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Antonio Crast

attore teatrale e attore cinematografico italiano
Antonio Crast a teatro nel 1947

Antonio Crast (Parenzo, 5 luglio 1911Roma, 28 marzo[senza fonte] 1984) è stato un attore italiano attivo in campo teatrale, radiofonico, cinematografico e televisivo.

BiografiaModifica

Secondo figlio (il primogenito, Marco, maggiore di due anni) di un ufficiale istriano dell'esercito austriaco, Bartolomeo Crast e Maria Gramenuda. Presto si troverà orfano col fratello e la madre vedova a seguire gli studi presso gli istituti della città natia ed in altre città istriane. In questi anni, trova e conosce la magia del teatro. È stato conteso già più che ventenne da diverse compagnie teatrali come Ermete Zacconi e Moissi. Entrò successivamente a far parte dell'Accademia d'Arte Drammatica diretta da Silvio D'Amico. Si dedicava molto allo studio dei personaggi assegnati. Girò molto per i teatri italiani portando spesso in scena le opere del teatro classico, Eschilo, Shakespeare, Pirandello.

Nel 1941 era entrato nella compagnia di Laura Adani e, dopo la guerra, fu chiamato dal regista Alessandro Blasetti per recitare da protagonista nella Foresta pietrificata di Robert Sherwood insieme ad Anna Proclemer. Successivamente, entrato nel Piccolo Teatro di Roma, si distinse per la sua eccezionale interpretazione di Pantalone nella Famiglia dell'antiquario di Goldoni, personaggio di cui aveva già avuto occasione di vestire i panni al tempo dell'Accademia. Si mise ancora più in evidenza nella parte del Don Giovanni di Molière e come Edipo e Macbeth nelle rispettive tragedie shakesperiane. Fu chiamato anche al Piccolo Teatro di Milano da Strehler e più tardi a quello di Napoli. Conosciuto in Italia e all'estero, comparve anche sullo schermo in diverse pellicole, si cita qui Avanti a lui tremava tutta Roma, con Anna Magnani. Ammirato per la sua dizione perfetta dalla voce calda e per le sue profonde interpretazioni. Gli ultimi anni li dedicherà all'insegnamento di teatro nella sua casa di via San Francesco a Ripa, Trastevere, con allievi di prestigio, tra cui Lino Capolicchio.

Ormai anziano e stanco si tenne lontano dalla mondanità e dai riflettori, non amava la pubblicità di sé. Il 28 marzo 1984 muore per un improvviso arresto cardiaco.[senza fonte]

Teatrografia parzialeModifica

FilmografiaModifica

 
Crast nel film La voce del silenzio

La prosa radiofonica RaiModifica

TVModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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