Aphelocoma ultramarina

specie di uccello
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Ghiandaia dei vulcani
Transvolcanic Jay - San Sebastián de Oeste, Jalisco, Mexico.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Corvidae
Genere Aphelocoma
Specie A. ultramarina
Nomenclatura binomiale
Aphelocoma ultramarina
(Bonaparte, 1825)

La ghiandaia dei vulcani (Aphelocoma ultramarina (Bonaparte, 1825)) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia Corvidae[2].

EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, ultramarina, deriva dal latino e significa "blu oltremare", in riferimento alla colorazione di questi uccelli.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Misura 28-32 cm di lunghezza, per 120-150 g di peso[3]: a parità d'età, i maschi sono lievemente più grossi e pesanti rispetto alle femmine[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio, muniti di grossa testa squadrata e appiattita, becco conico e massiccio dalla punta lievemente adunca, ali arrotondate e digitate, forti zampe e lunga coda (quasi la metà del totale) dall'estremità squadrata: nel complesso, la ghiandaia dei vulcani ricorda molto l'affine ghiandaia messicana, rispetto alla quale differisce per la maggiore estensione del grigio pettorale.

Il piumaggio si presenta di colore azzurro-bluastro su testa, dorso, ali e coda: fra i lati del becco e l'area temporale il blu è più scuro, a formare una mascherina, mentre la gola è più chiara e tende al bianco-grigiastro. Allo stesso modo, la colorazione del dorso è più opaca e tendente al grigiastro.
Il petto e la parte superiore di ventre e fianchi sono di color grigio-topo, con sfumature cannella: il resto del ventre ed il sottocoda, invece, sono di colore bianco.

Il becco e le zampe sono di colore nerastro: gli occhi sono invece di colore bruno scuro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelli dalle abitudini di vita diurne, che vivono in coppie o in gruppetti a base familiare, passando la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo, cosa che viene svolta indifferentemente al suolo o fra i rami di alberi e cespugli.

AlimentazioneModifica

Si tratta di uccelli onnivori, specializzati nel cibarsi di pinoli e ghiande (che vengono inoltre stipati in nascondigli scavati nel terreno, per poi essere recuperati durante i periodi di magra) ma molto opportunisti e pronti a nutrirsi un po' di tutto ciò che riescono a reperire nel proprio areale, dalle granaglie agli insetti, al nettare, a piccoli vertebrati, uova e bacche.

RiproduzioneModifica

Mancano informazioni sull'evento riproduttivo di questi uccelli: tuttavia, si ha motivo di ritenere che esso non differisca, per modalità e tempistica, da quanto osservabile nelle specie congeneri.

Distribuzione e habitatModifica

La ghiandaia dei vulcani è endemica del Messico centrale, del quale popola la Fascia Vulcanica Trasversale dallo Jalisco a Veracruz.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree boschive miste, con predominanza di pino e quercia.

TassonomiaModifica

Se ne riconoscono due sottospecie[2]:

  • Aphelocoma ultramarina colimae Nelson, 1899 - diffusa in Jalisco e Colima;
  • Aphelocoma ultramarina ultramarina (Bonaparte, 1825) - la sottospecie nominale, diffusa nella rimanente parte dell'areale occupato dalla specie;

In passato, anche la ghiandaia messicana veniva considerata una sottospecie di quella dei vulcani (ai tempi chiamata "ghiandaia messicana"), tuttavia in passato si è ritenuto maggiormente corretto separare le due popolazioni[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International, Aphelocoma ultramarina, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 7 ottobre 2018.
  3. ^ a b (EN) Ultramarine Jay (Aphelocoma ultramarina), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 7 ottobre 2018.

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