Antonio I di Costantinopoli

Antonio I
Patriarca di Costantinopoli
Intronizzazionegennaio 821
Fine patriarcatogennaio 837
PredecessoreTeodoto I
SuccessoreGiovanni VII
 
NascitaVIII secolo
Morte21 gennaio 837

Antonio Kassymatas (in greco: Αντώνιος Κασσυματάς; VIII secolo21 gennaio 837) è stato un arcivescovo bizantino, che ha ricoperto la carica di Patriarca ecumenico di Costantinopoli tra il gennaio 821 e il gennaio 837[1][2][3].

BiografiaModifica

Antonio aveva origini non distinte, ma ricevette una buona istruzione, diventando avvocato a Costantinopoli intorno all'anno 800. In seguito divenne monaco e arrivò alla posizione di abate. Nel 814 diventò vescovo di Syllaion in Anatolia. Sebbene Antonio fosse un iconodulo, divenne un iconoclasta nell'815, quando l'imperatore Leone V, l'armeno, ricostituì l'iconoclastia. Si dice che sul cambiamento di opinione di Antonio abbia influito la sua speranza di ottenere il patriarcato. L'imperatore lo nominò membro del comitato guidato dal futuro patriarca Giovanni Grammatico per trovare supporto patristico sull'iconoclastia.

PatriarcatoModifica

Nell'821 il nuovo imperatore Michele II nominò Antonio patriarca Antonio, deludendo gli Studiti, che speravano che le icone venissero ripristinate. Quando il patriarca di Antiochia incoronò Tommaso lo slavo imperatore rivale, Antonio lo fece scomunicare nell'822. Gli storici iconoduli riportano che Antonio fu colpito da una malattia come punizione divina per la sua partecipazione ai consigli iconoclasti. Il patriarca morì all'inizio dell'837 e fu successivamente anatemizzato nella sinodika ortodossa.

BibliografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Alice-Mary Talbot (1998). Byzantine Defenders of Images: Eight Saints' Lives in English Translation. Dumbarton Oaks. P. 384.
  2. ^ Leslie Brubaker, John Haldon (2011). Byzantium in the Iconoclast Era, C. 680-850: A History. Cambridge University Press. P. 368.
  3. ^ Matthew Thomas Herbst (1998). The medieval art of spin: constructing the imperial image of control in ninth-century Byzantium. University of Michigan.
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