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R.C.T. Antonio Pigafetta
Pigafetta 00 V.jpg
Il cacciatorpediniere Antonio Pigafetta in navigazione negli anni trenta
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoCacciatorpediniere
ClasseNavigatori
IdentificazionePI
CantiereQuarnaro - Fiume
Impostazione29 dicembre 1928
Varo10 novembre 1929
Entrata in servizio1º maggio 1931
Destino finaleCatturato dalla Kriegsmarine il 10 settembre 1943
Assegnato alla 9a Flottiglia Torpedoboote come TA 44 il 14 ottobre 1944
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard: 1908 t
a pieno carico: 2603 t
Lunghezza107,3 m
Larghezza10,2 m
Altezza6,5 m
Pescaggio3,6 m
Propulsione4 caldaie Yarrow
2 turbine Belluzzo
2 eliche
Potenza: 50000 CV
Velocità38 nodi (70 km/h)
Autonomia3100 miglia a 15 nodi
800 miglia a 36 nodi
Equipaggio9 ufficiali, 164 sottufficiali e marinai
Equipaggiamento
Sistemi difensivi2 paramine per dragaggio in corsa (dal 1938)
Armamento
Armamentoall'entrata in servizio:
Note
MottoL'onore più che la vita
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Il cacciatorpediniere Antonio Pigafetta della Regia Marina, classe Navigatori, fu impostato nei Cantieri del Quarnaro di Fiume nel 1928, varato nel 1929 ed entrò in servizio nel 1931 come esploratore leggero. Nel 1938, nell'ambito della riorganizzazione della Regia Marina, fu riclassificato cacciatorpediniere. Svolse un'intensissima attività bellica durante la seconda guerra mondiale e venne infine sabotato dall'equipaggio dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Indice

StoriaModifica

Il Pigafetta ha preso nome dal navigatore italiano Antonio Pigafetta che, all'inizio del XVI secolo accompagnò Ferdinando Magellano nella circumnavigazione del mondo. Riuscito a rientrare in Spagna con soli altri 17 compagni, scrisse poi la famosa cronaca della spedizione.

Il Pigafetta fu l'ultimo della sua classe ad entrare in servizio il 1º maggio 1931 e venne assegnato al 3º Gruppo Esploratori. Ricevuta la bandiera di combattimento il 4 ottobre 1931 a Venezia, operò in tempo di pace nel Mediterraneo come caposquadriglia esploratori: nel 1935 fu di stanza a Lero nel Dodecaneso, mentre durante la guerra civile spagnola (1937-1938) svolse attività di appoggio nella zona di mare a sud della Spagna. Riclassificato cacciatorpediniere nel 1938 e assegnato alla XIVa squadriglia, fu rimandato per pochi mesi nel Dodecaneso nel 1939 con il da Verazzano e lo Zeno, per rientrare in Italia all'inizio del 1940 per essere sottoposto ai grandi lavori di modifica, che terminarono il 27 aprile 1940.

Caratteristiche costruttive e modificheModifica

 
Il Pigafetta in navigazione con mare grosso. L'angolo di sbandamento è di circa 30º

Le caratteristiche costruttive generali ricalcavano quelle tipiche della classe Navigatori, a cui si rimanda per i dettagli.

Tuttavia il Pigafetta, per il fatto di essere entrato in servizio per ultimo, usufruì dell'esperienza già maturata con le unità precedenti e la sua linea presentava già le migliorie relative alla stabilità (riduzione e abbassamento delle sovrastrutture) realizzate sulle altre unità con il ciclo di lavori del 1930[1].

ScafoModifica

Nei primi mesi del 1940 il Pigafetta fu sottoposto alle seconde importanti modifiche per il miglioramento della stabilità, comuni a quasi tutte le unità della classe, che consistettero nell'allargamento dello scafo di circa 1 m e nella modifica della prora con una di forma più alta e slanciata, di tipo “oceanico” o “a clipper”. Nel 1943, per migliorare il campo di tiro delle armi antiaeree, fu abbassato il secondo fumaiolo ed eliminato l'albero poppiero e il relativo proiettore da scoperta. Durante gli ultimi grandi lavori dell'estate del 1943 venne anche modificata la coffa per predisporre l'unità all'installazione del radar, ma l'armistizio dell'8 settembre impedì il completamento dei lavori. Dopo la cattura da parte della Kriegsmarine e la rimessa in servizio come TA 44, venne installato un radiotelemetro tipo Fu.Mo. 31, ovviamente di fabbricazione tedesca.

 
Profili del cacciatorpediniere Antonio Pigafetta con l'armamento e le livree mimetiche in uso dal 1942.

Colorazione mimeticaModifica

Il Pigafetta entrò in guerra con la livrea grigio chiaro che caratterizzava tutte le unità della Regia Marina, ma nei primi mesi del 1942 ricevette la caratteristica colorazione mimetica curvilinea a due toni di grigio, che mantenne inalterata per tutto il conflitto, solo con piccole variazioni eseguite nel gennaio del 1943 (probabilmente durante le riparazioni di alcuni lievi danni allo scafo verificatisi durante le manovre in porto)[2].

ArmamentoModifica

Anche sul Pigafetta, come su tutte le altre unità della classe, l'armamento principale, costituito dai sei cannoni Ansaldo 1926 da 120/50[3] allestiti in tre complessi binati scudati[4], rimase invariato per tutta la vita operativa della nave. Il resto dell'armamento subì varie modifiche durante il corso degli anni, in particolare durante la guerra, per andare incontro alle diverse necessità imposte dall'attività bellica.

Già all'entrata in servizio l'unità disponeva degli impianti lanciasiluri binati (più leggeri) e delle mitragliere Breda mod. 1931 da 13,2 mm in due impianti binati su piattaforme ai lati della controplancia[5], oltre alle due Vickers-Terni 40/39 mod. 1917 sul castello[6] di prora ai lati del blocco plancia. A metà degli anni trenta furono installate altre due mitragliere Breda 13,2 mm binate sulla tuga[7] centrale, a poppavia del secondo fumaiolo, presso il telemetro secondario. Nel 1942 apparve chiaro che l'armamento antiaereo, di concezione sorpassata, era divenuto insufficiente a contrastare i velivoli sempre più prestanti che gli alleati mettevano in campo. Pertanto tutte le mitragliere antiaeree di bordo vennero sostituite con le più moderne Breda 20/65 mod. 1935, aggiungendo una postazione sulla piattaforma dietro il fumaiolo prodiero e eliminando il telemetro secondario dalla tuga centrale. Nello stesso anno il complesso lanciasiluri poppiero fu sbarcato per far posto ad una piattaforma munita di due mitragliere Breda 37/54 mod. 1939 a canna singola. Alla fine del 1942 l'impianto lanciasiluri di prora (binato) fu sostituito con un impianto a tre tubi in linea tipo San Giorgio mod. S.I. 1929 P/3, sempre da 533 mm.

