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Arcidiocesi di Marsiglia

arcidiocesi della Chiesa cattolica in Francia
Arcidiocesi di Marsiglia
Archidioecesis Massiliensis
Chiesa latina
Cathedralmajormarseille.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Aix, Ajaccio, Avignone, Digne, Fréjus-Tolone, Gap, Nizza
Arcivescovo metropolita Jean-Marc Aveline
Arcivescovi emeriti Georges Paul Pontier
Sacerdoti 233 di cui 133 secolari e 100 regolari
3.103 battezzati per sacerdote
Religiosi 125 uomini, 375 donne
Diaconi 25 permanenti
Abitanti 1.055.980
Battezzati 723.025 (68,5% del totale)
Superficie 650 km² in Francia
Parrocchie 119
Erezione I secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Maggiore
Indirizzo 14 Place du Colonel-Edon, 13284 Marseille CEDEX 07, France
Sito web marseille.catholique.fr
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Francia
La basilica della Madonna della Guardia domina la città di Marsiglia
Resti dell'antica cattedrale di Marsiglia, chiamata église de la vieille Major

L'arcidiocesi di Marsiglia (in latino: Archidioecesis Massiliensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Francia. Nel 2016 contava 723.025 battezzati su 1.055.980 abitanti. È retta dall'arcivescovo Jean-Marc Aveline.

TerritorioModifica

L'arcidiocesi comprende l'arrondissement di Marsiglia, mentre la restante parte del dipartimento francese delle Bocche del Rodano appartiene all'arcidiocesi di Aix.

Sede arcivescovile è la città di Marsiglia, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Maggiore. Domina la città la basilica di Notre-Dame-de-la-Garde. Nella stessa città episcopale sorgono anche altre 2 basiliche minori: la basilica di San Vittore e la basilica del Sacro-Cuore.

Il territorio è suddiviso in 17 settori e 119 parrocchie.

Provincia ecclesiasticaModifica

La provincia ecclesiastica di Marsiglia comprende le seguenti diocesi suffraganee:

StoriaModifica

 
La Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, costruita nel XIX secolo.

La diocesi fu eretta secondo la tradizione nel I secolo. La fondazione della comunità cristiana di Marsiglia infatti risalirebbe ai tempi apostolici e sarebbe legata all'apostolato di san Lazzaro, risuscitato da Gesù secondo il racconto dell'evangelista Giovanni (Gv. 11,1-44), che sarebbe giunto a Marsiglia con Maria Maddalena e le sorelle Marta e Maria. Il primo vescovo di cui si abbia riscontro documentale fu Oresius, presente al primo concilio di Arles del 314.

La comunità cristiana di Marsiglia ricorda in particolare i martiri dell'inizio del IV secolo, tra i quali san Vittore, sulla cui tomba nel V secolo Giovanni Cassiano eresse l'abbazia di San Vittore, una tra le più importanti del sud-est della Francia.

Il concilio di Torino del 401 confermò il diritto del vescovo Procolo di consacrare vescovi di alcune diocesi che tradizionalmente gravitavano attorno alla sede marsigliese. In un'epoca in cui non erano ancora chiari e garantiti i diritti degli arcivescovi metropolitani, come invece avveniva in Oriente, queste decisioni di Torino suscitarono le reazioni di Patroclo di Arles e di altri metropolitani. La decisione di papa Zosimo del 417 dette ragione ad Arles e di fatto sottomise la diocesi di Marsiglia alla provincia ecclesiastica di arlesiana; lo rimarrà fino alla rivoluzione francese.

Nel 533 fu celebrato a Marsiglia un concilio dove venne giudicato e deposto Contumelioso, vescovo di Riez: è l'unico, tra i concili della Gallia antica, celebratosi a Marsiglia.

Nel XII secolo venne ricostruita la cattedrale, oggi chiamata église de la vieille Major, in quanto fu sostituita dalla nuova cattedrale, edificata tra il 1852 e il 1893.

Si deve al vescovo Toussaint de Forbin-Janson l'istituzione del seminario diocesano e delle conférences ecclésiastiques, specie di sessioni di aggiornamento per i preti della diocesi, in ottemperanza alla decisioni del concilio di Trento sulla formazione del clero.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi di Marsiglia fu soppressa e il suo territorio unito a quello dell'arcidiocesi di Aix.

Nel giugno 1817 fra Santa Sede e governo francese fu stipulato un nuovo concordato, cui fece seguito il 27 luglio la bolla Commissa divinitus, con la quale il papa restaurava la diocesi di Marsiglia. Tuttavia, poiché il concordato non entrò in vigore in quanto non ratificato dal Parlamento di Parigi, questa erezione non ebbe effetto.

