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Appuntamento a Liverpool

film del 1988 diretto da Marco Tullio Giordana

TramaModifica

Caterina è una ventenne cremonese, orfana di padre, morto davanti ai suoi occhi tre anni prima a Bruxelles nella strage dell'Heysel. Commessa in un negozio, vive tentando di dimenticare il dramma nonostante sia ossessionata da visioni e incubi.

Un ispettore di polizia britannico, determinato a consegnare alla giustizia tutti i responsabili, la convoca nuovamente quale testimone oculare, essendo emersi nuovi elementi. Caterina riconosce quale assassino un giovanotto di Liverpool, un modesto conduttore di taxi. La ragazza preferisce tacere e anzi si appropria della foto segnaletica per poterlo rintracciare nella città britannica e operare la sua vendetta, avvalendosi di una pistola da una gang criminale locale la quale a sua volta cerca di dissuaderla. Secondo il commento del boss, la foto descrive un uomo distrutto, senza più alcun desiderio di vivere.

I due finalmente si incontrano in una cupa sera a Liverpool, chiedendo lei una corsa fino al celeberrimo Cavern club, locale dove esordirono i Beatles, e come commenta divertito il tassista, un luogo gettonatissimo dai turisti nonostante sia chiuso oramai da anni. Caterina fa per sparargli dal sedile posteriore ma è inserita la sicura.

Qualche giorno dopo la ragazza si reca in un "suburbio", dalle caratteristiche e tristi file di case, aspettando che l'uomo esca in strada ma stavolta non è solo: reca con sé una bambina che a malapena cammina. I due si allontanano ignari da una Caterina attonita. Il film si conclude con lo sguardo innocente della piccola rivolta verso la protagonista. La ragazza commenta di aver raggiunto "troppo tardi" il responsabile della morte del padre.

Collegamenti esterniModifica

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