Antinoo
Capitoline Antinous Musei Capitolini MC741.jpg
Autore sconosciuto
Data copia di scultura del II sec.
Materiale marmo
Ubicazione Musei capitolini, Roma

L'Antinoo Capitolino è una statua in marmo che rappresenta un giovane nudo maschile.

Indice

Storia e descrizioneModifica

Trovata a Villa Adriana a Tivoli[1] durante il periodo in cui il conte Giuseppe Fede - nobile collezionista ed archeologo - stava intraprendendo i primi scavi concertati del sito[2]. Acquistata inizialmente dal cardinale Alessandro Albani[3], mecenate d'arte tra i maggiori del periodo, sembra esser stata per i contemporanei l'autentica attrazione della sua collezione[4].

 
Primo piano del volto.

Nel 1733 la statua viene acquisita da papa Clemente XII, andando così a formare il nucleo dei Musei capitolini a Roma ove si trova tuttora. La gamba ed il braccio sinistro, col gesto retorico della mano, sono stati integrati successivamente ad opera di Pietro Bracci[5]. Per tutto il XVIII secolo è stata considerata essere come una delle più belle copie romane di scultura greca esistenti.

Si è subito pensato potesse rappresentare Antinoo, l'amante adolescente dell'imperatore romano del II secolo Adriano; questo per il volto carnoso, i capelli ricci, il torace ampio e l'aspetto come abbattuto, generalmente inteso come malinconico ed assente. Faceva parte del bottino artistico di Napoleone Bonaparte secondo il trattato di Tolentino del 1797; è rimasto a Parigi fino al 1815, quando ritornò a Roma dopo la caduta dell'imperatore dei Francesi.

In parte a causa proprio della differente pettinatura rispetto agli altri ritratti-tipo di Antinoo è ora considerato[6] come l'esser una copia romana di età imperiale di una statua greca di Ermes, anche se il nome della scultura è rimasto quello originale; un tal cambiamento di identificazione era già incorso ai tempi dello scrittore britannico Augustus Hare alla fine dell'800, come osserva egli stesso nelle sue "Passeggiate a Roma"[7].

NoteModifica

  1. ^ La provenienza e la descrizione della statua proviene da Museo Capitolino, o sia descrizione delle statue (Rome 1750), a cura di Giovanni Pietro Lucatelli, con note di Francis Haskell e Nicholas Penny, Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture 1500-1900 (Yale University Press) 1981:143.
  2. ^ Già nel 1724, il Conte Giuseppe Fede aveva iniziato a comprare appezzamenti di terreno della zona in cui si trovava la villa di Adriano, suddivisa all'epoca tra una moltitudine di proprietari; per la fame e reputazione precoce dellAntinoo Capitolino, vedi Haskell e Penny 1981: cat. no 5, pp 143f, and passim
  3. ^ Quando fu inventariato nella collezione del Cardinal Albani dallo scultore Agostino Cornacchini, venne immediatamente considerato come uno dei pezzi antichi più preziosi (nota Haskell e Penny 1981:144.
  4. ^ Haskell and Penny's phrase, (1981:64) affermazione basata su testimonianze dei contemporanei, pubbliche e private.
  5. ^ Haskell and Penny 1981:143.
  6. ^ Ad esempio in Wolfgang Helbig, Führer durch die öffentlichen Sammlungen klassischer Altertümen in Rom 1963-72, II:230f.
  7. ^ A.J.C. Hare, Walks in Rome (1900), also cited in Familiar Allusions

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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