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Antonio Pellegrini (partigiano)

Partigiano italiano

Antonio Pellegrini, soprannominato "Carlo" (Treviso, 30 luglio 1922[1]Portogruaro, 18 dicembre 1944), è stato un partigiano italiano, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Indice

BiografiaModifica

L'8 settembre 1943 era militare nell'XI Battaglione Guastatori dell'Esercito. Si diede subito alla macchia e dal marzo del 1944 fece parte di una formazione partigiana operante nella zona di San Donà di Piave nella quale, per l'ardimento dimostrato in vari scontri con i nazifascisti, divenne presto caposquadra e poi ispettore. Catturato dopo uno scontro, Antonio Pellegrini riuscì ad evadere ed a tornare alla sua formazione.

In seguito a delazione, fu arrestato una seconda volta e incarcerato a Portogruaro, dove subì bastonature e sevizie senza che mai una sua parola tradisse l'organizzazione della Resistenza. Dopo tre giorni di prigione trovò di nuovo il modo di fuggire, ma fu tradito dal generoso tentativo di portare con sé altri compagni di prigionia. Ripreso, Antonio Pellegrini fu nuovamente seviziato e, quindi, condannato a morte. Al momento dell'impiccagione ebbe la forza d'animo di schernire i suoi carnefici e, postosi da solo il cappio al collo, di lanciarsi nel vuoto. Dopo la sua morte, la formazione partigiana di cui aveva fatto parte divenne la "Brigata Pellegrini".

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Ardente volontario nella lotta di liberazione, si distingueva per elevate doti di animatore ed organizzatore e per temerario ardimento. Catturato durante un duro combattimento, riusciva poco dopo ad evadere riprendendo subito la lotta. Catturato nuovamente in seguito a delazione, subiva bastonature e sevizie senza che mai una sua parola tradisse i suoi compagni. Riuscito dopo tre giorni ad aver ragione - con abile stratagemma - del personale di guardia, preferiva, anziché allontanarsi, tentare di salvare gli altri compagni di prigionia. Nell'audace e generoso tentativo veniva ripreso, duramente bastonato e condannato a morte per impiccagione. Nel supremo momento aveva la forza d'animo di schernire i suoi carnefici e postasi da solo la corda al collo si lanciava decisamente nel vuoto sacrificando cosi fieramente la sua giovane vita per i più alti ideali della Resistenza.»
— Portogruaro (Venezia), 18 dicembre 1944[2].

NoteModifica

  1. ^ Episodio di Portogruaro 18.12.1944 (PDF), su straginazifasciste.it. URL consultato il 16 novembre 2018.
  2. ^ Antonio Pellegrini, su Quirinale.it. URL consultato il 16 novembre 2018.

BibliografiaModifica