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BiografiaModifica

Nato da Giuseppe e Caterina Galvani, fratello di Giovanni Aldini e nipote di Luigi Galvani. Fu docente di diritto all'Università di Bologna. Gli furono affidate cariche di responsabilità nella Repubblica Cisalpina, nella Repubblica Italiana e nel Regno Italico. Napoleone stesso lo apprezzò e favorì la sua nomina a responsabilità di governo.

Dopo la fallita cospirazione del 14 novembre 1794, i capi giacobini Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis furono arrestati e torturati. Mentre Zamboni moriva in carcere, Antonio Aldini assumeva la difesa di De Rolandis, in un disperato quanto inutile tentativo di salvargli la vita. Nonostante l'impegno profuso da Aldini, il patriota astigiano fu condannato a morte e impiccato a Bologna il 27 aprile del 1796.

Il 18 ottobre 1796 quando si costituì a Modena la Confederazione Cispadana, Antonio Aldini fu designato come suo primo presidente. Fu alla testa dei 100 parlamentari della Repubblica Cispadana che il 7 gennaio 1797 approvarono su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni la scelta del Tricolore come bandiera del nuovo Stato.

Nell’autunno dello stesso anno fu nominato commissario per l’adesione alla Repubblica Cisalpina della Valchiavenna, dove ricorse alle minacce contro i comuni non esattamente entusiasti di aderire alla nuova causa italiana.[1]

Nel 1800, dopo il ritorno dei francesi in Italia e la rinascita della Repubblica Cisalpina ebbe varie responsabilità di governo. Fu a Parigi per discutere della futura Costituzione e prese parte alla Consulta di Lione. Rifiutò la nomina di presidente della Repubblica italiana all'interno della quale fu componente del Corpo legislativo.

Il 26 maggio 1805 partecipò all'incoronazione di Napoleone Re d'Italia, dove ebbe l'onore di portare, come simbolo degli Onori di Italia, lo scettro durante la cerimonia.

Dal 1805 fu Segretario di Stato del Regno d'Italia. Fu consigliere privato di Napoleone per l'assetto degli Stati italiani. Ogni nuovo intervento legislativo fu in qualche modo influenzato dalle sue idee.

In questo periodo fu membro della Loggia Reale Eugenio di Milano, alle dipendenze del Grande Oriente di Francia, che dal 1805 passò alle dipendenze del nuovo Grande Oriente d'Italia con sede a Milano[2].

Fu delegato al Congresso di Vienna.[3]

La firma dell'Avv. Aldini la troviamo nel documento siglato a Bologna il 18 ottobre 1796 dove la congregazione dei Magistrati e Deputati aggiunti, di fronte ai cittadini De Bianchi, Segni, Malvezzi Isolani Angelelli, Bargellini, Cospi, Marescalchi, Bentivoglio, il sindaco Gavazzi, il prosindaco Tacconi e l'avv. Antonio Aldini....ecc. ecc. "Richiesto quali siano i colori nazionali (quindi si parla di Nazione e non di Regione, città o provincia) per formare una nuova bandiera, .... la Congregazione dei magistrati ecc. si è risposto il Verde, il Bianco ed il Rosso.[4]:

Antonio Aldini, approfittando anche (come fu sostenuto) delle sue aderenze con i governanti,[5] acquisì immense estensioni di terreno provenienti dai conventi soppressi o da famiglie aristocratiche che volevano rendere liquidi i propri beni. In tali tenute introdusse la coltura del riso che all'epoca era estremamente redditizia. Il centro delle tenute Galliera fu promossa capitale di un ducato, poi passato alla figliastra di Napoleone

Il palazzo Aldini a BolognaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Sanguinetti.

Nel corso del 1798 il conte Aldini si impegnò per la ristrutturazione del palazzo bolognese di famiglia, appartenuto nel Cinquecento alla famiglia Riario-Sforza. Nei lavori furono coinvolti numerosi artisti come Serafino Barozzi, Antonio Basoli, Vincenzo Martinelli, Pelagio Palagi, Francesco Santini.

