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Anurognathidae
Anurognathidae.jpg
Ricostruzione di alcuni anurognatidi, in scala
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Ordine † Pterosauria
Clade † Caelidracones
Famiglia Anurognathidae
Nopcsa, 1928
Nomenclatura binomiale
Anurognathus ammoni
Döderlein, 1923
Generi

Anurognathidae (il cui nome significa "fauci senza coda") è una famiglia di pterosauri vissuti dal Giurassico medio al Cretaceo inferiore, circa 164-125 milioni di anni fa (Calloviano-Aptiano), i cui resti fossili sono stati ritrovati in Europa, Asia e forse anche in Nord America.

DescrizioneModifica

 
Fossile di Jeholopterus, mostrante le impressioni di picnofibre sul corpo

Questi pterosauri sono caratterizzati soprattutto dalle loro ridotte dimensioni, da cranio e collo corti e dalla coda ridotta se non assente. Si conoscono ben quattro generi certi: Anurognathus, dal Giurassico superiore della Germania, Jeholopterus, dal Giurassico medio-superiore della Cina[1], Dendrorhynchoides, dal Giurassico medio[2] della Cina e Batrachognathus, dal Giurassico superiore del Kazakhstan.

Bennett (2007) ha affermato che l'olotipo di Mesadactylus, BYU 2024, un sinsacro, appartiene ad un anurognathide.[3] Il Mesadactylus risale al Giurassico superiore della Formazione Morrison degli Stati Uniti. Sono stati riportati anche resti indefiniti di anurognatidi provenienti dal Giurassico medio di Bakhar Svita, in Mongolia.[4][5] Un ulteriore fossile di anurognatide è stato ritrovato in rocce sedimentarie vicino alla città di Sinuiju, nella Corea del Nord, e risalenti al Cretaceo inferiore, fornendo la prima prova di anurognatidi risalenti al Cretaceo.[6] Il ritrovamento del Versperopterylus risalente al Cretaceo inferiore, circa 122 milioni di anni fa (Aptiano), ha confermato la presenza di generi anche nel Cretaceo.[7]

Nel 2018, Yang et al. descrissero due esemplari di anurognatidi (forse appartenenti al genere Jeholopterus o Dendrorhynchoides) risalenti all'inizio del Giurassico superiore, circa 160 milioni di anni fa, e provenienti dalla Formazione Tiaojishan. I due esemplari sono quasi completi e squisitamente conservati. In particolare, il corpo di questi esemplari risulta ricoperto da almeno 4 tipi i strutture tegumentarie: Il tipo più semplice di picnofibre, come osservato in altri esemplari di pterosauri, sono filamenti cavi che somigliano superficialmente a capelli o peli. Questo primo tipo è stato ritrovato intorno alla testa, collo, torso, e arti, e raggiungono una lunghezza di 3-13 millimetri (1/8-1/2 pollici). Il secondo tipo di picnofbre possiede anch'esso un filamento centrale cavo assieme a filamenti multipli che si irradiano dall'apice del filamento centrale comune assieme a ciuffi di lunghi filamenti uniti in una base comune, ritrovati su collo, braccia, piedi e coda. Il terzo tipo di picnofibre somiglia al secondo con una lunga setola che si estende dagli altri filamenti. Questo tipo di filamento è stato ritrovato solo intorno alla bocca e potrebbe aver aiutato l'animale a catturare insetti, come le piume presenti in alcuni uccelli insettivori, come i succiacapre. Il quarto tipo di picnofibre è composto da ciuffi morbidi che somigliano al piumino degli uccelli, e sono stati ritrovati sulle ali. All'interno dei filamenti di uno degli esemplari sono stati individuati dei melanosomi, insieme ad un pigmento chiamato feomelanina, che avrebbe dato alle picnofibre dell'animale un colore marrone-rossastro.[8]

Successivamente tale studio è stato oggetto di critica di parte della comunità scientifica , in particolare è sotto esame la mancanza della presenza di actinofibrilis già riscontrate sulle membrane alari di molti altri pterosauri .[9]

Ciò potrebbe indicare che l'esame al microscopio, basato sulla presenza ed osservazione di strutture cheratinose ( la cheratina è componente essenziale tanto delle actinofibrilis che della picnofibra) ,avrebbe confuso le comuni actinofibrilis con la presunta picnofibra di quarto tipo .[9]

Inoltre il noto ed autorevole esperto di pterosauri, Christopher Bennett ha smorzato la similitudine tra queste nuove setole sfilacciate e scomposte di picnofibra, e il ben più evoluto e definito tegumento di proto-piuma o piuma , riscontrato in alcuni dinosauri coelurosauri ed uccelli .[9]

ClassificazioneModifica

La famiglia Anurognathidae fu denominata nel 1928 da Franz Nopcsa von Felső-Szilvás come sottofamiglia Anurognathinae, con Anurognathus come genere tipo. Il nome Anurognathidae, a livello di famiglia, è stato utilizzato per la prima volta da Oskar Kuhn nel 1967. Sia Alexander Kellner sia David Unwin nel 2003, hanno definito il gruppo come un clade che comprendeva l'ultimo antenato comune di Anurognathus e Batrachognathus e tutti i suoi discendenti.

