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Arata Isozaki
Premio Premio Pritzker 2019

Arata Isozaki (磯崎新 Isozaki Arata?; Ōita, 23 luglio 1931) è un architetto giapponese della prefettura di Ōita.

Indice

BiografiaModifica

Laureato all'Università di Tokyo nel 1954, è stato allievo di Kenzō Tange ed ha fatto parte del suo studio. Nel 1963 ha fondato l'"Arata Isozaki Atelier", che oggi è divenuto "Arata Isozaki & Associates". Isozaki ha vinto nel 1986 la medaglia d'oro del RIBA. In Italia un suo progetto ha vinto la gara internazionale per la nuova uscita monumentale degli Uffizi a Firenze, che è stato completato fino al progetto esecutivo ed è in attesa di essere realizzato in coda ai lavori per il rinnovamento del museo. Ha realizzato il Palasport Olimpico di Torino, che durante le olimpiadi del 2006 ha ospitato le gare di hockey su ghiaccio. L'architetto ha inoltre progettato uno dei tre nuovi edifici prossimi alla costruzione nel centro di Milano: il Dritto, e affiancato da lo Storto e il Curvo. Dal 2005 ha aperto insieme ad Andrea Maffei, suo socio italiano, lo studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati srl a Milano per sviluppare nuovi progetti in Italia.

È membro del Building Council del Giappone, socio onorario dell'Accademia Tiberina a Roma e dell'Istituto Americano degli Architetti, membro onorario del Bund Deutscher Architekten, Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese.

RiconoscimentiModifica

  • 1967 Premio per la Libreria della Prefettura di Oita dall'Istituto d'Architettura del Giappone
  • 1968 Premio per la Libreria della Prefettura di Oita dal Libro Annuale dell'Architettura
  • 1969 Premio Artist's Newcomer per l'Oita Branch, Fukuoka City Bank assegnato dal Ministero della Cultura del Giappone
  • 1975 Premio per il Gunma Prefectural Museum of Fine Arts
  • 1975 Premio per la Kitakyushu Central Library
  • 1980 Premio speciale per l'Expo 1970 dall'Architectural Institute of Japan
  • 1983 Mainichi Art Award per il Tsukuba Center Building
  • 1988 Asahi Award dall'Asahi Shimbrun
  • 1988 Arnold W. Brunner Memorial Prize dall'Accademia Americana
  • 1988 Istituto delle Arti e delle Lettere
  • 1990 Chicago Architecture Award
  • 1996 Leone d'oro alla Mostra internazionale di architettura di Venezia
  • 2019 Pritzker Prize[1]

Opere principaliModifica

Periodo brutalistaModifica

Periodo postmodernoModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Arata Isozaki | The Pritzker Architecture Prize, su www.pritzkerprize.com. URL consultato il 6 marzo 2019.
  2. ^ Milano CityLife Archiviato il 30 agosto 2011 in Internet Archive., sito ufficiale del progetto

BibliografiaModifica

  • Brunilde Barattucci e Bianca Di Russo, Arata Isozaki architetture 1959-1982, Roma, Officina, 1983, SBN IT\ICCU\UFI\0001431.
  • AA.VV., Arata Isozaki. Opere e progetti, Milano, Electa, 1994, ISBN 88-435-4942-1.
  • Andrea Maffei, Arata Isozaki - Palahockey, in "Area", nº 75, luglio/agosto 2004, pp. 125–126. URL consultato il 25 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2008).
  • Numero monografico, in "Area", nº 80, maggio/giugno 2005, SBN IT\ICCU\RCA\0720392.
  • Laura Andreini, Arata Isozaki: Nara Centennial Hall, in "Area", nº 48, settembre/dicembre 2005. URL consultato il 25 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2013).
  • Sarah F. Maclaren, “Arata Isozaki e la fine dell'utopia”, in “Il senso della fine”, in Ágalma. Rivista di studi culturali e di estetica, nº 19, 2009, pp. 61-75, ISSN 1723-0284 (WC · ACNP).
  • AA.VV, ARATA ISOZAKI | Sperimentazione e visione tra Oriente e Occidente (Corriere della Sera), LEZIONI DI ARCHITETTURA E DESIGN, nº 14, 2016.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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