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Antonio Del Pennino

politico italiano
Antonio Del Pennino
Antonio Del Pennino.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV (dal 12 luglio 2006), XVI (dal giugno 2011).
Gruppo
parlamentare
XV legislatura: Misto (dal 19 luglio 2006 al 31 luglio 2006) e D.C. per le autonomie-P. Repubblicano Ital-Mov. per l'Autonomia (dal 1º agosto 2006 al 28 aprile 2008), XVI legislatura: Misto-PRI
Circoscrizione 6- Milano Niguarda-Sesto
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VI, VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo
parlamentare
PRI
Coalizione Pentapartito (dal 1980)
Circoscrizione Milano
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Repubblicano Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Dirigente politico

Antonio Adolfo Maria Del Pennino (Milano, 12 settembre 1939) è un politico italiano.

BiografiaModifica

Laureato in giurisprudenza, dirigente politico. Dal 23 marzo 1965 al 5 giugno 1970 è Segretario cittadino del PRI di Milano. Eletto Consigliere Comunale di Milano il 7 giugno 1970, fino al 9 febbraio 1971 è Assessore alle Aziende municipalizzate ed alle partecipazioni comunali per un breve periodo sotto la giunta del socialista Sindaco di Milano Aldo Aniasi; successivamente, Capogruppo del PRI al Consiglio Comunale sino al 15 giugno 1975. Rieletto Consigliere Comunale di Milano dal 13 giugno 1985 al 7 maggio 1990.

Dal 10 agosto 1982 al 12 dicembre 1985 è Vicesindaco di Milano e nuovamente Assessore alle Aziende municipalizzate ed alle partecipazioni comunali nella giunta del sindaco socialista Carlo Tognoli in rappresentanza della cosiddetta coalizione del Pentapartito composta da Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano.Dopo la decisione di Tognoli di nominare una nuova giunta composta da esponenti del Partito Comunista Italiano e della Federazione dei Verdi in aggiunta a quelli del PSI; Del Pennino si dimette da vicesindaco venendo sostituito da Elio Quercioli (PCI) così come tutti gli altri esponenti dell'allora coalizione del Pentapartito passando all'opposizione.

Il 7 maggio 1990 al 26 febbraio 1992 è consigliere comunale e nuovamete Capogruppo del PRI al Consiglio Comunale di Milano quando viene coinvolto nell'inchiesta Tangentopoli per presunti tangenti su appalti nel territorio milanese si dimette.

Deputato alla Camera nella VI, VII, VIII, IX, X e XI legislatura (quindi dal 1972 al 1994). Presidente del Gruppo parlamentare repubblicano dal 1987 al 1992, è stato anche Vicesegretario nazionale del Partito Repubblicano Italiano dal 1983. Inoltre è stato Responsabile dell'Ufficio Regioni ed Enti Locali del PRI ed è stato uno dei tre componenti il comitato di reggenza della Segreteria del Partito Repubblicano nel periodo in cui Giovanni Spadolini ricopre la carica di Presidente del Consiglio.

Nella VII legislatura è stato, assieme a Giovanni Berlinguer, relatore di maggioranza sulla legge 194 (Interruzione Volontaria della Gravidanza).

Senatore della Repubblica nella XIV Legislatura e nella XV. Diventa Senatore nella XVI legislatura della Repubblica Italiana in sostituzione di Romano Comincioli, dopo la morte di questi.

A fine giugno si iscrive al Gruppo Misto, ove nel novembre 2011 fonda la componente politica Partito Repubblicano Italiano.

Procedimenti giudiziariModifica

Ha subìto tre processi, uno per finanziamento illecito Enimont (luglio 1994), uno per finanziamenti illeciti alla S.p.A. Metropolitana di Milano (ottobre 1994) e uno per tangenti sulle forniture di autobus dell'ATM (gennaio 2000). Nei primi due casi ha richiesto l'applicazione volontaria della pena (cosiddetto patteggiamento), rispettivamente per 2 mesi e 20 giorni e per 1 anno, 8 mesi e 20 giorni.[1]. Anche nel terzo caso chiese il patteggiamento, ma il Tribunale respinse la richiesta considerando la pena troppo bassa. Il processo non si concluse per la sopravvenuta prescrizione.

NoteModifica

  1. ^ Documento Parlamento Pulito Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive. sul Blog di Begge Grillo

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN246200655 · ISNI (EN0000 0004 1986 6656 · SBN IT\ICCU\CFIV\023409 · LCCN (ENn81151487 · WorldCat Identities (ENn81-151487