L'armamento antisommergibile era inizialmente limitato ad una "torpedine da rimorchio"[8] tipo Ginocchio, ma già nel 1938 vennero installate a poppa due tramogge per bombe torpedini da getto da 50 e 100 kg e due paramine tipo C per il dragaggio in corsa[9].

Fin dall'entrata in servizio il Pigafetta era predisposto per il trasporto e la posa di mine. Nel 1941 fu tra le unità che ebbero le ferroguide[10] allungate fin quasi al castello di prora, aumentando così la capacità di imbarco fin quasi a raddoppiarla. Il pieno carico di mine tuttavia impediva di utilizzare i tubi lanciasiluri, rendendo la nave più vulnerabile.

Variazioni dell'armamento durante la vita operativaModifica

Data Cannoni Mitragliere antiaeree Tubi lanciasiluri Mine Armi antisommergibile Altri sistemi di difesa Note
Alla consegna
(1931)
6 Ansaldo 120/50 mod. 1926
in 3 complessi binati
2 Vickers-Terni 40/39 mod. 1917
4 Breda 13,2 mm mod. 1931
4 tubi lanciasiluri
in due complessi binati
54 Vickers-Elia da 760 kg
o
56 Bollo da 590 kg
1 torpedine da rimorchio
tipo Ginocchio GP1927/46 T
Dopo il primo ciclo di modifiche
Le 4 Breda erano in 2 impianti binati
1934 idem 2 Vickers-Terni 40/39 mod. 1917
8 Breda 13,2 mm mod. 1931
idem idem idem Le 8 Breda erano in 4 impianti binati
1938 idem idem idem idem idem
10 B.T.G. tipo 50/1927 I.A. da 50 kg
4 B.T.G. 100/1927 I.A. da 100 kg
2 paramine tipo C Installate le tramogge per le B.T.G.
e i paramine per il dragaggio in corsa
1941 idem idem idem 70(94) Elia P.145 a.e.
o
78(104) Bollo
o
64(86) P.200 a.e.
30 B.T.G. tipo W.B "D" da 125 kg
10 B.T.G. 30/1941 da 30 kg (intimidatorie)
idem La cifra tra parentesi del numero di mine
caricabili si riferisce alla configurazione
con tubi lanciasiluri inutilizzabili
1942 idem 2 Breda 37/54 mod. 1938 singole
7 Breda 20/65 mod. 1935 singole
2 tubi lanciasiluri
in un complesso binato
idem idem Impianto lanciasiluri di poppa sostituito
con 2 mitragliere Breda 20/65
fine 1942/1943 idem idem 3 tubi lanciasiluri
in un complesso trinato in linea
idem idem
1943 idem idem idem idem idem Predisposizione
per ecogoniometro
e radar
Il radar fu poi installato
sotto bandiera tedesca

Impegno bellicoModifica

All'inizio della seconda guerra mondiale il Pigafetta era di base a Taranto inquadrato nella IXª Divisione Corazzate della Squadra, come caposquadriglia della XVª Squadriglia Cacciatorpediniere di cui facevano parte anche le unità gemelle Alvise da Mosto, Giovanni da Verrazzano e Nicolò Zeno. Tuttavia, poiché le modernissime corazzate classe Littorio della IXª Divisione non erano ancora pienamente operative, all'inizio del conflitto la XVª Squadriglia Cacciatorpediniere venne assegnata alla scorta degli Abruzzi della VIIIª Divisione Incrociatori. Il comando dell'unità era affidato al Capitano di Vascello Enrico Baroni che pochi giorni dopo, trasferito al comando della II Squadriglia Cacciatorpediniere con insegna sull'Espero, perdeva eroicamente la vita durante la battaglia del Convoglio Espero.

1940 – 1941Modifica

La prima operazione fu compiuta il 13 giugno 1940 con una missione di caccia sommergibili nel Golfo di Taranto, insieme a Zeno e Malocello (le altre due unità della squadriglia, Da Mosto e Da Verazzano, si trovavano ancora in cantiere per il secondo ciclo di modifiche strutturali).

 
Il Pigafetta (in secondo piano) impegnato insieme al Pessagno nella posa dello sbarramento S2 il 28 giugno 1941

Verso la fine di giugno del 1940 subentrò al comando il C.V. Paolo Melodia.

Fino al febbraio del 1941 il Pigafetta svolse la propria attività prevalentemente come cacciatorpediniere di scorta alla Squadra Navale. Infatti in questa fase iniziale del conflitto molte delle attività "minori", come la scorta ai convogli e la posa degli sbarramenti minati difensivi e offensivi[11], vedevano la partecipazione anche delle unità maggiori (Navi da Battaglia e Incrociatori) a protezione dell'attività operativa. In questo periodo il Pigafetta partecipò a 13 missioni di scorta, 2 di caccia a sommergibili, 2 di bombardamento navale in appoggio alla campagna di Grecia e 2 di posa mine (sbarramento 7AN nel Canale di Sicilia e sbarramento VO nel Canale d'Otranto). Dal 16 febbraio al 5 aprile 1941 fu fermo a Trieste per riparazioni. Rientrato in Squadra, da aprile alla fine di agosto fu impegnato prevalentemente in missioni di scorta ad unità maggiori e posa sbarramenti mine (S1, S2, S3, S41, S42, S43 e S44 nel Canale di Sicilia e T presso Tripoli). In questo periodo prese il comando il C.V. Enrico Mirti della Valle che lo mantenne fino all'ottobre del 1942.

I mesi di settembre e ottobre 1941 furono di relativo riposo, con esercitazioni e un'unica uscita operativa per la posa dello sbarramento B (Bengasi) che tuttavia non venne effettuato: infatti quando la formazione italiana (composta dagli incrociatori Duca d'Aosta, Eugenio di Savoia e Montecuccoli e dai cacciatorpediniere Pigafetta, Vivaldi, Da Verazzano, Camicia Nera e Aviere) era già diretta sull'obbiettivo, giunse la notizia che una robusta formazione inglese (2 navi da battaglia, 3 incrociatori e 10 cacciatorpediniere) era uscita da Alessandria e faceva rapidamente rotta verso le nostre navi. L'operazione venne annullata e mai più intrapresa: la "guerra dei convogli"[12] iniziava ad assorbire la maggior parte delle risorse e il Pigafetta (come la maggior parte delle unità similari) non essendo più in grado di mantenere, per le caratteristiche costruttive e per l'usura, le velocità richieste dall'attività di Squadra[13] venne destinato maggiormente ad altri compiti peraltro più estenuanti: scorta convogli per la Grecia e l'Africa Settentrionale, trasporti truppe e materiali, posa mine, operazioni di soccorso e operazioni di sbarco in Corsica e Tunisia.