Il 6 ottobre 1822 la diocesi fu definitivamente ripristinata con la bolla Paternae charitatis del medesimo papa Pio VII, come suffraganea dell'arcidiocesi di Aix.

Il 31 gennaio 1948 la diocesi è stata elevata al rango di arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede con la bolla Inter conspicuas di papa Pio XII.

L'8 dicembre 2002, con la riorganizzazione delle circoscrizioni diocesane francesi, l'arcidiocesi è divenuta sede metropolitana.

Cronotassi dei vescoviModifica

StatisticheModifica

L'arcidiocesi nel 2016 su una popolazione di 1.055.980 persone contava 723.025 battezzati, corrispondenti al 68,5% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 ? 900.000 ? 541 321 220 ? 300 1.275 110
1970 900.000 1.000.000 90,0 314 314 2.866 1.300 123
1980 709.000 1.052.000 67,4 562 296 266 1.261 3 319 1.450 124
1990 679.000 1.015.000 66,9 415 240 175 1.636 10 249 1.052 124
1999 669.000 1.000.000 66,9 341 191 150 1.961 15 209 781 122
2000 661.000 988.723 66,9 322 172 150 2.052 19 209 778 122
2001 650.000 988.725 65,7 323 173 150 2.012 21 209 776 122
2002 650.000 988.723 65,7 321 173 148 2.024 20 206 745 122
2003 650.000 988.723 65,7 319 171 148 2.037 19 177 602 122
2004 700.000 988.723 70,8 313 165 148 2.236 21 183 599 122
2013 715.000 1.048.521 68,2 244 154 90 2.930 26 111 428 122
2016 723.025 1.055.980 68,5 233 133 100 3.103 25 125 375 119

NoteModifica

  1. ^ Gli autori ritengono che in una lettera di papa Celestino I del 26 luglio 428 si faccia ancora menzione di Procolo, benché non appaia il suo nome.
  2. ^ Fu vescovo ai tempi di papa Gelasio I (492-496), con il quale ebbe uno scambio epistolare.
  3. ^ Ignorato da Gallia christiana, è ammesso da Duchesne e Albanès, ma con un ordine diverso; per Albanès, Cannato precede Onorato.
  4. ^ I vescovi Ausanio e Emeterio parteciparono ai concili di Marsiglia (533) e di Arles (554) e sono menzionati negli atti conciliari, dove però non è indicata la sede episcopale di appartenenza. Secondo Duchesne l'attribuzione alla sede di Marsiglia è dubbia; Albanès, pur condividendo il medesimo dubbio, li inserisce nella sua cronotassi. Ausanio è assente in Gallia christiana.
  5. ^ Sconosciuto a Gallia christiana.
  6. ^ Prima di Mauronto, Albanès inserisce con il beneficio del dubbio, due vescovi, menzionati dalla tradizione, ma sui quali non esistono prove della loro appartenenza alla sede marsigliese: Ambrogio (683) e Abdalongo (VIII secolo). Ambrogio è assente in Gallia christiana.
  7. ^ Ignorato da Gallia christiana, che al suo posto inserisce un Onorato II, che né Duchesne né Albanès prendono in considerazione.
  8. ^ Duchesne e Albanès datano in modo diverso i due diplomi del re Lotario, scritti lo stesso giorno e indirizzati a Teodeberto.
  9. ^ Il documento che menziona il vescovo Gulfarico riporta solo l'indizione (l'undicesima), che può corrispondere, secondo Duchesne, all'848 o all'863. Albanès lo attribuisce all'863.
  10. ^ Gulfarico e Babone sono assenti in Gallia christiana.
  11. ^ Eugène-Henri Duprat, Un évêque inconnu du Xe siècle à Marseille, in Revue d'histoire de l'Église de France, 112 (1941), pp. 165-179.
  12. ^ Data ipotetica di successione a Pons I; è menzionato per la prima volta solo nel 1014.
  13. ^ Successore immediato di Pons II, è tuttavia menzionato con certezza per la prima volta in un documento del 1093.
  14. ^ Data ipotetica di successione; il primo documento che lo menziona è del 1192.
  15. ^ Deceduto prima della consacrazione episcopale; cfr. Albanès, Armorial & sigillographie, p. 81.
  16. ^ Eletto dal capitolo l'11 luglio 1509.
  17. ^ Nominato dal re francese il 31 maggio 1684, fu confermato dalla Santa Sede solo nel 1692.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN148689310 · LCCN (ENn85225083 · BNF (FRcb12225298h (data) · WorldCat Identities (ENn85-225083
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