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Arcidiocesi di Berito

Berito
Sede arcivescovile titolare soppressa
Archidioecesis Berytena
Patriarcato di Antiochia
Sede titolare di Berito
Mappa della diocesi civile d'Oriente (V secolo)
Istituita XIV secolo
Soppressa 1931
Stato Libano
Regione Fenicia
Arcidiocesi soppressa di Berito
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

L'arcidiocesi di Berito (in latino: Archidioecesis Berytena) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

L'antica arcidiocesi bizantinaModifica

Berito, l'odierna città di Beirut in Libano, è un'antica sede vescovile della provincia romana di Fenicia Prima nella diocesi civile d'Oriente, nel patriarcato di Antiochia.

Nulla si conosce sulle origini del cristianesimo a Beirut. Non è attendibile l'affermazione dello pseudo Doroteo di Tiro, secondo il quale primo vescovo sarebbe stato Quarto, cristiano di Corinto menzionato nella Lettera ai Romani 16,23. Originario di Beirut era il martire Pamfilio, morto a Cesarea marittima nel 309 e maestro dello storico e vescovo Eusebio.

Primo vescovo conosciuto è Eusebio di Nicomedia, che, cosa rara nel IV secolo, fu trasferito alla sede di Nicomedia attorno al 324. Gli succedette Gregorio, presente al concilio di Nicea del 325.

Risale a quest'epoca il presunto miracolo dell'icona del Salvatore, leggenda secondo la quale da un'icona di Gesù, trafitta con la lancia da un gruppo di ebrei, sarebbe sgorgato sangue e acqua in tale abbondanza da guarire miracolosamente decine di ammalati. Una redazione del miracolo fu letta al secondo concilio di Nicea (787) per provare la legittimità del culto delle immagini.[1]

All'epoca del vescovo Eustazio si tenne a Beirut nel 448 o 449 un concilio preparatorio del sinodo di Tiro dove fu esaminato l'affare di Iba di Edessa, condannato dal concilio di Efeso e riabilitato al concilio di Calcedonia del 451.

Inizialmente era suffraganea dell'arcidiocesi di Tiro, ma per le insistenze di Eustazio l'imperatore Teodosio II elevò la diocesi di Beirut al rango di sede metropolitana con sei diocesi suffraganee: Biblo, Botri, Tripoli, Ortosia, Arca e Antarado. Ma questa decisione fu contesta dal metropolita di Tiro, che vedeva lesi i propri diritti. Il concilio di Calcedonia annullò la decisione imperiale, garantendo comunque a Beirut il rango di arcidiocesi autocefala senza suffraganee, ossia direttamente soggetta al patriarca di Antiochia.

Poco si conosce dei cristiani di Beirut dal VI secolo, soprattutto perché il terremoto del 555 devastò drammaticamente la città, che in seguito fu occupata dagli Arabi mussulmani. Tuttavia si conosce il nome di un altro vescovo nel IX secolo, Tommaso, segno che una comunità di lingua greca e di rito bizantino esisteva ancora in quel periodo.

La diocesi latinaModifica

Durante la prima crociata, Berito (o anche Baruth) fu occupata dai Crociati che la conquistarono il 13 maggio 1110 (o 27 aprile 1111) e ne furono scacciati il 21 luglio 1291. Per 180 anni circa divenne sede di una diocesi di rito latino, suffraganea di Tiro. Nel 1291 il clero ed il capitolo fuggirono a Cipro nella speranza di poter rientrare nella loro sede, cosa che non sarebbe mai avvenuta. Tuttavia ancora nel 1322 il capitolo della cattedrale era regolarmente costituito a Nicosia, quando elesse il vescovo Emmanuele.

Dal XIV secolo Berito divenne una sede titolare, prima vescovile e poi arcivescovile. Fino a metà del Cinquecento la cronotassi dei vescovi è abbastanza confusa ed è evidente la presenza di serie distinte di titolari. La sede è stata soppressa nel 1931.

Cronotassi degli arcivescovi greciModifica

  • Quarto † (I secolo)
  • Gregorio † (menzionato nel 325)
    • Macedonio † (menzionato nel 344) (vescovo ariano)
  • Timoteo † (circa 381 - 449)
  • Eustazio † (prima del 448/449 - dopo il 451)
  • Aristo †
  • Giovanni † (474 - 491)
  • Marino † (menzionato prima del 518)
  • Talassio † (menzionato nel 536 circa)
  • Tommaso † (menzionato nell'869)

Cronotassi dei vescovi latiniModifica

  • Balduino † (menzionato nel 1136)
  • Giovanni † (menzionato nel 1146)
  • Guglielmo † (menzionato nel 1147)
  • Mainardo † (? - 25 aprile 1174 deceduto)
  • Rainaldo † (2 maggio 1175 consacrato - 13 settembre 1180 deceduto)
  • Odo (Oddone) † (1181 consacrato - 1190 deceduto)
  • Roberto † (prima del 1210)
  • Anonimo † (menzionato il 10 luglio 1221)
  • Gualerano (Valerano) † (prima del 1233 - dopo il 1245)
  • Anonimo † (menzionato il 22 dicembre 1248)
  • Anonimo † (menzionato il 31 luglio 1254)
  • Bernardo † (menzionato nel 1267 circa)
  • Bartolomeo † (circa 1272 - 1283)

Cronotassi dei vescovi e arcivescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ Al miracolo accenna anche il Vetus Martyrologium Romanum alla data del 9 novembre.
  2. ^ Succede a Egidio de Merica.
  3. ^ Farfa e Gaeta sono episcopi Barutensis.
  4. ^ Secondo Eubel succede a Francesco Gaeta.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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