1941 – 1942Modifica

 
Missione di posa mine nel 1941. Ben visibili sulla destra le mine tipo P200 allineate sulle ferroguide.

Dal novembre 1941 al settembre 1942 il Pigafetta effettuò 30 scorte a convogli, 6 missioni di guerra con navi maggiori, 3 trasporti (materiali o truppe), 1 posa sbarramento mine (Marsa Matruh), 7 trasferimenti e 4 esercitazioni. Tra queste missioni vanno ricordate: la scorta convoglio del 27 maggio 1942 durante la quale vennero affondati per siluramento il Pessagno (con la perdita di metà dell'equipaggio) e il piroscafo Capo Arma; la travagliata scorta al Convoglio D del 17 ottobre 1942, durante la quale vi furono ripetuti attacchi dall'aria e dal mare con l'affondamento, oltre che di alcuni mercantili, anche del Da Verazzano. Con la Squadra Navale partecipò comunque ad alcune operazioni, quando la scarsità di mezzi spingeva Supermarina[14] ad utilizzare qualunque unità fosse disponibile. La più importante di queste missioni si svolse nell'ambito della cosiddetta Battaglia di mezzo giugno alla quale il Pigafetta partecipò inquadrato insieme all'Alpino, il Bersagliere e il Mitragliere, nella XIIIª Squadriglia Cacciatorpediniere, prendendo parte alle operazioni per l'attacco al convoglio Vigorous diretto a Malta. Durante queste operazioni il Pigafetta fu destinato a prestare una rischiosa assistenza all'incrociatore Trento, gravemente colpito da aerosiluranti e successivamente affondato dal sommergibile della Classe U P.35.

Ma oltre ai momenti tragici vi furono anche alcuni eventi curiosi. Il primo riguarda un trasporto di "materiali speciali" effettuato il 15 dicembre 1941 dal solo Pigafetta da Taranto a Bengasi. Le fonti ufficiali[15] parlano di 300 fusti di benzina, mentre altre fonti ufficiose[16] narrano di un trasporto di alcune migliaia di bottiglie di acqua minerale destinata ai piloti della Luftwaffe in Africa Settentrionale. Di questo carico, peraltro testimoniato anche da fonti indubitabili (Incisa della Rocchetta), non vi è traccia alcuna nelle pubblicazioni ufficiali.

L'altro episodio, che poteva essere tragico ma per fortuna si risolse senza danni alle persone, avvenne durante l'Operazione Aprilia (15 maggio 1942): durante un attacco di aerosiluranti al convoglio, qualcosa non funzionò nel sistema di puntamento del Pigafetta e il complesso di poppa fece fuoco fuori punteria centrando una delle motonavi scortate, la tedesca Reichenfels che riportò solo lievi danni al carico.

1942 – 1943Modifica

 
Il Pigafetta in navigazione veloce a pieno carico di mine P200.

Dall'ottobre del 1942 il comando del Pigafetta venne assunto dal C.V. Rodolfo Del Minio e contemporaneamente iniziò il periodo di attività più frenetica: le varie missioni di scorta, posa mine e trasporto truppe si susseguivano quasi incessantemente. La situazione bellica in Africa Settentrionale volgeva al peggio per le forze dell'Asse e, nel vano sforzo di mantenere le posizioni, i rifornimenti di materiali e truppe si facevano sempre più incalzanti, rinunciando spesso alla sicurezza e alla manutenzione. I risultati, in termini di perdite di navi e uomini, non tardarono a farsi sentire.

Il Pigafetta tuttavia passò praticamente indenne anche da questo periodo effettuando 7 scorte convogli, 10 pose sbarramenti mine (gli ultimi sbarramenti offensivi del conflitto), 24 trasporti truppe da e per la Tunisia e 1 verso la Corsica, 1 scorta a mezzi da sbarco per l'invasione della Corsica e la "conquista" del porto di Ajaccio (12 novembre 1942), la missione di soccorso al decimato convoglio Da Recco sul Banco di Skerki (2 dicembre 1942) e 15 trasferimenti, l'ultimo dei quali il 21 giugno 1943 da Napoli a Fiume dove la nave sarebbe entrata in cantiere per grandi lavori di manutenzione. Qui si trovava all'annuncio dell'armistizio, l'8 settembre 1943.

Durante il suo servizio bellico effettuò 213 missioni per un totale di 70675 miglia e 4175 ore di moto.

Dettaglio attività operativaModifica

Dettaglio dell'attività operativa bellica dal 10 giugno 1940 all'8 settembre 1943[17].