 
Fossile di Dendrorhynchoides curvidentatus

La filogenesi di Anurognathidae è piuttosto incerta. Alcune analisi, come quelle di Kellner, li collocano in una posizione piuttosto basale nell'ordine degli pterosauri. Tuttavia, essi presentano alcune caratteristiche in comune con gli pterodattiloidi più evoluti, come le ossa della coda corte e fuse tra loro. Nel 2010, un'analisi di Brian Andres ha indicato Anurognathidae come il sister taxon di Pterodactyloidea. Questo si adatta meglio al record fossile perché non sono noti anurognatidi primitivi che richiederebbero una linea fantasma di oltre sessanta milioni di anni.[10]

PaleobiologiaModifica

Gli anurognatidi sono ritenuti animali notturni o crepuscolari, simili ai pipistrelli; Il fatto che molti anurognatidi avessero grandi orbite, supporta l'idea che questi animali si fossero adattati a vedere nell'oscurità. I denti degli anurognatidi suggerisce inoltre che essi fossero insettivori, anche se alcuni di loro potrebbero aver predato anche altri animali, come ad esempio Jeholopterus, che potrebbe essere stato un piscivoro (mangiatore di pesce).

NoteModifica

  1. ^ K. -Q. Gao e N. H. Shubin, Late Jurassic salamandroid from western Liaoning, China, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 109, nº 15, 2012, pp. 5767–72, DOI:10.1073/pnas.1009828109, PMC 3326464, PMID 22411790.
  2. ^ Lü Junchang and David W.E. Hone, A New Chinese Anurognathid Pterosaur and the Evolution of Pterosaurian Tail Lengths, in Acta Geologica Sinica, vol. 86, nº 6, 2012, pp. 1317–1325, DOI:10.1111/1755-6724.12002.
  3. ^ Bennett, S. C. (2007). "Reassessment of Utahdactylus from the Jurassic Morrison Formation of Utah". Journal of Vertebrate Paleontology 27(1): 257–260
  4. ^ Unwin, D. M. & Bakhurina, N. N. (2000): Pterosaurs from Russia, Middle Asia and Mongolia. – In: M. J. Benton, M. A. Shishkin, D. M. Unwin & E. N. Kurochin (Eds), The age of dinosaurs in Russia and Mongolia; Cambridge (Cambridge University Press), 420–433.
  5. ^ Barrett, P.M., Butler, R.J., Edwards, N.P., & Milner, A.R. Pterosaur distribution in time and space: an atlas. p61-107. in Flugsaurier: Pterosaur papers in honour of Peter Wellnhofer. 2008. Hone, D.W.E., and Buffetaut, E. (eds). Zitteliana B, 28. 264pp.[1]
  6. ^ https://www.researchgate.net/publication/292714994_Early_Cretaceous_birds_and_pterosaurs_from_the_Sinuiju_Series_and_geographic_extension_of_the_Jehol_Biota_into_the_Korean_Peninsula
  7. ^ J. Lü, Q. Meng, B. Wang, D. Liu, C. Shen e Y. Zhang, Short note on a new anurognathid pterosaur with evidence of perching behaviour from Jianchang of Liaoning Province, China (PDF), in D.W.E. Hone, M.P. Witton e D.M. Martill (a cura di), New Perspectives on Pterosaur Palaeobiology, Geological Society, London, Special Publications, vol. 455, London, The Geological Society of London, 2017, DOI:10.1144/SP455.16.
  8. ^ Zixiao Yang, Baoyu Jiang, Maria E. McNamara, Stuart L. Kearns, Michael Pittman, Thomas G. Kaye, Patrick J. Orr, Xing Xu e Michael J. Benton, Pterosaur integumentary structures with complex feather-like branching, in Nature Ecology & Evolution, vol. 3, nº 1, 2019, pp. 24–30, DOI:10.1038/s41559-018-0728-7.
  9. ^ a b c Pterosaurs Sported Feathers, Claim Scientists, su the-scientist.com.
  10. ^ Brian Andres; James M. Clark & Xu Xing (2010). "A new rhamphorhynchid pterosaur from the Upper Jurassic of Xinjiang, China, and the phylogenetic relationships of basal pterosaurs", Journal of Vertebrate Paleontology, Volume 30, Issue 1 January 2010 , pages 163 - 187

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