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Antonio Grano (Palermo, 1660 circa – Palermo, 15 aprile 1718) è stato un pittore e architetto italiano, fra i più attivi in Sicilia tra il XVII e XVIII secolo.[1][senza fonte].

Indice

BiografiaModifica

La cronologia storica esclude la formazione e ogni forma di collaborazione con Pietro Novelli, l'affinità di stile è da imputare ai vari interventi di restauri compiuti da Antonio sulle opere del Novelli soggette alle svariate forme di deterioramento.

Dopo l'iniziale apprendistato, su raccomandazione di Giacinto Calandrucci giunge a Roma per il perfezionamento professionale nella bottega di Carlo Maratta.

Al suo rientro in Sicilia, il 31 luglio 1682, realizzò i cicli pittorici presenti in Santa Maria dell'Ammiraglio e molte altre commissioni su temi religiosi nelle chiese di Palermo, riscuotendo consensi ed elogi specie per le tecniche di colore utilizzate.

Ebbe a collaborare in più occasioni con l'architetto Giacomo Amato e con gli scultori Giacomo e Procopio Serpotta estrinsecando il poliedrico genio in nuove discipline, quali la scultura e l'architettura.

OpereModifica

AlcamoModifica

MonrealeModifica

Cattedrale di Santa Maria NuovaModifica

  • 1692, Battaglia degli angeli contro Lucifero, affresco, opera perduta documentata nella Cappella del Crocifisso.
  • 1692c., Cristo deposto, dipinto, attribuzione per stile.

PalermoModifica

Chiesa del Gesù di Casa ProfessaModifica

  • 1678 - 1687, Virtù, affreschi, duplice intervento di restauro per il ciclo pittorico e delle vele della Cappella di Sant'Anna, realizzate da Pietro Novelli nel 1644, in avanzato stato di deterioramento.
  • 1690, Cappella della Sacra Famiglia, progetto di riassetto, realizzazione di due nicchie e statue marmoree di sua ideazione.
  • 1702 - 1705, Decorazione pittorica, gli episodi cristologici delle cupolette, dove espletò l'incarico dell'ideazione della parte scultorea, compiuta poi da Procopio Serpotta, opere presenti nella Cappella dei Santissimi Martiri e Cappella di Nostra Signora.
  • XVIII secolo, Sacra famiglia, dipinto, opera custodita nella Cappella della Sacra Famiglia.

Chiesa di Santa Maria degli AngeliModifica


DipintiModifica

NapoliModifica

PalermoModifica

cattedrale metropolitana primaziale della Santa Vergine Maria AssuntaModifica
  • 1682, Tela della Passione, dipinto su tela in sostituzione del Telone tardo cinquecentesco opera di Vincenzo degli Azani, opera documentata.
  • 1713, dipinti, opere perdute documentate nella Cappella di San Francesco di Paola.
  • 1715, dipinti, opere perdute documentate nella Cappella di San Michele.
  • 1715c., Madonna del latte, San Gaetano e Sant'Andrea Avellino, dipinti, opere documentate.

Petralia SottanaModifica

Modelli e disegniModifica

  • 1694, Antiporta, illustrazione in Ignazio De Vio, "Li giorni d'oro di Palermo nella Trionfale Solennità di Santa Rosalia Vergine palermitana Celebrata l'Anno 1693", Pietro Coppola Stamperia Camerale, Palermo, 1694. Originale custodito nella Biblioteca comunale centrale di Casa Professa di Palermo.

Biblioteca centrale della Regione Siciliana «Alberto Bombace»Modifica

  • 1686, Antiporta, acquaforte, illustrazione in "Palermo Magnifico nel Trionfo dell'anno M.D.C.LXXXVI Tomaso Rummolo", Palermo, 1686, originale.
  • 1711, Le simpatie dell'allegrezza, acquaforte eseguita con la collaborazione di Francesco Cichè, illustrazione in Pietro Vitale, "La Pace fra la Castiglia e il Genio di Palermo", Stamperia del Palazzo Senatorio di Agostino Epiro, e Forte, MDCCXI, Palermo. Originale.

Galleria regionale della Sicilia di «Palazzo Abatellis»Modifica

  • XVII secolo fine, Santa Rosalia in veste d'Aurora sparge fiori su Palermo, tempera nera a pennello, acquerellature a toni grigio/bruni, matita nera.
  • XVIII secolo inizi, Studio di decorazione con aquila, delfini, tritoni e telamoni, penna e inchiostro bruno, acquerello grigio e azzurro su carta bianca.
  • XVIII secolo inizi, Allegoria della Pace, penna e acquerello bruno e grigio su carta bianca ingiallita.

  • XVII secolo fine, Disegno di ostensorio per un apparato delle Quarantore realizzato con la collaborazione di Paolo Amato, matita nera, inchiostro bruno e acquerellature in toni di bruno.
  • XVII secolo fine, Disegno di credenza di sacrestia per un monastero realizzato con la collaborazione di Paolo Amato, inchiostro bruno su tracce di matita nera, acquerellature in toni di grigio e di amaranto su carta bianca fine.

NoteModifica

  1. ^ Pagine 354 e 355, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [1][collegamento interrotto], Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  2. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 350.
  3. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 164.
  4. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, Pagina 219.
  5. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 357.
  6. ^ Gaspare Palermo Volume primo, Pagine 145 e 146.
  7. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 64.
  8. ^ Pagina 97, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." [2] Archiviato il 16 ottobre 2017 in Internet Archive., Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697.
  9. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, Pagina 176.

BibliografiaModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN41814084 · ISNI (EN0000 0000 7824 7119 · LCCN (ENno98100066 · GND (DE101190067X · ULAN (EN500005181 · CERL cnp01287595 · WorldCat Identities (ENno98-100066