1940Modifica

Data Tipo missione Origine Destinazione Note
13 giugno Rastrellamento antisommergibili nel Golfo di Taranto Taranto Taranto Caposquadriglia della XV Sq. Ct (Pigafetta, Malocello e ZenoDa Verazzano non disponibile).
Al comando il C.V. Enrico Baroni
6 luglio Scorta a distanza del convoglio "Esperia" con la V Div. Corazzate (Cesare e Cavour), la IV Div. Incrociatori (Da Barbiano, Di Giussano, Cadorna e Diaz) e la XV Sq. Ct Catania Bengasi Subentrato al comando il C.V. Paolo Melodia - La missione diede origine alla Battaglia di Punta Stilo, dalla quale il Pigafetta restò tagliato fuori perché in rifornimento a Messina insieme agli altri Ct.
12 luglio Scorta Nb Giulio Cesare e Incr. Bolzano con la XV Sq. Ct Taranto La Spezia La Cesare e il Bolzano erano dirette in cantiere per lavori
14 luglio Trasferimento La Spezia Taranto
27 luglio Scorta a distanza Operazione TVL* con la IVa Div. Incrociatori (Da Barbiano e Di Giussano) e la XVa Sq. Ct Napoli Bengasi (*): Trasporto Veloce Lento: complessa operazione che prevedeva il contemporaneo trasferimento di diversi convogli a diverse velocità e su rotte diverse, accompagnati da una robusta scorta - Operazione interrotta per notizia di forze navali nemiche in avvicinamento
30 luglio Scorta a distanza Operazione TVL con la IV Div. Incrociatori (Da Barbiano e Di Giussano) e la XV Sq. Ct Taranto Augusta Operazione conclusa senza perdite
6 agosto Posa sbarramento 7AN (Canale di Sicilia) Augusta Augusta Incr. Da Barbiano e Di Giussano, Ct Pigafetta e Zeno. Posa incompleta per avaria del Malocello
8 agosto Scorta Incrociatori Da Barbiano e Di Giussano Augusta Taranto
4 novembre Scorta Incrociatore Bande Nere Valona Brindisi
14 novembre Scorta VII Div. Incrociatori durante missione di sorveglianza pendolare notturna Brindisi Brindisi Con la XV Sq. Ct
27 novembre Missione di guerra:
Bombardamento costiero Isola di Corfù
Valona Brindisi XV Sq. Ct (Con Da Verazzano rientrato in attività) - Subentra al comando il C.V. Mario Mezzadra
13 dicembre Scorta VII Div. Incrociatori per esplorazione notturna nel basso Adriatico Brindisi Brindisi Nessun avvistamento
18 dicembre Missione di guerra: Scorta Incrociatori E. di Savoia e Montecuccoli con la XV Sq. Ct Brindisi Brindisi Bombardamento costiero Albania (Lukovo) in appoggio alla Campagna di Grecia. Alcuni feriti lievi e scafo danneggiato da schegge
24 dicembre Scorta Incrociatore E. di Savoia Brindisi Valona Trasporto truppe in Albania
24 dicembre Scorta Incrociatore E. di Savoia Valona Brindisi Trasferimento
28 dicembre Posa sbarramento mine VO (Valona-Otranto) Brindisi Brindisi Scortato dallo Zeno. Posa completata senza problemi.

1941Modifica

Data Tipo missione Origine Destinazione Note
10 gennaio Scorta VII e VIII Div. Incrociatori per ricerca nemico Brindisi Brindisi XV Sq. Ct (Pigafetta, Zeno e Da Mosto)
26 gennaio Scorta Nb Littorio Taranto Messina IX e XV Sq. Ct - Scorta alla Littorio, danneggiata nel bombardamento di Taranto del 12 novembre 1940, diretta a Genova per riparazioni.
3 febbraio Scorta VII Div. Incrociatori Brindisi Brindisi XV Sq. Ct
9 febbraio Scorta VII Div. Incrociatori per ricerca nemico Brindisi Brindisi XV Sq. Ct
11 febbraio Rastrellamento antisommergibili nel Canale d'Otranto Brindisi Valona
11 febbraio Scorta P.fo Città di Milano Valona Brindisi
16 febbraio Trasferimento Brindisi Trieste Il Pigafetta rimarrà fermo per manutenzione fino al 5 aprile
19 aprile Scorta VII Div. Incrociatori per posa spezzata S1 prima tratta (Canale di Sicilia) Brindisi Augusta width="550px" Si trattava della prima posa di mine fornite dalla Marina tedesca. Posa effettuata dagli incrociatori e dai Ct Da Mosto e Da Verazzano. Di scorta Pigafetta e Zeno e la XVI sq. Ct (Da Recco e Pessagno).
23 aprile Scorta VII Div. Incrociatori per posa spezzata S1 seconda tratta (Canale di Sicilia) Augusta Taranto Posa effettuata dalle stesse unità della prima. A fine posa la torpediniera Schiaffino urta per errore le ultime mine ed esplode affondando rapidamente.
30 aprile Scorta VII Div. Incrociatori per posa sbarramento T (Tripoli) linee "d", "e", "f" e "i". Taranto Messina Posa effettuata dagli incrociatori e dai Ct Da Mosto e Da Verazzano. Di scorta Pigafetta e Zeno e la XVI sq. Ct (da Recco e Pessagno). Posa completata senza problemi.
4 maggio Scorta a distanza convoglio Mn Victoria Augusta Tripoli VII Div. Incrociatori, Ct Pigafetta, Zeno, Da Recco, Da Mosto e Da Verazzano. Numerosi attacchi aerei. Convoglio indenne.
5 maggio Scorta P.fo Marco Polo Tripoli Taranto Stesse unità della missione precedente
3 giugno Scorta IV e VII Div. Incrociatori per posa sbarramento T (Tripoli) linee "b", "c", "h", "ha" e "hb". Taranto Taranto
26 giugno Trasferimento Taranto Trapani
28 giugno Posa spezzata S2 (Canale di Sicilia) Taranto Trapani Incr. Duca d'Aosta e Attendolo, Ct Pigafetta e Pessagno scortati dai Ct Da Mosto, Da Recco e Da Verazzano. Posa completata senza problemi.
7 luglio Posa spezzata S3 (Canale di Sicilia) Trapani Taranto Incr. Duca d'Aosta, Attendolo, Bande Nere e Di Giussano, Ct Pigafetta e Pessagno. Scorta: Ct Da Mosto, Da Recco e Da Verazzano, Maestrale, Grecale e Scirocco. Posa completata senza problemi.
26 luglio Trasferimento/Esercitazione Taranto Trapani Esercitazione di navigazione in formazione con le navi-traghetto Aspromonte e Reggio in previsione della posa dello sbarramento S4
1º agosto Missione di guerra Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto e Pessagno. Rastrellamento notturno per intercettazione forza navale inglese.
2 agosto Missione di guerra Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto e Pessagno. Rastrellamento notturno per intercettazione forza navale inglese.
11 agosto Posa spezzata S41 (Canale di Sicilia) Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto, Pessagno e Da Noli con le navi-traghetto Aspromonte e Reggio. Posa completata senza problemi.
14 agosto Posa spezzata S42 (Canale di Sicilia) Trapani Trapani Non effettuata per maltempo
16 agosto Posa spezzata S42 (Canale di Sicilia) Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto, Pessagno e Da Noli con le navi-traghetto Aspromonte e Reggio. Posa completata senza problemi.
19 agosto Posa spezzata S43 (Canale di Sicilia) Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto, Pessagno e Da Noli con le navi-traghetto Aspromonte e Reggio. Posa completata senza problemi.
23 agosto Posa spezzata S44 (Canale di Sicilia) Trapani Trapani Ct Pigafetta, Da Verazzano, Da Mosto, Pessagno e Da Noli con le navi-traghetto Aspromonte e Reggio. Posa completata senza problemi.
23 agosto Missione di Guerra:
Scorta Nb Littorio e Vittorio Veneto
Trapani La Spezia Ct Pigafetta, Da Verazzano, Usodimare, Pessagno, Malocello e Da Noli. Missione di intercettazione forze navali inglesi (esito negativo). Pigafetta, Da Verazzano e Malocello proseguono per La Spezia.
27 agosto Scorta Nb Giulio Cesare La Spezia Taranto
8 settembre Esercitazione Taranto Taranto
9 settembre Esercitazione Taranto Taranto
24 settembre Esercitazione Taranto Taranto
12 ottobre Posa sbarramento mine B (Bengasi) Taranto Taranto Operazione interrotta per notizia di forze navali nemiche in avvicinamento. Non verrà mai più effettuata.
14 novembre Scorta Mn (incrociatori ausiliari) Città di Genova e Città di Napoli Taranto Bengasi Ct Pigafetta e Da Verazzano
17 novembre Scorta Mn (incrociatori ausiliari) Città di Genova e Città di Napoli Bengasi Taranto Attacco aereo senza danni
15 dicembre Trasporto "materiali speciali" Taranto Bengasi Le fonti ufficiali riportano trattarsi di "fusti di benzina".
Testimonianze dirette parlano invece di bottiglie di acqua minerale per l'aviazione germanica
16 dicembre Trasporto prigionieri di guerra Bengasi Suda
18 dicembre Trasporto prigionieri di guerra Suda Taranto

