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Antonino Pagliaro

linguista, glottologo e filosofo italiano
Pagliaro negli anni '60

Antonino Pagliaro (Mistretta, 1º gennaio 1898Mistretta, 6 dicembre 1973) è stato un linguista, glottologo e filosofo italiano. Iranista, critico letterario, filosofo del linguaggio, fu uno dei fondatori della scuola linguistica romana[1][2]. Fra i padri della semiologia italiana, ha introdotto in Italia gli studi sul pensiero linguistico.[3]

BiografiaModifica

Dopo il diploma al Regio Ginnasio di Mistretta[4], si iscrisse alla corso di laurea in lettere dell'Università di Palermo, dove ebbe, tra gli altri, come docenti Oreste Nazari, Giuseppe Pitrè, Giovanni Gentile e Cosmo Guastella. Si trasferì poi all'Università di Firenze dove subì l'influenza di Girolamo Vitelli, Carlo Antoni e Ermenegildo Pistelli. Scoppiata la prima guerra mondiale, nel 1917 partecipò volontario come sottotenente del Corpo degli arditi, e fu insignito della medaglia d'argento al valor militare. Nel 1919 si iscrisse all'Associazione Nazionalista Italiana e sempre nel 1919 prese parte all'Impresa di Fiume al seguito di D'Annunzio. Nel 1921 si laureò con lode presentando due tesine, una di sanscrito e l'altra di linguistica storica, quindi discutendo con Ernesto Giacomo Parodi e Giorgio Pasquali la tesi Il digamma in Omero (di 257 pagine dattiloscritte più un'appendice di 7 pagine), poi pubblicata.

Negli anni 1922-24, trascorse un periodo di studio in Germania, seguendo corsi di linguistica indoeuropea e greco-latina di Karl Meister e quelli di iranistica di Christian Bartholomae. Nel 1925, seguì i corsi di Paul Kretschmer a Vienna. Ritornato in Italia, conseguì la libera docenza in indoeuropeistica e iranistica nel 1926, quindi fu chiamato da Luigi Ceci ad insegnare, per incarico, Filologia iranica e Storia comparata delle lingue classiche all'Università di Roma. Nel 1931, vinto un concorso a cattedre, divenne ordinario di glottologia, nuova disciplina che ereditava il corso di Storia comparata delle lingue classiche. Insegnò anche "Storia e dottrina del fascismo" alla Facoltà di Giurisprudenza[5] e "Mistica fascista" alla Facoltà di Magistero.

Aderì nel 1923 al Partito nazionale fascista e ne fu uno degli intellettuali di spicco, presiedendo anche alcune edizioni dei Littoriali della cultura e dell'arte, che ogni anno raccoglievano i migliori universitari italiani. Fu primo capo redattore dell'Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1929[6], dove curò numerose voci, fin quando non entrò in contrasto con il conterraneo Giovanni Gentile, che dirigeva l'opera. Non figura tra gli accademici d'Italia[7], ma nel 1937 fu eletto al Consiglio superiore dell'educazione nazionale, dove rimase fino allo scioglimento nel 1943[8].

Fu voluto da Mussolini alla guida del Dizionario di politica dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, una ponderosa opera in quattro volumi, completata nel 1940, che raccolse le migliori intelligenze del fascismo, ma anche qualche intellettuale "eretico"[9]. Il suo nome compare tra i 360 docenti universitari che nel 1938 aderirono al Manifesto della razza, premessa alle successive leggi razziali fasciste, seppur il suo allievo Tullio De Mauro scrive che egli dissentì dalla politica razziale del fascismo[10]. Con la caduta del Regime fascista, fu sospeso nel 1944 dall'insegnamento per due anni. Reintegrato nel 1946 nella cattedra universitaria, dal 1951 insegnò Filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma.

Nel 1954 fu presidente della sezione "Archeologia, Filologia, Glottologia" della Società Italiana per il Progresso delle Scienze[11].

Fu presidente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e, dal 1952, prima socio corrispondente poi, dal 1966, socio nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei[12]. Fu anche direttore editoriale, per la Fabbri Editori, della Enciclopedia di Scienze e Arti. Nel 1947 fu rieletto, con larghissimi consensi, al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, dove rimase fino al 1969.

