.[25] Parte dell'Epiro passò sotto il Primo impero bulgaro nel IX e X secolo,[24] ma tornò sotto il controllo bizantino a seguito della distruzione dell'impero bulgaro da parte di Basilio II.[25] Una presenza di Arumeni in Epiro è menzionata nel tardo XI secolo.[25] Comunità ebraiche furono attestate per tutto il Medioevo ad Arta e Giannina.[25]

Quando Costantinopoli venne conquistata durante la quarta crociata nel 1204, Michael Angelos Komnenos Doukas occupò Etolia ed Epiro e istituì uno stato indipendente conosciuto come Despotato d'Epiro con Arta come sua capitale.[26] L'Epiro, e la città di Ioannina, in particolare, divennero un rifugio per i profughi greci provenienti da Costantinopoli per la maggior parte del secolo.[26] Il Despotato d'Epiro governò Epiro e Grecia occidentale fino al sud, a Nafpaktos, nel golfo di Corinto, in gran parte del sud dell'Albania (compresa Durazzo), sulla Tessaglia e la parte occidentale della Macedonia greca, estendendo il suo governo brevemente anche sulla Macedonia centrale e la maggior parte della Tracia, a seguito dell'espansionismo aggressivo di Teodoro I d'Epiro che creò l'impero di Tessalonica nel 1224.[27][28] Durante questo periodo, la definizione di Epiro venne a comprendere l'intera regione costiera dal Golfo di Arta a Dyrrachium (oggi Durazzo, in Albania) e l'entroterra ad ovest fino alle più alte vette del Pindo. Alcune delle città più importanti in Epiro, come Argirocastro vennero fondate in questo periodo. Nel 1337, l'Epiro fu nuovamente portato sotto il dominio imperiale bizantino.[28]

 
Il Despotato d'Epiro nel Medioevo.

Nel 1348, approfittando della guerra civile a Costantinopoli tra Giovanni V Paleologo e Giovanni VI Cantacuzeno, il re serbo Stefano Uroš IV Dušan conquistò l'Epiro, con un contingente di mercenari albanesi.[29] Fu in questo periodo che si verificò la prima presenza albanese in Epiro.[30] I Bizantini di Costantinopoli presto ristabilirono il controllo, rendendo il Despotato d'Epiro uno stato vassallo, ma nel frattempo i clan albanesi avevano invaso e conquistato gran parte della regione e fondarono due entità locali, di breve durata, centrate nel despotato di Arta (1358-1416) e nel principato di Argirocastro (1386-1411) ad opera dei clan Losha e Zenebishi rispettivamente.[30] Solo la città di Giannina rimase sotto il controllo greco in quel periodo.[30] Anche se i clan albanesi avevano acquisito il controllo della maggior parte della regione dell'Epiro dal 1366-7, non sostituirono alcuna autorità centrale greca o serba nella regione, che rimase divisa in clan.[31] Giannina divenne un centro di resistenza greca, ed i Greci di Ioannina offrirono potere a tre governanti stranieri in quel periodo, a partire da Tommaso Preljubović (1367-1384), seguito da Esaù de' Buondelmonti (1385 -1411), e infine da Carlo I Tocco (1411-1429).[32] Quest'ultimo finalmente è riuscito a porre fine al governo dei clan albanesi e ad unificare l'Epiro.[32] Ma il dissenso interno facilitò la conquista ottomana, che procedette con la cattura di Giannina nel 1430, di Arta nel 1449, di Angelocastro nel 1460, e, infine, di Vonitsa nel 1479. Con l'eccezione di alcuni possedimenti veneziani costieri, questa fu la fine del dominio dei Franchi in terraferma Grecia.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Epirus, in Encyclopaedia Britannica, Encyclopaedia Britannica, Inc.. URL consultato il 16 novembre 2013.
  2. ^ a b Hornblower, Spawforth & Eidinow 2012, "Epirus", p. 527.
  3. ^ Liddell & Scott 1940, ἤπειρ-ος.
  4. ^ Babiniotis 1998.
  5. ^ Winnifrith 2002, p. 22.
  6. ^ Tandy 2001, p. 4; McHenry 2003, p. 527: "L'Epiro rimase culturalmente arretrato in questo periodo, ma resti micenei sono stati trovati in due santuari religiosi di grande antichità della regione:. L'Oracolo dei morti sul fiume Acheronte, familiare agli eroi dell'Odissea di Omero"
  7. ^ Borza 1992, pp. 62, 78, 98; Minahan 2002, p. 578.
  8. ^ Hammond 1986, p. 77: "L'origine degli Elleni era 'Hellas', l'area intorno a Dodona in Epiro, secondo Aristotele. Nell'Iliade era la casa degli Elleni di Achille."
  9. ^ Aristotele. Meteorologica, 1.14: ""Piuttosto dobbiamo capire il perché di tutti questi cambiamenti, proprio come avviene in inverno nelle stagioni dell'anno, quindi in determinati periodi arriva una grande inverno di un grande anno e con esso l'eccesso di pioggia. Ma questo eccesso non sempre si verifica nello stesso posto. il diluvio al tempo di Deucalione, per esempio, si svolse principalmente nel mondo greco e in esso soprattutto nell'antica Hellas, il paese di Dodona e Acheloo, un fiume che spesso ha cambiato il suo corso. Qui abitava Selli abitava e "coloro che erano stati precedentemente chiamati Graeci e ora Elleni."
  10. ^ Georgiev 1981, p. 192: "Tardo periodo Neolitico: in Grecia nord-occidentale il protogreco era già formato:. Questa era la casa originale dei Greci"
  11. ^ Hammond 1998; Wilkes 1995, p. 104; Lewis & Boardman 1994, pp. 430, 434; Boardman & Hammond 1982, p. 284.
  12. ^ Hammond 1967.
  13. ^ Tucidide. The History of the Peloponnesian War, 1.8.
  14. ^ Strabone. Geografia, 7.7.1.
  15. ^ Erodoto. Storie, 6.127.
  16. ^ Dionigi di Alicarnasso. Roman Antiquities, 20.10 (19.11).
  17. ^ Pausania. Descrizione della Grecia, 1.11.7–1.12.2.
  18. ^ Eutropio. Abridgment of Roman History (Historiae Romanae Breviarium), 2.11.13.
  19. ^ Brock & Hodkinson 2002, J. K. Davies, "A Wholly Non-Aristotelian Universe: The Molossians as Ethnos, State and Monarchy", pp. 234–258.
  20. ^ Cameron 2004, p. 141: "Come per Aspestos, Achille venne onorato in Epiro sotto quel nome, ed il patronimico [Ἀ]σπετίδης si trova in un frammento di poema trovato in un papiro."
  21. ^ cf. Athenian secretary: Aspetos, son of Demostratos from Kytheros c. 340 a.C..
  22. ^ Roisman & Worthington 2010, Edward M. Anson, "Why Study Ancient Macedonia and What this Companion is About", p. 5.
  23. ^ Kazhdan 1991, p. 1006.
  24. ^ a b Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 128.
  25. ^ a b c d Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 129.
  26. ^ a b Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 132.
  27. ^ Nicol 1984, "Introduction", pp. 4–5.
  28. ^ a b Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 133.
  29. ^ Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 135.
  30. ^ a b c Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 134.
  31. ^ Fine 1994, pp. 348–351.
  32. ^ a b Ellis & Klusáková 2007, Brendan Osswald, "The Ethnic Composition of Medieval Epirus", p. 136.

Voci correlateModifica

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