1942Modifica

Data Tipo missione Origine Destinazione Note
3 gennaio Missione di guerra:
Operazione M43 - Scorta convoglio per Tripoli
Taranto Taranto Gruppo di appoggio costituito dalle Nb Littorio, Doria e Cesare, dagli Incr. Gorizia e Trento e dai Ct Carabiniere, Alpino, Pigafetta, Da Noli, Ascari, Aviere, Geniere e Camicia Nera – Missione completata senza contatto col nemico.
20 gennaio Esercitazione lancio notturno Taranto Taranto
22 gennaio Scorta convoglio con Nb Duilio
Operazione T18
Taranto Taranto Gruppo di scorta alla Mn Victoria, costituito dalla Nb Duilio con la XV sq. Ct (Pigafetta, Oriani, Scirocco e Ascari) cui si unì successivamente la VII Div. Incr. e la XIII sq. Ct – Affondamento della Mn Victoria da aerosilurante.
1º febbraio Trasferimento Taranto Bari
3 febbraio Scorta convoglio Coste Metropolitane Bari Venezia P.fo Thorsheimer con Pessagno e Tp Calatafimi
6 febbraio Trasferimento Venezia Pola
7 febbraio Scorta convoglio Coste Metropolitane Pola Taranto Mn Dora S., Hossag e Nettuno con Pessagno e Tp Calatafimi
20 febbraio Scorta convoglio Cist. Giordani e Mn Monviso e Lerici Taranto Corfù Con Pessagno, Usodimare, Malocello, Maestrale, Scirocco e la Tp Circe
21 febbraio Scorta convoglio (Operazione K7) Corfù Tripoli Due attacchi aerei sventati dall'efficace scorta aerea. Un attacco di sommergibili sventato dalla Tp Circe che affonda il Smg P.38. Convoglio indenne.
23 febbraio Missione di guerra Tripoli Palermo
25 febbraio Scorta convoglio Coste Metropolitane
(P.fo Rondine)
Palermo Taranto
4 marzo Trasferimento Taranto Brindisi
8 marzo Scorta convoglio (Operazione V5) Brindisi Taranto Scorta combinata di un convoglio diretto a Tripoli e di un secondo di rientro in Italia. Dopo l'incontro dei due convogli, Pigafetta e Scirocco si uniscono al convoglio di ritorno. Attacco aereo senza conseguenze.
18 marzo Esercitazione Taranto Taranto
21 marzo Esercitazione Taranto Taranto
23 marzo Missione di Guerra - Scorta Nb Littorio Taranto Taranto
1º aprile Scorta convoglio Coste Metropolitane Taranto Taranto
2 aprile Scorta convoglio (Operazione Lupo) Taranto Tripoli Scorta Mn Lerici e Unione – Attacco aereo senza conseguenze.
4 aprile Missione di guerra Tripoli Taranto
7 aprile Scorta Nb Duilio e Incr. Attendolo Taranto Reggio Cal.
8 aprile Scorta Incr. Attendolo Reggio Cal. Napoli
13 aprile Scorta convoglio A.S. (Operazione Aprilia) Napoli Tripoli Durante attacco nemico viene colpita, per un errore di punteria, la Mn Reichenfels che riporta danni lievi
17 aprile Scorta Mn Bixio Tripoli Napoli Sventato attacco di sommergibile
22 aprile Scorta convoglio Coste Metropolitane
(convoglio C e convoglio K)
Napoli Napoli Scorta del convoglio C (Mn Allegri e Bertani dirette a Tripoli) da Napoli a Pantelleria. Quindi scorta del convoglio K (Mn Pisani e Ravello provenienti da Tripoli) da Pantelleria a Napoli. Nessun contatto col nemico.
30 aprile Scorta convoglio Mn Lerici e Bixio Napoli Tripoli Con Ct Zeno e Tp Orsa
6 maggio Scorta convoglio Mn Monreale e Bixio Tripoli Taranto Con Ct ZenoMonreale danneggiata da esplosione di mina alla deriva, giunge comunque a destinazione.
23 maggio Esercitazione Taranto Taranto
27 maggio Scorta convoglio P.fi Capo Arma e Gualdi Taranto Bengasi Il P.fo Capo Arma e il Ct Pessagno vengono affondati per siluramento dal Smg Turbulent.
30 maggio Scorta Mn Ankara Bengasi Taranto Via Pireo-Corinto
12 giugno Trasferimento Taranto Brindisi
14 giugno Missione di Guerra (Scorta Nb Littorio e Vittorio Veneto):
Battaglia di Mezzo giugno
Brindisi Messina Affondamento Incrociatore Trento. Il Pigafetta presta assistenza al Trento e, dopo il suo affondamento, rientra in porto con i feriti.
14 luglio Scorta Nave Pacinotti Messina Taranto
17 luglio Trasferimento Taranto Brindisi
20 luglio Scorta convoglio (Mn Rosolino Pilo) Brindisi Navarino Con Ct Premuda – Attacco aereo senza conseguenze
22 luglio Scorta convoglio (Mn Rosolino Pilo) Navarino Bengasi Con Ct Premuda – Nessun contatto con il nemico.
24 luglio Scorta convoglio (Mn Unione) Bengasi Taranto Con Ct Premuda – Recuperati naufraghi aviatori inglesi.
2 agosto Posa sbarramento mine (Marsa Matruh) Taranto Lero Con Ct Da Verazzano – Posa non effettuata
6 agosto Posa sbarramento mine (Marsa Matruh) Lero Suda Con Ct Da Verazzano
10 agosto Scorta convoglio (P.fo Italia) Suda Pireo Con Ct Da Verazzano
