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Arkengemma

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«Era come un globo dalle mille facce; splendeva come argento alla luce del fuoco, come acqua al sole, come neve sotto le stelle e come la pioggia sopra la luna»

(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit)

L'Arkengemma (Arkenstone in inglese) è il nome dato a una pietra preziosa di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La gemma è anche chiamata Arkenpietra di Thráin o Cuore della montagna.

DescrizioneModifica

Viene descritta ne Lo Hobbit come una meravigliosa grande gemma bianca, il gioiello regale del regno nanico di Erebor, la Montagna Solitaria. L'Arkengemma secondo la descrizione data nel libro brillava di luce propria, ma essendo stata tagliata e modellata da Nani, rifletteva e moltiplicava anche qualsiasi luce che si rifrangeva sulla sua superficie; è la più grande gemma mai estratta nella Montagna Solitaria, scoperta da Thráin I detto il Vecchio, dopo l'anno 1999 della Terza Era, quando molti Nani fuggiti da Moria dopo il risveglio del Balrog, fondarono il Regno sotto la Montagna.

L'Arkengemma divenne cimelio di famiglia della discendenza di Durin, fino a giungere a Thorin Scudodiquercia, che la reclamò durante la Battaglia dei cinque eserciti ad Erebor. La pietra, che era andata perduta quando il drago Smaug prese la montagna (2770 della Terza Era), fu ritrovata da Bilbo in mezzo al tesoro del drago poco prima della battaglia (2941 della Terza Era), mentre perlustrava le aule della reggia dei nani. Bilbo, avendo compreso l'importanza che la pietra aveva per Thorin, la mise in tasca senza rivelarne il ritrovamento. Durante la spartizione del tesoro l'Arkengemma non venne perciò ritrovata da Thorin.

Quando i Nani si rifiutarono di condividere una qualsiasi parte del tesoro con Bard l'Arciere di Pontelagolungo (che aveva ucciso Smaug) e Re Thranduil del reame silvano (che reclamava i gioielli appartenuti agli elfi), Bilbo decise di usarla come merce di scambio per far finire l'assedio a cui era sottoposta la montagna. La gemma sarebbe stata restituita solo in cambio di una parte del tesoro. Durante la battaglia Thorin fu ferito a morte, ma prima di morire rinsaldò il legame di amicizia con Bilbo e ritornò in possesso dell'Arkengemma che fu posta, insieme alla sua spada Orcrist, sul suo tumulo, nelle profondità della Montagna Solitaria.

È stato teorizzato che l'Arkengemma fosse uno dei Silmaril di Fëanor, quello che, come si dice nel Silmarillion, andò in seno alla terra.[1] Tuttavia nel testo non ci sono segni evidenti a supporto di questa teoria.[2]

Trasposizioni cinematograficheModifica

  • Nel film Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, l'Arkengemma viene descritta come un gioiello ovale iridescente, simbolo del potere del re dei nani, perduta da Thrór, nonno di Thorin durante l'assalto di Smaug alla montagna.
  • Nel sequel Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, viene rivelato che il possesso dell'Arkengemma avrebbe dato a Thorin l'autorità necessaria per unire tutti gli eserciti dei nani e lanciare un assalto per liberare Erebor dal drago.

NoteModifica

  1. ^ Was the Arkenstone a Silmaril?, su askmiddlearth.tumblr.com.
  2. ^ Felagund Dawn, So About That Theory That the Arkenstone Is a Silmaril, su Heretic Loremaster. URL consultato il 15 marzo 2015.
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