Dal 1958 fu nel comitato scientifico dell'Istituto nazionale di studi politici ed economici. Fu promotore e direttore della rivista Ricerche linguistiche e presiedette la sezione filologica del Centro di studi filologici e linguistici siciliani[13].

Fu candidato alla Camera per il Partito Monarchico Popolare nel 1958 nella circoscrizione Sicilia orientale [14] e al Senato nel collegio Roma IV [15], ma non fu eletto. Negli anni '60, la Rai trasse un sorprendente sceneggiato per la televisione da un suo testo che dava una nuova interpretazione della vicenda di Alessandro Magno. Negli anni '50 e '60, fu membro della giuria del premio Marzotto.

Lasciò anticipatamente l'insegnamento universitario nel 1969. Dal 1983 l'università di Palermo e la città di Mistretta hanno istituito, in sua memoria, il “Premio internazionale per la linguistica Antonino Pagliaro”.

PensieroModifica

Come filologo e orientalista, Pagliaro ha esplorato soprattutto l'antico e medio persiano, la lingua della Grecia classica, quindi il latino classico e medievale, nonché l'italiano dei tempi di Dante – cui ha dedicato varie opere[16] – e della scuola siciliana. Come critico letterario e glottologo, diede nuove, originali interpretazioni di Vico, D'Annunzio e Pirandello.[17][18]

In ambito linguistico, già nel suo Sommario di linguistica arioeuropea del 1930, che comprendeva oltre le lezioni dei suoi primi corsi universitari anche innovative linee di ricerca e nuove idee, delinea una nuova prospettiva di approccio e di indagine delle varie questioni linguistiche la quale viene condotta parallelamente ad un confronto storico-critico con l'evoluzione del pensiero filosofico dalla grecità alla filosofia classica tedesca. Al contempo, Pagliaro abbozzava in esso prime idee sulla natura del linguaggio inteso fondamentalmente come tecnica espressiva, allontanandosi così dall'idealismo crociano per avvicinarsi piuttosto al positivismo, ed analizzando in modo approfondito, ma al contempo trasversalmente alle varie discipline, la natura e la struttura dell'atto linguistico fra due interlocutori ma basandosi sia sull'indagine semantica (mediante un metodo che egli chiama "critica semantica") che sull'interpretazione storico-critica.

La sua teoria linguistica è una posizione unificata tra lo strutturalismo saussuriano e l'idealismo hegeliano.