20 agosto Scorta convoglio (P.fi Pugliola e Kreta e Cist. Fassio) Pireo Tobruk Con Ct Da Verazzano, Tp. Procione e Lupo – Numerosi attacchi aerei senza conseguenze.
23 agosto Scorta convoglio (Mn Città di Alessandria) Tobruk Pireo Con Ct Da Verazzano – Attacchi aerei senza conseguenze.
30 agosto Scorta convoglio (P.fo Menes) Pireo Iraklion
3 settembre Scorta convoglio (P.fo Menes) Iraklion Pireo
9 settembre Scorta convoglio (P.fo Città di Savona) Pireo Suda Con Ct Hermes (Kriegsmarine)
12 settembre Scorta convoglio (P.fo Proserpina) Suda Pireo
18 settembre Scorta convoglio A.S. (P.fo Foscolo) Pireo Tobruk Con Ct Da Verazzano e Tp Solferino
19 settembre Trasferimento Tobruk Pireo Con Ct Da Verazzano
21 settembre Trasferimento Pireo Patrasso Con Ct Da Verazzano
22 settembre Trasferimento Patrasso Taranto Con Ct Da Verazzano
3 ottobre Scorta convoglio A.S. (P.fo Valfiorita) Taranto Corfù Con Ct Camicia Nera e SaettaValfiorita silurato da aereo ma giunge comunque a destinazione.
5 ottobre Scorta convoglio A.S. (Mn Sestrière) Corfù Bengasi Con Ct Camicia Nera, Zeno, Folgore e Saetta e Tp Antares – Attacco aereo senza conseguenze.
7 ottobre Rientro Bengasi Navarino Con Ct Folgore
8 ottobre Rientro Navarino Messina
12 ottobre Trasferimento Messina Trapani Subentra al comando il C.V. Rodolfo Del Minio
13 ottobre Posa sbarramento S71 Trapani Palermo Con Ct Zeno, Da Noli e Da Verazzano - Posa completata senza problemi.
17 ottobre Trasferimento Palermo Napoli In preparazione alla posa dello sbarramento S72
17 ottobre Scorta convoglio D
(Cist. Saturno, P.fi Capo Orso, Beppe e Titania)
Napoli Tripoli Con Ct Da Verazzano, Oriani, Gioberti, Da Noli e Ascari – Il convoglio subisce continui attacchi da sommergibili e aerei. Il Smg Unbending affonda per siluramento Da Verazzano e Beppe. Successivamente anche il Titania viene colpito da un aerosilurante e, dopo lunghi tentativi di rimorchio, viene nuovamente silurato da un sommergibile e affonda.
21 ottobre Rientro Tripoli Palermo
28 ottobre Trasferimento Palermo Trapani
29 ottobre Posa sbarramento S72 Trapani Trapani Con Ct Zeno e Da Noli e Tp Castelfidardo - Posa completata senza problemi.
3 novembre Posa sbarramento S73 Trapani Trapani Con Ct Zeno e Da Noli e Tp Castelfidardo - Posa completata senza problemi.
7 novembre Posa sbarramento S8 Trapani Palermo Con Incr. Attilio Regolo e Ct Zeno, Da Noli, Mitragliere, Corazziere e Ascari - Posa completata senza problemi. Durante il rientro l'Attilio Regolo viene silurato dal Smg Unruffled riportando l'asportazione della prora. Dopo un lento e difficoltoso rimorchio, complicato dall'attacco con siluri da parte del Smg United, il gruppo rientra in porto senza altri danni.
11 novembre Scorta mezzi da sbarco Corsica Livorno Bastia Scorta Incr. Bari e trasporti truppe.
12 novembre Trasporto truppe Bastia Ajaccio
14 novembre Scorta Convoglio Livorno Bastia
15 novembre Scorta Convoglio Bastia Cagliari
2 dicembre Soccorso al Convoglio H ai Banchi di Skerki Trapani Trapani Il convoglio H (Mn Puccini e Aspromonte, Pf.i Aventino e K.T.I) scortato dai Ct Da Recco, Camicia Nera e Folgore e dalle Tp Procione e Clio viene decimato dalla Forza Q inglese con la perdita del Folgore e dei mercantili K.T. I, Aventino, Puccini e Aspromonte e gravi danni a Da Recco e Procione. Pigafetta e Da Noli eseguono il soccorso e recupero del Da Recco.
5 dicembre Posa sbarramento S93 Trapani Trapani Con Ct Da Noli – Posa effettuata senza problemi
10 dicembre Trasporto truppe Trapani Biserta Con Ct Da Noli, Mitragliere, Ascari e Grecale
10 dicembre Trasporto truppe Biserta Trapani Con Ct Da Noli, Mitragliere, Ascari e Grecale
- Trasferimento Trapani Palermo
20 dicembre Trasferimento Palermo Trapani Attacco di sommergibile sventato senza danni
21 dicembre Trasporto truppe Trapani Biserta Con Ct Da Noli
21 dicembre Trasporto truppe Biserta Palermo Con Ct Da Noli, Bombardiere e Corazziere
23 dicembre Trasporto truppe Palermo Tunisi Con Ct Da Noli e Zeno
24 dicembre Scorta Convoglio Tunisi Palermo Con Ct Da Noli e Zeno
26 dicembre Trasporto truppe Palermo Tunisi Con Ct Zeno e Legionario
27 dicembre Trasporto truppe Tunisi Palermo Con Ct Zeno e Legionario
29 dicembre Trasporto truppe Palermo Tunisi Con Ct Zeno e Da Noli
30 dicembre Rientro Tunisi Palermo Con Ct Zeno e Da Noli

