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BiografiaModifica

Di famiglia di antica origine senese, prima di laurearsi tradusse, per una collezione diretta da Ettore Romagnoli, il poeta latino Silio Italico. Dopo aver conseguito la laurea in scienze sociali, iniziò a lavorare nel giornalismo come critico cinematografico all'inizio degli anni '30 per Il Tevere, Bianco e Nero. Dopo una parentesi in cui fu aiuto di Amleto Palermi tornò al giornalismo: Il Messaggero. Conosciuto Alcide De Gasperi partecipò all'organizzazione clandestina della Democrazia Cristiana. Arrestato nel 1942 venne deferito al tribunale speciale. Dopo l'8 settembre i nazisti lo deportavano in Germania. Con l'arrivo dei russi a Berlino fu messo in libertà, insieme ai suoi compagni di prigionia, da un ufficiale della Gestapo che cercava di crearsi un alibi. Nel dopoguerra fu a capo dell'ufficio romano del Popolo di Milano. Ha anche collaborato con la Rivista del Cinematografo e l'Osservatore Romano.

Nel 1933 ebbe anche mansioni di sceneggiatore, collaborando soprattutto con Palermi e Matarazzo per qualche film. Diresse anche un primo film: "Cinema che passione". Nel Biennio 1954-55 diresse due film: Il matrimonio, tratto da Anton Čechov, con Vittorio De Sica e Alberto Sordi, e Cortile, con Georges Poujouly, Eduardo e Peppino De Filippo. Diresse anche alcuni documentari, e nel 1957 vinse Nastro d'Argento e David di Donatello per il miglior cortometraggio con Parma, città d'oro. Nel 1961 collaborò a soggetto e sceneggiatura del film celebrativo del centenario dell'Unità d'Italia, Viva l'Italia! di Roberto Rossellini.

Dal 1949 al 1953 fu direttore della Mostra del Cinema di Venezia, e scrisse alcuni saggi critici sull'argomento. Insegnante di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra i suoi figli l'attore e doppiatore Giovanni Petrucci.

FilmografiaModifica

RegistaModifica

SceneggiaturaModifica

Saggi criticiModifica

  • L'avventura del colore (1956)
  • Il cinema oggi in Italia (1959)
  • Introduzione al cinema (1966)

Collegamenti esterniModifica

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