OpereModifica

Saggi principaliModifica

  • Epica e romanzo nel Medioevo Persiano, G.C. Sansoni, Firenze, 1927.
  • Il Sommario di linguistica arioeuropea, 2 voll., Libreria di Scienze e Lettere Dott. G. Bardi, Roma, 1930.
  • Il fascismo: commento alla dottrina, Libreria di Scienze e Lettere Dott. G. Bardi, Roma, 1933.
  • La lingua dei Siculi, Tip. Enrico Ariani, Firenze, 1935.
  • Il fascismo contro il comunismo, F. Le Monnier, Firenze, 1938.
  • La scuola fascista, A. Mondadori, Milano, 1939.
  • Dizionario di Politica (a cura di), Istituto dell'Enciclopedia Italiana G. Treccani, Roma, 1940.
  • Insegne e miti: teoria dei valori politici, F. Ciuni Editore, Palermo, 1940.
  • Il fascismo nel solco della storia, Società Editrice del Libro Italiano, Roma, 1941.
  • Le Iscrizioni Pahlaviche della Sinagoga di Dura-Europo, Pubblicazioni della R. Accademia d'Italia, Roma, 1942.
  • Storia e Dottrina del fascismo, Tip. R. Pioda, Roma, 1942.
  • Teoria dei valori politici, F. Ciuni Editore, Palermo, 1943.
  • Logica e grammatica, Tipografia del Senato del Dott. G. Bardi, Roma, 1950.
  • Il canto V dell'"Inferno", C. Signorelli, Milano, 1952.
  • Il segno vivente, Edizioni ERI-RAI, Torino, 1952.
  • Saggi di critica semantica, G. D'Anna, Messina-Firenze, 1953.
  • Il contrasto di Cielo d'Alcamo e poesia popolare, Tip. G. Mori & figli, Palermo, 1953.
  • Linguistica della "parola", G. D'Anna, Messina-Firenze, 1955.
  • Nuovi saggi di critica semantica, G. D'Anna, Messina-Firenze, 1956.
  • I primordi della lirica popolare in Sicilia, G.C. Sansoni, Firenze, 1956.
  • La Barunissa di Carini: stile e struttura, G.C. Sansoni, Firenze, 1956.
  • Filosofia del linguaggio, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1956.
  • La parola e l'immagine, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1957.
  • Poesia giullaresca e poesia popolare, G. Laterza & figli, Bari, 1958.
  • La dottrina linguistica di G.B. Vico, Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei (Memorie della Classe di Scienze morali, storiche e filosofiche), Roma, 1959 (Vol. 8, Fasc. 6, pp. 379-486).
  • Storia della letteratura persiana (con A. Bausani), La Nuova Italia, Firenze, 1960.
  • Il Canto XIX dell'Inferno, F. Le Monnier, Firenze, 1961.
  • Altri saggi di critica semantica, G. D'Anna, Messina-Firenze, 1961.
  • Linee di storia linguistica dell'Europa, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1963.
  • L'unità arioeuropea. Corso di Glottologia, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1963.
  • Ulisse. Ricerche semantiche sulla Divina Commedia, 2 voll., G. D'Anna, Messina-Firenze, 1967.
  • Forma e Tradizione, Flaccovio, Palermo, 1972.
  • La forma linguistica (con T. De Mauro), Rizzoli, Milano, 1973.
  • Vocabolario etimologico siciliano, Pubblicazioni del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo, 1975.
  • Storia della linguistica, Novecento Editore, Palermo, 1993 (pubblicato postumo).
  • Commento incompiuto all'Inferno di Dante. Canti I-XXVI, Casa Editrice Herder, Roma, 1999 (pubblicato postumo).

In altre lingueModifica

  • El Fascismo: comentario a su doctrina (in spagnolo), La Editorial Vizcaina, Bilbao (ES), 1938.
  • El fascismo contra el comunismo (in spagnolo), F. Le Monnier, Firenze, 1939.
  • O fascismo contra o comunismo (in portoghese), F. Le Monnier, Firenze, 1940.

RomanziModifica

  • Ceneri sull'olimpo, G.C. Sansoni, Firenze, 1954.
  • Alessandro Magno, Edizioni ERI-RAI, Torino, 1960.
  • Ironia e verità, Rizzoli, Milano, 1970 (elzeviri).[19]

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al valor militare
«Sottotenente di complemento, 32º reggimento di fanteria - Aiutante maggiore in 2a in un battaglione di riserva, vista ripiegare una nostra colonna d'attacco, riordinava i ripiegandi e li guidava al contrattacco, respingeva il nemico che già aveva occupato un tratto della nostra linea. In un successivo attacco, sotto un intenso bombardamento e il fuoco di mitragliatrici avversarie, dava mirabile esempio di coraggio e di fermezza indirizzando intelligentemente i rinforzi nei punti più minacciati e facilitando così la conquista di ben munite e contrastate posizioni.»
— Monte Asolone, 29 ottobre 1918[20]

NoteModifica

  1. ^ Cfr. Marina De Palo, Stefano Gensini (a cura di), Saussure e la scuola linguistica romana. Da Antonino Pagliaro a Tullio De Mauro, Carocci Editore, Roma, 2018.
  2. ^ La scuola linguistica romana
  3. ^ Cfr. Donatella Di Cesare, "Antonino Pagliaro and the History of Linguistic Thought", in: Italian Studies in Linguistic Historiography. Proceedings of the International Conference in Honour of Antonino Pagliaro. Rome, 23-24 January 1992, Edited by T. De Mauro and L. Formigani, Nodus Publikationen, Münster (DE), 1994, pp. 45-67.
  4. ^ [1]
  5. ^ Cfr. Alessia Pedio, La cultura del totalitarismo imperfetto, Unicopli, Milano, 2000, pag. 24.
  6. ^ Cfr. Antonino Pagliaro nell'Enciclopedia Treccani
  7. ^ Cfr. Gabriele Turi, Sorvegliare e premiare. L'Accademia d’Italia, 1926-1944, Viella, Roma 2016, pp. 197-211.
  8. ^ Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/antonino-pagliaro_(Dizionario-Biografico)/
  9. ^ Cfr. Alessia Pedio, La cultura del totalitarismo imperfetto, Unicopli, Milano, 2000.
  10. ^ Cit.
  11. ^ Cfr. Riunioni Del Secolo XX
  12. ^ Cfr. Riunioni Accademia Nazionale dei Lincei
  13. ^ Centro di studi filologici e linguistici siciliani » La storia, su csfls.it. URL consultato il 29 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2014).
  14. ^ Cfr. Mininterno Camera
  15. ^ Mininterno Senato
  16. ^ http://opar.unior.it/386/1/Filologia_dantesca_di_Pagliaro.pdf
  17. ^ Cfr. Donatella Di Cesare, "Premessa", Lumina. Rivista di Linguistica Storica e di Letteratura Comparata, Marzo 2018, p. 11.
  18. ^ Cfr. pure E. Salvaneschi, "Su Attila Fáj, maestro di «molti paragoni»", Campi immaginabili. Rivista semestrale di cultura, NN. 52/53, Anno 2015.
  19. ^ La fede del diavolo
  20. ^ Istituto Nastro Azzurro

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Studia classica et orientalia. Antonino Pagliaro oblata. Saggi in onore di Antonino Pagliaro, 3 voll., Casa Editrice Herder, Roma, 1969.
  • Donatella Di Cesare, "Antonino Pagliaro and the History of Linguistic Thought", in: Italian Studies in Linguistic Historiography. Proceedings of the International Conference in Honour of Antonino Pagliaro. Rome, 23-24 January 1992, Edited by T. De Mauro and L. Formigari, Nodus Publikationen, Münster (DE), 1994, pp. 45-67. ISBN 3893233067.
  • Marina De Palo, Stefano Gensini (a cura di), Saussure e la scuola linguistica romana. Da Antonino Pagliaro a Tullio De Mauro, Carocci Editore, Roma, 2018. ISBN 9788843089642.
  • Aldo Vallone, "La „Lectura Dantis” di Antonino Pagliaro", in Deutsches Dante-Jahrbuch, Edited by Christine Ott, Volume 73, Issue 3, Year 1998, Pages 119–126.
  • Walter Belardi (a cura di), Studi latini e romanzi in memoria di Antonino Pagliaro, Pubblicazioni del Dipartimento di Studi glottoantropoligici dell'Università di Roma La Sapienza, Roma, 1984.
  • Aldo Vallone, «Pagliaro, Antonino» in Enciclopedia Dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana G. Treccani, Roma, 1970.
  • M. Durante, T. De Mauro, B. Marzullo, Antonino Pagliaro (1898-1973), Pubblicazioni dell'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Palermo, Palermo, 1974.
  • Giuliano Bonfante, Antonino Pagliaro, Pubblicazioni dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1976.
  • Walter Belardi, Antonino Pagliaro nel pensiero critico del Novecento, Casa Editrice Il Calamo, Roma, 1992.
  • Donatella Di Cesare (a cura di), Storia della filosofia del linguaggio, Carocci Editore, Roma, 2010.
  • Tullio De Mauro, Lia Formigari (Eds.), Italian Studies in Linguistic Historiography. Proceedings of the International Conference in Honour of Antonino Pagliaro. Rome, 23-24 January 1992, Nodus Publikationen, Münster (DE), 1994. ISBN 3893233067.
  • Alessia Pedio, La cultura del totalitarismo imperfetto. Il Dizionario di politica del Partito nazionale fascista, prefazione di Adrian Lyttelton, Unicopli, Milano, 2000.
  • Alessandra Tarquini, Il Gentile dei fascisti: gentiliani e antigentiliani nel regime fascista, Società editrice il Mulino, Bologna, 2009.
  • Andrea Battistini, Gli studi vichiani di Antonino Pagliaro, Guida Editori, Napoli, 1977.
  • Tullio De Mauro, Antonino Pagliaro, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, 2014, su treccani.it.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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