1943Modifica

Data Missione Origine Destinazione Note
6 gennaio Trasporto truppe Palermo Biserta Con Ct Da Noli, Bersagliere e Granatiere
6 gennaio Trasporto truppe Biserta Palermo Con Ct Da Noli, Bersagliere e Granatiere – Il 7 gennaio bombardamento aereo del porto di Palermo con affondamento del Bersagliere, mentre il Pigafetta e gli altri Ct subirono solo lievi danni
8 gennaio Trasporto truppe Palermo Biserta Con Ct Granatiere e Gioberti
9 gennaio Scorta Convoglio (Mn Calino e Ankara) Biserta Palermo Con Ct Granatiere e Gioberti
Il Pigafetta rientra a Palermo dove rimarrà fermo per lavori dal 10 al 18 gennaio
20 gennaio Posa sbarramento S98 Trapani Trapani Con i Ct Da Noli, Zeno, Corazziere e Ascari – Posa completata senza problemi
24 gennaio Posa sbarramento S99 Trapani Trapani Con i Ct Da Noli, Zeno, Corazziere e Ascari – Posa completata senza problemi
28 gennaio Trasporto truppe Trapani Biserta Con i Ct Da Noli e Zeno
28 gennaio Rientro Biserta Trapani Con i Ct Da Noli e Zeno
30 gennaio Posa sbarramento S910 Trapani Trapani Con i Ct Da Noli, Zeno, Corazziere e Ascari – Posa completata senza problemi
8 febbraio Posa sbarramento S62 Trapani Trapani Con i Ct Da Noli, Malocello, Zeno, Mitragliere e Legionario – Posa completata senza problemi
21 febbraio Trasporto truppe Palermo Tunisi Con i Ct Da Noli, Malocello, Zeno e Alpino
21 febbraio Rientro Tunisi Palermo Con i Ct Da Noli, Malocello, Zeno e Alpino
25 febbraio Posa sbarramento S101 Trapani Trapani Non effettuata per sospetto sabotaggio con mine dei Ct destinati alla missione
27 febbraio Posa sbarramento S101 Trapani Trapani Con i Ct Da Noli, Malocello, Zeno e Alpino – Posa completata. Al rientro, durante manovra di evitamento siluro, per avaria al timone il Da Noli entra in collisione con lo Zeno, riportando entrambi gravi danni.
1º marzo Trasporto truppe Trapani Tunisi Con i Ct Malocello e Premuda e successivamente Alpino e Fuciliere
1º marzo Rientro Tunisi Trapani Con i Ct Malocello e Premuda
13 marzo Trasferimento Trapani Taranto Il Pigafetta rimase fermo a Taranto per lavori fino all'aprile 1943
16 aprile Trasporto truppe Gaeta Tunisi Con Ct Pancaldo
17 aprile Rientro Tunisi Gaeta Con Ct Pancaldo - Recupero di naufrago della RAF
22 aprile Trasporto truppe Gaeta Tunisi Con Ct Pancaldo
23 aprile Trasporto truppe Tunisi Pozzuoli Con Ct Pancaldo
24 aprile Trasferimento Pozzuoli Gaeta
25 aprile Trasporto truppe (ultima missione bellica del Pigafetta) Gaeta Tunisi Con Ct Pancaldo e Hermes (della Kriegsmarine)
26 aprile Rientro Tunisi Trapani Con Ct Pancaldo e Hermes (della Kriegsmarine) – Attacco aereo con lievi danni al Pigafetta
- Trasferimento Trapani Pozzuoli Subentra al comando il C.V. Antonio Raffai
- Trasferimento Pozzuoli Napoli
- Trasferimento Napoli Pozzuoli
21 giugno Trasferimento Napoli Fiume Fermo per lavori fino all'armistizio. Verrà sabotato dall'equipaggio.
TA44
Descrizione generale
TipoTorpediniera
Entrata in servizio10 settembre 1943
Destino finaleAffondato il 17 febbraio 1945
Caratteristiche generali
Dislocamento2125 (standard) t
(pieno carico) 2888
Lunghezza110 m
Larghezza11,1 m
Velocità28 nodi (52 km/h)
Autonomia5000 miglia a 18 nodi
Circa 1200 miglia a 28 nodi
Equipaggio12/15 ufficiali, 210/215 sottufficiali e marinai
Equipaggiamento
Sensori di bordoRadar Fu.Mo. 31
Armamento
Armamento
  • 6 cannoni Ansaldo mod. 1926 da 120/50 in 3 torri binate
  • 2 mitragliere antiaeree Breda mod. 1938 da 37/54 in impianti singoli
  • 7 mitragliere Breda mod. 1935 da 20/65 in impianti singoli
  • 3 tubi lanciasiluri tipo San Giorgio da 533 mm in 1 impianto trinato in linea
  • 2 ferroguide per posa mine (64/104 mine)
  • 30 B.T.G. tipo W.B "D" da 125 kg + 10 B.T.G. 30/1941 da 30 kg
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ArmistizioModifica

Dopo l'armistizio dell'8 settembre il Pigafetta era ancora fermo per lavori. Non potendo quindi muoversi, fu sabotato dal proprio equipaggio nel porto di Fiume: la maggior parte delle apparecchiature fu rimossa e imbarcata su di un mercantile che venne poi affondato in acque profonde.

Utilizzo nella Kriegsmarine - TA 44Modifica

Dopo il sabotaggio e l'abbandono, il Pigafetta venne recuperato dai tedeschi e rimesso in efficienza, rientrando in servizio nella 9a squadriglia Torpedoboote Ausland nel 1944 con la sigla TA 44. Svolse ancora per qualche mese attività bellica in alto Adriatico e venne definitivamente affondato il 17 febbraio 1945 nel porto di Trieste durante un bombardamento aereo alleato. La carcassa semiaffondata venne recuperata e demolita nel 1947 dalla ditta Tripcovich.