Villa AldiniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Aldini.

Tra il 1805 e il 1816 Antonio Aldini fece costruire una villa sui colli immediatamente sopra il centro della città di Bologna, in un luogo che pare fosse stato visitato dallo stesso Napoleone. La villa fu progettata da Antonio Nadi

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ [1]
  2. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 7
  3. ^ Enciclopedia Generale Mondadori, 1986, ad nomen;
  4. ^ Cronologia del Tricolore, radiomarconi.com.
  5. ^ Pianura Reno

ScrittiModifica

  • Le arti poemetto per le felicissime nozze del nobile uomo signor conte Camillo Malvezzi colla nobile donna signora contessa Teresa Legnani al nobile ed eccelso signor senatore co. Girolamo Legnani Ferri, In Bologna, Nella Stamperia di S. Tommaso d'Aquino, 1772;
  • Allegazione di fatto, e di ragione per li signori coeredi Agazzani contro sua eccellenza il sig. conte Filippo Giuseppe Marchisio, ed il sig. dottore Anton-Maria Goldoni nella causa di pretesa simulazione nell'appalto delle ducali finanze pendente avanti l'illustrissimo supremo consiglio di giustizia, In Modena, per gli eredi di Bartolomeo Soliani stampatori ducali, 1792;
  • Rappresentanza stata fatta dalli cittadini Serbelloni, ed Aldini deputati straordinari del governo cisalpino al primo console della Repubblica francese aggiuntavi una lettera del cittadino Vincenzo Frignani modonese diretta ai medesimi deputati, Senza note tipografiche, 1802?
  • Discorso pronunciato in Milano li 19 maggio 1805. a S.M.I. e R. Napoleone 1. dal sig. consigliere avvocato Antonio Aldini qual presidente del Collegio elettorale de' possidenti nella circostanza dell'inaugurazione al trono d'Italia di S.M., 1805?
  • Osservazioni sul discorso pubblicato per le stampe Marsigli di Bologna col titolo Delle risaje e de' pessimi loro effetti. Vi ha nel fine il predetto discorso, Forlì, tipografia Casali, 1815, per l'attribuzione ad Antonio Aldini, cfr. Melzi, G. Anonime e pseudonime, v. 2., p. 297;
  • Un testamento inedito di Antonio Aldini, a cura di Nadia Penserini, Bologna, Azzoguidi, 1965, estratto da: "Bollettino del Museo del Risorgimento", anno 8., 1963;

Lettere e carteggiModifica

  • Francesco Giannetto, Le influenze mediterranee del Regno italico napoleonico secondo il carteggio Aldini, Messina, Tipografia Samperi, 1963, estratto da: "Annuario per l'anno scolastico 1962-1963 dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri Patti", Messina, 1963;

Carte AldiniModifica

  • Un fondo di carte e documenti appartenuti ad Antonio Aldini è conservato presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze Storiche dell'Università di Bologna[1].

BibliografiaModifica

  • Antonio Zanolini, Antonio Aldini ed i suoi tempi, narrazione storica con documenti inediti o poco noti, 2 volumi, Firenze, F. Le Monnier, 1864, 1867;
  • Antonio Zanolini, Antonio Aldini ed i suoi tempi, narrazione storica con documenti inediti o poco noti, Volume 1, Firenze, F. Le Monnier, 1864 (on-line)

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN252289803 · ISNI (EN0000 0003 7609 4106 · SBN IT\ICCU\SBLV\041216 · GND (DE1119361362 · BNF (FRcb10519196j (data) · BAV ADV12311518 · WorldCat Identities (EN252289803
  1. ^ Aldini, Antonio, su Fondi archivistici, collezioni speciali e basi di dati dell'Università di Bologna. URL consultato il 31 ottobre 2017.