NoteModifica

  1. ^ I "Navigatori" fin dal loro esordio manifestarono gravi problemi di stabilità longitudinale, con angoli di rollio molto marcati, dovuti alla combinazione di uno scafo di forma piuttosto sottile e di una sovrastruttura massiccia e pesante. Per questo motivo le unità entrate in servizio prima del 1930 furono presto richiamate in cantiere per un primo ciclo di lavori di alleggerimento della sovrastruttura.
  2. ^ Del Minio.
  3. ^ Nell'artiglieria navale le misure dei cannoni e delle mitragliere pesanti viene espressa con una frazione il cui numeratore rappresenta il diametro del proiettile in millimetri (in questo caso 120 mm) e il denominatore rappresenta la lunghezza della canna in "calibri", cioè in diametri del proiettile (in questo caso 50 calibri corrispondono a 120 mm x 50 = 6000 mm cioè 6 metri).
  4. ^ I cannoni Ansaldo 1926 120/50 erano assemblati in complessi "binati", cioè a due canne affiancate e "scudati", cioè protetti su quattro lati (anteriormente, lateralmente e superiormente) da una corazzatura per proteggere i serventi.
  5. ^ La controplancia è la piattaforma, solitamente scoperta, costituita dal "tetto" della plancia. In questo tipo di nave ospitava parte dell'armamento antiaereo e degli strumenti per la conduzione del tiro.
  6. ^ Il "castello" di una nave è una struttura a ponte che si estende al di sopra del ponte di coperta ricoprendolo parzialmente. Può esservi un castello di prora, di poppa o, in alcuni casi, essere presente anche a centro nave.
  7. ^ Con il termine "tuga" si intende qualunque costruzione rialzata sopra il ponte di coperta (cioè il piano orizzontale calpestabile che ricopre superiormente lo scafo) che sia più stretta del ponte stesso. Solitamente contiene locali di servizio, attrezzature o apparati necessari al funzionamento della nave. Le unità della classe Navigatori avevano, oltre alla tuga prodiera a più piani contenente la plancia, altre due tughe più piccole a centro nave e a poppa che ospitavano locali di servizio. Al di sopra di queste vi erano le piattaforme dei complessi binati da 120/50 centrale e poppiero, collegate fra di loro e con il ponte di castello da due passerelle.
  8. ^ Arma esplosiva che veniva trainata tramite un cavo e munita di dispositivi che la mantenevano immersa ad una profondità prefissata. L'esplosione avveniva per contatto contro lo scafo del sommergibile.
  9. ^ Il dragaggio delle mine può avvenire in maniera sistematica, solitamente ad opera di apposite unità dragamine, oppure in condizioni operative di un gruppo navale ad opera di unità di scorta (cacciatorpediniere o torpediniere) che precedono le unità maggiori, intercettando con i paramine eventuali ordigni che si trovassero sulla rotta. In questo caso si parla di "dragaggio in corsa".
  10. ^ Apposite rotaie su cui poggiavano le mine durante il trasporto e potevano poi scorrervi al momento della posa.
  11. ^ Gli sbarramenti "difensivi" venivano posti nei pressi dei porti amici per rendere più difficile l'avvicinamento delle unità nemiche e l'appostamento dei sommergibili nemici. Gli sbarramenti "offensivi" venivano posti in prossimità dei porti nemici e sulle rotte abitualmente percorse dai convogli nemici.
  12. ^ Nella seconda guerra mondiale la Marina italiana fu impegnata quasi totalmente nell'assicurare da un lato i rifornimenti alle truppe italiane e tedesche che combattevano in Africa Settentrionale, rifornimenti che potevano avvenire in forma massiccia solamente via mare. Dall'altro lato nel cercare di intercettare e distruggere i rifornimenti inglesi che attraversavano il Mediterraneo tra Gibilterra, Malta e Alessandria d'Egitto. Per questo motivo la guerra italiana sul mare fu, comunque la si veda, una guerra per i convogli e con tale appellativo viene spesso ricordata. Vedi anche G. Giorgerini, op. cit.
  13. ^ Per scortare efficacemente una corazzata della classe Littorio o i più moderni incrociatori, in grado di mantenere i 30 nodi, le unità di scorta dovevano poter raggiungere una velocità ben superiore, in modo da poter compiere azioni di attacco con siluri o schermare le unità scortate con azioni evasive. I 28 nodi che il Pigafetta e le altre unità della classe Navigatori potevano raggiungere dopo le ultime grandi modifiche allo scafo, non erano quindi sufficienti per poterle utilizzare in questo tipo di missione.
  14. ^ Veniva brevemente chiamato "Supermarina" l'organo operativo dello Stato Maggiore centrale. Alle dirette dipendenze del Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, esso costituiva in pratica il comando superiore esecutivo delle Forze in mare, con compiti di pianificazione strategica, informazione, comando e supervisione delle operazioni belliche navali. G. Fioravanzo. L'organizzazione della Marina durante il conflitto, op. cit.
  15. ^ Fioravanzo 1964.
  16. ^ Incisa della Rocchetta.
  17. ^ Le informazioni riportate sono tratte prevalentemente dall'opera citata di Agostino Incisa della Rocchetta, integrate dai dati ufficiali contenuti nei volumi della serie La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale citata in bibliografia e dagli articoli di R. Del Minio su Storia Militare (op. cit.).

BibliografiaModifica

  • Erminio Bagnasco, Maurizio Brescia. La mimetizzazione delle navi italiane 1940-1945. Parma, Ermanno Albertelli Editore, 2006. ISBN 88-7372-519-8
  • Franco Bargoni. Esploratori Italiani. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1996.
  • Maurizio Brescia. Cacciatorpediniere Classe "NAVIGATORI". Parma, Ermanno Albertelli Editore, 1995. ISBN 88-85909-57-4
  • Aldo Cocchia. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1941 al 30 settembre 1942. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962.
  • Aldo Cocchia e Filippo De Palma. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VI: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1958.
  • Luis de la Sierra. La guerra navale nel Mediterraneo: 1940-1943. Milano, Mursia, 1998. ISBN 88-425-2377-1
  • Rodolfo Del Minio, Sulle rotte dei convogli. 1ª parte, in Storia Militare, nº 151, aprile 2006, pp. 23-35.
  • Rodolfo Del Minio, Sulle rotte dei convogli. 2ª parte, in Storia Militare, nº 152, maggio 2006, pp. 26-38.
  • Rodolfo Del Minio, Sulle rotte dei convogli. 3ª parte, in Storia Militare, nº 153, giugno 2006, pp. 44-56.
  • Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. IV: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941, Ufficio Storico della Marina Militare, 1959.
  • Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. V: La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 1º aprile 1941 all'8 settembre 1943, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1960.
  • Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. VIII: La Guerra nel Mediterraneo – La difesa del Traffico coll'Africa Settentrionale: dal 1º ottobre 1942 alla caduta della Tunisia, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1964.
  • Giuseppe Fioravanzo, La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. XXI: L'organizzazione della Marina durante il conflitto – Efficienza all'apertura delle ostilità, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1972.
  • Giorgio Giorgerini, La battaglia dei convogli in Mediterraneo, Milano, Mursia, 1977.
  • Agostino Incisa Della Rocchetta, Un CT e il suo equipaggio. Mare Mediterraneo 1940-43, Ferrara, Giovanni Vicentini Editore, 1988.
  • Pier Filippo Lupinacci. La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Vol. XVIII: La Guerra di Mine. Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1966.
  • Tullio Marcon, L'esigenza C2: Corsica, in Storia Militare, nº 153, 2006, pp. 19-25.
  • Ufficio Storico della Marina Militare. La battaglia dei convogli: 1940-1943. Roma, 1994.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica